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Archivi per il mese di “luglio, 2010”

Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre

Intervento Campeggio Andiamo Oltre!

Video girato per il campeggio di Oltre indetto dal 23 al 25 luglio 2010, Albinea in provincia di Reggio Emilia. A noi le uniche tende che non piacciono sono quelle del dittatore Gheddafi, che tanto è amico del premier B.

Testo video:

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Woodstock Democratica
dal 23 al 25 luglio 2010, Albinea in provincia di Reggio Emilia

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Buona sera a tutti cari Democratici.

Sono Marco Gentili, responsabile dei GD ai Diritti Civili e alle Politiche Sociali della Provincia di Viterbo e da qualche settimana eletto Consigliere PD nell’Ente Agrario di Tarquinia. Nonostante la distanza, sono felice ed onorato di poter partecipare con voi a questo evento organizzato in un spazio armonioso e naturale, prettamente Democratico. Da esemplare combriccola del PD, senza esiti, siamo nuovamente sul fronte, “accampati” e pronti a batterci per ciò che auspichiamo e crediamo. Con molti di voi ho avuto il piacere di partecipare e prendere parte domenica 18/04/10 all’apertura del nostro laboratorio politico denominato Oltre. Progetto per una Democrazia responsabile, partecipata, legalitaria e per una comunicazione significativa.

Con il gruppo “Tuscia cambia l’Italia” ed in particolare Emanuele Rallo, dopo aver strenuamente sostenuto la mozione Marino ci siamo dati da fare per scrivere un progetto di Doparia sulla vituperata legge 40.

Nel 2005 non si raggiunse il quorum per abrogare parzialmente tale legge a causa di una campagna di comunicazione completamente decentrata e fallace, almeno dal nostro punto di vista. Il nostro intento si delinea nel far riflettere il Partito Democratico su alcuni punti chiave che sono stati certamente limitativi per tutti questi anni.

Riteniamo che questa legge tuteli solo parzialmente la “salute” dei nascituri permettendo l’accesso a tecniche di PMA solo a coppie con problemi di sterilità o infertilità. Secondo noi sarebbe invece opportuno dare agli individui che decidono di avere un figlio tramite tecniche di PMA, la possibilità di accertare la loro eventuale condizione di portatori di malattie genetiche o virali, per essere in grado di evitare il rischio di trasmissione.

In questo iter la libertà di Ricerca Scientifica, come la ricerca sulle cellule staminali embrionali è fondamentale per cercare una cura contro patologie mortali come il Parkinson, l’Alzheimer, la Sclerosi, che solo in Italia colpiscono più di 10 milioni di persone. Questo lo sosteneva chi ha vissuto sulla propria pelle il referendum sulla legge 40, chi lottava per il diritto di tutti i malati del mondo alla libertà di terapia e di coscienza. Non parlava ne’ si muoveva, ma conduceva la sua battaglia con la tenacia del maratoneta e la forza di Superman. Il suo nome era Luca Coscioni, è rimasto impresso tutt’ora nell’omonima Associazione di cui sono membro dal 2008. Non pretendo assolutamente di essere paragonato al suo nome, tantomeno credo di poter assomigliare ai nomi che, malgrado l’indifferenza generale, hanno fatto la storia italiana. Lui non per niente era uno dei leader Radicali. Le mie sono parole di chi vuole sperare, oggi più di ieri, da iscritto e militante attivo del Partito, fatto di gente comune, affinché si attui una vera democrazia, rappresentativa e partecipativa. Con una proposta politica di consultazioni tra elettori. Luca Coscioni ricorda che siamo tutti chiamati a scegliere su una questione di vita o di morte e che la nostra scelta non può aspettare. Ecco: io faccio da tramite all’interno del Partito Democratico, di cui condivido i valori e gli ideali, in cui credo fermamente.

Il senso di non essere tutelati da una legge nel proprio Paese ed il sentirsi negata la propria patologia fa sì che la coppia si senta incompresa ed abbia enormi difficoltà nella scelta e nello spiegare la propria esigenza di poter sostenere una cura che in Italia è vietata.

Come riportato il 29 Giugno sul Messaggero, i dati ufficiali resi noti al 26° meeting annuale della Società europea di riproduzione umana e di embriologia in corso a Roma, attestano che gli italiani sono i primi al mondo per il “turismo procreativo”.

Altri esclusi poi sono coloro che desiderano avere un figlio ma questo diritto gli viene negato perché sono single oppure omosessuali.

