Gentili Marco Weblog

Just another WordPress.com weblog

Archivi per il mese di “novembre, 2010”

Congresso di Circolo PD Tarquinia

25 Novembre 2010,
nella sede ISDER, Alberata Dante Alighieri,
Via Mazzini 18/22

 

Care Democratici e Democratiche,

prima che cominciate a riflettere, vi voglio puntualizzare alcune cose.

Lunedì 8 novembre 2010 ero venuto al Direttivo del nostro Partito con entusiasmo Democratico e politico, come sempre del resto. Ma ho sentito solo spiegazioni sulle regole dei Congressi: territoriale e provinciale. Un po’ come quando si leggono le regole del monòpoli, dove tutti sanno già giocare, ma per paura dei futuri  imprevisti si rileggono. Eravamo con i dadi in mano e con la paura fottuta di fare un discorso politico per trovare dei probabili candidati. Eravamo tutti fermi a pescare il calcolo delle probabilità per le liste; Uomo – Donna – Uomo – Donna.

Un bel gioco. Che oltre a lanciare un messaggio di solidarietà, proprio perché è un gioco ci si può permettere di ridere ed inoltre necessita di strategia per decidere cosa costruire: case o alberghi. Personalmente,  preferisco gli alberghi perché sono più democratici.

Dentro la Sezione di Tarquinia, guardando molto approfonditamente vediamo il Parco della Vittoria che si mangia Vicolo corto e Vicolo stretto. Dentro il PD di Tarquinia non voglio più guardare a, lasciatemelo dire qui: solo mediazioni o compromessi democristiani e negoziati socialisti. Il nome che  credevo si potesse fare nel nuovo Direttivo che si era stabilito di fare il lunedì successivo, 15 novembre, almeno a parole se non ricordo male e non ha mai avuto luogo, sarebbe stato un nome concordato dopo una pacata discussione politica tendente ad inaugurare un percorso politico finalizzato e motivato soltanto al benessere dei cittadini.

Con ciò voglio rimarcare il metodo con cui si è arrivati al Congresso PD di Tarquinia: la scelta, sempre a mio avviso, doveva essere imparziale, tenendo conto perlomeno di tutti i tesserati; invece sembra esser fatta solo per ripicca e a nome di qualcun’altro.

Spero che la candidatura a Segretario territoriale possa essere al servizio della politica e del PD di Tarquinia, senza terzi fini, e per il proseguimento dell’amministrazione Mazzola, a cui almeno qui dentro voglio augurarmi che tutti aspiriamo.

Sto seguendo i dati del Congresso provinciale giorno dopo giorno. E la sapete una cosa? Dalle ultime Primarie Nazionali c’è stato un calo vertiginoso dei voti. Questo comporta indubbiamente anche un calo dei tesserati.

Detto questo: mai quanto oggi c’è bisogno di personalità dal netto profilo morale il cui impegno stia sotto il segno della “gratuità” e del servizio alla comunità. Mai come oggi è necessario che i partiti e la politica siano aperti alla società e permeabili ai problemi che la attraversano. Eccovi spiegato il mio ed il nostro supporto alla figura di Alessandro Dinelli a Segretario provinciale. La sua candidatura, secondo me, può intercettare il voto dei nostri elettori delusi riducendo il rischio che vada a rafforzare grillismo e astensionismo. Due pericoli che incombono sui partiti, PD compreso, qui come altrove.

Per tutte queste ragioni lo considero e invito voi a considerarlo come me una vera risorsa per il Partito Democratico di Tarquinia. Tuttavia, oggi siamo anche chiamati a esprimerci sull’intero percorso. Quando si parte è fondamentale avere ben chiaro un traguardo: il nostro è vincere queste e le prossime elezioni amministrative anche in termini di consenso elettorale del PD.

Infine, fatta la mia premessa, come in un lancio casuale di dadi, girati e voltati i dati, mi preme tornare sul tema del Congresso provinciale: mi è venuto da sorridere l’8 novembre quando Daniele Ricci, affermando di non sostenere la candidatura di Alessandro Dinelli, parlò delle scorse “Primarie Bulgare”. Sempre secondo la mia opinabile visione, qui da noi, in realtà, chi punterà a fare nuovamente il “Bulgaro” sul proprio territorio tiene conto proprio delle ex-mozioni e non di un candidato a Segretario provinciale nostrano; tiene conto poi di un porta a porta fatto sotto Congresso il cui fine è solo quello di farci vedere ulteriormente ridicoli agli occhi della gente. Sinceramente, per me, esistono strumenti migliori del suono di un campanello. Ad esempio: i Referendum Interni e le Doparie, ma peccato che la ex-mozione di Bersani e quella di Egidi, attualmente in voga nella Tuscia non le hanno mai nominate, citate e regolamentate. Esistono, appunto, istituzioni di sistemi di consultazione su temi specifici dell’opinione degli iscritti e degli elettori sia a livello locale che nazionale. Le tematiche su cui un certo Dinelli candidato a Segretario provinciale con la lista RiGenerazione Democratica punta, sono: togliere i doppi incarichi PD in provincia di Viterbo; creare un Partito Democratico quotidianamente attivo che vive i problemi dei cittadini; rigenerare un Partito che non deve presentarsi solo con le vesti della burocrazia ma che deve essere soprattutto pensiero riformatore;  guidare un Partito che sappia abbattere le frontiere economiche imposte ed avviare transizioni economiche nuove basate sullo sviluppo delle energie rinnovabili; riorganizzare la struttura del Partito in modo tale che siano i cittadini a scegliere da chi farsi rappresentare e non viceversa; rinnovare il processo di comunicazione, ormai vittima di un potere mediatico dal carattere pressante e ripetitivo. Un Partito, lo ripeto, che adotti i Referendum Interni e le Doparie.

