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Archivi per il mese di “novembre, 2008”

Handimatica. La tecnologia corre, il Nomenclatore è fermo

Il costo delle nuove tecnologie per le disabilità? Ancora tutto a carico delle famiglie. Se l’informatica, la telematica e la robotica per le persone disabili fanno passi da giganti, la bozza del nuovo Nomenclatore tariffario degli ausili è ancora ferma al palo. La tecnologia va decisamente più veloce della politica

BOLOGNA – Il costo delle nuove tecnologie per le disabilità? Ancora tutto a carico delle famiglie. Se l’informatica, la telematica e la robotica per le persone disabili fanno passi da giganti, la bozza del nuovo Nomenclatore tariffario degli ausili, quella che finalmente ha incluso gli strumenti tecnologici per la comunicazione, la domotica e il lavoro come prescrivibili dal Sistema sanitario nazionale, è ferma dalla primavera di quest’anno. Così che, dal 1999, nulla è cambiato. Nonostante “Imecap” (Impatto economico dell’assistenza protesica), la ricerca che la Fondazione Don Gnocchi sta conducendo su incarico del ministero della Salute per determinare i costi e la tariffazione delle prestazioni protesiche, e nonostante il “repertorio” degli ausili tecnologici prescrivibili che il Gruppo di lavoro che riunisce i centri ausili elettronici ed informatici italiani (Glic) sta preparando sempre per conto del ministero, tutto resta immobile come prima.

“Il Nomenclatore tariffario è bloccato dalle decisioni del Governo in merito alla revisione dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza), revisione che però non è ancora avvenuta”, ha detto oggi Claudio Bitelli del Glic. E “Il nuovo Nomenclatore tariffario degli ausili: una chimera o una realtà” è anche il titolo di uno dei tanti seminari di “Handimatica 2008”, la mostra convegno sulle tecnologie informatiche e telematiche al servizio delle persone disabili in programma a Bologna fino a sabato 29 novembre. A parlare al convegno era stato invitato anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini “ma, oltre a non essersi presentato, non ha nemmeno mandato un aggiornamento sullo stato dei lavori”, ha commentato Bitelli.

In attesa che la situazione dei Lea si sblocchi, e di conseguenza anche quella sul Nomenclatore tariffario, il “repertorio” degli ausili tecnologici va avanti. “Si tratta di un elenco dei prodotti commerciali che potrebbero essere prescritti dalle Ausl e da chi è accreditato a farlo in base alle categorie degli strumenti informatici e telematici contenute nel nuovo Nomenclatore tariffario qualora diventasse operativo”, ha spiegato Alfredo Rossi del Glic. Il blocco del Nomenclatore “tiene fermo non solo il mercato delle nuove tecnologie, le aziende e Assoausili (l’Associazione tra le imprese produttrici o distributrici), ma anche i diritti delle persone disabili”, ha aggiunto Bitelli. Perché “gli ausili non sono solo un aiuto, ma sono anche uno strumento terapeutico per minimizzare le limitazioni che le persone disabili incontrano nella vita di tutti i giorni”, ha concluso Gaspare Crimi della Società italiana di medicina fisica e riabilitazione. (mt)

 (Fonte: Superando.it 29 Nov 08)

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Caos primarie: i voti non tornano

I voti non tornano. Il conteggio delle schede delle primarie dei giovani del Pd è sballato e dà risultati contraddittori: l`accusa, pesantissima, è lanciata da Giulia Innocenzi, di area radicale, e dal bindiano Salvatore Bruno, che sono stati battuti da Fausto Raciti nella consultazione di venerdì scorso. Ora pretendono chiarimenti dalla commissione di garanzia del partito dopo una montagna di richieste disattese dal Pd, mentre si allarga la protesta per la dubbia trasparenza della consultazione con le dimissioni in massa arrivate ieri da Cosenza. «Secondo il dipartimento organizzativo del Pd – sottolineano i due `sconfitti` avrebbero partecipato alle primarie 121.623 elettori: con il 77,03 per cento (93.686 voti) Fausto Raciti è stato eletto alla guida dei giovani democratici, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti)».

