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17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta

Ieri sera, dopo uno scambio di email e contatti con Emanuele Rallo, Chiara Lalli, Pippo Civati e Raffele Calabretta, autore  e inventore delle Doparie, all’interno della festa del Partito Democratico di Oriolo Romano, ho esposto sinteticamente, dopo la presentazione del libro, il progetto di doparia sulla Legge40 che avanzeremo, sabato 24 luglio, al Campeggio di OLTRE. Se vuoi aiutarci a realizzare questo progetto che stiamo mettendo in piedi comincia a comprarti il testo perchè, ho la netta sensazione che l’inverno che verrà lo passeremo assieme.

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DOPARIE E LEGGE 40: TRA DIRITTI NEGATI E ASPETTATIVE DI GIUSTIZIA

La legge 40 presenta numerosi vizi di costituzionalità: non sono tutelati i diritti alla procreazione, alla libertà di ricerca scientifica ed alla salute da parte della collettività, all’ uguaglianza dei cittadini in conseguenza della discriminazione in base alla gravità della patologia, il diritto alla salute in conseguenza della predeterminazione legislativa delle procedure mediche senza considerazione del principio della doverosità dell’uso della miglior tecnica possibile riferita al caso specifico.

Buona sera a tutti i presenti.

Sono Marco Gentili, uno dei Giovani Democratici, responsabile ai Diritti Civili e alle Politiche Sociali della Provincia di Viterbo, nonché da qualche settimana sono anche stato Eletto Consigliere PD nell’Ente Agrario di Tarquinia e sono felice ed onorato di poter partecipare stasera con voi a questa tavola rotonda nella quale si discute il libro “Doparie, dopo le Primarie” di Raffaele Calabretta. Questo argomento è da me particolarmente sentito perché, con il gruppo  “Tuscia cambia l’Italia”, dopo aver sostenuto la mozione Marino, ci siamo adoperati, con varie difficoltà, per scrivere un progetto di Doparia  sulla vituperata Legge 40.

Come spesso accade, anche in questa occasione, l’Italia non ha esitato a dimostrarsi il “Paese degli eccessi” passando nell’arco di 25 anni di storia da una sorta di anarchia e mancanza pressoché totale di regole, ad una legge discutibile e nefasta come la famigerata Legge 40 varata nel 2004: infatti si è passati dal quasi tutto permesso, come per esempio la fecondazione eterologa, possibile grazie ad un donatore esterno alla coppia, alla definizione di regole diventate legge che, a nostro avviso e non solo, presenta numerosi vizi, per molti aspetti anticostituzionale, risultando a parer nostro riduttiva e  limitativa.

In un continuo ed acceso dibattito tra cattolici e laici iniziato nel 1983, nonostante il susseguirsi di diverse legislature e correnti di pensiero politico, siamo arrivati ad oggi all’ottenimento di un testo di Legge che presenta incoerenza ed è insostenibile in quanto, nella parvenza di voler testimoniare la propria virtù, in realtà contraddice una molteplicità di altri principi fatti propri dall’Ordinamento. A prova di questo tortuoso percorso durato anni pensiamo ai chiacchierati casi di Eleonora Zaccheddu, la prima bambina nata in provetta nel 1984 a Palermo, ed alla nonna-mamma della nostra Provincia di Viterbo, che ha dato alla luce un bambino a 63 anni grazie all’aiuto del ginecologo Severino Antinori.

Nel frattempo non ci siamo fatti mancare nulla: la chiusura delle banche del seme con la conseguente consegna delle proprie riserve di embrioni congelati; un Ministro della Sanità, Livia Turco, che nell’aprile 2008, firma nuove linee guida della legge, abolendo il divieto di diagnosi pre-impianto per lasciare fuori dalla diagnosi sull’embrione i portatori di malattie genetiche, per arrivare all’attuale Governo dell’Innominabile, lo chiamo così vista la serata, ma ovviamente mi riferisco al carissimo Silvio Berlusconi, con il quale purtroppo abbiamo a che fare ogni giorno, che congela nuovamente la legge. Così, intanto, in Italia aumentavano e continuano ad aumentare le gravidanze e i parti gemellari e plurimi.

