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Archivi per il mese di “aprile, 2010”

A Fausto Raciti muore il gatto!

Il Ragusano nasce l’8 marzo del 1984. Con l’aria da vecchio politico, matura appeso al soffitto delle cantine più fresche e, dopo qualche mese, diventa Segretario dei Giovani Democratici a soli 24 anni e sprigionando, con il passare del tempo profumi di macchia mediterranea e di zagarre interne.

Fausto Raciti è il famoso segretario, quello delle Assemblee e Direzioni Nazionali mai più convocate. Quello che, scheda più scheda meno, (escluse le bianche e nulle) ha vinto come previsto le primarie dei giovani del Partito Democratico con il 77% delle preferenze. Lui che fece votare all’Assemblea Nazionale di Milano senza tenere conto degli astenuti. Insomma un vero politico d.o.c.!

Bene costui, dopo le vituperate pressioni – legittime e Democratiche – ha finalmente indetto una Direzione Nazionale  per martedì 4 maggio presso la sala riunioni del Partito democratico, Via S. Andrea delle Fratte 12, Roma con inizio alle ore 10,30. L’ o.d.g. sarà il seguente:

– situazione politica ed analisi del voto;

– rapporti internazionali dell’organizzazione;

– rilancio iniziativa politica;

– riformulazione del gruppo dirigente nazionale.

Peccato, però, che sul sito dei GD tale convocazione ancora non risulta! Avere una leadership “forte”, che man mano va deteriorandosi, non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politico-culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei Circoli.

Fatta questa piccola premessa, corre l’obbligo di farvi vedere l’ironia e la goliardia che a Fausto di certo non manca. Non so i suoi poteri profetici fino a quanto durino, ma se avesse voglia potrebbe farci un piccolo presagio in più.

 

[Clicca sull’immagine per ingrandirla]

Grazie Fausto! Non sono un Comunista, ma un umile Democratico.

18/04/10 Primo evento di Andiamo Oltre

Ieri domenica 18/04/10 c’è stato il primo evento di Andiamo Oltre, un laboratorio politico all’interno del PD, che durerà tre mesi, con tre ambiti e tre progetti. La cui struttura che, grazie a Giuseppe Civati, si sta organizzando tiene conto di tutte le pluralità politiche. Infatti, ieri all’interno dell’Auditorium di Roma erano presenti ideologie politiche differenti tra di loro; chi non ha mai preso la tessera PD e chi non ha mai visto tessere. Tutti con la voglia di un PD diverso e sinceramente meno sodomizzato da “certi vertici” politici. Ma tutti con precise idee da sviluppare e sottoporre all’attenzione del Partito Democratico. Come aderire? Semplicissimo! Grazie alla casella postale di andiamooltre@gmail.com potrete dire la vostra.

Detto ciò, passo al mio intervento:

Salve autentici Democratici e Democratiche,

Sono Marco Gentili e vengo dall’area provinciale di Viterbo cambia l’Italia. Prima di cominciare vorrei ringraziarvi per la possibilità di parlare concessami. Con il nostro gruppo dove alla base di tutto vige la vera, sana ed autentica Democrazia che, in un partito come il nostro dovrebbe essere il principio fondante di ogni azione amministrativa, ci siamo adoperati per scrivere una bozza, di progetto di Doparia, ancora in fase di elaborazione, volto a mirare l’attenzione sulla Legge 40, atto a dettare una decisione chiara, pulita e senza veti ai nostri Dirigenti. Per le norme in materia di fecondazione medicalmente assistita. In tutto questo marasma politico-istituzionale sono passati 6 anni dalla sua applicazione. 5 ne sono passati dalla primavera del 2005, quando una consultazione referendaria articolata in quattro quesiti per abrogare alcuni punti dell’attuale legge sulla fecondazione, giudicata dai referendari (Radicali, forze di Sinistra e Laiche, parte dei cattolici democratici, e alcuni esponenti, come ad esempio Gianfranco Fini, dello schieramento di centrodestra) troppo restrittiva nelle tecniche utilizzabili. L’affluenza alle urne è stata del 25,9%. Il fronte progressista che aveva lanciato la campagna abrogativa della Legge 40, infatti, non riuscì a raggiungere il quorum necessario per ottenere la validità dei referendum. Tutto ciò non è bastato. Abbiamo visto e stiamo assistendo tutt’ora allo sfaldamento di uno Stato di Diritto, per colpa di chi amministra l’Italia facendo rimanere nel dubbio tutti e tutto. Noi ne siamo i primi. E chi, prepotentemente e ottusamente con la Chiesa Cattolica Romana, ne succhia tutti i suoi apparati. Finendo per far passare l’apparato politico come la loro cinghia di trasmissione di massa. In cui, giorno dopo giorno e anno dopo anno ci vediamo sempre più reclusi del nostro agire, il più comune segno della nostra Libertà individuale.