I RISULTATI, però, non coincidono: «La somma dei voti attribuiti a ogni candidato è esattamente uguale al numero dei partecipanti, 121.623. Il dato incredibile che non risulterebbe neanche una scheda bianca o nulla!» scrivono nella lettera aperta ai garanti con la quale si sollecita la pubblicazione dei dati seggio per seggio e città per città, oltre all`accesso alle schede. I siti internet locali del Pd danno loro ragione: a Bari su 7742 votanti risultano 843 schede bianche e 163 schede nulle, in Toscana la somma fra le bianche e le nulle arriva a 541. Il vincitore Raciti si limita a una replica telegrafica: «Non ho il controllo della macchina organizzativa, si pronuncerà il comitato» dice. A sua volta il dipartimento organizzativo spiega: i dati verranno pubblicati integralmente dopo la controprova richiesta ai territori, a garanzia di maggiore trasparenza delle procedure. E assicura: le schede bianche e nulle non sono ancora state pubblicate, il dato sulla partecipazione alle elezioni è destinato probabilmente a un leggero incremento. «Ma come – s`arrabbia
Giulia Innocenzi – sette giorni dopo non sono più veri i dati di partecipazione alle primarie tanto esaltati da Veltroni? E` ridicolo, c`è qualcosa che non va». Vuol capire di più in quelle «anomalie» dei risultati: 8 mila votanti in Basilicata, il doppio di quelli della Lombardia; 10 mila votanti a Cosenza, solo 900 a Milano dove lei ha vinto. «Chiediamo trasparenza – incalza – garantiscano i fondamentali principi di democrazia».

LA PROTESTA è forte e pare destinata ad estendersi: a Cosenza, dopo giorni di denunce e polemiche, 16 membri eletti nelle assemblee costituenti nazionale e regionale si sono dimessi. Subito dopo sono state
comunicate gli abbandoni anche dei primi dei non eletti, che così non subentreranno ai dimissionari.
«Appare inconcepibile e incomprensibile – scrivono – l`assoluta mancanza di trasparenza che ha contraddistinto tutta la tornata elettorale delle primarie. I giovani calabresi vengono ancora una volta illusi e mortificati nella ricerca di un cambiamento tanto promesso quanto disilluso. La speranza di lavorare per far crescere la propria terra viene frustrata dall`affermarsi di logiche ataviche, dal trionfo del malcostume della vecchia politica». Sorpreso dalla dimissioni si è detto Raciti, che auspica un ripensamento. «Penso – ha commentato – sia un malessere cosentino».

(Fonte: il Quotidiano, La Nazione, il Resto del Carlino del 28 Nov 08)

Gli eletti in Calabria si sono dimessi. Strada giusta da percorrere?

(ANSA) – COSENZA, 27 NOV – Dimissioni a valanga a Cosenza, dopo giorni di denunce e polemiche, di un nutrito gruppo di eletti nelle assemblee costituenti nazionale e regionale dei Giovani del Partito democratico. Sedici componenti degli organismi (tre dell”assemblea nazionale e tredici di quella regionale) hanno annunciato, con una lunga nota, le loro dimissioni dagli organismi eletti nelle primarie di venerdì 21 novembre. Immediatamente dopo sono state comunicate le dimissioni anche dei primi dei non eletti in entrambe le assemblee che così non subentreranno ai dimissionari. ”Appare inconcepibile e incomprensibile – scrivono i dimissionari – l’assoluta mancanza di chiarezza e trasparenza che ha contraddistinto tutta la tornata elettorale delle primarie, palesandosi, sin da subito, la volontà di accentrarla e indirizzarla. I giovani calabresi vengono ancora una volta illusi e mortificati nella ricerca di un cambiamento tanto promesso quanto disilluso. La speranza di lavorare per innovare e far crescere la propria terra viene frustrata dall’affermarsi di logiche ataviche, dal trionfo del malcostume della vecchia politica”. ”Avevamo sposato con entusiasmo – conclude la nota – il progetto del PD. Lo avevamo fatto perché per noi il PD è il partito della gente, dell’impegno, della legalità, della partecipazione, delle scelte condivise. Oggi ci svegliamo e scopriamo che in Calabria non è niente di tutto ciò”.

