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Archivi per il mese di “ottobre, 2008”

No al referendum. Sì a DDL che elimini sprechi dell’università

“Perché anziché promuovere un referendum che nulla può fare, non ci facciamo promotori di un disegno di legge che elimini gli sprechi dell’università e la ricerca, così da non fare ricadere sugli studenti i tagli che comunque verranno effettuati?” Così Giulia Innocenzi, la candidata a segretario dei giovani del Partito Democratico, in merito alla proposta di Walter Veltroni di indire un referendum abrogativo contro la legge Gelmini. “A fronte dell’impossibilità costituzionale di indire referendum in materia tributaria, l’unico risultato possibile sarebbe l’abrogazione del dispositivo sul maestro unico o sul grembiulino. Persevera così la logica dei piccoli provvedimenti, senza una visione generale del problema”. Per questo la candidata radicale si rifà alle tre proposte già lanciate sul web e contenute nell’appello “Contro il no ideologico. Per il sì alla riforma necessaria dell’università”, in cui propone “l’abolizione del valore legale del titolo di studio, per aumentare la competitività fra le università e chiudere quelle nate grazie all’amicizia fra il rettore e il sindaco; la peer review, ovvero la valutazione dei finanziamenti ai ricercatori stessi da parte di commissioni anonime, abolendo così tutti i costi degli organi gerarchizzati che oggi funzionano da imbuto per i soldi alla ricerca; l’eliminazione dei corsi di laurea più fantasiosi, che nel totale dei 5.500 presenti ad oggi in Italia, servono soltanto a dare una cattedra al professore”. La Innocenzi conclude: “Alcuni professori stanno dicendo ai loro studenti di mollare la mobilitazione, in vista del referendum. E’ in questo modo che si mette il cappello alle manifestazioni di questi giorni: facendo credere che la politica potrà farsi portatrice della risoluzione dei problemi, quando invece propone iniziative che distraggono, e fanno quindi perdere, l’attenzione sull’obiettivo. Un bel favore al governo”.

Passa il decreto Gelmini al Senato: Piazza Navona scoppiano gli scontri

Arriva verso le 10.30 la notizia dell’approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri.

Bilancio: quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati, oltre a 20 giovani portati negli uffici della polizia per essere identificati. Le prime avvisaglie di un clima pesante in strada poco dopo l’approvazione del decreto Gelmini nell’aula di Palazzo Madama accolto dagli studenti con slogan irriverenti e un risoluto “Noi non ce ne andiamo”.

Improvvisamente un gruppo di giovani facenti capo a Blocco studentesco, un’associazione di estrema destra, aggredisce gli studenti radunati a Piazza Navona. Un blitz a colpi di cinte e mazze nascoste tirate fuori da un camioncino che molti testimoni, esponenti del Pd compresi, dicono fosse parcheggiato già da ieri sera nei pressi del Senato. Non solo: gli studenti aggrediti lamentano anche l’assenza delle forze dell’ordine, “tutte schierate solo davanti Palazzo Madama”.

Ma l’aggressione è solo un anticipo. Gli scontri veri avvengono più tardi quando a Piazza Navona, dove la polizia intanto forma un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall’Università La Sapienza. Scoppia la rissa subito: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno, altezza d’uomo, davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. E gli studenti, nuovamente in corteo, nuovamente bloccando la città già messa a dura prova dal nubifragio, tornano all’Università La Sapienza. Qui si riuniscono in assemblea prima davanti al rettorato, poi nelle facoltà: discutono di un decreto che ormai è legge e si preparano alla giornata di domani. Proprio dall’ateneo romano partirà il secondo corteo, quello degli studenti.

Preoccupa intanto il clima. Una delegazione dei rappresentanti delle istituzioni locali della sinistra incontra nel pomeriggio il prefetto di Roma, Carlo Mosca: gli sottolineano “la necessità di una gestione dell’ordine pubblico tale da tutelare il carattere pacifico e pluralista del movimento”. Ovvero che in strada a protestare possano convivere studenti di destra e sinistra.

Fonte: www.roma.repubblica.it

La nostra candidata a Sky Tg 24

Quale spazio è possibile oggi per i giovani che vogliano attivamente impegnarsi in politica? Le nuove generazioni di politici sono agevolate o ostacolate nelle possibilità di raggiungere posizioni di responsabilità? 

