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Archivi per il mese di “febbraio, 2009”

27/02/09 Discorso sull’ incontro di oggi: Etica, diritti e Testamento biologico, alla Provincia di Viterbo – Sala conferenze.

Presenti Ugo Sposetti, in cui è intervenuto anche il presidente della commissione d’ inchiesta sul SSN del Senato Ignazio Marino. (Link)
Sono Marco Gentili e ringrazio per la possibilità concessami di parlare, sono uno Studente Luca Coscioni, membro dell’ Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici, membro della Direzione Provinciale dei Giovani Democratici, membro del Consiglio Comunale Giovani di Tarquinia e affetto da SLA2, sclerosi laterale amiotrofica familiare.

Pur non potendo essere presente fisicamente all’ incontro odierno, ci tenevo a fare un piccolo intervento su un argomento da me molto sentito.

Il dramma umano della vicenda di Eluana Englaro ha dato vita ad un conflitto sociale e politico sui temi della bioetica, richiamando l’attenzione sui nostri principi costituzionali inerenti alla libertà dell’individuo e sul timore della nascita di una sorta di etica comunitaria e statale che annulli del tutto quella individuale e personale.

Il governo Berlusconi ci vuole privare della possibilità di decidere di noi stessi e del nostro destino.

Si aprono perciò questioni diverse e su più piani che coinvolgono l’intera società civile. Questioni che chiamano in causa tutti noi cittadini, per i quali si delinea una limitazione “dall’alto” anche sul controllo della nostra vita.

In poche parole non siamo padroni più neanche di noi stessi.

Io affermo con forza di essere l’ unico padrone del mio destino e mi batterò sempre per essere il timoniere di me stesso, senza che nessuna fede religiosa, nessuna chiesa possa impedirmelo. Se ciò non bastasse bisogna pure che la Chiesa legga se stessa.

Infatti, il Catechismo della Chiesa Cattolica, ovvero l’esposizione ufficiale degli insegnamenti della Chiesa cattolica, il più grande tentativo di sintesi positiva di tutta la sua dottrina, è un corposo volume di oltre 900 pagine, approvato l’ 11 ottobre 1992 che afferma nell’ articolo 2278:

“L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’“accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

La Chiesa Cattolica di Roma, la macchinosa carretta che manda avanti la professione in Italia, esportandola nel resto del mondo, non può affermare cose tanto astruse, e mi domando: “la coerenza nel loro vocabolario esiste?” Qualcuno diceva “Verba volant scripta manent”. E visto che la nutrizione tramite sondino è oggettivamente e logicamente considerata una “terapia nutrizionale” perché non stiamo parlando di somministrare acqua e cibo a un malato che non può procurarseli da solo, bensì di un composto chimico somministrato attraverso una sonda nasogastrica, che solo i medici possono prescrivere e che solo i medici sono in grado di introdurre.

Risulta perciò sempre più tolemaico, parlando francamente ammettere il contrario.

Sul tema del testamento biologico, quindi, non si tratta di stabilire se siamo credenti o non credenti, blasfemi o buddisti, ma se viviamo in una democrazia o no. I miei signori, dirigenti pontifici, perché non hanno letto l’ articolo 2278 del catechismo della chiesa cattolica? Bisogna che per qualcuno si torni, decisamente al seminario, non credete? Oltretutto Martin Lutero nella riforma protestante ha parlato del libero arbitrio, ce lo ricordiamo?

Il concetto di libero arbitrio ha implicazioni in campo religioso, etico e scientifico. In campo religioso il libero arbitrio implica che la divinità, per quanto onnipotente, non possa utilizzare il suo potere sulle scelte degli individui. Nell’etica questo concetto è alla base della responsabilità di un individuo per le sue azioni. In ambito scientifico l’idea di libero arbitrio determina un’indipendenza del pensiero inteso come attività della mente e della mente stessa dalla pura causalità scientifica.

Tuttavia tra i nostri politicanti si autorizzano posizioni diverse sulle decisioni che riguardano un testamento biologico affermando sempre le “questioni di coscienza” (come se la laicità dello Stato avesse visioni differenti). Eppure la nostra Costituzione in tal senso parla chiaro e recita.

art. 32> “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Concludo con una mia frase che la mia razionalità mi spinge inevitabilmente a dirvi:

“Quando ti troverai sul baratro della morte, non voltarti indietro, non dare o permettere mai voce in capitolo sul tuo corpo all’ uomo suddito a una qualsiasi legge divina, costui potrebbe soltanto scompigliarti i capelli, non la vita, sulla quale tu e soltanto tu hai il pieno diritto di parlare, sia in prima persona, sia in terza, attraverso persone che hanno condiviso il tuo modo di relazionare e essere vivo, stando ogni giorno a contatto con te” .

Grazie ancora,
Marco Gentili.

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GD: sinergia di gruppo?..

Ciao ragazzi,

Scusatemi per questa nota ma, francamente, due parole sulla giornata della I Assemblea Provinciale, le voglio spendere, non volendo alimentare alcunché, ma decisamente fare chiarezza intorno alla vicenda. Cosa che, non è uscita fuori il 22 Febbraio dal nostro gruppo.

