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Una Direzione Democratica abastanza “atipica” dove, invece di apportare delle risposte in ambito politico ci si è scagliati, dopo l’apertura del Segretario provinciale Michele Bassanelli, del “futuro” Segretario Nazionale Andrea Baldini (Resp. dell’organizzazione dei GD) e di Sara Battisti Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio, verso l’intervento di Gianni Ottaviani [QUI ALLEGATO] trasmessoci telematicamente per l’impossibilità a partecipare, causa esami universitari e letto in apertura del dibattito. Detto questo, non mi rimane che dirvi che le Primarie non si terranno ma si andrà a Congresso.
Segue discorso tenuto nella Direzione dei Giovani Democratici il 10 dicembre 2011.

GIOVANI DEMOCRATICI DI VITERBO
Dicembre 2011 ore 17,30
Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici
dal Resp. alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei GD di Viterbo Marco Gentili.
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Cari Democratici e Democratiche,
buon pomeriggio a tutti!
Apprendo con grande dispiacere l’assenza di Fausto Raciti, anche se come mi pare di aver visto, qui sotto ha portato qualcuno e, poi purtroppo, si è dato alla fuga, ma siccome non ho controprova sorvolo. Il mio discorso è rivolto a lui e anche se non c’è lo faccio come se lui fosse presente, come se mi rivolgessi alla sua persona. Spero non sia offensivo nei confronti del suo presunto sostituto che saluto e a cui do il benvenuto.
Inizio col dire che da Sara attendo, come sa già, ancora una risposta all’e-mail che scrissi esattamente l’11 aprile 2011 a proposito della situazione grave e generale di immobilismo che già allora aveva intaccato la spinta politica propulsiva dei Giovani Democratici e spero che oggi possa o, meglio, possiate rispondere.
Per quanto riguarda te Fausto, come risaputo, è la prima volta che, correggimi se sbaglio, sei presente in questo palazzo della Federazione di Viterbo, per un appuntamento che è stato organizzato in vista del futuro Congresso dei Giovani Democratici.
In tre anni di mandato ricordo di averti ascoltato, insieme a tutti i giovani democratici, presenziando con piacere e voglia di contribuire politicamente ad un cambiamento costruttivo dei nostri tempi, alla Seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici e fu quella l’unica occasione in cui ti ho seguito con l’idea incoraggiante di abbracciare una nuova epoca intrisa di motivazione, di coraggio e di linee, come meglio dire, fattive.
Da allora, più di sapere che Fausto Raciti è il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, non ho saputo più nient’altro. Ho conosciuto dalla precedente Assemblea il tuo ruolo ed ero consapevole del compito che andavi a rappresentare politicamente ma, a parte questo, sei rimasto per me solo un emblema, solo una bandiera rappresentativa di una organizzazione che non ha realizzato un programma degno di tutelare la parte migliore di una generazione.
In questo lunghissimo periodo abbiamo tutti indistintamente appreso dalle tue parole, espresse in alcuni appuntamenti, l’inevitabile capitolare della politica del nostro Paese e abbiamo in tantissime occasioni, anche giustamente, evidenziato il fatto che i progetti dei Giovani Democratici non dovevano assolutamente appiattirsi sugli schemi interni del partito e che non dovevano rimanere estranei alla realtà in cui si nasce, si cresce e si vive, calata nella vita sociale e pubblica, vicina ai cittadini, alle cittadine e ai ragazzi del nostro tempo. Hai più volte esposto la difficoltà di gestire le dinamiche locali spesso complesse col dire poi che non erano però irrisolvibili.
Tutto ciò ti fa onore senza dubbio per la presa di coscienza di una realtà in crisi e che necessita di una lucida consapevolezza ma quello che non hai mai fatto è presentare sul tavolo un progetto politico e intellettuale che avrebbe dato un senso a questi tuoi tre anni di mandato.
Cosa risponderesti se ti rivolgessi le seguenti banali domande?: “Cosa hai fatto come Segretario dei Giovani Democratici” e “Quale è secondo te il ruolo di un Segretario”?, “Come hai concretizzato la capacità di intervento di cui ti sei fatto bandiera in qualche discorso che a fatica abbiamo seguito in appendice a qualche evento?”.
Mentre formuli le tue eventuali risposte, rivolgendomi con intensità e anche con rabbia a tutti i presenti, nonché anche a te, voglio assolutamente ribadire quanto segue: “c’era bisogno di aspettare Sanremo 2010 per inventarsi qualche cosa di programmatico dal Nazionale? Per cucire intorno ai giovani una cornice di visibilità? Senza averci detto e informati di nulla?”.
A questo punto, perché no! Potremmo proporre in questa sede di partecipare all’Isola dei Famosi oppure, che ne so, alla Talpa! Tanto a muoverci nel buio siamo abituati. Ragazzi, non posso non esprimermi diversamente, mi è rimasta soltanto la provocazione e me ne addoloro.
Abbiamo uno Statuto, abbiamo un organigramma, i giovani hanno una enorme opportunità di incidere con indirizzi politici seri e di arrivare molto lontano. La visibilità è un fattore che dobbiamo meritarci con l’organizzazione di un assetto a piramide che abbia il suo motore nell’attività politica dei giovani e il suo timone nella figura del Segretario Nazionale, fino ad oggi assente.