Questi i temi che verranno affrontati nella puntata di sky Tg 24 in onda questa sera alle 22:35.
Maria Latella ne discutera’ con Giorgia Meloni Ministro della Gioventù, Giulia Innocenzi del Pd, Michel Martone docente di diritto del lavoro alla Luiss e Giuliano da Empoli sociologo.

Oggi la presentazione del video elettorale di Giulia a Rimini

Prosegue il giro elettorale per l’Italia di Giulia Innocenzi, impegnata nelle primarie dei Giovani Pd del 21 novembre. La tappa di oggi sarà Rimini, città natale della Innocenzi, in cui verrà presentato in anteprima il suo video elettorale girato da Claudio Lazzaro, il regista di NaziRock.

Guardati il 25 Ottobre su YouDem!

Guarda anche tu, se non puoi essere al Circo Massimo il 25 Ottobre, la diretta su YouDem.tv!. Se possiedi anche SKY puoi sintonizzarti sul canale: 813.

25 ottobre: all’ingresso Circo Massimo, raccolta firme legalità!

Per salvare l’Italia, salviamo lo stato di diritto per salvare la democrazia. Tavolo di raccolta firme per il ripristino della legalità in Parlamento. Dopo lo sciopero della sete di Marco Pannella, che ha permesso l’elezione del giudice della Corte Costituzionale, chiediamo ai Presidenti di Camera e Senato di convocare la Commissione di Vigilanza Rai a oltranza fino a voto utile per giungere all’elezione del Presidente della Commissione. Vieni a firmare: all’ ingresso del Circo Massimo, tavolo dell’ Ass. Luca Coscioni. Ti aspettiamo!

Mariastella incontra i giovani

Incontro studenti-Gelmini.

L’Unione degli studenti è stata la prima organizzazione ad essere ricevuta ieri dal ministro: «Gelmini è intenzionata a proseguire e non ritirerà il decreto 137», ha detto il coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti delle scuole superiori, Roberto Iovino, subito dopo l’incontro. «Abbiamo consegnato una lettera al ministro, ma non abbiamo discusso in merito al decreto – ha spiegato Iovino – Non siamo disposti a fare in modo che vengano presi questi provvedimenti, se la 137 passerà continuerà la mobilitazione».

Udu: per noi trattativa chiusa, la mobilitazione va avanti.

L’Unione degli universitari ha detto che il tavolo di trattativa con il ministro è chiuso in quanto non è stata accolta la richiesta di abrogazione degli art.16 e 66 della legge 133, «per noi prerogativa per l’apertura del dialogo. Rilanciamo quindi – dicono gli studenti – le iniziative di protesta degli studenti dell’Udu e di tutte le altre realtà che condividono questa grande battaglia di democrazia che deve diventare propria dell’intera società civile».

Alternativa studentesca: l’irresponsabilità dell’Uds avvelena il confronto.

 Alternativa Studentesca, associazione che siede al forum nazionale degli studenti, «considera irresponsabile da parte di una associazione come l’Uds la delegittimazione di associazioni studentesche scomode perché non allineate alla contestazione messa in piedi dai sindacati ed etichettata dalle loro Associazioni di riferimento. È evidente – prosegue l’Associazione – che l’Uds è rimasta spiazzata dalla decisione del ministro Gelmini di convocare tutte le Associazioni, non solo quelle che protestano, onde ascoltare anche quegli studenti che non scrivono insulti sui muri e non occupano le scuole, e vorrebbero essere liberi dai picchetti che impediscono loro di andare a dare esami all’università». L’associazione ha poi espresso solidarietà al ministro «per gli attacchi subiti e per le irresponsabili prese di posizione di associazioni studentesche vicine ai sindacati».

Fish: Gelmini incontri anche gli studenti disabili.

Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), auspica che le audizioni previste dal ministro dell’Istruzione «coinvolgano pienamente anche i rappresentati degli studenti con disabilità per discutere insieme delle varie problematiche relative all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità».

Fonte: www.ilmessaggero.it

Salva l’Italia. I giovani in piazza il 25 ottobre

In poche ore, dopo l’intervento del presidente del Consiglio che ha proposto di mandare la polizia nelle università contro le occupazioni, c’è stata una grandissima adesione di studenti, ricercatori, assistenti e professori
al manifesto-appello “Salva l’Italia: i giovani in piazza il 25 ottobre” che abbiamo lanciato oggi pomeriggio. Una reazione forte, commenta la prima firmataria Pina Picierno, minsitro ombra delle Politiche Giovanili “che testimonia l’
indignazione provocata dalle parole del presidente del Consiglio che ha paragonato insegnanti, bambini, madri e intere famiglie a pericolosi sovversivi, contro cui impiegare la forza pubblica”.