Siamo arrivati lì, non avendo le chiavi del portone (vuoi che abbiano cambiato la serratura il giorno prima, vuoi che il locale non venga usato spesso). E come dei “novelli” boy scout alla prima uscita di gruppo (uso questo termine perché, per mio modesto parere, molti di questi sono perennemente novelli). Comunque, con il problema dell’ entrata superato dall’ apertura grazie alla citofonata a uno dei tanti inquilini, abbiamo dato prova come in un gruppo, regna la disorganizzazione.

Questo fattore prevalente, si è accentuato tanto da far saltare gli accordi fatti fino a 5 minuti prima, infatti durante l’ Assemblea, è brutto ricordarlo ma, si stava giocando a “carta vince, carta perde”.

Come tutti sapete mi sono avvicinato ai “radicali”, Studenti Coscioni, non nel senso di tesserato, ma di colui che guarda oltre le solite tematiche e riuscendo a capire la vera fonte dei problemi.

Non per niente con loro (Studenti Coscioni), fra le varie iniziative svolte, ne cito una per non annoiarvi e per non voler passare come quello che esalta il passato/presente, il 22 Maggio 2008 ricordando il trentennale della legge 194, abbiamo dato vita anche alla campagna di informazione sessuale, con distribuzione di preservativi e raccolta firme per abolire la ricetta della pillola del giorno dopo nelle università e nelle scuole sparse in tutta Italia; e ho visto come un gruppo possa portare avanti idee condivise da tutti e, anche se l’ “informazione italiana” d’ oggi è oscurante verso le battaglie di un Luca Coscioni, di un Piergiorgio Welby, di un Giovanni Nuvoli e di una Eluana Englaro, possa lavorare al meglio senza pensare alle cariche.

Tornando a “noi” voglio ritrovarmi fra un gruppo compatto, unito e organizzato, con la O maiuscola. Proprio per questo motivo vi vado a proporre iniziative mirate, e in ordine di urgenza, da attuare nella nostra Provincia, di cui poi, se ne avrete voglia, mi darete la condivisione o no commentandole quì sotto:

1. Creare, se già non esiste un nostro blog dove divulgare le nostre notizie

2.Fare un volantino anti-Ronde, da distribuire nella nostra Provincia:
alla fermata dell’ autobus, fuori Scuole e Università, dentro luoghi divertimento giovanili, bar, pub, piazze e corsi vari.

(Es. Siamo contrari alle ronde perché, il metodo va a significare una impotenza dello Stato. Etc…)

@ Ho avuto il piacere di stringere amicizia con Marianna Bartolazzi, colei si occupa di diritti civili e immigrazione a livello Regionale, che mi ha proposto di intraprendere, visto che le sta organizzando, iniziative sul divieto di segnalazione degli immigrati negli ospedali, e se ci va di fare qualcosa per questa causa, molto gentilmente si è resa a disposizione!

3. Andare fuori Scuole e Università, dei rispettivi Comuni a intervistare i nostri ragazzi, in modo da valutare quanto ne sanno sulla legge del testamento biologico in discussione alle due camere. Alle riprese ottenute fare un lavoro di montaggio al quale seguirà un altro video in cui il nostro coordinatore, Michele Bassanelli, o le altre due cariche elette domenica pomeriggio esporranno la nostra posizione e daranno modo di informare correttamente i nostri giovani.

4. Indire nel Comune Viterbese, se possibile o in un’ altra struttura un’ assemblea publica, con la partecipazione di personale qualificato, sulle energie rinnovabili che illustrerà ai cittadini della nostra provincia quanto e in quale modo poterle utilizzare nel nostro territorio. Mettendo in conto anche il dover sensibilizzare i nostri cives alla raccolta differenziata.

Con ciò credo di aver detto tutto.

N.B. Fate due mazzi di chiavi: uno al nostro Coordinatore e uno al Vicecoordinatore!!!

Grazie, Marco.

(25 Febb. 09)

22/02/09 GD: I Assemblea Provinciale – Viterbo –

Salve gente, coetanei e Democratici,
oggi qui, andremo a eleggere cariche molto importanti per la gestione presente e futura del nostro territorio, cariche di Coordinatore, Vicecoordinatore e i membri per la segreteria.

Nel decennio che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo assistito a grandi mutamenti, che hanno coinvolto in modo indiretto e diretto vai ambiti sociali, condizionando la vita quotidiana di molte persone.

E’ cronaca ordinaria sentir parlare di lavoro precario, crisi dei settori industriali, mutamento della struttura familiare, coppie che hanno meno figli o non ne hanno affatto, popolazione sempre più anziana e sola, donne oberate di lavoro in ambito professionale e familiare, erosione dei redditi familiari e conseguente difficoltà ad arrivare a fine mese, il delinearsi di una società sempre più multietnica, dove emergono costantemente episodi di razzismo e di discriminazione del “diverso”.

Di fronte a tutto ciò non possiamo rimanere fermi.

E’ necessario rimboccarsi le maniche e tentare di sviluppare azioni mirate per l’inserimento sociale di soggetti “fragili” e “deboli”, spesso appartenenti a fasce marginali, sforzandosi di superare il contrasto tra i ceti benestanti e le molte e diverse forme di povertà, al fine di evitare che il disagio sociale dia luogo a forme di devianza.