Inoltre confutiamo l’assoluto divieto vigente nel nostro Paese di ricorrere alla fecondazione eterologa: senza questa, ovviamente nei posti in cui essa è attuata, alcune persone non avrebbero avuto la possibilità di vivere e si sarebbe deciso di rinunciare all’esistenza di moltissimi individui che solo in questo modo, in barba al nostro Stato etico e non laico, hanno avuto la chance di esistere.

Chi è in grado di parlare al posto dei figli e stabilire che una coppia omosessuale, le coppie in età avanzata o un singolo individuo non possano divenire genitori esemplari? Noi sosteniamo fermamente che l’esistenza delle persone debba essere immune da qualsiasi forma di discriminazione e che fare questioni morali senza avere la certezza delle affermazioni che si fanno sia un atto azzardato e presuntuoso oltre che rischioso e fraintendibile.

Nonostante in Italia siano oscurate ricerche ed elaborati in merito a questo concetto, numerosi e diversi studi europei, compiuti da gruppi di studiosi e psicologi affermano unanimamente e provano che i figli di coppie gay non sono assolutamente penalizzati. Se mai discriminati, ma i bambini cresciuti ed educati in un ambito familiare “non tradizionale” non mostrano necessariamente problematiche dovute alla situazione di coppia che li genera. Da questi si evidenzia che il sesso dei genitori non è significativo per lo sviluppo psicologico dei bambini, o per il loro successo sociale. Altri studi hanno stabilito, prendendo in esame ricerche principali presenti nella letteratura sulle famiglie “atipiche”, formate da un singolo genitore o da due genitori dello stesso sesso che la convinzione che un bambino abbia bisogno sia di un genitore maschio che di una femmina è adottata acriticamente e che in ultima analisi non si riscontra nessuna differenza nelle abilità genitoriali associata al sesso, fatta eccezione per l’allattamento. A conferma delle nostre convinzioni, quindi, non ci sono solo parole campate in aria, ma fatti concreti che supportano e sostengono tali affermazioni.

Riteniamo opportuno, poi, che il cambiamento si attui a partire anche dalla terminologia inappropriata in quanto, rimanendo in linea con il principio di responsabilità procreativa, bisogna fare in modo di non cadere e tergiversare nell’errore di far passare il messaggio che la diagnosi preventiva abbia finalità selettive: infatti la possibilità di fare una diagnosi pre-natale e quindi precoce non ha necessariamente come conseguenza una scelta drastica o negativa, ma questa è e rimane solo un mezzo tramite il quale consapevolizzare i genitori sul futuro che aspetta loro ed eventuali figli.

Procedendo, troviamo assurdo che, riferendosi agli embrioni si menzioni la personalità: questa è un concetto astratto, filosofico e metafisico molto complesso, derivante anche dalle esperienze vissute ed interiorizzate dall’individuo e quindi contempla l’apporto di fattori ambientali, sociali, familiari e relazionali in genere che certamente non fanno parte del concetto di vita biologica propria dell’embrione.

Con la Doparia che oggi vi proponiamo, la nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita che il Partito Democratico si dovrà impegnare a promuovere in ogni sede deputata dovrà consentire la fecondazione eterologa, la diagnosi pre-impianto e la possibilità di conservare gli embrioni al fine di permettere la ricerca sui medesimi. Inoltre, le restrizioni all’accesso della PMA dovranno essere stabilite in apposite linee guida esclusivamente fondate su motivazioni di ordine medico-sanitario.

Infine per capire la nostra Woodstock Democratica devi tentare di tornare a quell’epoca. Devi provarci. Quelli erano ragazzi cresciuti in scuole dove era stato insegnato che appena vedevi comparire il Grande Fungo Bianco dovevi correre a nasconderti sotto la scrivania. Sotto la scrivania dobbiamo farci tornare anche i nostri Dirigenti. Anche noi accampati, se a qualcuno di noi va ancora, per fare caciara assieme a quel Partito Democratico. Quelle poche cattedre rimaste integre nelle aule italiane devono diventare armatura, corazza e scudo. L’ora di religione deve essere convertita in un’ora di pianificazione. L’ora d’Italiano e di Storia devono trasmettere rabbia e fustigazione. Dall’ora di matematica dovremmo imparare a contare fino a dieci prima di fare le nostre dichiarazioni. Solo così a un certo punto tutti questi Esponenti improvvisamente saranno cresciuti con la razionalità di dire basta. E capiranno che i pazzi sono al governo, sono loro. Non fare inciuci, come l’ultimo avvenuto in Consiglio Regionale del Lazio, su una proposta di legge di riforma dei consultori, a prima firma Olimpia Tarzia, improntata ideologicamente alla Legge 40 e al divieto di testamento biologico. Con il passaggio dallo Stato etico alla Regione etica. La vera notizia, come vi dicevo, però, riportata il 29/06/2010 da Repubblica è che tra i firmatari spuntano alcuni consiglieri d’Opposizione, per capirci i nostri Dirigenti: quattro del Pd e, all’inizio, due dell’Idv. Perché qui ho la netta sensazione che anche una roba hippy, come la nostra, verrà cancellata se non troviamo un modo veramente Democratico per catturare l’elettore deluso e non stolto ma medio, povero, alto, basso, grasso e borghese.