Pubblico il testo integrale ripreso dal sito del  Partito Democratico.

I GIOVANI IN PIAZZA IL 25 OTTOBRE

Salva l’Italia. Perché? Perché siamo giovani, il futuro di questo Paese è soprattutto il nostro e questo è senza dubbio il governo che ha manifestato la maggiore ostilità nei confronti delle ragazze e dei ragazzi. Non avremmo mai pensato in pochi mesi di veder peggiorare giorno dopo giorno le nostre condizioni di vita e le nostre aspettative così in fretta.
Ci fa paura pensare che il motivo sia uno solo, e semplice: far cassa pregiudicando il futuro di chi tra 20 anni sarà al centro della vita italiana.
Siamo convinti invece che affrontare e risolvere i problemi che ci riguardano, confrontarsi con noi che ogni giorno li viviamo sulla nostra pelle, significa finalmente gettare via le incrostazioni che impediscono al nostro Paese di crescere. È un elenco lungo e sono tutte priorità allo stesso modo. I diritti di un ragazzo come quello ad un lavoro stabile all’altezza del proprio talento, a una casa e non a una stanza di pochi metri quadri in periferia, magari affittata in nero e le priorità di una generazione: dal diritto allo studio, a quello ad uno sviluppo sostenibile, passando per il diritto alla legalità, perché non vogliamo più vedere le nostre terre violentate dalla criminalità.
Per tutte queste ragioni saremo in piazza il 25 ottobre, insieme al Partito Democratico.

PER SALVARE LA SCUOLA

Un Paese cresce se ha un buon sistema formativo: una scuola pubblica di qualità è l’unica leva per sbloccare l’ascensore sociale garantendo le pari opportunità, come sancito dalla nostra Costituzione.
Il Governo invece ha deciso, da solo, una ricetta fatta da un mix di tagli irrazionali, annunci mediatici e un’idea di scuola retrò. La destra giudica il sistema formativo dai grembiuli e dai voti in condotta, guarda all’ istruzione e alla conoscenza come una spesa e non come un investimento.
Il Ministro Gelmini e il Ministro Tremonti pensano ad una scuola che deresponsabilizza gli studenti, umilia i docenti, lascia al degrado gli edifici scolastici, peggiora la didattica e manda i ragazzi a lavorare il prima possibile, senza la preparazione necessaria.

La scuola si salverà solo se sarà inclusiva, se tra i banchi siederanno ragazzi messi nelle stesse condizioni di partenza, valutati solo per i propri meriti.
Per questo vogliamo una scuola più qualificata, più efficiente, più moderna con al centro gli studenti e il loro futuro.
Per questo gli studenti e le studentesse, gli insegnanti, che in queste settimane si stanno mobilitando, devono essere in piazza il 25 Ottobre.

PER SALVARE L’UNIVERSITA’, PER SALVARE LA RICERCA

L’università è stata mortificata. Limitando le assunzioni del personale a tempo indeterminato al 20% dei pensionamenti, tagliando al Fondo di Finanziamento per le spese di funzionamento 1 miliardo e 441,5 milioni in 5 anni, dando la possibilità per gli Atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. Sono tutti provvedimenti che scardinano il carattere pubblico e la centralità degli Atenei.
Con quali conseguenze? L’aumento delle tasse è incontrollabile, didattica e ricerca si trovano vincolate ai finanziatori privati, si estende a macchia d’olio il numero chiuso. Fuggiranno altri cervelli e rimarrà in piedi un sistema universitario per pochi privilegiati.

L’esatto contrario di quello che servirebbe, perché la conoscenza è la bussola più utile e necessaria per orientarsi nel nostro tempo.
Per questo gli studenti universitari, i ricercatori e il personale dell’università, che già si sono mobilitati in queste settimane devono essere in piazza il 25 Ottobre.

PER SALVARE IL TALENTO

Nepotismo, caste, interessi particolari. Sono i killer di intere generazioni di talenti e vanno fermati. I nostri talenti diverranno una risorsa per l’Italia se incoraggerete merito e pari opportunità. Senza il coraggio di un’inversione di rotta talento resterà una parola vuota, schiacciata dagli atti del governo. Le norme antiprecari, la deregolamentazione dei contratti a termine, la reintroduzione delle dimissioni in bianco, non sono misure che renderanno più facile l’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro ma colpi d’accetta alle nostre aspirazioni, alla nostra voglia di contribuire alla crescita del Paese.
La lotta alla precarietà è indispensabile per darci prospettive di vita dignitosa.