Voti Raciti + Innocenzi + Marini + Bruno = 121.623. Schede bianche e nulle, chi le ha viste?

“Chiediamo di poter visionare le schede elettorali per capire come mai i voti non tornino”. Così Salvatore Bruno e Giulia Innocenzi, i candidati alla segreteria nazionale dei Giovani Democratici, che si sono rivolti alla Commissione di Garanzia del Pd dopo aver ricevuto l’ultima segnalazione di irregolarità da un blogger, questa volta riferita proprio ai voti che ogni candidato avrebbe preso a livello nazionale. “Secondo il dipartimento organizzativo del Pd – spiega Innocenzi, che si rifà alla nota stampa del Pd rilasciata il 24 novembre – avrebbero partecipato alle primarie del 21 novembre ‘121.623 elettori. Con il 77,03% (93.686 voti) Fausto Raciti è stato eletto alla guida dell’organizzazione giovanile del Pd, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti)”. Ebbene, se si sommano i voti attribuiti a ogni candidato, il risultato è esattamente uguale al numero dei partecipanti, 121.623. Il dato incredibile è che non risulterebbe neanche una scheda bianca o nulla!”. Tale dato stride però con i risultati pubblicati in questi giorni spontaneamente dai ragazzi. Secondo i siti internet locali del Pd, solo a Bari, ad esempio, su 7742 votanti risultano 843 schede bianche e 163 schede nulle (www.pdbari.it); in Toscana la somma fra le bianche e le nulle arriva a 541 schede (www.pdtoscana.it). Dopo la richiesta inascoltata di Innocenzi presentata lunedì all’on. Orlando della “pubblicazione dei dati elettorali seggio per seggio, per rispondere con la trasparenza e la pubblicità alle segnalazioni di irregolarità presentate in tutta Italia dai ragazzi”, Bruno e Innocenzi si rivolgono oggi alla Commissione di Garanzia attraverso una lettera aperta. La richiesta: “la pubblicità dei dati seggio per seggio e città per città e l’accesso alle schede, per capire come mai i dati non tornino. Bruno ironicamente si domanda: “dobbiamo rimandare a settembre il dipartimento organizzativo delle primarie in italiano o in matematica?”

Primarie col trucco: i piccoli del Pd sembrano già grandi

Quarantadue schede, già votate all`apertura dei seggi, venerdì mattina. Poi urne portate via dal seggio, in Calabria, davanti agli sguardi attoniti dei rappresentanti. Per non parlare dei dati di partecipazione piuttosto curiosi, con la Basilicata che supera la Lombardia, Cosenza che umilia Milano. Infine i risultati, che a cinque giorni dal voto di venerdì non sono ancora stati resi noti, se non nelle percentuali finali, incoronando il candidato predestinato. 

Le primarie per l`elezione del segretario dei Giovani democratici, organismo giovanile del Pd nato dalla fusione di Sinistra giovanile e giovani della Margherita, ri schiano di finire esattamente come successe a quelle dei “grandi”: in un mare di polemiche. Il risultato è stato molto netto. Fausto Raciti, ex segretario della Sinistra giovanile, è stato eletto col 77% dei 120mila voti espressi. Era sostenuto da quasi tutto il partito, dai big e non solo. Sg è riuscita a portare ai seggi molti ragazzi. Si sono mobilitati anche i giovani della Margherita, visto che a loro era già spettato il ministro ombra delle Politiche giovanili, la deputata Pina Picierno. Un posto ai primi, uno ai secondi, quindi, e l`accordo era stato presto trovato: tutti alle urne, allestite su e già per lo Stivale. A scombinare i giochi, però, si erano messi altri tre candidati: Salvatore Bruno, area Bindi, Dario Marini, outsider di Brescia, e una donna, la radicale Giulia Innocenzi, dell`associazione Luca Coscioni. Poi i seggi si sono aperti e chiusi, lo scrutinio è iniziato e terminato lunedì, con la lettura dei verbali dentro la sede del Pd. Nessun dato scorporato, niente informazioni nemmeno ai candidati sconfitti.