Certo di trovare approvazione e consenso in voi tutti che pazientemente avete ascoltato le mie parole, vi ringrazio per l’attenzione dedicatami e per la partecipazione a questo importante incontro che spero sia il primo di una lunga serie.

Marco Gentili

Testo dell’intervento di Emanuele Rallo effettuato al Campeggio di Oltre:

Salve a tutti,

intervengo rapidamente per completare il discorso, già splendido, di Marco, specialmente per indicare un punto di riflessione e presentare una proposta effettiva.

La riflessione che vi propongo è sul senso stesso di doparia che stiamo cercando di proporre. A questo proposito, abbiamo incontrato qualche giorno fa Raffaele Calabretta, il ricercatore del CNR che si sta battendo per la causa delle doparie, che, oltre a fornirci alcuni consigli pratici su come impostare il quesito che intendiamo sottoporre a referendum, ci ha spiegato i vantaggi che il ricorso all’arma della doparia dovrebbe portare al dibattito pubblico.

La doparia pretende da una parte di accorciare le distanze tra politica e resto del mondo, in quanto spinge a un movimento di riconoscimento e confronto reciproco, e dall’altra intende innalzare la qualità della discussione, facendo emergere all’interno dei dibattito la forza o la debolezza delle posizioni in campo in maniera nitida e pulita.

Questo perchè la doparia è differente da un referendum in quanto

1) si rivolge a un corpo elettorale che, oltre a dover versare una quota minima di finanziamento per l’intero meccanismo consultivo, per votare deve firmare un atto di accettazione della Carta dei Valori del Partito Democratico

2) non ha l’obbligo del quorum, fatto che costringendo gli attori in campo a cercare la vittoria in positivo tramite la convinzione e la mobilitazione, e non con l’affossamento e la ridicolizzazione dell’avversario come avvenuto nel 2005

Riteniamo quindi che la doparia che andiamo a proporre possa avere un duplice ruolo:

innanzitutto quello di aiutare il PD nella costruzione di un proprio pensiero etico autonomo che sappia fare fino in fondo i conti con la modernità, senza la paura di affrontare le situazioni che in maniera abbastanza anomala sono ormai classificate all’interno della categoria delle questioni eticamente sensibili (mai espressione fu più assurda), e in secundis quello di riportare al centro del dibattito pubblico una complessità di realtà che ineluttabilmente diverranno sempre più diffuse nei confronti della quale perfino noi abbiamo operato una sorta di rimozione, andandoci a convincere che tutto sommato dibattere di problemi etici fosse un classico atteggiamento elitaristico, perchè la ggente (rigorosamente con due g) ha ben altro a cui pensare.

Ecco, riteniamo che in verità. proprio su queste issues, una sinistra laicamente contemporanea potrebbe andare a costruire delle fortune inaspettate e inattese, perchè siamo convinti che prima di parlare alla gente di cui sopra, si debbano fare i conti con le persone, perchè le tematiche che ineriscono la vita di ognuno di noi si vanno a specchiare concretamente in un welfare state segreto di caratterizzazione famigliare che oggi in Italia è prassi diffusa, anche se rimossa.

Concludo chiedendo a Pippo Civati, a questa Banda sempre più Larga, e a tutte le persone del PD e Oltre che intendano ingaggiare finalmente una sfida liberatoria per la dignità e il rispetto di migliaia di storie sempre più vive all’interno della nostra società, un aiuto concreto, innanzitutto per redarre in maniera definitiva il progetto di doparia, e quindi a partire dall’autunno nella raccolta delle firme necessarie per ufficializzare la consultazione, perchè a noi il nostro Statuto piace rispettarlo, e vi invito tutti e Pippo in particolare all’evento ufficiale di presentazione della proposta che simbolicamente terremo con ogni probabilità a Tarquinia con Raffaele Calabretta, Chiara Lalli e chi vorrà starci entro il prossimo settembre.

Grazie a tutti!