Vogliamo estendere a tutti i lavoratori le tutele fondamentali, secondo i principi della Carta dei diritti. Sappiamo che non è possibile pensare solo a garantire stabilità ai singoli posti di lavoro, ma si deve invece garantire continuità all’occupazione, facendo della formazione permanente un nuovo diritto di cittadinanza.
Non basterà: il governo deve impegnarsi per tutelare i redditi in caso di disoccupazione e per un sistema efficiente di servizi, di formazione e di occasioni per il reimpiego. Così nel resto d’Europa si sta affrontando il problema e solo ad un sistema di tutele complesso e flessibile possiamo ispirarci per permetterci di avere le stesse opportunità dei nostri coetanei europei.

Per questo le giovani lavoratrici e giovani lavoratori sono chiamati a difendere il proprio futuro scendendo in piazza il 25 Ottobre.

PER BATTERE IL RAZZISMO, PER UNA NUOVA CITTADINANZA

Girando per strada, nei locali, sul bus che ogni giorno ci porta a scuola o al lavoro, respiriamo un clima crescente di paura, di chiusura verso gli “altri”, di insicurezza diffusa, di intolleranza. È un clima che la cronaca conferma puntualmente con terribili aggressioni, storie di violenza e di razzismo. Ma le risposte del Governo come sono? Vaghe e timide.
Dobbiamo mettere in campo proposte che parlino di inclusione, fondate sul rispetto della legalità da parte di chi arriva nel nostro Paese e dall’impegno a un’integrazione non solo di facciata da parte nostra.
In Italia vivono oltre un milione di ragazze e ragazzi che i giornali chiamano “le seconde generazioni”. Sono i figli e le figlie di immigrati. Nati in Italia non sono cittadini italiani, oggi sono ancora seduti sui banchi di scuola accanto a noi, ma un domani non potranno votare né farsi eleggere in Parlamento. Pensare alle loro esigenze e dar loro rappresentanza significa creare un paese interculturale, che affianca ai doveri la certezza del diritto.

Per una società interculturale che combatta il razzismo giorno dopo giorno, cominciando a dare cittadinanza ai minori stranieri e alle seconde generazioni, bisogna essere in piazza il 25 Ottobre.

PER SCONFIGGERE TUTTE LE MAFIE

Non vogliamo vivere nella paura e nell’oppressione delle organizzazioni criminali, che umiliano il nostro Paese e lo avvelenano giorno dopo giorno.
La società e la politica devono essere bonificati dall’influenza della criminalità organizzata, dobbiamo distruggere la camorra, la mafia, la ’ndrangheta combattendo quella che è una vera e propria guerra di liberazione da portare avanti tutti insieme. Non basta dire di stare dalla parte di chi denuncia questo cancro, dobbiamo scendere in piazza ogni giorno accanto ai nostri coetanei e alle persone più grandi che hanno scelto di urlare forte che le mafie stanno uccidendo tutto il Paese, che hanno indicato come lo stanno facendo, con nomi e cognomi. E non basterà: se in Parlamento, nei tribunali, in ogni Comune saremo dalla loro parte la criminalità organizzata riceverà un colpo mortale. Giorno dopo giorno riusciremo a demolirla.

Per questo le ragazze e i ragazzi del Mezzogiorno, hanno un motivo in più per scendere in piazza il 25 Ottobre.

“Si a “Salva l’Italia” ma con senso concreto per scuola, legalità, ambiente”

“Per salvare l’Italia, da candidata a Segretario dei Giovani Democratici, penso siano imprescindibili tre questioni oggi all’ordine del giorno: i tagli alla scuola e all’università, la mancata elezione del Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai e il deficit di coscienza ambientale di chi ci rappresenta”.

Così Giulia Innocenzi, che a differenza dei Radicali ha detto che parteciperà alla manifestazione, ma a patto che “si dia un senso concreto, percepito chiaramente dai cittadini, del perché si va in piazza”. Per questo, la candidata radicale darà vita a una raccolta firme, che dovrebbe tenersi al Circo Massimo, sia per il ripristino della legalità in Parlamento, “visto che dopo l’elezione del giudice della Corte Costituzionale, grazie allo sciopero della sete di Pannella, ad oggi non è stato ancora eletto il Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, vero garante dell’informazione pubblica”, sia per un’interpellanza al Sindaco Alemanno sull’ambiente. “Roma è scesa al settantesimo posto per qualità ambientale, ci sono 71 veicoli ogni 100 abitanti e piste ciclabili quasi inesistenti. Chiediamo al Sindaco di implementare il servizio di car sharing, che ad oggi ha a disposizione soltanto 41 veicoli, e la superficie ciclabile, che conta 150 km a fronte dei 1500 di Londra”. La Innocenzi proseguirà inoltre la diffusione del suo appello “Contro il no ideologico. Per la riforma necessaria dell’università”, in cui propone punti di riforma a costo zero e l’occupazione di protesta che non blocchi, però, la didattica.