E’ palese, lo ripeto, che la giovanile in essere è molto distante da tutto quello che abbiamo appena menzionato. Questa non ha mai spiccato il volo e non si è mai veramente impegnata a darsi spinta alcuna per prefiggersi dei concreti obiettivi e darsi da fare con anima e corpo per raggiungere e realizzare una realtà circostante unita e compatta.
A tre anni dall’inizio di quella nuova fase politica che per molti avrebbe dovuto inaugurare il “secondo tempo” del Partito Democratico, io non ho preso atto di nessun cambiamento.
Vogliamo renderci conto che la giovanile racchiude in sé un tesoro prezioso, che la giovanile può essere e deve essere un laboratorio di idee guidato da persone che non siano ad un passo dalla soglia dei 30 anni e che, anche nel nostro territorio ha bisogno di essere rilanciato? Non possiamo continuare a tenerci attaccati al rimorchio del Partito Democratico nazionale o di quello viterbese. Siamo noi che, attivamente, dobbiamo aprirci una campagna innovativa che ci porti a cavalcare l’onda dell’innovazione.
Ci rendiamo conto che i temi da trattare sono tanti? Dal diritto ad un lavoro che tuteli un futuro che non sia a tempo determinato al diritto all’istruzione non ostacolato da tasse e percorsi burocratici che tolgono sostanza all’acquisizione di interessi che sono colonne di vita; penso altresì alla tutela Individuale del proprio corpo e delle proprie scelte, il caso di Lucio Magri morto in Svizzera, per esempio, è solo il caso più attuale. La Ricerca Scientifica e il tema Europa e alla possibilità di lottare perché la cittadinanza sia quella relativa ad un Europa unita, così come Spinelli, Einaudi ed altri la definivano nel loro famoso Manifesto di Ventotene.
L’iniziativa di RUN Tuscia, avvenuta martedì 15 novembre, presso l’Università degli Studi della Tuscia, è un esempio da perseguire sì. Rivolgendomi, però, per un istante anche a Michele Bassanelli, Segretario provinciale, gli consiglio che, prima di fissare iniziative del genere se ne discute al nostro interno perché, per come siamo messi non basta una Segreteria. Serve vedersi, prima, sul percorso da fare assieme e sulle campagne, poi si avvia un minimo di coinvolgimento, e da lì poi il successo della campagna è garantito.
I giovani, tornado al Manifesto di Ventotene del 1941, per un’Italia unita e federalista, dovrebbero sentire l’Europa come la propria patria di appartenenza e non essere fermati dai confini pesantemente burocratici che smorzano la loro capacità di andare oltre e di confrontarsi con realtà diverse solo per certi aspetti ma pur sempre europee.
Per tutti questi motivi che per ragioni di tempo non posso elencare ulteriormente sono qui oggi, come sempre. Porto nel cuore il valore e la dignità della democrazia che voglio condividere con tutti voi Giovani Democratici.
Sono indignato, e voglio esprimere tutta la mia indignazione per la classe politica italiana, compresa la nostra, sensibilmente invecchiata, prevalentemente ammanicata, mancante di una sufficiente visione di insieme, debole in competenze e preoccupata più di conservare il proprio potere piuttosto che guidare il Paese verso percorsi di crescita e di sviluppo.
Non voglio, Fausto, rassegnarmi all’idea di avere visto commettere errori politici e amministrativi nella nostra organizzazione e né genuflettermi a scelte dettate e imposte dall’alto. Voglio scegliere di oppormi con convinzione di causa di fronte allo stallo dei dialoghi interni ed esterni.
A questa scelta politica, voglio fortemente lanciare un segnale di alternativa. Riuniamoci più volte, anche se lo statuto nazionale non prevede in maniera dettagliata questo. Decidiamo di vederci in maniera più costante per discutere sul da farsi, perché senza dialogo tra di noi non possono partire iniziative come quelle prima descritte.
Restituiamo anima ai nostri circoli, quelli apparentemente ancora attivi, ma che da qualche anno sono diventati contenitori chiusi e svuotati, volti all’autoconservazione delle oligarchie esistenti, refrattari a qualunque domanda di cambiamento e di democrazia interna.
Raccontiamoci in faccia gli errori del passato e da quelli imbastiamo una progettualità politica che può scavalcare l’ostacolo della crisi e che abbia la capacità emotiva di comunicare coi piani alti ma dotati di buone orecchie della politica centrale. Facciamolo con il coordinamento di azioni pacifiche ma dimostrative di quanto valiamo e di che cosa vogliamo.
Una volta, Fausto, se ricordo bene, parlasti di capacità critica e di reinterpretazione dei cicli storici. Bene! È arrivato il momento di sfruttare queste abilità perché finora sono rimaste scatole vuote. Utilizziamo il nostro statuto e la nostra organizzazione e prepariamoci ad affrontare nuove primarie, dove questa volta siano vere e trasparenti.
Facciamolo ora per il nostro futuro, per il nostro presente!
Grazie ancora per l’ascolto,
Il vostro Responsabile alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo,
Marco Gentili

Mentre l’era di Berlusconi che ha prodotto tanti danni al Paese e ha profondamente danneggiato l’immagine dell’Italia all’estero si dice sia finita, oggi 21 novembre 2011, per chi non lo ricordasse ancora, finisce l’era dei Giovani Democratici, iniziata il 21 novembre 2008. Finiscono i tre anni di un mandato tenebroso ed ininfluente per il modo apatico con cui è stato gestito. Oggi finisce l’era del nostro Segretario nazionale, Fausto Raciti.