Mi rendo conto che si tratta di un impegno, che richiede l’applicazione di un gran numero di persone, dato che il problema in questione racchiude parecchi ambiti: si va da quello economico, legato a determinati principi di welfare che dovrebbero ispirarsi a principi solidaristici e universalisti, sostenuti da una minore pressione fiscale a quelli sociali o solidali, che dovrebbero avere come fine primario il sostegno di chi nella struttura sociale, suo malgrado, ha un ruolo non proprio centrale.

Inoltre penso che investire sulla politica sociale sia un fattore di crescita del “capitale umano”, che interessa la comunità in generale, dato che in un mondo sempre più globalizzato, chi perde il treno dell’innovazione e della conoscenza è perduto.

Quindi investiamo sullo sviluppo e la valorizzazione dei talenti, promuovendo la responsabilità e il benessere di fette sempre maggiori di società.

Un Paese dove non si investe sui giovani è un Paese destinato a morire.

Sosteniamo il nostro grande patrimonio umano, attraverso politiche di inserimento lavorativo, che possano coinvolgere quelle categorie spesso emarginate come l’universo femminile, ma anche quello del disabile, promuoviamo la cittadinanza attiva delle persone straniere, inserite nel nostro tessuto sociale.

Uno sviluppo diretto alla maggiore quantità e qualità del lavoro, alla sostenibilità e all’inclusione sociale, all’ampliamento delle opportunità come possibilità di scelta dei progetti di vita delle persone e delle famiglie.

Quali strade percorrere? Sicuramente in primis l’investimento nella formazione scolastica prima e di avviamento al lavoro poi – evitiamo i continui tagli all’istruzione – senza trascurare l’importanza di educare al rispetto dell’ “altro”, al vedere al di là del proprio giardino le difficoltà e i bisogni sociali spesso trascurati.

Guardiamo alla nostra dimensione provinciale, come specchio e riflesso di quella nazionale e lavoriamo per valorizzare al meglio quello di buono che abbiamo.

Noi, ne sono convinto! Noi giovani, il nostro gruppo, unito agli altri giovani militanti a livello nazionale nel PD possiamo. Noi possiamo, siamo scintille piene di vita e di idee, e dobbiamo dare vita a quel riformismo che tropo spesso viene esaltato ma, che spesso, viene oscurato e ombreggiato.

Lo abbiamo visto, ancora una volta velato con il dramma umano della vicenda Englaro , che sembra aver spalancato le porte a un conflitto sociale e politico sui temi della bioetica, mettendo in gioco i nostri principi costituzionali sulla libertà dell’individuo e il pericolo di un’ etica generale e statuale che possa annullare l’etica personale.

Troppe parole inutili si sono dette a tale proposito, dimenticando che non si tratta di dividere i credenti dai non credenti, ma di stabilire se viviamo ancora in una democrazia o no, se le volontà di ogni cittadino vengono ancora rispettate.

Noi possiamo, e verso i nostri concittadini abbiamo il dovere e l’obbligo di incrementare il barlume, troppo spesso annebbiato dai nostri dirigenti. Per fare tutto ciò, abbiamo bisogno di partire dai nostri paesi, da i nostri luoghi, coinvolgendo il giovane, a una politica activa e Democratica. Da lì dobbiamo partire! Dalla nostra Provincia, piena di storia, cultura e arte. Partiamo tutti insieme, con l’ occhio vigile e sempre attento al sociale.

Mettiamoci in gioco, per il nostro PD, per il Riformismo!

Grazie.

(Viterbo, 22 Febb. 09)

Fine vita. Il testo della maggioranza approvato come base per la discussione in Senato

Via libera della Commissione Sanità al disegno di legge sul testamento biologico presentato dal centro destra: sarà quello ad essere utilizzato come punto di partenza. Attesi gli emendamenti del Partito democratico. In Aula si andrà nella prima settimana di marzo

ROMA – Il disegno di legge sul testamento biologico preparato dalla maggioranza (il cosiddetto Ddl Calabrò, dal nome del relatore) è stato approvato come testo base di lavoro della commissione Sanità del Senato. Tredici i voti a favore della maggioranza, mentre l’opposizione ha votato in modo diviso, con sei contrari e tre astenuti (una parte del Pd, compreso il capogruppo Dorina Bianchi). Pieno rispetto del valore “inviolabile” della vita, no al “suicidio assistito”, no all’accanimento terapeutico, ma soprattutto no alla richiesta di sospensione di “sostegni vitali” quali alimentazione e idratazione: queste le coordinate fondamentali attraverso le quali si articola il disegno di legge intitolato “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”. La discussione proseguirà in Commissione: l’Aula di Palazzo Madama se ne occuperà non prima del mese di marzo.

