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Archivi per il mese di “dicembre, 2010”

Convegno: “Fecondazione assistita e ricerca: QUEL CHE RESTA DELLA LEGGE 40”

Testimonianza e impegno per il cambiamento delle norme oscurantiste sulla Ricerca Scientifica

Venerdì 17 dicembre 2010
dalle ore  9.00 alle ore 14.00
Ex Hotel Bologna- via S. Chiara 4/5.

Buongiorno e ben trovati,

sono davvero lieto di intervenire nella sala Conferenze del Senato, che, unitamente alla Camera dei Deputati, costituisce da sempre, come un tempo enfatizzato dal grande filosofo Hegel, il “porticato tra lo Stato e la società civile”. Per questo ringrazio ancora una volta Filomena Gallo, per avermi invitato e dato questa opportunità.

Mi scuso con tutti voi per essere arrivato in ritardo, ma abitando fuori Roma e, come potete capire per problematiche fisiche mi era praticamente impossibile arrivare prima delle ore 9.00.

Più di sessantadue anni di storia italiana, costituiscono il bagaglio politico e culturale di questo palazzo, dove sin dal 1948 si riunisce il Senato della Repubblica Italiana. Un luogo di molte battaglie liberali, che hanno segnato la democrazia del nostro Bel Paese, ma che, mio malgrado, sembra essere poco sensibile al tema in questione, espressione questa di una non adeguata conoscenza dei traguardi raggiunti dalla ricerca scientifica, soprattutto in campo internazionale.

In qualità di socio dal 2008 dell’Associazione Luca Coscioni, in questo caso non sono qui per mettere in discussione le scelte partitiche o di governo, perché ritengo e voglio continuare a credere, con molti paraocchi lo ammetto, che di fronte alla malattia non esistano colori o bandiere di opposizione, ma per chiedere che ci sia più conoscenza intorno alla legge 40, che a oggi vieta la fecondazione assistita attraverso l’uso delle cellule staminali embrionali.

Personalmente ritengo che ogni traguardo raggiunto dalla scienza, sia una vittoria e non una sconfitta del genere umano. E vada interpretato come un modo per migliorare non solo la nostra vita, ma soprattutto quella delle generazioni future, a cui abbiamo l’onere e la responsabilità di consegnare un domani migliore del presente.

Capisco anche, e in parte condivido le paure di quelli che vedono nella manipolazione genetica un’arma micidiale nelle mani di scienziati spesso senza scrupoli, ma a queste persone vorrei controbattere dicendo che in ogni settore, non solo scientifico, l’uso improprio di materiale innovativo può avere risvolti negativi.

Ad esempio: un uso eccessivo ed improprio di antibiotici è nocivo al nostro organismo, ma la scoperta della penicillina da parte di Alexander Fleming ha rivoluzionato la nostra esistenza, debellando malattie mortali.

Oltretutto, oggi come oggi possiamo curare l’asma, la leucemia e la pressione alta grazie i progressi clinici resi possibili attraverso la ricerca medica e i test condotti sugli animali. 

Con l’occasione, non dimentico di ricordare che in questa giornata parte Telethon, vent’anni di solidarietà, che anche quest’anno si svolge come al solito sulle reti Rai dal 17 al 19 dicembre. E allora mi domando: è mai possibile che per finanziare la ricerca scientifica abbiamo bisogno di Telethon, quando l’Articolo 9 sempre della nostra Costituzione recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”? E il 1° comma dell’articolo 33, inoltre, garantisce il diritto e il sotteso interesse al libero sviluppo della ricerca scientifica.

Premetto che non ho nulla contro qualsivoglia maratona televisiva, specie poi su questa che nacque nel 1990 con il marchio dell’omonima trasmissione televisiva francese organizzata fin dal 1978 contro le Distrofie, la quale è una di quelle che raccoglie più fondi in Europa. E penso che la sciarpa con cui sono qui quest’oggi lo possa dimostrare. L’Italia, non a caso, è ancora molto indietro a livello normativo in materia di bioetica e l’assenza di una disciplina puntuale che ha spinto al sempre più frequente ricorso di strade alternative a quelle finora imposte.

Lo scorso 5 dicembre ho ricevuto una notizia che mi ha fatto riflettere ancora di più e per l’ennesima volta sugli ostacoli legislativi derivanti dalla Legge 40 che lede i principi di libertà procreativa e di responsabilità procreativa. Ho saputo che una mia carissima amica, non potendo ricorrere qui in Italia alle tecniche di fecondazione eterologa, è dovuta andare in Spagna per non perdere almeno l’ultima speranza di diventare madre e per non vedere vanificato il suo diritto a formarsi una famiglia. Di fronte a ciò ho avuto ancora una volta l’invadente sensazione che quello per cui continuo a battermi esiste, esiste e come! Ma non nel mio Paese. E probabilmente se l’evoluzione degli studi scientifici, 22 anni fa, in questo ambito avesse incontrato meno ostacoli sociali, morali, burocratici, culturali e legislativi di quelli che invece, tutt’ora, si continuano a manifestare, forse anche i miei genitori sarebbero venuti a conoscenza di quello che il codice genetico indicava e, forse avrebbero scelto con il buon senso, visto che sono stato concepito con amore e con l’auspicio di aiutare mio fratello al quale avevano diagnosticato un trauma da parto vanificatosi, poi, con la mia stessa patologia genetica. E allora eccomi qua, sono un ragazzo affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica Familiare ovvero SLA2, patologia che si trasmette con modalità chiamata autosomica recessiva. In questo caso un individuo malato può nascere solo se riceve una copia difettosa del gene da ciascuno dei genitori, entrambi portatori sani dell’alterazione genetica.