Mesi fa, tuttavia, mi erano giunte voci del commissariamento ai ragazzi napoletani voluto attuare e imporre dal nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici, per una vicenda molto curiosa. I Giovani campani, sprovveduti di tessere, si sono rivolti come prassi a Pietro Grimaldi Segretario regionale dei Giovani Democratici, e preciso che era in Esecutivo Nazionale, il quale ha dato disposizione di non preoccuparsi per il tesseramento tanto da non concedere il materiale apposito. Suvvia, lo sapete tutti, il materiale è troppa roba per i Giovani Democratici.
I Ragazzi, però, si sono presi la briga di affidarsi all’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio delle tessere, cui a fatto seguito l’ennesimo commissariamento. Ho perso il conto dei commissariamenti fatti in questi tre anni.
Il Segretario nazionale Raciti affermava:
Peccato che la commissione di garanzia nazionale dei Giovani Democratici, composta da 21 membri, sempre ammesso che si sia riunita, si è espressa sulla vicenda senza numero legale.
Ripeto, sempre che questa si sia riunita, cosa che vedendo i precedenti amministrativi della giovanile mi lascia un po’ perplesso, a deliberato solamente con 6 membri effettivi. Questo apparentemente è quanto indicato da uno dei componenti della suddetta commissione dei Giovani Democratici e, di cui al momento e per correttezza, mi riservo di indicarvi il nome.
Detto questo, però, volevo mettervi a conoscenza anche della e-mail che ho sentito necessità di recapitare al Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio Sara Battisti, dopo la direzione tenuta il 08/04/11 e l’elogio delle Primarie della giovanile in Federazione PD di Viterbo. Sprovvista ancora di risposta.
[Clicca sopra l'immagine per ingrandirla]
Segue testo:
Alla gentile attenzione,
del Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio
Sara BattistiCara Sara,
mi hai cortesemente chiesto una e-mail per comunicarti i molti interrogativi nel passato della giovanile del Partito Democratico, che per correttezza non ho voluto esporti venerdì sera, e ora con piacere cerco di riportarli alla tua attenzione.In Direzione, tenuta lo scorso venerdì 8 aprile 2011 in Federazione PD di Viterbo, hai parlato delle Primarie dei Giovani Democratici che abbiamo realizzato e sulle quali, a differenza dei molti ragazzi nuovi presenti, sia il sottoscritto, il Segretario provinciale Michele Bassanelli e te sappiamo, o dovremo sapere come sono state realizzate. Ad oggi non c’è alcuna ufficializzazione riguardo lo spoglio dei voti e alcuna segnalazione in merito a quale sia stata la modalità adottata per la raccolta dei voti. In pratica nessuna ufficializzazione dall’Organizzazione del Partito Democratico.
L’immobilismo della Giovanile è più che mai evidente; non abbiamo mai avuto liquidità per le eventuali azioni politiche da svolgere sui territori solo perché qualcuno che, sfortunatamente, ancora ci amministra, aveva paura di chiedere un incontro formale sul tema. E’ brutto dirlo, ma non abbiamo mai avuto un Segretario nazionale dei Giovani Democratici che attraverso carisma, entusiasmo e la sua azione politica svolta potesse raffigurarci.
le Assemblee nazionali [prima e seconda], mai più svolte e le Direzioni nazionali richieste più volte ci hanno portato e traghettato verso una tempesta fatta di anonimità, rassegnazione e indignazione al brutto, al peggio, all’ineluttabilità dello sfacelo, a pochi mesi dalla scadenza del mandato di Fausto Raciti. Tant’è vero che anche il nuovo sito nazionale dei GD non è mai stato strutturato seguendo una logica, anche perché gli ultimi post risalgono al 2010.
Il successore di costui sarà veramente Andrea Baldini responsabile dell’organizzazione dei GD? Se sì, in che modo e con che modalità? E’ possibile pensare a un futuro, a un cambiamento? Io non penso che basti far dimettere Raciti, o la sua Segreteria. In primo perché avrebbero dovuto avere il coraggio di farlo subito, dopo l’assurda votazione avvenuta alla seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici.
Serve un nuovo Segretario, sì! Ma non serve un passaggio di testimone. Penso piuttosto che sia necessario ricostruire prima un humus sociale diverso per far crescere e formare un progetto alternativo di Giovanile, rispetto a quello che ci è stato proposto finora.
Sono convinto che questo progetto alternativo non debba essere “proposto”, ma semplicemente “imposto” da noi tutti. Per questo è necessario cambiare noi per primi cercando di fare sentire quella voce democratica che, nel bene o nel male ho sempre cercato di ascoltare. Credo dunque che sia una decisione che debba essere ricostruita tra tutti noi, tra quanti ci guardano e quanti semplicemente ascoltano. Prioritaria però è la necessità di nuove primarie, che molti vogliono osteggiare sin da ora. Curate e gestite, questa volta, dalla nostra Organizzazione. Prioritaria è la Democrazia. Prioritaria è la Politica, in questo paese. Interrogarsi nuovamente: cos’è successo in questi tre anni? In che Giovanile siamo?
Serve la prossimità del quotidiano, quella in cui ha modo davvero di esercitarsi l’essere politico di ciascuno di noi: nelle decisioni, nelle scelte e nelle azioni.