Rifacendomi a quanto detto, probabilmente io non sarei qui con voi perché non mi sarebbe stata data la possibilità di nascere. Sono affetto da SLA2, ovvero dalla sclerosi laterale amiotrofica familiare, ci tengo a ripetere SLA2 perché non vorrei fosse scambiata con la SLA classica, perché queste è una malattia genetica, ma purtroppo sono nato nel 1989, quando ancora neppure si parlava di genetica pre-impianto. Quest’oggi forse sarei potuto essere fra di voi con un sorriso in più, mostrato per la speranza di una Legge sulla ricerca scientifica ispirata al rispetto intergenerazionale. Invece, sono qui con l’amarezza e per mezzo di terze persone consanguinee, le quali un domani mi lasceranno naturalmente al mondo senza avere l’autonomia necessaria per godermi la vita in tutti i suoi aspetti. Certamente avrò altri metodi e mezzi per progettarmi un futuro parzialmente autonomo ed attivo.

Ma non vedo il motivo valido, strutturale e concreto, perché questa mia condizione dovrà essere imposta categoricamente ed omogeneamente su tutti i probabili nascituri italiani affetti da gravi patologie, che si andranno a mettere al mondo per una legge 40 senza fondamenta. Il tempo sembra essersi fermato. Vorrei addormentarmi ora e svegliarmi solo al momento giusto. Ogni squillo del telefono, ogni telegiornale nel nostro paese è diventato tabù. L’e-mail è vuota. Più che mai. Eccetto lo scambio di e-mail con Chiara Lalli ed Emanuele Rallo su quest’argomento, ai quali vanno i miei più sentiti ringraziamenti. Gli argomenti sono spinosi, sono davvero tanti, quindi cerco di addentrare nello specifico anche voi.

La legge vieta sia la fecondazione eterologa, discostandosi dagli orientamenti di altri Paesi europei, sia quella post-mortem. E’ vietato, ugualmente, il ricorso a qualsiasi tecnica riproduttiva assistita per i singoli, per i minorenni e per gli anziani. Viene, ed appare ammirevole, valorizzato e messo in primo piano il principio del consenso informato. Nelle strutture sanitarie che attuano gli interventi di procreazione medicalmente assistita il medico deve informare in maniera dettagliata le coppie sugli effetti, sui rischi, sui costi degli interventi e raccogliere il consenso scritto informato da parte di entrambi i soggetti che accedono alle tecniche in questione. Alle coppie deve essere anche prospettata la possibilità di ricorrere all’adozione.

Inoltre tale legge vieta qualsiasi tipo di sperimentazione ed impedisce la crioconservazione, ammessa solo per gravissimi motivi relativi allo stato di salute della donna non prevedibili al momento della fecondazione ma soltanto per il momento strettamente necessario al trasferimento dell’embrione da realizzare prima possibile.

Le pratiche di inseminazione omologa, oltre ad essere le uniche consentite dalla nostra legge, sembrerebbero essere le uniche accettate dalla communis opinio e recepite dalla assoluta maggioranza dei Paesi che hanno legiferato in questa materia, poiché si limitano a favorire la procreazione nel rispetto della utilizzazione, per lo sviluppo dell’embrione, del patrimonio genetico proveniente dalla coppia. Le pratiche eterologhe, poiché ammettono la partecipazione di un terzo nel processo di procreazione, hanno dato luogo alle più disparate perplessità, sia di ordine morale-religioso che giuridico, anche in conseguenza del potenziale “sdoppiamento” che esse determinano nelle figure genitoriali.

L’influenza della ideologia cattolica si manifesta in diversi punti della norma: il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, limitato pertanto al solo caso di fecondazione omologa, è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere in altro modo gli ostacoli alla procreazione ed è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere in altro modo gli ostacoli alla procreazione, inoltre è circoscritto alle ipotesi di sterilità o di infertilità della coppia documentate da atto medico.

Concludo parafrasando qualcuno che è scomparso proprio nel 2006, voglio vedere se avete ancora la lasticità mentale per ricordare e comprendere maggiormente certe parole:

“E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia”

So di essere stato prolisso, ma vi ho accennato più sinteticamente possibile il nostro pensiero, quindi vi ringrazio ancora per l’attenzione dedicatami.

Marco Gentili

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