IL TESTO – I presupposti del testo – come spiegato dal relatore – sono quelli di “riafffermare il valore inviolabile dell’indisponibilità della vita””. Secondo la norma in esame il cittadino “non può in alcun modo esprimere desideri che siano contrari alle norme giuridiche vigenti nel nostro paese, chiedendo e ottenendo interventi eutanasici o che possano configurarsi come suicidio assistito”. Allo stesso modo – si spiega – si intende “vietare ogni forma di accanimento terapeutico, sottoponendo il soggetto a trattamenti futili, sproporzionati, rischiosi o invasivi”. Come riferimento della legge si cita la Convenzione di Oviedo, “che sancisce che nel caso il paziente non sia in grado di esprimere i propri desideri”, si debba tenere conto “di quelli espressi precedentemente”, principio, si sottolinea, “già recepito dal Codice di deontologia medica italiano”. Secondo questo principio, “il medico, anche se su richiesta del malato, non deve effettuare o favorire trattamenti diretti a provocarne la morte”. Tutti riferimenti normativi, precisano nella maggioranza, “ripresi dal Comitato nazionale per la bioetica nel documento del 2003 intitolato Dichiarazioni anticipate di trattamento”. Ne consegue, punto chiave del disegno di legge, “che l’alimentazione e l’idratazione artificiale non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento, trattandosi di atti eticamente e deontologicamente dovuti”, in quanto, spiega Calabrò, “forme di sostegno vitale, necessarie e fisiologicamente indirizzate ad alleviare le sofferenze del soggetto in stato terminale e la cui sospensione configurerebbe un’ipotesi di eutanasia passiva”.

LA POLITICA – Appoggio netto da parte degli esponenti della maggioranza, voci sparse nell’opposizione. Nel Partito democratico, che ha lasciato libertà di coscienza, i senatori Ignazio Marino e Daniele Bosone, membri della commissione Sanità del Senato, hanno ricevuto il compito di redigere e selezionare gli emendamenti del gruppo. Il capogruppo in commissione Sanità del Senato, Dorina Bianchi, e la presidenza del gruppo Pd, con Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre, coordineranno invece il lavoro fino alla fase finale. Il capogruppo Bianchi ha spiegato che la sua astensione è stata “un’apertura di credito verso la maggioranza”, ma che “se il testo rimarrà tale, il nostro voto sarà allora di dissenso”. Vari i punti su cui il Pd presenterà gli emendamenti. “Vorremmo fosse ridefinito l’articolo 2 del ddl Calabro’ – afferma Bosone – perchè di fatto porta il medico ad avere un comportamento contrario al paziente e alla Costituzione”. Ci saranno emendamenti anche per aumentare la durata del testamento biologico “a cinque anni, perchè le dichiarazioni di fine vita siano vincolanti e perché la nutrizione e l’idratazione artificiale, pur considerate come sostegno vitale, possano essere in casi eccezionali rifiutate dal soggetto”.

ENGLARO – Sulla vicenda, peraltro, è intervenuto anche Beppino Englaro, che dopo la conclusione della vicenda della figlia torna a dare pubblico risalto alle sue opinioni fino ad aderire ad una manifestazione prevista per sabato 21 febbraio dall’eloquente titolo “Si alla vita, no alla tortura di Stato”. Le sue sono parole nette: “La legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie, una legge assurda e incostituzionale contro la quale è assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare”. “I cittadini – dice – che hanno le idee molto più chiare dei nostri parlamentari, devono tutelare i propri diritti fondamentali che questa legge mette in discussione preparando il terreno per un vero e proprio Stato etico”.

EMENDAMENTI – Ma un emendamento al testo viene annunciato anche dall’altra opposizione, quella dell’Udc, che finora ha sempre appoggiato la posizione della maggioranza. Il presidente del partito, Rocco Buttiglione, ha annunciato un emendamento “per dire che ciascuno ha diritto a trattamenti e terapie per combattere il dolore, anche se tali terapie dovessero avere come conseguenza l’eventuale decesso del paziente”. Buttiglione ha messo in risalto la necessità di procedere con molta prudenza, proprio “per tutelare la vera libertà dell’individuo” e ha d’altro canto criticato, con riferimento alla vicenda di Eluana Englaro, sia l’atteggiamento della sinistra, autrice di una “opposizione ideologica” sia quello della maggioranza di centro destra, caratterizzata da un “sostanziale disinteresse fino agli ultimi tre giorni di vita della donna, quando era ormai troppo tardi”.

 Fonte: www.superabile.it 20 Febb. 09

Pd: Veltroni conferma dimissioni

Decisione comunicata al coordinamento, domani conferenza stampa

(ANSA) – ROMA, 17 FEB – Walter Veltroni ha confermato le sue dimissioni da segretario del Pd davanti al coordinamento, tornato a riunirsi nel pomeriggio. Veltroni terra’ domani una conferenza stampa per motivare la sua decisione. Al termine del coordinamento, il portavoce del partito, Andrea Orlando, ha reso noto che, sempre domani, il vicesegretario Franceschini proporra’ agli organismi dirigenti il percorso da seguire dopo le dimissioni di Veltroni, sulla base del regolamento statutario.