La Innocenzi e Bruno, allora, hanno denunciato «circostanze poco chiare» e chiesto al Pd di rendere pubblici i risultati, città per città. Perché la rete, si sa, è uno strumento di trasparenza e gli scrutatori hanno cominciato a pubblicare sui siti dei candidati e sui loro profili Facebook i risultati “parziali”. «Dai quali, per esempio, emerge che a Milano io sono arrivata prima col 37% dei voti», dice la radicale Innocenzi. «E allo stesso modo sarebbe andata a Ferrara, a Lucca, in tutta la Versilia, in intere Regioni come il Trentino e la Valle D`Aosta». Eppure, alla fine, l`unica candidata donna si sarebbe fermata al 10%. E Bruno ancora dietro, col 6,30%. Come è possibile? 0 c`è un errore o il problema sta tutto nell`affluenza alle urne, squilibrata verso Sud, dove il partito può contare su un apparato più forte.

Recuperati i dati resi disponibili, in effetti, si scoprono altre cose curiose. Tra queste che la Basilicata doppia, coi suoi ottomila votanti, la partecipazione al voto della ben più popolosa Lombardia, che si ferma a quattromila. 0 che se a Roma, tre milioni di abitanti ed ex capitale del regno veltroniano, ci sono stati diecimila elettori alle primarie, nella ben più piccola Bari ce ne sarebbero stati ottomila e a Cosenza gli elettori sono stati lo stesso numero di quelli della Capitale. Proprio dalla città calabrese, tra l`altro, è partita la prima denuncia ufficiale agli organismi nazionali del Pd. Alcune urne, infatti, sarebbero state sequestrate prima dello spoglio. «Venerdì alle 23.30 alcune persone hanno portato via urne e verbali», ha denunciato lunedì Tommaso Guzzi, presidente di uno dei seggi nella città, che chiede l`annullamento del voto nella provincia. «È stato perpetrato un vero e proprio atto di appropriazione indebita da parte di persone estranee all`organizzazione delle primarie e notoriamente vicine ad esponenti istituzionali del partito», accusa. Ma di cose «strane» la Innocenzi dice di averne sapute altre: «Nel seggio della Luiss a Roma, dove studio io, a piazza Istria, all`apertura del seggio, dentro alluma c`erano già 42 schede». Quelle, e le altre che nel frattempo erano state votate, sono state annullate. «Poi ci sono ragazzi che hanno votato più volte o in seggi diversi. Non si pretendeva una organizzazione perfetta, visto che sono tutti volontari, ma insomma…», aggiunge.

Raciti non vuol sentir parlare di brogli: «Qualche intoppo organizzativo ci sarà pure stato, ma 120 mila ragazzi non si orientano con i brogli. Se ci fossero irregolarità, in ogni caso, sarei il primo a colpirle severamente», ha detto all`Unità. Per fugare tutti i dubbi, però, servono i risultati. Che il portavoce del Pd, Andrea Orlando, dice di voler pubblicare sul sito: «Stiamo acquisendo i dati, poi li pubblicheremo anche allo scopo di chiarire situazioni controverse». Ma per ora, sui siti del Pd, tutto tace.

(Fonte: Libero 27 Nov 08 di Adrea Valle)

Elezioni pd giovanili: il neodiplomato ottiene 337 voti

Marco Gentili Pd Giovani.