Nulla di meno astratto, nulla di più prossimo a noi. Ma l’identità tra aggettivo e sostantivo “giovane = Giovanile” vale ancor oggi come nel 2008 quando i Giovani Democratici stavano nascendo? O qualcosa di quel “giovane = Giovanile” si è perso per strada? La somma di tutte le singole amenità politiche spicciole che abbiamo subito giorno dopo giorno ha trasformato questa Giovanile in un meccanismo sempre più difficile da gestire e sopportare. Non è possibile che un organizzazione individuale e staccata dal Partito Democratico risponda sempre con un “forse” o un “domani vedremo”, per interessi di mora che moltiplicano giorno dopo giorno, con una risposta inutile quando non assente. No! Non è possibile cara Sara.
Bene, io ripeto che malgrado tutto ci sono ancora e ti faccio una proposta forse oscena. Ricominciamo a essere un qualcosa di democratico. La scelta scellerata e dittatoriale di tramandazione spudorata con il passaggio di ruolo, se permetti non la acconsento e non la acconsentirò mai. A costo di presentare una autocandidatura! Ricominciamo a operare per un bene comune. Per noi stessi e per quelli che ci staranno vicino di poltrona. Possiamo farlo tutti: operando delle scelte, mettendo in campo delle proposte, opponendoci quando bisogna opporsi e assentendo quando è giusto dire di sì.
E’ inutile e dannoso allontanarsi dalla politica, fosse anche come conoscenza critica. Ecco cosa vi propongo allora, da adesso alla fine del mandato di Raciti, proprio perché per un progetto simile io ci sono stato sempre, e voi?
Io non mi fermo. Non mi fermano le opposizioni politiche, interne o esterne. Non mi fermano le difficoltà e non mi ferma l’essere in pochi o in molti. Perché purtroppo sono innamorato sì, ma della democrazia!
Ribadendo queste osservazioni mi auguro di ricevere da te una risposta tempestiva e nel contempo la possibilità eventuale di rendere pubblica questa e-mail e la tua successiva risposta.
Davvero affettuosamente,
Marco Gentili
Ora che il mandato del nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici è giunto al termine, voi non pensate che invece di un semplicissimo Congresso ci sia bisogno di mettere mano a questi Giovani Democratici? Ai posteri ardua sentenza.
Innanzitutto vi saluto cordialmente anche a nome del Consiglio Comunale dei Giovani, porgendo il mio sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti e soprattutto ai veri protagonisti di questa premiazione: i vincitori di quest’anno.
Sotto l’Amministrazione Mazzola, grazie alla votazione unanime del Consiglio dei Giovani del 19/03/10 su mia proposta per i premi al merito, è stato possibile dar vita per il secondo anno consecutivo a questa iniziativa che ci vede fieri ed orgogliosi di premiare gli allievi Tarquiniesi che si sono distinti nel conseguimento della maturità nell’anno scolastico 2010/2011, rendendoci ancor più speranzosi ed ottimisti nei confronti della nuova generazione che spesso viene anche ingiustamente mortificata e troppo poco spesso gratificata, come ahimè ci insegna la disastrosa sperimentazione del Ministro Maria Stella Gelmini atta a mortificare la scuola più che premiare gli allievi e gli insegnanti che lavorano di più e meglio. A mio avviso va coltivata ed incentivata una cultura che prevede l’esortazione e la gratificazione degli studenti che superano brillantemente la maturità, ma dobbiamo prospettare loro un mondo del lavoro il più adeguato possibile.
I tagli lineari praticati nella Scuola Pubblica non consentono l’auspicata modernizzazione delle nostre “palestre di vita”.
Detto ciò chiudo qui il discorso perché credo sinceramente che in questo giorno di festa debba essere momentaneamente accantonata ogni polemica ed illazione per dedicarsi completamente alla premiazione di coloro che si sono distinti nella massa per i meritevoli risultati.
In ultimo desidero formulare ringraziamenti: a tutti i Dirigenti Scolastici e ai Docenti dei vari istituti per aver contribuito, con il Comune di Tarquinia, alla riuscita di questa consueta manifestazione. E, infine, rinnovo i più vivi complimenti ai premiati con l’augurio di sempre maggiori soddisfazioni per una vita degna di essere vissuta.
Marco Gentili.
Leggi anche l’articolo tratto dal Nuovo Corriere di Viterbo del 21/08/11 e guarda le foto dei premiati.
Partendo da Patrizia D’Addario, che si era recata a palazzo Grazioli munita di registratore e che dopo l’intervista del 2009 al Corriere della Sera fece scoppiare il sexgate che avrebbe poi portato alla rivelazione di decine di love story avute dal presidente del Consiglio con giovani ragazze, si è risaputo che la suddetta escort ha ritrattato tutto, chissà perchè proprio sul quotidiano di Libero.
Passando invece alla famosa Ruby rubacuori, torniamo anche qui indietro. Ennesima sorpresa di Kharima el Mahroug – nome anagrafico della vulcanica diciottenne italo-araba – che ha cambiato avvocato. Non sarebbe una notizia, visto che è la quinta volta dall’inizio di questo pasticcio che la ragazza si sceglie un nuovo difensore.
Proseguendo con il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che è tornato indietro anche lui, sì, è tornato infatti a parlare sul controverso caso di Alfonso Papa, il parlamentare Pdl indagato nell’ambito dell’inchiesta P4.