 Emanuele Rallo

Interventi correlati:

1) 18/04/10 Primo evento di Andiamo Oltre
2) 17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta

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17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta

Ieri sera, dopo uno scambio di email e contatti con Emanuele Rallo, Chiara Lalli, Pippo Civati e Raffele Calabretta, autore  e inventore delle Doparie, all’interno della festa del Partito Democratico di Oriolo Romano, ho esposto sinteticamente, dopo la presentazione del libro, il progetto di doparia sulla Legge40 che avanzeremo, sabato 24 luglio, al Campeggio di OLTRE. Se vuoi aiutarci a realizzare questo progetto che stiamo mettendo in piedi comincia a comprarti il testo perchè, ho la netta sensazione che l’inverno che verrà lo passeremo assieme.

[Clicca sull’immagine per ingrandirla]

DOPARIE E LEGGE 40: TRA DIRITTI NEGATI E ASPETTATIVE DI GIUSTIZIA

La legge 40 presenta numerosi vizi di costituzionalità: non sono tutelati i diritti alla procreazione, alla libertà di ricerca scientifica ed alla salute da parte della collettività, all’ uguaglianza dei cittadini in conseguenza della discriminazione in base alla gravità della patologia, il diritto alla salute in conseguenza della predeterminazione legislativa delle procedure mediche senza considerazione del principio della doverosità dell’uso della miglior tecnica possibile riferita al caso specifico.

Buona sera a tutti i presenti.

Sono Marco Gentili, uno dei Giovani Democratici, responsabile ai Diritti Civili e alle Politiche Sociali della Provincia di Viterbo, nonché da qualche settimana sono anche stato Eletto Consigliere PD nell’Ente Agrario di Tarquinia e sono felice ed onorato di poter partecipare stasera con voi a questa tavola rotonda nella quale si discute il libro “Doparie, dopo le Primarie” di Raffaele Calabretta. Questo argomento è da me particolarmente sentito perché, con il gruppo  “Tuscia cambia l’Italia”, dopo aver sostenuto la mozione Marino, ci siamo adoperati, con varie difficoltà, per scrivere un progetto di Doparia  sulla vituperata Legge 40.

Come spesso accade, anche in questa occasione, l’Italia non ha esitato a dimostrarsi il “Paese degli eccessi” passando nell’arco di 25 anni di storia da una sorta di anarchia e mancanza pressoché totale di regole, ad una legge discutibile e nefasta come la famigerata Legge 40 varata nel 2004: infatti si è passati dal quasi tutto permesso, come per esempio la fecondazione eterologa, possibile grazie ad un donatore esterno alla coppia, alla definizione di regole diventate legge che, a nostro avviso e non solo, presenta numerosi vizi, per molti aspetti anticostituzionale, risultando a parer nostro riduttiva e  limitativa.

In un continuo ed acceso dibattito tra cattolici e laici iniziato nel 1983, nonostante il susseguirsi di diverse legislature e correnti di pensiero politico, siamo arrivati ad oggi all’ottenimento di un testo di Legge che presenta incoerenza ed è insostenibile in quanto, nella parvenza di voler testimoniare la propria virtù, in realtà contraddice una molteplicità di altri principi fatti propri dall’Ordinamento. A prova di questo tortuoso percorso durato anni pensiamo ai chiacchierati casi di Eleonora Zaccheddu, la prima bambina nata in provetta nel 1984 a Palermo, ed alla nonna-mamma della nostra Provincia di Viterbo, che ha dato alla luce un bambino a 63 anni grazie all’aiuto del ginecologo Severino Antinori.

Nel frattempo non ci siamo fatti mancare nulla: la chiusura delle banche del seme con la conseguente consegna delle proprie riserve di embrioni congelati; un Ministro della Sanità, Livia Turco, che nell’aprile 2008, firma nuove linee guida della legge, abolendo il divieto di diagnosi pre-impianto per lasciare fuori dalla diagnosi sull’embrione i portatori di malattie genetiche, per arrivare all’attuale Governo dell’Innominabile, lo chiamo così vista la serata, ma ovviamente mi riferisco al carissimo Silvio Berlusconi, con il quale purtroppo abbiamo a che fare ogni giorno, che congela nuovamente la legge. Così, intanto, in Italia aumentavano e continuano ad aumentare le gravidanze e i parti gemellari e plurimi.