In una prospettiva di diritto comparato la legge 40 si colloca in una posizione di complessivo isolamento. Sebbene discorsi sull’accesso alle tecniche o al divieto di clonazione riproduttiva in Italia sembrino e vengano fatti passare come simili a quelli adottati da molti altri ordinamenti Europei, dobbiamo ammettere che proprio i principi fondanti della suddetta Legge faticano a trovare analogie con questi Paesi a noi culturalmente e giuridicamente più vicini. Quindi viene da sé che la Penisola italiana si pone agli estremi, dimostrando una maggiore chiusura e rigidità legislativa. Anche se questa posizione d’isolamento non è per forza indice di un’impostazione erronea o non equilibrata, l’originalità di certe soluzioni adottate dalla legge 40 fatica a porsi in una linea di coerenza rispetto allo stesso ordinamento giuridico italiano.

Ho sempre tentato di ancorare il mio giudizio sulla Legge 40 non a criteri di etica religiosa o filosofica perché cerco, fin dove è possibile, di non imbattermi mai in astratti e soggettivi criteri di giustizia o di equità sostanziale, ma questa legge non me lo ha mai completamente permesso in quanto, se nel fenomeno giuridico appare insita la presenza di un certo livello di incoerenza, d’altro canto trovo particolarmente insostenibile e inadeguata una Legge che vuole essere fatta passare come virtuosa, ma che in realtà contraddice innumerevoli altri principi sostenuti e propri dell’Ordinamento.

Si parla di coppie sterili e dei loro diritti, ma spesso si dimenticano i grandi esclusi della Legge 40: gli aspiranti genitori ad alto rischio di generare figli con gravi patologie genetiche che, grazie a questa “egregia” Legge, si vedono, ora, negare il diritto di accedere alla P.M.A.

Come riportato il 29 Giugno sul Messaggero, i dati ufficiali resi noti al 26° meeting annuale della Società europea di riproduzione umana e di embriologia (Eshre) in corso a Roma – gli italiani sono i primi al mondo per il “turismo procreativo”: infatti una coppia su 3, che equivale al record del 31,8%, si reca all’estero per usufruire delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Le nazioni più gettonate sono la Svizzera, la Spagna e il Belgio che attualmente vedono una percentuale del 70,6% di coppie migranti.

Questo genera ed amplifica il senso di non potersi curare nel proprio paese e di sentirsi negata la propria malattia. La coppia infatti non si sente compresa nella scelta ed ha grosse difficoltà a spiegare la propria esigenza di poter sostenere una cura che in Italia è vietata. Altri esclusi poi sono quelle persone che desiderano avere un figlio ma questo diritto gli viene negato perché si trovano ad essere single o omosessuali.

Per concludere voglio soffermarmi sul fatto che l’embrione, pur essendo indubbiamente vita per tutti noi e per tutte le religioni,  comincia ad essere considerato persona in tempi diversi: ad esempio, per l’ebraismo e l’islamismo dopo il 40° giorno dal concepimento; per il nostro cattolicesimo che, guarda caso, negli ultimi tempi è stato oggetto di scandali di pedofilia, appena l’ovulo viene fecondato. Invece studi specifici e scientifici attribuiti all’O.M.S. stabiliscono che dopo la fecondazione e fino all’incirca al 14° giorno, il prodotto del concepimento potrebbe dividersi dando vita ad un parto con più nascituri.

Secondo noi ogni cellula, prima dell’inizio della differenziazione, non può essere considerata un individuo a tutti gli effetti.

Nel salutare e ringraziare voi ed in particolar modo Raffaele Calabretta per il suo apporto su un argomento tanto controverso, delicato e temuto dai nostri Esponenti come le Doparie e seguendo in toto il suo libro e la mentalità di Gabriele, il protagonista, mi sento più felice perché, fino a prova contraria vivo in uno stato di democrazia. E soprattutto, sono pronto e spero lo sarete anche voi, attraverso l’Articolo 21 dello Statuto del PD, a sviluppare le possibilità di partecipazione diretta alle decisioni politiche.

Detto ciò, mi sento di affermare che per accettare situazioni come le mie, vorrei che l’analisi pre-impianto le impedisse, preferisco lasciare il ricorso alla fede religiosa a coloro che hanno una speranza dopo questa vita terrena: io voglio fare quotidianamente e realisticamente, prima, i conti con questa che è data per certa e cercare di godermela al meglio.

In altre parole: “Lasciatemi la libertà e la possibilità di essere curato e non la probabilità di essere compatito. ”. Perché come diceva Mahatma Gandhi che, a mio parere è bene sempre ricordare: “Nulla consuma il corpo quanto l’ansia e chi ha fede in Dio dovrebbe vergognarsi di essere preoccupato per qualsivoglia cosa.

Marco Gentili

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Un pensiero su “17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta

  1. ciao Marco. un caro saluto anche alla tua famigllia. a presto!

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