Mi trovo qui di fronte a voi, mi trovo qui a parlare con la voce metallica di una concreta opportunità che la storia presente può consegnare a quella ventura; le cellule steminali embrionali, dette pluripotenti, possono rappresentare cose straordinarie perché sono dotate di una potenzialità enorme che non possiamo ignorare. In un futuro non remoto potrebbero essere curate tantissime malattie grazie alla scelta delle cellule migliori e l’Italia dovrebbe allinearsi nel raggiungimento di questo obiettivo alla maggioranza dei paesi europei perché è tristemente lontana da quel progresso per cui io sto lottando quotidianamente. La scienza può e deve abbattere i limiti ideologici e i vizi etici che ostacolano questo cammino da chi pretende di imporre agli altri i dogmi di una qualsiasi religione o ideologia. D’altra parte tutti sappiamo che la maggior parte degli embrioni crioconservati sono destinati all’abbandono e se non impiantati nell’utero di una donna non possono produrre né rigenerarsi. Mi domando perché non si permette alla ricerca scientifica di modificare gli scenari futuri ma si permette alla Chiesa di modificare l’impostazione della propria dottrina: non a caso, come voi stessi ricorderete, risale al 3 maggio 2007 la condivisione di un Documento della Commissione teologica Internazionale approvato dal Papa che dichiara il disconoscimento del Limbo.

Arrivato alla conclusione di questo mio intervento con la consapevolezza solitaria che le mie parole possano in qualche modo aggiungere un tassello al puzzle del progresso della ricerca scientifica vorrei che rimanesse impresso questo messaggio: senza la pretesa di essere paragonato a Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli, anch’io come loro, vorrei un mondo in cui tutti possano diventare genitori di figli sani.

Grazie ancora,
Marco Gentili

[Convegno: “Fecondazione assistita e ricerca: QUEL CHE RESTA DELLA LEGGE 40”]
[Discorso Convegno al Senato della Repubblica – 17 dicembre 2010- Marco Gentili – in pdf]
[Qui invece trovate il video e la scheda dei file audio]

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[SOSTIENI L\’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI]

Andiamo via insieme?

Vado via perché alla Camera esponenti quali Massimo Calearo del PD, Bruno Cesario del PD, Antonio Gaglione eletto anch’esso nel passato con il PD, hanno venduto i propri voti a Berlusconi;

Resto qui perché voglio Parlamentari che abbiano rispetto per i cittadini che rappresentano in un Partito. Per questo voglio un Partito che attui le primarie su ogni territorio per la scelta dei candidati al Parlamento!

Vado via perché nei prossimi giorni ci sarà il voto sulla Conversione dei Rifiuti in Campagna, La Riforma Universitaria della Gelmini, la Sfiducia al Ministro Bondi, il Decreto Milleprologhe e la Mozione FLI sul pluralismo in Rai;

Resto qui perché non voglio morire parlando dell’attualità di Berlusconi.

Vado via perché vorrei risvegliarmi fra cent’anni;

Resto qui perché il 17 dicembre, senza la pretesa di essere paragonato a Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli, parlerò a favore delle cellule staminali embrionali in Senato;

Resto qui perché arriverà il momento in cui il mondo della scuola si unirà al mondo della ricerca che a sua volta si legherà al mondo della cultura e allora le cose cambieranno;

Resto qui perché prima o poi, credo che mi toccherà scendere in piazza a manifestare;

Resto qui perché credo ancora fermamente nel coraggio di molti di noi nel restituire al nostro Paese la dignità sociale, politica e culturale di cui tutti i paesi del mondo dovrebbero legittimamente godere;

Vado via perché di fronte alle immagini che ho visto ieri in televisione mi sono sentito inerme e impotente;

Vado via perché nel mio Paese sta andando tutto a puttane;

Resto qui perché un uomo senza ideali da perseguire non è un uomo;

Vado via perché il senso dell’abbandono mi fa affogare nel tentativo di salvare il mio Paese;

Resto qui perché ogni mattina da un bel pezzo della mia vita mi alzo con la speranza di leggere che la forza e la volontà dei cittadini può influenzare la storia a loro favore. E perché assieme a loro non voglio andarmene prima di aver visto come nella giostra di questo mondo che non va e che gira sempre per lo stesso verso, qualche cavallo possa correre per un’altra direzione e andare contro la metodica routine imposta.

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