Fonte: ANSA 17 Febb. 09

Fine vita. Doppio binario in Parlamento su assistenza alle persone disabili e testamento biologico

Continua l’iter della legge sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento” in Commissione Sanità al Senato. Il Partito democratico propone di affrontare anche il tema delle cure palliative, degli hospice e dell’assistenza alle persone disabili. Marino: “Una risposta alle famiglie che non ricevono aiuti dallo Stato”. Ma la maggioranza frena. Tomassini: “Il provvedimento su cure, hospice, case del risveglio e assistenza è molto ampio, se ne sta già occupando la Camera”

ROMA – Una legge sul testamento biologico è ormai vista come “una priorità” e sarà approvata entro i tempi previsti, con un arrivo in Aula nel giro di due settimane e la discussione che non andrà, probabilmente, entro l’estate. Ma mentre le forze politiche continuano a discutere dei contenuti della normativa, spunta l’ipotesi che nel testo trovino spazio anche il tema dell’assistenza alle persone disabili, delle cure palliative e degli hospice. Un’ipotesi però bocciata dal presidente della Commissione Sanità che a Palazzo Madama si sta occupando della questione.

I TEMPI DELL’ITER – I tempi dell’iter del ddl prevedono che martedì prossimo si concluda la discussione generale in Commissione Sanità. Per venerdì 20 alle 12 è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti, dopo di che si avvierà la discussione e il voto. Come noto, i principi base del testo sono quelli del pieno rispetto del valore “inviolabile” della vita, con un rifiuto al contempo del suicidio assistito e dell’accanimento terapeutico, e un esplicito “no” alla richiesta di sospensione di “sostegni vitali” quali alimentazione e idratazione. “Il ddl – ha spiegato il relatore Raffaele Calabrò (Pdl)  – può e deve essere migliorato: se gli emendamenti arriveranno con questo spirito, penso che i tempi potranno non essere lunghi. Se invece ci dovesse essere ostruzionismo, allora necessariamente il percorso della legge si allungherà”.

L’OPPOSIZIONE – Dall’opposizione però non arrivano segnali concilianti. “Il provvedimento è pessimo – ha affermato Ignazio Marino (Pd), fino a ieri capogruppo in commissione Sanità. “Prima questa legge sarà approvata e meglio è, così sarà bocciata dalla Corte Costituzionale e si potrà passare a un nuovo testo”. Un segnale chiaro che rimangono tutte le divergenze di fondo tra maggioranza e opposizione. Marino – chiamato a presiedere la commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale – ha lasciato il suo posto di capogruppo a Dorina Bianchi, che sul tema ha posizioni molto più vicine alla maggioranza. “Nessun cambio di linea nel partito – hanno comunque fatto notare lo stesso Marino e il segretario del Pd Walter Veltroni, costretto ad assicurare che “non esiste alcun caso Marino”. 

PERSONE DISABILI E TERAPIA DEL DOLORE –  “Nel disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico all’esame in commissione Sanità al Senato – ha affermato Marino – non c’è una parola sull’assistenza ai gravi disabili, sulle cure palliative e sulla creazione di hospice in particolare al sud: il governo, il premier Berlusconi, il ministro Sacconi, il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella non hanno fatto altro che parlare nei giorni scorsi dell’importanza dell’assistenza ai disabili, delle cure palliative e degli hospice. Si vedrà – è la sfida del senatore Pd – se ci credono veramente, quando verrà il momento di votare il mio maxi-emendamento su questi temi”. Il maxi emendamento a cui Marino si riferisce è quello che riprenderà, fra gli altri, gli articoli inseriti nella proposta di legge presentata a suo nome in Parlamento e che non è stata scelta come testo base di partenza in Commissione: fra di essi, ha assicurato Marino, anche norme per dare “risposta alle tante famiglie e ai malati che non ricevono l’assistenza adeguata dallo Stato”.

“Non credo si possa introdurre anche il tema dell’assistenza ai disabili, le cure palliative e gli hospice nel ddl sul testamento biologico”, è la risposta del presidente della commissione, Antonio Tomassini (Pdl). Tomassini ha ricordato che in avvio di discussione ci fu la decisione di affidare alla Camera (in Commissione Affari sociali) l’esame delle proposte relative alle persone disabili e alla terapia del dolore: “Non vorrei si creasse un conflitto istituzionale”, avverte il presidente. Per Tomassini si tratta di un argomento molto vasto che “non comprende solo le cure antalgiche e gli hospice, ma anche le case del risveglio e il metodo dell’assistenza all’accompagnamento: non credo si possa introdurre tutto ciò oggi nel testo base in discussione al Senato. Al più, spiega si potrebbe pensare ad un articolo di raccordo con il tema in discussione alla Camera”. (ska)

 Fonte: www.superabile.it 13 Febb. 09

II Assemblea dei Giovani Dem: è mai possibile che per chiedere un servizio bisogna essere mandati a cagare?

Ci risiamo, questa volta tocca a Milano, come la scorsa I Assemblea dei Giovani Democratici, mi preparo anticipatamente e comincio a chiedere informazioni se il tragitto consente il mio spostamento e dopo essere andato in agenzia a sentire per andare tramite treno – Freccia Rossa – alla II Assemblea dei Giovani Democratici mi preparo a fare le classiche telefonate per sapere se questa volta, visto che il veicolo di mia proprietà non lo avrò a disposizione, c’è un apposito servizio taxi per carrozzine, che mi consenta di raggiungere dalla stazione Centrale l’albergo prima e il luogo dell’Assemblea poi.