Sono confuso, poi mi sono detto: “ma in tutto ciò tu sei solo un complemento, non il soggetto”. Eh giá, ma, senza un complemento, un soggetto che cazzo fa nella grammatica italiana? Mi sono sorpreso e poi risposto. Non esiste un soggetto senza complemento, tanto é vero che, anche quando l’azione é riflessiva, uno é il complemento di se stesso.
Sarà anche questa, la falla che farà affondare come il Titanic, secondo un’espressione cara a Giulio Tremonti, il cosiddetto Partito degli onesti evocato da Angelino Alfano? O sarà Adolfo Urso, che lasciato Fli, sta aspettando l’ormai prossimo mini-rimpasto di Governo Berlusconi? Bellissima l’Italia, bellissimi sono a ripensarci.

Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio 131 – Roma
Giovedì 7 luglio 2011, dalle 9.30 alle 20.
Salve a tutti, è sempre piacevole ritrovarsi,
sono davvero molto contento di essere stato invitato quest’oggi da Filomena Gallo al Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. In qualità di tesserato dell’Associazione e come militante ed esponente PD, in casa vostra sento la necessità di esprimere la soddisfazione per ciò che si è ottenuto in questi ultimi tempi.
La prima soddisfazione è che durante l’ultima Direzione nazionale del Partito Democratico, dopo un pressing ripetuto e continuo, si è riusciti a portare a casa il riconoscimento del referendum interno sulla legge 40, tramite il sistema della ormai nota “doparia”. Sistema che è stato finalmente riconosciuto e che entro breve tempo, si spera dopo le vacanze estive, sarà ulteriormente esaminato e inserito nello statuto del Partito. Di tutto ciò si deve ringraziare l’On. Sandro Gozi che si è impegnato, riscuotendo esito positivo, a fare procedere verso l’attuazione dell’art. 27 anche durante la conferenza del Partito tenuta dallo stesso Pierluigi Bersani. Proponendo a quest’ultimo una consultazione sull’opportunità di una nuova legge in tema di fecondazione una volta adottato il regolamento attuativo. Inoltre non dimentico il prezioso contributo delle varie persone che hanno gentilmente collaborato alla stesura di un testo base e condiviso, da Emanuele Rallo, Filomena Gallo, Chiara Lalli a coloro che poi lo hanno supportato civilmente e politicamente Raffaele Calabretta, Pippo Civati, Cristiana Alicata ed in ultimo Mina Welby.
La seconda soddisfazione, invece, è che i cittadini hanno fermamente preso una netta posizione senza particolari timori su temi importantissimi, quindi si può pensare seriamente che forse qualcosa si sta muovendo e che anche in Italia qualcosa stia cominciando a cambiare o almeno c’è il desiderio e la volontà che questo avvenga.
Il tutto, come spero converrete, ha messo in luce un cambiamento dell’opinione pubblica nazionale sia in relazione al quadro politico che alla volontà di partecipazione alle decisioni da cui dipende il futuro del Paese. Ha sicuramente inciso su questo mutamento la crisi finanziaria internazionale così come la palese incapacità di farvi fronte da parte dell’attuale maggioranza parlamentare, tutta tesa a muoversi su un terreno propagandistico anziché fattivo e per di più condizionata nei tempi e nei modi dell’azione dagli interessi privati del premier.
Anche il mondo della laicità con la sua resistenza ormai quasi decennale alle misure punitive che gli sono state riservate, per me, ha contribuito attivamente a questo mutamento.
Proprio la nostra Associazione, che su questo fronte ha da sempre cercato di dare il suo contributo, modesto ma sincero, spero che se ne compiaccia e si auguri che presto al cambiamento degli umori nazionali faccia seguito la loro registrazione in sede politica e parlamentare affinché possa per lo meno cambiare anche il clima politico e il quadro di risorse erogate al mondo della ricerca scientifica in cui l’attività dell’Associazione Luca Coscioni si muove.
Allora: non lasciamo che la brezza del cambiamento tagli fuori proprio la laicità e la ricerca scientifica, ma impegnamoci, come sempre, a supportare l’ambito della scienza che combatte per la vita, pur lasciando, come del resto è nostro uso e costume, il baluardo della libertà di autodeterminazione di ogni singolo individuo.
Detto ciò, ho appreso che quest’anno la Scuola Estiva degli Studenti Coscioni, purtroppo, quasi sicuramente non si terrà ed ho capito che, benché lo stato di salute economico e finanziario dell’Associazione medesima sia in attivo, manca quasi del tutto una forte capacità attrattiva che permetta di “agganciare” donatori più benestanti i cui proventi andrebbero ad incentivare il già fondamentale supporto finanziario proveniente dai molti donatori, quasi tutti compresi nella fascia dei cinquantenni, impiegati ed operai che destinano il cinque per mille del loro stipendio all’Associazione.
Da sempre, come sapete meglio di me, esiste una distinzione tra sostenitori e contribuenti: i primi sono coloro che versano somme uguali o superiori ai 100 euro tesserandosi, mentre i secondi sono tutti quelli che invece contribuiscono con somme inferiori ai 100 euro magari non iscrivendosi.
Per quanto riguarda questa situazione avanzo una proposta: individuare tra i sostenitori coloro che assiduamente donano il cinque per mille all’Associazione e contemporaneamente rinnovano la tessera ogni anno, e destinare loro una tessera gold, simile a quella che avete in prospettiva di consegnare alle 277 persone che dal 2001 versano imperterrite la loro quota associativa, prevedendo per loro dei servizi integrativi, migliorativi o alternativi a quelli di cui già molti usufruiscono con il Soccorso Civile. Tramite quel nuovo portale che sentivo essere sempre in fase di ultimazione. Con una base principale però, ovvero quella di riportare, sempre nei diritti della privacy, il proprio reportage attraverso delle schede prestampate, scaricabili e poi da valutare, in modo da inserirle in maniera più chiara possibile nella nuova sessione. Con l’intento che possa, e debba, essere più funzionale per ogni singolo tema affrontato nell’ausilio che da tempo stiamo portando avanti.