TARQUINIA – (amv) alle elezioni nazionali del Pd giovani, Marco Gemili ottiene in provincia ben 337 voti, un risultato straordinario per il neodiplomato che si attesta al secondo posto nella Provincia. Marco vuole aggi dire grazie ai suoi elettori: “Oggi il mio primo pensiero è rivolto – riferisce – a quei Giovani locali che mi hanno votato. Grazie a loro infetti all’ assemblea nazionale, se «avrò la possibilità di parlare, parlerò del mio programma, quello dalla parte dei diversamente abili. Quello fatto con Giulia Innocenzi, alla quale va il mio più sincero ringraziamento. Ancora una volta grazie a internet, ho avuto la possibilità di farmi propaganda politica e candidarmi”. “Un mezzo quello di internet – continua Gentili – già usato in passato da Luca Coscioni quando, nell’agosto del 2000, lo vide, ottenere il suo primo successo, per la sua breve, ma quanto mai significante vita politica. Difatti furono indette le elezioni dai Radicali (per la prima volta on-line) per eleggere il proprio Comitato di Coordinamento. Internet è un mezzo troppo importante e unico, che va sfruttato. Soprattutto dai giovani.”

(Fonte: Corriere di Viterbo 26 Nov 08)

Questa crisi non rallenterà la nostra ricerca

Alla Camera dei Deputati presentata la squadra della raccolta e le prossime sperimentazioni della terapia genica su altre malattie. Susanna Agnelli: “Italiani premiate la meritocrazia”

In Italia c’è una ricerca che funziona ed ottimizza le risorse di cui usufruisce: è quella della Fondazione Telethon che, grazie alle donazioni di cittadini e imprese, ha già finanziato, con 276 milioni di euro, 2.141 progetti su malattie genetiche e 1.363 ricercatori. Progetti che hanno ottenuto grandi risultati scientifici e una prima vittoria, storica, della terapia genica su una gravissima forma di immunodeficienza congenita, l’Ada-Scid. Prossimo l’assalto finale anche ad altre patologie: amaurosi di Leber, malattia di Charcot-Marie-Tooth, leucodistrofia metacromatica e sindrome di Wiskott-Aldrich.
 
Per queste i ricercatori sono entrati o stanno entrando nella fase dei trial clinici: per le persone affette da queste malattie e per le loro famiglie la speranza di una cura sta diventando concreta. Per altre, distrofia di Ullrich e miopatia di Bethlem, si è definito un approccio farmacologico già efficace nel modello animale e sulle cellule di un piccolo gruppo di pazienti; per la talassemia la terapia genica funziona nel modello animale.
 
Su queste patologie Telethon ha già “investito” circa 23 milioni di euro ma ne occorrono almeno altrettanti per fare gli ultimi passi, nonché per procedere alla registrazione internazionale del protocollo di cura italiano dell’Ada-Scid che ha già salvato 12 bambini provenienti da tutto il mondo.
 
Senza dimenticare le risorse necessarie per far progredire la ricerca di base. Tanti soldi, in tempo di crisi profonda, ma pochi se si pensa al beneficio che possono produrre.
 
“La grave crisi economica e il dibattito sulle Università ha evidenziato anche in Italia l’importanza della ricerca, della meritocrazia e del rigore nei finanziamenti per evitare sprechi e scarsa produttività”, ha sottolineato il Presidente di Telethon, Susanna Agnelli. “Finalmente si parla in ogni sede di adottare tali criteri; Telethon lo fa da sempre, per questo ottiene risultati. Ora, dopo anni di ricerca di base, possiamo cominciare a parlare di terapie, sia pure solo per poche delle oltre seimila malattie genetiche conosciute. Ma l’ultimo tratto di questa scalata alla cura è il più difficile e costoso. Le attuali difficoltà economiche sono preoccupanti, è vero, ma doverci fermare proprio ora che possiamo raggiungere gli obiettivi più vicini sarebbe insensato. Sono fiduciosa nella lungimiranza degli italiani e convinta che non rinunceranno ad investire ancora nella buona scienza. Chiedo loro di continuare a sostenerci e di premiare le nostre scelte. Ce la faremo anche quest’anno”.
 
Un appello, quello della Agnelli, lanciato in occasione della presentazione alla Camera dei Deputati della nuova raccolta di fondi, già avviata in tutte le regioni italiane, che culminerà nella maratona televisiva del 12, 13 e 14 dicembre. Nella sede istituzionale, alla presenza del suo presidente, Gianfranco Fini e dell’onorevole Ileana Argentin, affetta dalla nascita da una grave forma di distrofia muscolare, sono stati illustrati i principali risultati della ricerca in corso, i criteri di gestione dei fondi e presentata la squadra della raccolta composta da associazioni di volontariato ed aziende partner Telethon.