In una prospettiva di diritto comparato la legge 40 si colloca in una posizione di complessivo isolamento. Sebbene discorsi sull’accesso alle tecniche o al divieto di clonazione riproduttiva in Italia sembrino e vengano fatti passare come simili a quelli adottati da molti altri ordinamenti Europei, dobbiamo ammettere che proprio i principi fondanti della suddetta Legge faticano a trovare analogie con questi Paesi a noi culturalmente e giuridicamente più vicini. Quindi viene da sé che la Penisola italiana si pone agli estremi, dimostrando una maggiore chiusura e rigidità legislativa. Anche se questa posizione d’isolamento non è per forza indice di un’impostazione erronea o non equilibrata, l’originalità di certe soluzioni adottate dalla legge 40 fatica a porsi in una linea di coerenza rispetto allo stesso ordinamento giuridico italiano.

Ho sempre tentato di ancorare il mio giudizio sulla Legge 40 non a criteri di etica religiosa o filosofica perché cerco, fin dove è possibile, di non imbattermi mai in astratti e soggettivi criteri di giustizia o di equità sostanziale, ma questa legge non me lo ha mai completamente permesso in quanto, se nel fenomeno giuridico appare insita la presenza di un certo livello di incoerenza, d’altro canto trovo particolarmente insostenibile e inadeguata una Legge che vuole essere fatta passare come virtuosa, ma che in realtà contraddice innumerevoli altri principi sostenuti e propri dell’Ordinamento.

Si parla di coppie sterili e dei loro diritti, ma spesso si dimenticano i grandi esclusi della Legge 40: gli aspiranti genitori ad alto rischio di generare figli con gravi patologie genetiche che, grazie a questa “egregia” Legge, si vedono, ora, negare il diritto di accedere alla P.M.A.

Come riportato il 29 Giugno sul Messaggero, i dati ufficiali resi noti al 26° meeting annuale della Società europea di riproduzione umana e di embriologia (Eshre) in corso a Roma – gli italiani sono i primi al mondo per il “turismo procreativo”: infatti una coppia su 3, che equivale al record del 31,8%, si reca all’estero per usufruire delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Le nazioni più gettonate sono la Svizzera, la Spagna e il Belgio che attualmente vedono una percentuale del 70,6% di coppie migranti.

Questo genera ed amplifica il senso di non potersi curare nel proprio paese e di sentirsi negata la propria malattia. La coppia infatti non si sente compresa nella scelta ed ha grosse difficoltà a spiegare la propria esigenza di poter sostenere una cura che in Italia è vietata. Altri esclusi poi sono quelle persone che desiderano avere un figlio ma questo diritto gli viene negato perché si trovano ad essere single o omosessuali.

Per concludere voglio soffermarmi sul fatto che l’embrione, pur essendo indubbiamente vita per tutti noi e per tutte le religioni,  comincia ad essere considerato persona in tempi diversi: ad esempio, per l’ebraismo e l’islamismo dopo il 40° giorno dal concepimento; per il nostro cattolicesimo che, guarda caso, negli ultimi tempi è stato oggetto di scandali di pedofilia, appena l’ovulo viene fecondato. Invece studi specifici e scientifici attribuiti all’O.M.S. stabiliscono che dopo la fecondazione e fino all’incirca al 14° giorno, il prodotto del concepimento potrebbe dividersi dando vita ad un parto con più nascituri.

Secondo noi ogni cellula, prima dell’inizio della differenziazione, non può essere considerata un individuo a tutti gli effetti.

Nel salutare e ringraziare voi ed in particolar modo Raffaele Calabretta per il suo apporto su un argomento tanto controverso, delicato e temuto dai nostri Esponenti come le Doparie e seguendo in toto il suo libro e la mentalità di Gabriele, il protagonista, mi sento più felice perché, fino a prova contraria vivo in uno stato di democrazia. E soprattutto, sono pronto e spero lo sarete anche voi, attraverso l’Articolo 21 dello Statuto del PD, a sviluppare le possibilità di partecipazione diretta alle decisioni politiche.

Detto ciò, mi sento di affermare che per accettare situazioni come le mie, vorrei che l’analisi pre-impianto le impedisse, preferisco lasciare il ricorso alla fede religiosa a coloro che hanno una speranza dopo questa vita terrena: io voglio fare quotidianamente e realisticamente, prima, i conti con questa che è data per certa e cercare di godermela al meglio.

In altre parole: “Lasciatemi la libertà e la possibilità di essere curato e non la probabilità di essere compatito. ”. Perché come diceva Mahatma Gandhi che, a mio parere è bene sempre ricordare: “Nulla consuma il corpo quanto l’ansia e chi ha fede in Dio dovrebbe vergognarsi di essere preoccupato per qualsivoglia cosa.

Marco Gentili

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