Ascoltavo anche che molti di voi sono scettici riguardo la Comunity, invece io personalmente proporrei di creare una terza piattaforma, scaricabile gratuitamente, destinata a tutti gli ausili tecnologici per i disabili. Io non sono un tecnico di queste cose, ma ho la fortuna o se vogliamo ho la sventura di avere un puntatore oculare in casa, di cui, come sapete, si avvale mio fratello. E, che molto probabilmente, vedrà, speriamo il più lontano possibile, anche il mio doppio utilizzo. In che modo quindi? Sono dell’idea che si dovrebbe il più possibile fare rete fra queste tecnologie per stilare, in primo luogo, il numero preciso delle persone che ne usufruiscono per poterle informare virtualmente attraverso la rete dei temi dell’Associazione per renderli il più possibile partecipi. Proponiamoci anche di catturare, per esempio, malati europei e transnazionali che attraverso il circuito possano scambiarsi idee e prospettive comuni.
Per quanto riguarda sempre le iniziative politiche presenti e future, da intraprendere con l’Associazione Luca Coscioni, infine, avevo pensato e girato un testo di Legge regionale per il trasporto di persone con disabilità motoria tramite autoservizi non di linea (Taxi e Noleggiatori Con Conducente) al nostro Tesoriere. Sono consapevole che, stando all’Opposizione della regione Lazio, è tutto più complicato. Anche se, a parer mio, su certe tematiche non ci dovrebbe essere un colore politico più o meno predominante. Dato che, però, attualmente il Segretario dell’Associazione, invece, si trova in maggioranza nel Comune di Milano, malgrado il buco di bilancio ed il fatto che io non sia informato su come sia la situazione dei trasporti di persone con disabilità motoria tramite autoservizi nei Comuni lombardi, si potrebbe pensare di riprendere e rivedere la proposta ed attuarla proprio nel Comune di Giuliano Pisapia, per poi farla girare e circolare a tutti i Comuni limitrofi e dar luogo così ad una divulgazione che molto probabilmente si rivelerebbe proficua per l’intera Italia.
Sperando di non aver annoiato nessuno, bensì aver contribuito all’attività propositiva vi ringrazio ancora dell’invito ed auguro, proprio a tutti, un buon proseguimento dei lavori.
Laicamente e democraticamente,
Marco Gentili
Qui puoi riascoltare l’intero Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni.

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Con un trafiletto a paggina 22 del quotidiano L’Espresso, si comunica che, dopo la Direzione nazionale del Partito Democratico e l’apertura del nostro Segretario Pierluigi Bersani ai referendum, la consultazione interna al Partito Democratico nazionale sulla Legge 40 proposta con grandissima determinazione con Emanuele Rallo e company, almeno sulla carta, si terrà. Staremo a vedere. Lunedì prossimo, tramite l’e-mail che mi inoltrerà il sottosegretario di Sandro Gozi, spero di riuscirne a saperne di più.
Link correlati:
- Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico;
- Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
- Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
- Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
- Assemblea varesina – quelle altre cose lì.
Ieri, in via Cola di Rienzo, seduti ad un bar con Emanuele Rallo (PD), abbiamo incontrato l’On. Sandro Gozi (Capogruppo PD nella Commissione per le PolitIche dell’Unione europea alla Camera dei Deputati e Presidente dell’Associazione Italia India, nonchè componente dell’ex area Marino) per uno scambio di battute per tornare a parlare del referendum nazionale sulla Legge 40 interno al Partito Democratico.
Dopo avergli ribadito che, in questo percorso, ci siamo confrontati con diverse figure: da Raffaele Calabretta (Ricercatore del Cnr), Pippo Civati (Consigliere regionale in Lombardia del PD), Cristiana Alicata (PD) a Mina Welby (Membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Filomena Gallo (Avvocato, Presidente dell’Associazione “Amica Cicogna”, Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni sempre per la libertà di ricerca scientifica e docente di Legislazione nelle Biotecnologie in campo umano), Chiara Lalli (Docente di Logica e Filosofia della Scienza e di Epistemologia delle Scienze Umane) e molti altri ancora, andando però a sbattere più volte contro il muro purtroppo reale, rappresentato dall’assenza di un regolamento attuativo dell’articolo 27 (in precedenza il 28) del nostro Statuto, siamo subito arrivati al concreto della questione. Per fare in modo che sia svolto un referendum nel Partito, percorso già di per sé complicato, per via delle molteplici sfaccettature democratiche, infatti, ci ha prospettato tre soluzioni possibili:
1) Si consulterà con il Sen. Ignazio Marino (PD) e l’On. Ileana Argentin (PD), più preparati di lui sulla materia, per attendibilità del nostro elaborato e per eventuali correzioni.
2) Si attiverà, con altri Colleghi, a chiedere in Direzione nazionale del Partito Democratico convocata per venerdì 24 giugno alle ore 10.00 presso la sala conferenze del PD in via Sant’Andrea delle Fratte, per procedere nel difficile tentativo di inserire nel nostro Statuto il Regolamento attuativo dell’art. 27. Dove senza quest’ultimo, non possiamo neanche organizzare la raccolta delle firme necessarie allo svolgimento di qualsiasi referendum.