Il punto generale sulla ricerca sulle malattie genetiche finanziata con le donazioni degli italiani è stato fatto da Lucia Monaco, direttore dell’Ufficio Scientifico di Telethon. Il direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET), Luigi Naldini, si è invece concentrato sulle patologie più vicine alla cura.
 
In rappresentanza della vasta squadra dei partner sono poi intervenuti Alberto Fontana, presidente nazionale della Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Fabio Gallia, amministratore delegato di BNL-Gruppo BNP Paribas, il gruppo bancario, partner di Telethon da 17 anni, che raccoglie circa il 50% delle donazioni. Descritte le rispettive attività di raccolta fondi, hanno annunciato la nascita di una collaborazione tra Uildm, BNL e Telethon che permetterà sinergie più strette nella ricerca e nella sensibilizzazione sulle distrofie.

“Senza Telethon non vi sono possibilità di sconfiggere la distrofia e le altre malattie neuromuscolari e ci piace affermare che Telethon nasce proprio dalla Uildm a favore di tutta la comunità di persone affette da queste patologie”, ha ricordato Fontana. “Ora, grazie ai fondi raccolti, potremo dare ancora più forza all’impegno comune e concretezza al motto “Nella ricerca la certezza” scelto dal nostro fondatore Federico Milcovich”.

Sulla nuova collaborazione strategica con la Uildm si è anche soffermato Gallia: “Il successo di Telethon è basato sulla catena di solidarietà di tutti coloro che partecipano attivamente da anni alla maratona. Quest’anno, all’entusiasmo dei tanti volontari, clienti, donatori e amici di Bnl si aggiunge la collaborazione con la Uildm per partecipare in modo ancora più diretto e attivo alla ricerca e raggiungere obiettivi comuni”.

Successivamente, Fontana ha presentato gli altri partner di Telethon 2008:
l’Avis, che dal 2001 sostiene Telethon e grazie ai suoi volontari ha raccolto oltre 2,6 milioni di euro, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), che per il quinto anno consecutivo rinnova il progetto “Il gioco fa rotta verso la ricerca”, con il coinvolgimento della Direzione Generale, delle 21 sedi regionali, dei suoi maggiori concessionari (Lottomatica-Gioco del Lotto, Sisal e Assosnai) e la Federazione Italiana Tabaccai. Di nuovo impegnati i 49 ipermercati di Auchan, che dal 2003 hanno raccolto 4.526.000 euro: obiettivo è sostenere 10 progetti di ricerca Telethon idealmente associati ad importanti città dove sono presenti altrettanti ipermercati. Sostegno anche dalla GlaxoSmithKline: l’importante azienda farmaceutica che da 6 anni ospita nella sua sede di Verona la riunione della Commissione Medico Scientifica di Telethon (31 scienziati di fama internazionale provenienti da tutto il mondo) che seleziona i migliori progetti di ricerca da finanziare. Sempre presente il Gruppo Ferrovie dello Stato che dal 2001 ha raccolto 2,5 milioni di euro: quest’anno schiera tutte le biglietterie self-service, 74 volontari della Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia per raccogliere donazioni a bordo treno, 111 sedi territoriali del Dopolavoro Ferroviario Nazionale. Anche Oviesse che attraverso i suoi 300 negozi sensibilizzerà la clientela ad effettuare donazioni. Un notevole contributo è atteso da SMA Supermercati che dal 2002 ha raccolto 5.400.000 euro e coinvolge le insegne Cityper, Punto Sma, Simply e  CRAI: un totale di 4.725 punti vendita. Infine il Gruppo Telecom Italia: oltre ad offrire un determinante supporto tecnologico per la maratona, raccoglierà con Fastweb e Infostrada le telefonate da rete fissa tramite il numero unico 48548 e gli sms inviati con TIM, Vodafone, Wind, 3 e Coop Voce.
Entrano quest’anno a far parte della squadra di Telethon anche Bricofer con i suoi 90 punti vendita, Giunti Editore con le sue 144 librerie “Giunti al Punto” e i Lions, la più grande organizzazione umanitaria del mondo, che torna con gli oltre 50mila soci italiani, riuniti in più di 1.300 club a sostenere la ricerca scientifica.
 