Un Partito laico consapevole di essere l’unico capace di poter garantire i lavoratori in questa lunga crisi. Un Partito convinto che l’elezione di un nostro rappresentante può essere un valido supporto allo sviluppo del nostro territorio ed alla gestione dei problemi derivanti dalla recessione economica in atto. Il ricorso alla cassa integrazione si moltiplica. Il centrodestra provinciale  tuttavia, non sembra mostrare sensibilità nei confronti di queste persone. In questa situazione solo una forza come il Partito Democratico può offrire le necessarie garanzie per evitare effetti drammatici sul piano sociale. Leviamoci dalla mente Futuro e Libertà, casa a Monte Carlo, Bunga Bunga, Fini e company.

Il centrodestra lucra sulle spalle di giovani in disperata ricerca di occupazione, illudendoli con la fantomatica promessa di un posto di lavoro e rivitalizzando nel sistema politico provinciale la patologica pratica del “voto di scambio”. Noi dobbiamo rilanciare l’economia del territorio dando vita ad una task-force per gestire le crisi aziendali e favorendo lo sviluppo e la capacità competitiva delle imprese con misure adeguate, come la riduzione della fiscalità e la modernizzazione delle infrastrutture.

Appurato questo voglio riportarvi alcuni dati estratti dal documento dei Giovani Democratici Provinciali redatto assieme in vista di tutti i Congressi dei Circoli. Se nel 2009 – dati Cgil – nella nostra regione si sono persi 8000 posti di lavoro e i provvedimenti di CIG (cassa integrazione guadagni) sono stati 79.756, ben 4.958 di questi sono stati presi nella provincia di Viterbo. Ad aggravare la situazione del nostro territorio è la scarsissima partecipazione giovanile al mercato del lavoro che vede la Provincia ultima su tutto il territorio regionale con un tasso di attività che non supera il 19.9% (dato aggiornato alla fine del 2007). Nel 2009 il tasso di sviluppo delle imprese industriali del viterbese è risultato pari al meno 2,7%. Attività ed imprese sono state maggiormente influenzate da una bassa richiesta e da un consistente ritardo dei pagamenti da parte dei committenti. Lo scenario dipinto dai dati sopra elencati non è certo dei più rosei, ma vede, per il nostro territorio, la crisi propagarsi in ogni settore: da quello manifatturiero, a quello industriale, dal settore del terziario a quello del turismo.

La provincia di Viterbo può diventare per noi il laboratorio di partenza, dove sperimentare ciò in cui crediamo perché il nostro territorio è ricco di potenzialità di cui forse non ci rendiamo ancora conto. E’ necessario compiere una vera e propria rivoluzione e transitare finalmente in un modello di “terza rivoluzione industriale”, che possa fare perno sui sistemi di energia rinnovabile e dar vita ad un progetto Tuscia che possa ridistribuire la ricchezza a tutta la popolazione territoriale. La provincia di Viterbo può e deve essere un laboratorio di innovazione in questa direzione.

Io sostengo Dinelli per creare un gruppo unito, forte e coeso, superando le vecchie logiche di appartenenza; e se tutto questo andrà in porto, faremo in modo che il Partito risponda in modo propositivo ai problemi concreti del territorio e alle esigenze della cittadinanza locale, ponendo le future basi per sicure linee di sviluppo del Comprensorio.

Solo se saremo animati da questo profondo senso di coesione, se proseguiremo nella strada del coinvolgimento delle persone, se riusciremo a cogliere le istanze della popolazione e l´apporto costruttivo di molteplici soggetti, sarà possibile determinare la condizione per il successo strategico della proposta che stiamo tentando di presentarvi.

Arrivato alla conclusione di questo mio intervento, mi permetto di prendere in prestito da Alessandro una frase che mi è rimasta in mente e che credo possa colpire le coscienze di tutti noi: il Partito democratico deve ritornare ad essere il Partito che: “Non conta le teste, ma che conta sulle teste”. Credendo che ciò possa esprimere il senso del nostro agire, senza ulteriori aggiunte vi porgo i miei più cordiali saluti.

Democraticamente,

Marco Gentili

Annunci

Navigazione articolo