Richiesta Taxi al comune di Milano – 020202 –

(Telefonate effettuate da mia madre nel primo pomeriggio in data 12/02/09)

1° Telefonata:

A- Pronto? Comune di Milano? Volevo una informazione: a Milano esiste un taxi attrezzato per il trasporto di persone Disabili? Mi spiego meglio un Disabile che arriva alla stazione centrale può richiedere un taxi?

B- Un attimo che guardo.

A- Si!

– PASSA QUALCHE MINUTO POI CADE LA LINEA –

2° Telefonata:

A- Pronto? Comune di Milano? Volevo una informazione: a Milano esiste un taxi attrezzato per il trasporto di persone Disabili? Mi spiego meglio un Disabile che arriva alla stazione centrale può richiedere un taxi?

B- Attenda in linea

B- Signora, il nostro comune fa solo convenzioni!

A- Ok, ma posso avere un recapito da dover chiamare?

B- Adesso non ricordo il numero.

A- Le sembra di avermi dato una risposta?

B- VADA A CAGARE! (La centralinista attacca!)

3° Telefonata:

A- Pronto? Comune di Milano? Volevo una informazione: a Milano esiste un taxi attrezzato per il trasporto di persone Disabili? Mi spiego meglio un Disabile che arriva alla stazione centrale può richiedere un taxi?

B- Guardi, non lo so comunque le do un numero, 488814781 provi!

A- Grazie.
4° Telefonata:

A- (num. 488814781) INESISTENTE!

5° Telefonata:

A- Pronto? Comune di Milano? Volevo una informazione: a Milano esiste un taxi attrezzato per il trasporto di persone Disabili? Mi spiego meglio un Disabile che arriva alla stazione centrale può richiedere un taxi?

B- Certamente, le do il numero da chiamare.

A- Grazie!

B- E’ in linea?

A- Si!

B- 0288463090.

6° Telefonata:

A- Pronto? Scusate.. Volevo una informazione, il Comune di Milano mi ha dato il vostro numero, esiste comunque un trasporto per persone Disabili nel vostro comune? Mi spiego meglio un Disabile motorio che arriva alla stazione centrale può richiedere un taxi?

B- Certo, però i servizi sono solo privati.

A- Ok, mi dica lo stesso o mi dia un recapito da chiamare.

B- Subito, i numeri sono due. Due cooperative differenti, la prima è la GTP 0266201090, mentre la seconda CTA 023574768.

7° Telefonata:

A- Pronto? Volevo delle informazioni a riguardo del vostro trasporto per handicap.. per un trasporto che parte dalla stazione centrale.. sa, mio figlio dovrebbe assistere ad un convegno, e non siamo di Milano, voi potete farlo?

B- Certamente. Basta che ci contatta anticipatamente, 2 o 3 giorni prima.

A- Il costo?

B- Se non sappiamo la destinazione non possiamo dirlo.

A- Giusto!

B- Ci richiami appena sa il posto, almeno, potremo dirle di più.

Con quanto segue rispondo al mio Segretario dicendo che a fronte sempre dei molti problemi che si creano quando un disabile deve muoversi in Italia, credo che riuscirò a venire. Comunque non voglio che mi si paghi viaggio e alloggio. Chiedo solo di sapere per tempo la data e il luogo preciso dove si svolgerà l’Assemblea, in modo da poter organizzare il tutto, viaggio e alloggio. E per essere certo di riuscire a trovare un albergo adatto a portatori di hadicap vicino al luogo della II Assemblea dei Giovani Democratici.

Grazie.

Fine vita. Il Parlamento verso il testamento biologico

Si riparte in Senato con il disegno di legge sulla “dichiarazione anticipata di trattamento” all’esame della Commissione Sanità: fra i punti qualificanti il pieno rispetto del valore “inviolabile” della vita, il doppio no al suicidio assistito e all’accanimento terapeutico, e il rifiuto a qualsiasi richiesta di sospensione di “sostegni vitali” quali l’alimentazione e l’idratazione

ROMA – Pieno rispetto del valore “inviolabile” della vita, no al “suicidio assistito”, no all’accanimento terapeutico, ma soprattutto no alla richiesta di sospensione di “sostegni vitali” quali alimentazione e idratazione. Sono queste le coordinate fondamentali attraverso le quali si articola il disegno di legge sul testamento biologico (Dat – Dichiarazione anticipata di trattamento) che viene preso dal Senato come testo base per la discussione sul provvedimento che l’aula di palazzo Madama – reduce dalla vicenda di Eluana Englaro – si è impegnato ad approvare nel giro di due settimane.