Menzione speciale per la Rai, che ha reso possibile lo sforzo di Telethon sin dal 1990 e che da allora mette a disposizione della causa della ricerca scientifica sulle malattie genetiche la professionalità, il cuore e l’impegno di tutti i dipendenti, i conduttori, i tecnici, gli autori e i dirigenti. 
 
Al Presidente Fini e agli altri deputati presenti sono stati infine presentati i 51 Coordinatori Provinciali Telethon, volontari attivi nella raccolta fondi in altrettante provincie italiane: lo ha fatto Pietro Spirito, Direttore Generale di Telethon, che ha poi illustrato un anno di attività della Fondazione. 

(Fonte: Telethon.it 25 Nov 08)

Innocenzi, Marini, Bruno: oggi alle 16 fuori dal Pd per chiedere la pubblicazione dei dati seggio per seggio!

“Chiediamo tutti e tre la pubblicazione dei dati elettorali città per città e seggio per seggio, nel rispetto del lavoro volontario delle migliaia di ragazzi in giro per l’Italia. Una prassi democratica applicata in tutte le contese elettorali”. Così Giulia Innocenzi, Dario Marini e Salvatore Bruno, che finora hanno saputo dell’esito elettorale delle primarie dei Giovani Democratici, tenutesi il 21 novembre, soltanto attraverso un’agenzia del Pd di ieri. E proprio ieri la candidata radicale Innocenzi aveva inoltrato la richiesta della pubblicazione dei dati con una lettera aperta al dipartimento organizzativo del Pd. Lettera rimasta senza risposta. “Non chiediamo alcun riconteggio delle schede – insistono – chiediamo soltanto la pubblicazione dei verbali dei risultati seggio per seggio, ad oggi a disposizione del Pd ma mai pubblicati. Le contestazioni sulle irregolarità delle elezioni si combattono solo attraverso la trasparenza”. Previsto per oggi alle ore 16 un sit-in fuori dalla sede del Pd, in via Sant’Andrea delle Fratte, per chiedere la pubblicità e la trasparenza dei dati.

Pd: dati definitivi primarie giovani, a Raciti il 77%

Costretti a sapere i risultati tramite le agenzie stampa. Dati pubblici, chi li ha visti?

Roma, 24 nov. – (Adnkronos) – Il Dipartimento organizzazione del Partito democratico rende noti i dati definitivi dei voti alle primarie per l’elezione a segretario nazionale dei giovani democratici, alle quali hanno partecipato 121.623 elettori. Con il 77,03% (93.686 voti) Fausto Raciti e’ stato eletto alla guida dell’organizzazione giovanile del Pd, seguito da Giulia Innocenzi con il 9,97% (12.126 voti), Dario Marini con il 6,70% (8.149 voti) e Salvatore Bruno con il 6,30% (7.662 voti). I risultati definitivi degli eletti all’assemblea nazionale e a quelle regionali saranno diffusi nelle prossime ore.

Mossa disperata di Walter: congresso subito

La “guerra dei trent`anni” tra Walter Veltroni e Massimo D`Alema, si sta lentamente trasformando in guerriglia sul territorio. Nel Lazio l`elezione di Roberto Morassut, veltroniano di ferro, a segretario regionale è costata una durissima spaccatura nel partito. Dalemiani, bindiani e lettiani, infatti, si sono astenuti almomento del voto ed ora minacciano di presentare ricorso, contestano la legittimità di quella elezione. Ma il problema non è soltanto il ricorso – già in Umbria il segretario aveva piazzato un suo uomo tra le polemiche -, bensì il deterioramento dei rapporti interni. «Dirigere un partito così è un errore drammatico», attacca lo stretto collaboratore di D`Alema, Matteo Orfini, sul suo blog. A Veltroni e i suoi, tra questi il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, viene rimproverata «l`arroganza» di una scelta «di continuità con una esperienza che, buona o cattiva che fosse, è culminata con una sconfitta epocale». La débacle a cui si fa riferimento, ovviamente, è quella di Roma. La scelta di candidare Francesco Rutelli, poi rivelatasi disastrosa per il Pd, fu proprio di Goffredo Bettini e di Veltroni medesimo che, per giunta, era
sindaco uscente della città.