Studente Luca Coscioni, Alessandro Giova: intervista Marco Gentili

INTERVISTA A MARCO GENTILI        

Stifler (Alessandro Giova) intervista sul suo blog Marco Gentili

 Allora Marco Gentili, il 21 novembre si svolgeranno le primarie delle giovanili PD, tu sarai il vice-segretario nazionale in caso di vittoria di Giulia Innocenzi e inoltre ti sei candidato come elegato regionale e nazionale.. ma cosa ti ha spinto a fare questo grande salto ad appena 19 anni?

Intanto buon giorno a chi ci legge e un buon giorno confidenziale anche a te. Io mi trovo su una carrozzina per colpa di una malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica Familiare, la Sla2. Per questo mi sono candidato, perché nel nostro paese c’è bisogno di incentivare la ricerca scientifica che oggi, purtroppo, viene ostacolata da ambienti molto vicini al Governo. L’unica sponda che ho trovato, nella mia vicenda, è stata l’Associazione Luca Coscioni che, molto gentilmente (e qui devo ringraziare molto anche Giulia) mi ha proposto la carica di Vice-Segretario

Qual’ è l’obiettivo della delegazione radicale nel pd? 

Quello di battersi con un grande partito che faccia da cassa di risonanza al fine di concretizzare le idee in cui si crede.

Potrebbe nascere da queste primarie un nuovo modello di politica quindi, diciamo il superamento definitivo della vecchia partitocrazia?

Certo, è proprio questo che si vuole, unire tutte le voci che hanno una meta comune: l’uomo i suoi diritti, il suo benessere e oserei dire la sua felicità. (Vedesi la costituzione italiana).

Qualcuno mugugna sulla tua candidatura, dice che vieni strumentalizzato. Insomma dicci la verità, qualcuno ti ha minacciato per i suoi sporchi obiettivi, è cosi??

Assolutamente No!. Nessuno mi minaccia, sono io, anzi, che “perseguito” l’Associazione per poter agire in qualche modo!

So che hai redatto un tuo programma sulla disabilità. Puoi dire quali sono i punti salienti.

Come no, il punto fondamentale del mio programma è la vita indipendente, si parte con il Tavolo handicap Nazionale, libertà scientifica nelle università e nelle scuole, dalla Promozione di assistenza, alla rivoluzione urbanistica e tecnologica. Comunque sul mio weblog potrete benissimo leggervi l’ intero programma. (CLICCA QUI)

La realtà Viterbese è una realtà un po’ avvezza alla politica oltretutto con una forte concentrazione di estrema-destra.. Che aria tira su queste primarie nella tua Tarquinia? E come vivono la tua candidatura

A Tarquinia c’è un’ amministrazione di sinistra e ho tanti amici pronti a darmi una mano, così spero!

Sla2. Hai partecipato a delle campagne per l’associazione in passato. Come vivi il rapporto con la gente? Come si rapportano con te e come vorresti si rapportassero.. Cosa vuoi dire ai lettori di questo blog?  

Si, l’ultima battaglia è stata quella della pillola del giorno dopo. Ho avuto un buon rapporto con tutti quelli che ho avvicinato, ti dirò che erano solidali anche molti ragazzi di destra. Ai lettori del tuo blog posso solo dire di sostenerci.

Come no…Un ultima cosa legge 133.. ti sei iscritto all’università quest’anno e trovi un clima di fuoco? Quale è la via che deve percorrere la protesta?

La protesta è appena iniziata e spero che continui ad oltranza nel fine settimana come ha proposto Giulia (vedi), fino al raggiungimento dello scopo. Se non verranno attuate modifiche alla legge 133 ci impegneremo per mobilitare gli studenti a un vero e proprio “scontro”, nel senso auspicato dalla nostra candidata, inteso come confronto. Uno scontro propositivo, non semplicemente ostruzionista ed ideologico.

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