3) Prospettare, con il testo in questione, sempre se eventualmente la Direzione nazionale del Partito non si pronuncera per l’elaborazione di un ragolamento per lo svolgimento dei Referendum interni, la base da cui partire per un vero e proprio disegno di Legge alla Camera dei Deputati, convoilgendo la più ampia partecipazione di Partiti possibili. A partire da noi, al gruppo dei Radicali e allo stesso Benedetto Della Vedova, capogruppo Fli alla Camera per avanzare sull’onda del cambiamento un testo nuovo e non più un testo politicamente asservito ai dettami di stampo clericale.
Perché, anche a parer suo, in Italia la legge 40 sulla “Procreazione medicalmente assistita“, già smantellata, depotenziata e di fatto riscritta negli ultimi anni a colpi di sentenze, non può e non deve essere più accantonata.
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- Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
- Assemblea varesina – quelle altre cose lì.
Con molta soddisfazione personale trasmetto, dopo il raggiungimento del quorum per il Referendum del 12 e 13 Giogno 2011, l’intervento che ho tenuto il 10/06/11 in Consiglio Comunale dei Giovani di Tarquinia che, oltre a non essere ritenuto degno di risposta dal Presidente Manuel Catini, non avendo ben compreso, forse, il discorso si è permesso nuovamente di chiedermi il testo in contraddizione con i regolamenti che non prevedono che il Consigliere debba presentarne copia al verbalizzante.
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[1] Che con sorpresa hanno sottoscritto;
[2] Comunicazione di tale Consiglio e da te regolarmente firmata fattaci recapitare per e-mail il 09/06/2011.
Link correlati:
- 26/04/11 Lettera aperta del consigliere comunale dei giovani Marco Gentili al presidente Manuel Catini;
- 28/04/11 Il consigliere dei giovani Marco Gentili risponde al presidente Manuel Catini;
- Consiglio Comunale Giovani 10/06/11.
OGGETTO: Mozione contraria all’ubicazione della centrale nel nostro territorio del Consiglio Comunale dei Givani di Tarquinia
Premesso che:
- L’8 e il 9 novembre del 1987 il popolo Italiano si pronunciò su cinque quesiti referendari: due sulla magistratura e tre sul nucleare. Nello specifico sulla fine della produzione di energia nucleare nel nostro paese.
Considerato che:
- Il 24 febbraio dell’anno 2009, tramite un’intesa tra l’Italia e la Francia, è stato firmato un accordo che vede protagoniste le società ENEL ed EDF, finalizzato alla costruzione di quattro centrali nucleari da 1600 Megawatt per un totale di 6400 Megawatt, per ottenere un incremento della produzione energetica pari al 25% del fabbisogno azionale;
- con il DDL 1441, contrariamente a tutti i principi che sostengono il federalismo e la partecipazione popolare, si definiscono “criteri e modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti”;
- le già esigue risorse economiche riservate allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili ed allo studio dell’efficienza energetica, che tra l’altro rappresentano l’unico modo per innovare il sistema energetico nazionale riducendo al contempo le mote emissioni che hanno provocato e provocano tutt’oggi drastiche variazioni climatiche, verrebbero completamente assorbite ed impiegate per la costruzione di Centrali Nucleari. Tutto ciò è profondamente rischioso, soprattutto se si pensa che la crescita del consumo di energie ottenute da combustibili fossili quali carbone, gas e petrolio ha provocato all’umanità intera grandi problemi tra i quali l’inquinamento ed il surriscaldamento della crosta terrestre per non parlare, sul versante politico-economico, delle instabili e precarie relazioni con i paesi produttori di petrolio e ai consequenziali vincoli economici legati al prezzo del greggio;
- con la scelta di utilizzare tali risorse per la costruzione di centrali nucleari si violerebbe il vincolante accordo europeo 20-20-20, che stabilisce che la riduzione del 20% entro il 2020 di emissioni di CO2 del 1990; l’aumento del 20% delle fonti rinnovabili per la produzione energetica e la consequenziale riduzione del 20% dei consumi energetici complessivi. Questa scelta, quindi, significherebbe far incorrere il nostro Paese in situazioni economiche che graverebbero e si aggiungerebbero a quelle già esistenti scaturite dal mancato rispetto dei parametri di Kyoto.
Rilevato che:
- è risaputo che in tutto il mondo quella nucleare è una forma di energia in declino e al contempo ne servono di nuove. Si dovrebbe investire e costruire il futuro rivalutando il settore delle energie alternative partendo dalla considerazione del fatto che, ad esempio, l’Italia ha nel sole una grande risorsa naturale e questa è una fonte energetica che, durando certamente per i prossimi quattro miliardi di anni, “rappresenta una stazione di servizio sempre aperta che invia una quantità di energia diecimila volte superiore a quella che l’intera umanità consuma”, come ha confermato il Professor Vincenzo Balzani, chimico molecolare di fama mondiale;
- nel giro di 50-70 anni le riserve di U235, uranio fissile usato come combustibile nei reattori nucleari, sarà destinato ad esaurirsi e questo causerà un elevato aumento delle spese di approvvigionamento e, quanto al nostro Paese, dato che come per il petrolio, il metano ed il carbone, anche l’uranio si esaurirà, cambieremo fornitori, ma resteremo dipendenti in quanto dovremo comprare l’uranio da chi lo possiede, considerando che comunque si tratta di una fonte di energia destinata ad esaurirsi prima del 2100;
- seppure tutt’oggi il Governo Berlusconi parli tanto di tecnologia di terza generazione sulla quale si vuole puntare, non esiste alcuna risposta certa, precisa e soprattutto rassicurante in merito alla sicurezza delle centrali, la produzione di scorie e lo smantellamento degli impianti in sicurezza;
- non si riesce a venire a capo della questione riguardante la costruzione di un inceneritore per bruciare l’immondizia, quindi, non si può pensare di sistemare le grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire.