BROGLI PERI GIOVANI
Come l`elezione del segretario del Lazio, pure le primarie per eleggere il segretario dei Giovani democratici rischia di finire con un ricorso. L`elezione – sabato, hanno partecipato al voto 120mila ragazzi under 29 – di Fausto Raciti col 77% dei consensi è stata funestata dalle accuse di brogli. Parla di risultati poco trasparenti Giulia Innocenzi, coordinatrice degli “Studenti Luca Coscioni”, e arrivata seconda. Denuncia «metodi opachi», il terzo “classificato”, Salvatore Bruno.

ASSIST DI SCALFARI

Punte di un iceberg, queste, delle risse tra correnti che nel fondo di domenica Eugenio Scalfari ha duramente criticato addossandone la responsabilità a D`Alema e alla sua corrente Red. Veltroni, che oggi riunisce il coordinamento del partito, cercherà di affrontare la situazione di petto. Chi lo conosce riferisce di un segretario intenzionato ad «attaccare», pronto anche ad un congresso anticipato del partito, a mettere in discussione la sua leadership, qualora i dalemiani dovessero contestare la sua linea. Una posizione, questa,
anticipata ieri sera al Tg2 dal braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini: «Se ci sono differenze di linea e di strategia che emergono il modo migliore di risolvere è fare un congresso per confrontarle alla luce del sole». Difficile, però, che il dibattito si concluda oggi. Massimo D`Alema, infatti, è ancora in Sudamerica. L`obiettivo del segretario, quindi, è soprattutto quello di capire la posizione di big come Pierluigi Bersani e Enrico Letta che però sarebbero contrari all`idea di accelerare sulla resa dei conti. «Bisogna smetterla con
queste tensioni, che non si capisce perché e su quale argomento sono deflagrate», ha confidato ieri Letta ai suoi. Nessuno dei due sembra avere fretta, tantopiù che insieme costituiscono il ticket più probabile per il dopo Veltroni, il primo nel ruolo di segretario, il secondo in quello di candidato premier.

OGGI IL CHIARIMENTO

All`ordine del giorno della riunione di oggi ci saranno tutti i nodi, dalla vicenda dell`elezione alla commissione di Vigilanza di Riccardo Villari, alla collocazione europea fino alla “questione del Nord”, la sollevazione di Sergio Chiamparino e Massimo Cacciaci contro un partito che «guarda troppo al Centro e al Sud». La linea difensiva di Veltroni sarà l`attacco. Il segretario rivendicherà la scelta di andare fino in fondo nella difesa di Leoluca Orlando, metterà sotto accusa il vicepresidente del gruppo al Senato, Nicola Latorre, l`autore del “pizzino” anti-Di Pietro. Il complotto dalemiano è un`accusa vergognosa funzionale solo a a coprire la responsabilità di una condotta politica fallimentare», ha messo le mani avanti Latorre. Pure lui, così come inaspettatamente ha fatto il governatore della Campania Antonio Bassolino, ha aperto all`ipotesi di un congresso anticipato: «Servirà un luogo per chiarirsi», hanno detto. Restano contrarie al congresso anticipato Anna Finocchiaro e Rosy Bindi. Entrambe si dicono convinte che è ora di mettere fine a beghe che
non danneggiano nessuno dei due protagonisti, D`Alema e Veltroni, ma «tutto il Pd».

(Fonte: Libero del 25 Nov 08 di Paolo Emilio Russo)

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