IL DISEGNO DI LEGGE – Il disegno di legge intitolato “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” si muove – spiega il relatore Raffaele Calabrò (Pdl) – “nel pieno rispetto del diritto positivo e in primis della Costituzione italiana” di “riaffermare il valore inviolabile dell’indisponibilità della vita”. Secondo la norma in esame il cittadino “non può in alcun modo esprimere desideri che siano contrari alle norme giuridiche vigenti nel nostro paese, chiedendo e ottenendo interventi eutanasici o che possano configurarsi come suicidio assistito”. Allo stesso modo – si legge nel testo – si intende “vietare ogni forma di accanimento terapeutico, sottoponendo il soggetto a trattamenti futili, sproporzionati, rischiosi o invasivi”. Come riferimento della legge si cita la Convenzione di Oviedo, “che sancisce che nel caso il paziente non sia in grado di esprimere i propri desideri”, si debba tenere conto “di quelli espressi precedentemente”, principio, si sottolinea, “già recepito dal Codice di deontologia medica italiano”. Secondo questo principio, “il medico, anche se su richiesta del malato, non deve effettuare o favorire trattamenti diretti a provocarne la morte”. Tutti riferimenti normativi, “non a caso”, precisa il relatore, “ripresi dal Comitato nazionale per la bioetica nel documento del 2003 intitolato Dichiarazioni anticipate di trattamento”. Ne consegue, punto chiave del disegno di legge, “che l’alimentazione e l’idratazione artificiale non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento, trattandosi di atti eticamente e deontologicamente dovuti”, in quanto, spiega Calabrò, “forme di sostegno vitale, necessarie e fisiologicamente indirizzate ad alleviare le sofferenze del soggetto in stato terminale e la cui sospensione configurerebbe un’ipotesi di eutanasia passiva”.

IL TESTO – In particolare, nei primi tre articoli del ddl “si delineano in maniera chiara le finalità della proposta di legge che vuole garantire l’inviolabilità e l’indisponibilità della vita umana”. Agli articoli 2 e 3 si precisa “il divieto di ogni forma di eutanasia attiva e di suicidio assistito, nonche’ il divieto di forme di accanimento terapeutico”. Nell’articolo 4 si disciplina il consenso informato, “prevedendo che il dichiarante debba essere informato in maniera completa e comprensibile su diagnosi, prognosi, natura, rischi e benefici del trattamento proposto”. L’articolo 5 del ddl disciplina “i contenuti e i limiti” delle Dichiarazioni anticipate di trattamento, “attraverso le quali -specifica il relatore- il dichiarante esprime il proprio orientamento circa i trattamenti medico-sanitari e di fine vita, in previsione di una futura perdita della capacita’ di intendere e di volere”.

Sempre l’articolo 5 chiarisce – spiega ancora il relatore – “che il redattore può rendere manifesta la propria volontà su quei trattamenti terapeutico-sanitari che egli in stato di piena capacità di intendere e dopo compiuta informazione clinica, è legittimato dalla legge a sottoporre al proprio medico curante”. Ne deriva che nel testo “non possono essere inserite indicazioni finalizzate all’eutanasia attiva od omissiva”. Nel ddl, quindi, si specifica al punto 6 “che l’idratazione e l’alimentazione artificiale, in quanto forme di sostegno vitale, non possono formare oggetto di dichiarazioni anticipate”. La Dat “acquista efficacia” dal momento in cui “il paziente in stato neurovegetativo sia incapace di intendere e di volere”. Secondo il testo della legge “la valutazione dello stato clinico spetta a un collegio formato da cinque medici (neurologo, neurofisiologo, nauroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia)”. Negli articoli 6, 7 e 8 si afferma che la Dat debba essere “redatta in forma scritta da persona maggiorenne, in piena capacità di intendere e di volere, accolta da un notaio a titolo gratuito”. La dichiarazione è “sempre revocabile e modificabile, ha validita’ di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia”. L’articolo 7 prevede “la nomina di un fiduciario che, in collaborazione con il medico curante si impegna a far si’ che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dal paziente”.

L’articolo 8, inoltre, “garantisce al medico la possibilita’ di disattendere la Dat, sentito il fiduciario, qualora non siano piu’ corrispondenti gli sviluppi delle conoscenze tecnico-scientifiche e terapeutiche, motivando la decisione della cartella clinica”. Inoltre, nel testo si stabilisce che “nel caso di controversia tra il fiduciario e il medico curante, la questione venga sottoposta alla valutazione di un collegio di medici”. Tale parere “non è vincolante per il medico curante, il quale non sara’ tenuto a porre in essere personalmente prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico”. Negli articoli 9 e 10 si disciplina “l’ipotesi di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario”, stabilendo che “la decisione è assunta, su istanza del pubblico ministero, da giudice tutelare o, in caso di urgenza, da quest’ultimo sentito il medico curante”. Nelle disposizioni finali del ddl è prevista “l’istituzione di un registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico presso il consiglio nazionale del notariato”. Tale registro è consultabile, in via telematica, “unicamente dai notai, dall’autorità giudiziaria, dai dirigenti sanitari e dai medici responsabili del trattamento sanitario di soggetti in caso di incapacità”.