- non esiste alcuna soluzione concreta e convincente relativa al problema dello smaltimento delle scorie radioattive e le circa duecentocinquantamila tonnellate di rifiuti radioattivi presenti al mondo sono per lo più stoccate in “depositi temporanei” o rimangono dove vengono prodotti in attesa di essere smaltiti definitivamente non si sa dove né come;
- lo smantellamento delle Centrali Nucleari che hanno terminato la complessa operazione del ciclo di produzione, pericoloso e molto costoso, prevede l’impiego di grandi risorse economiche. Questa questione viene rimandata in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che il progresso tecnologico renda più facili tali operazioni.
Sottolineato che:
- la mappa delle centrali in Italia, nello specifico nel Lazio, a Montalto di Castro, che dista solo pochi chilometri da Tarquinia, prevede la conversione della Centrale Termoelettrica ad oggi in attività a nucleare.
IL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI (su proposta del consigliere Gentili) INVITA IL PROPRIO COMUNE:
- ad adoperarsi nelle sedi istituzionali perché la decisioni popolari scaturite dal referendum del 1987 su scala nazionale vengano rispettate;
- a rifiutare ed opporsi a qualunque proposta di costruzione di Centrali Nucleari sul territorio comunale e limitrofo se non previa consultazione referendaria delle popolazioni coinvolte nel raggio di almeno 20 chilometri;
- ad opporsi categoricamente al “commissariamento” degli enti eletti democraticamente nel momento in cui questi si opponessero fermamente all’insediamento di siti nucleari sul territorio proprio e circostante;
- ad incentivare e sostenere il miglioramento e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sul territorio comunale in quanto, come per l’intera Nazione, di fronte alla sempre crescente domanda, la risposta politica è sempre stata quella di aumentare le importazioni senza valutare che probabilmente la prima cosa da fare sarebbe diminuire i consumi risparmiando energia ed usandola in modo più efficiente. Ciò sarebbe possibile con semplici accorgimenti come ad esempio un miglior isolamento termico delle abitazioni, lo sfruttamento dell’energia geotermica, il potenziamento dei mezzi pubblici e del trasporto di merci su rotaie e via nave;
- ad invitare a gran voce il Governo Nazionale ad investire le risorse finanziarie per affrontare l’odierna crisi economica in cui verte il nostro Paese, aiutando coloro che ne sono più colpiti: lavoratori, pensionati, aziende ed artigiani piuttosto che proporre e sostenere opere grandi e molto costose come il Nucleare che, oltretutto, entrerebbero in funzione solo dopo il 2020;
- a trasmettere il seguente odg ai Presidenti della Provincia di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tramite il Caogruppo della lista L’Alternativa Dario Brizi
PASSATA ALL’ UNANIMITA’
A nome degli Studenti Luca Coscioni vi invito, il prossimo 31 maggio alle ore 10.00 presso il Senato della Repubblica, (Sala dell’ex Hotel Bologna Via di S. Chiara, n.5) a un convegno davvero moLto interessante. A cui, prederanno parte numerosi scienziati e studiosi per capire quali sono le riforme da apportare per impedire la deriva da stato etico dell’attuale CNB e far sì che ogni gruppo di pressione in materia bioetica abbia un uguale diritto di rappresentare le proprie istanze dinanzi al decisore pubblico.
Come funziona il Comitato Nazionale per la Bioetica?
L’organo di consulenza governativo è chiamato ad esprimere pareri su materie, che toccano i diritti di ciascuno di noi. Com’è composto? Quali sono, se esistono, i requisiti per diventarne membro? Acuni pareri emessi dal CNB hanno suscitato un coro di polemiche perché giudicati in aperto contrasto con la scienza. Ad esempio, il 25 febbraio 2011 il CNB ha emesso un parere favorevole all’obiezione di coscienza dei farmacisti, che si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo.
Quali strumenti esistono contro il monopolio BIOetico?
Si può immaginare n’alternativa alla deriva reazionaria di un organo, che con i suoi pareri influenza ’attività del decisore pubblico?
Di questo e di molto altro parleremo in una tavola rotonda insieme a:
- Gilberto Corbellini
- Stefano Rodotà
- Chiara Lalli
- Carlo Flamigni
- Cinzia Caporale
- Piergiorgio Donatelli
- Luigi Montevecchi
- Patrizia Borsellino
- Giovanni Incorovati
- Emilio D’Orazio
- Annalisa Chirico
- Marco Cappato
- Maria Antonietta Farina Coscioni
- Donatella Poretti
Per partecipare è OBBLIGATORIO registrarsi. E’ sufficiente un’e-mail a: chiricoannalisa@gmail.com o info@associazionecoscioni.org - Tel. 06/68979286.
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