Fonte: www.superabile.it 11 Febb. 09

“Giornata degli ausili”, per conoscere le tecnologie che migliorano la vista

Giovedì 12 febbraio al Centro servizio per il volontariato di Bologna, la presentazione degli strumenti tecnologici per ipovedenti. L’iniziativa è a cura dell’associazione Retinite pigmentosa Emilia Romagna

BOLOGNA – Dai videoingranditori da tasca per leggere senza sforzo le etichetti dei prodotti al supermercato, ai lettori mp3 per ascoltare la musica preferita utilizzando solo comandi vocali. Giovedì 12 febbraio, dalle 14.30 alle 17.30, il Centro servizio per il volontariato di Bologna-Volabo (via Scipione dal Ferro 4) accoglie la “Giornata degli ausili”, un’iniziativa organizzata dall’associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna per far conoscere e provare le tecnologie e i software per migliorare la vista. Aperta alle persone ipovedenti, ai loro familiari e anche agli ottici e agli optometristi, la giornata è organizzata grazie alla collaborazione di Leonardo Ausili, società che a Bologna presenterà i più recenti ausili tecnologici per favorire l’autonomia delle persone con disabilità visiva.

Si va dai videoingranditori da tavolo, che aumentano fino a 68 volte i caratteri di un libro o di un giornale, a quelli da collegare al computer, che ingrandiscono oggetti e testi anche posti a distanza e sono particolarmente indicati nelle aule scolastiche e universitarie o a lavoro. Per la vita di tutti i giorni, ecco invece i videoingranditori che entrano comodamente in una tasca o nella borsetta: con grandi pulsanti per renderne semplice e intuitivo l’utilizzo, permettono di leggere le indicazioni dei farmaci, trovare un numero nell’elenco telefonico, controllare l’orario dell’autobus o leggere il menu al ristorante.

Alla “Giornata degli ausili” sarà poi possibile provare i software che riconoscono i testi e li leggono con una voce molto naturale, i lettori mp3 per ascoltare musica o audiolibri guidati da un programma di sintesi vocale che indica la funzione di ogni tasto, e anche un innovativo sistema di acquisizione testi, che invece di scansionare il testo cartaceo come i tradizionali sistemi, scatta una fotografia dell’intera pagina consentendo un notevole risparmio di tempo: bastano cinque minuti, infatti, per trasformare un libro di 200 pagine in un file digitale, che verrà poi letto da un programma di sintesi vocale o ingrandito su uno schermo.

La “Giornata degli ausili” è aperta a tutti ed è a ingresso libero. A disposizione dei partecipanti c’è anche il parcheggio interno di via Scipione dal Ferro 4: occorre però chiedere il pass al Centro servizio per il volontariato.

Per informazioni: associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna, tel. 051 246705, sito web www.retinitepigmentosa.it, e-mail rp.bologna@associazionerpbo.191.it.

Fonte: www.superabile.it 11 Febb. 09

Caso Ebglaro: Mons. Ranjith, scomunica per chi vuole la morte di Eluana

Citta’ del Vaticano, 9 feb. (Adnkronos)

– Niente comunione per i politici, i legislatori, i medici e tutti coloro che stanno concorrendo a vario titolo alla morte per disidratazione e denutrizione di Eluana Englaro. L’affondo, contenuto in questa intervista concessa in esclusiva al quotidiano on line ”Petrus”, e’ dell’Arcivescovo Albert Malcolm Ranjith, segretario della Congregazione vaticana per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. ‘“Non si puo’ concedere il Corpo di Cristo vivo a chi e’ per la cultura della morte. Io per primo non amministrerei l’Eucaristia a nessuna delle persone coinvolte in questa tristissima storia”, spiega mons. Ranjith, che, all’intervistatore che gli domanda se si puo’ dire che chi si sta attivando per la morte di Eluana e’, di fatto, ‘scomunicato’, risponde: “Si’, senza distinzione tra politici, medici, legislatori e familiari dell’ammalata favorevoli alla sua soppressione.

Anche il punto numero 83 dell’Esortazione Apostolica ‘Sacramentum Caritatis’ del Santo Padre Benedetto XVI e’ molto chiaro in proposito: chi vuole accostarsi all’Eucaristia, deve tutelare la vita dal suo inizio al termine naturale. A tal riguardo, posso comunque anticipare che e’ allo studio un’iniziativa per fare chiarezza definitivamente proprio sull’impossibilita’ dei cattolici di accostarsi alla Comunione se parte attiva, a vari livelli, in casi di eutanasia’”. “Provo – aggiunge – un grande, grandissimo dispiacere per questa ragazza la cui vita dipende dalle decisioni degli altri. Pensi, io vengo dallo Sri Lanka, dove per la cultura locale e’ peccato davanti a Dio persino ucciderete un insetto… Nel mio Paese, un buddista non farebbe mai morire di fame e sete Eluana Englaro; in Italia, un Paese che si dice cristiano, in nome di una falsa pieta’, si sta invece uccidendo questa inerme ragazza nel peggiore dei modi. Non c’e’ che dire, in Italia, cosi’ come in tutto l’Occidente, rischia di avanzare la cultura della morte”. “Dico al signor Englaro – conclude – che ha tutta la mia vicinanza umana e spirituale, che prego incessantemente per sua figlia e lo invito a tornare sui propri passi. La vita e’ sacra, sempre sacra, anche e soprattutto nel caso di Eluana; la vita e’ un dono di Dio e solo Dio, per le vie naturali, puo’ riprendere indietro cio’ che ha concesso”.

(Zss/Gs/Adnkronos)

Ora: 14:43

Fonte: www.iltempo.ilsole24ore.com o9 Febb.09

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