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Archivi per il mese di “giugno, 2011”

Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico

Ieri, in via Cola di Rienzo, seduti ad un bar con Emanuele Rallo (PD), abbiamo incontrato l’On. Sandro Gozi (Capogruppo PD nella Commissione per le PolitIche dell’Unione europea alla Camera dei Deputati e Presidente dell’Associazione Italia India, nonchè componente dell’ex area Marino) per uno scambio di battute per tornare a parlare del referendum nazionale sulla Legge 40 interno al Partito Democratico.

Dopo avergli ribadito che, in questo percorso, ci siamo confrontati con diverse figure: da Raffaele Calabretta (Ricercatore del Cnr), Pippo Civati (Consigliere regionale in Lombardia del PD), Cristiana Alicata (PD) a Mina Welby (Membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Filomena Gallo (Avvocato, Presidente dell’Associazione “Amica Cicogna”, Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni sempre per la libertà di ricerca scientifica e docente di Legislazione nelle Biotecnologie in campo umano), Chiara Lalli (Docente di Logica e Filosofia della Scienza e di Epistemologia delle Scienze Umane) e molti altri ancora, andando però a sbattere più volte contro il muro purtroppo reale, rappresentato dall’assenza di un regolamento attuativo dell’articolo 27 (in precedenza il 28) del nostro Statuto, siamo subito arrivati al concreto della questione. Per fare in modo che sia svolto un referendum nel Partito, percorso già di per sé complicato, per via delle molteplici sfaccettature democratiche, infatti, ci ha prospettato tre soluzioni possibili:

1) Si consulterà con il Sen. Ignazio Marino (PD) e l’On. Ileana Argentin (PD), più preparati di lui sulla materia, per attendibilità del nostro elaborato e per eventuali correzioni.

2) Si attiverà, con altri Colleghi, a chiedere in Direzione nazionale del Partito Democratico convocata per venerdì 24 giugno alle ore 10.00 presso la sala conferenze del PD in via Sant’Andrea delle Fratte, per procedere nel difficile tentativo di inserire nel nostro Statuto il Regolamento attuativo dell’art. 27. Dove senza quest’ultimo, non possiamo neanche organizzare la raccolta delle firme necessarie allo svolgimento di qualsiasi referendum.

3) Prospettare, con il testo in questione, sempre se eventualmente la Direzione nazionale del Partito non si pronuncera per l’elaborazione di un ragolamento per lo svolgimento dei Referendum interni, la base da cui partire per un vero e proprio disegno di Legge alla Camera dei Deputati, convoilgendo la più ampia partecipazione di Partiti possibili. A partire da noi, al gruppo dei Radicali e allo stesso Benedetto Della Vedova, capogruppo Fli alla Camera per avanzare sull’onda del cambiamento un testo nuovo e non più un testo politicamente asservito ai dettami di stampo clericale.

Perché, anche a parer suo, in Italia la legge 40 sulla “Procreazione medicalmente assistita“, già smantellata, depotenziata e di fatto riscritta negli ultimi anni a colpi di sentenze, non può e non deve essere più accantonata.

Link correlati:
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

10/06/11 Discorso in Consiglio Comunale Giovani

Con molta soddisfazione personale trasmetto, dopo il raggiungimento del quorum per il Referendum del 12 e 13 Giogno 2011, l’intervento che ho tenuto il 10/06/11 in Consiglio Comunale dei Giovani di Tarquinia che, oltre a non essere ritenuto degno di risposta dal Presidente Manuel Catini, non avendo ben compreso, forse, il discorso si è permesso nuovamente di chiedermi il testo in contraddizione con i regolamenti che non prevedono che il Consigliere debba presentarne copia al verbalizzante.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]


[1] Che con sorpresa hanno sottoscritto;
[2] Comunicazione di tale Consiglio e da te regolarmente firmata fattaci recapitare per e-mail il 09/06/2011.

Link correlati:
26/04/11 Lettera aperta del consigliere comunale dei giovani Marco Gentili al presidente Manuel Catini;
28/04/11 Il consigliere dei giovani Marco Gentili risponde al presidente Manuel Catini;
Consiglio Comunale Giovani 10/06/11.

Consiglio Comunale Giovani 10/06/11

OGGETTO: Mozione contraria all’ubicazione della centrale nel nostro territorio del Consiglio Comunale dei Givani di Tarquinia

Premesso che:

–  L’8 e il 9 novembre del 1987 il popolo Italiano si pronunciò su cinque quesiti referendari: due sulla magistratura e tre sul nucleare. Nello specifico sulla fine della produzione di energia nucleare nel nostro paese.

Considerato che:

–  Il 24 febbraio dell’anno 2009, tramite un’intesa tra l’Italia e la Francia, è stato firmato un accordo che vede protagoniste le società ENEL ed EDF, finalizzato alla costruzione di quattro centrali nucleari da 1600 Megawatt per un totale di 6400 Megawatt, per ottenere un incremento della produzione energetica pari al 25% del fabbisogno azionale;

–  con il DDL 1441, contrariamente a tutti i principi che sostengono il federalismo e la partecipazione popolare, si definiscono “criteri e modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti”;

–  le già esigue risorse economiche riservate allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili ed allo studio dell’efficienza energetica, che tra l’altro rappresentano l’unico modo per innovare il sistema energetico nazionale riducendo al contempo le mote emissioni che hanno provocato e provocano tutt’oggi drastiche variazioni climatiche, verrebbero completamente assorbite ed impiegate per la costruzione di Centrali Nucleari. Tutto ciò è profondamente rischioso, soprattutto se si pensa che la crescita del consumo di energie ottenute da combustibili fossili quali carbone, gas e petrolio ha provocato all’umanità intera grandi problemi tra i quali l’inquinamento ed il surriscaldamento della crosta terrestre per non parlare, sul versante politico-economico, delle instabili e precarie relazioni con i paesi produttori di petrolio e ai consequenziali vincoli economici legati al prezzo del greggio;

–  con la scelta di utilizzare tali risorse per la costruzione di centrali nucleari si violerebbe il vincolante accordo europeo 20-20-20, che stabilisce che la riduzione del 20% entro il 2020 di emissioni di CO2 del 1990; l’aumento del 20% delle fonti rinnovabili per la produzione energetica e la consequenziale riduzione del 20% dei consumi energetici complessivi. Questa scelta, quindi, significherebbe far incorrere il nostro Paese in situazioni economiche che graverebbero e si aggiungerebbero a quelle già esistenti scaturite dal mancato rispetto dei parametri di Kyoto.

Rilevato che:

–  è risaputo che in tutto il mondo quella nucleare è una forma di energia in declino e al contempo ne servono di nuove. Si dovrebbe investire e costruire il futuro rivalutando il settore delle energie alternative partendo dalla considerazione del fatto che, ad esempio, l’Italia ha nel sole una grande risorsa naturale e questa è una fonte energetica che, durando certamente per i prossimi quattro miliardi di anni, “rappresenta una stazione di servizio sempre aperta che invia una quantità di energia diecimila volte superiore a quella che l’intera umanità consuma”, come ha confermato il Professor Vincenzo Balzani, chimico molecolare di fama mondiale;

–  nel giro di 50-70 anni le riserve di U235, uranio fissile usato come combustibile nei reattori nucleari, sarà destinato ad esaurirsi e questo causerà un elevato aumento delle spese di approvvigionamento e, quanto al nostro Paese, dato che come per il petrolio, il metano ed il carbone, anche l’uranio si esaurirà, cambieremo fornitori, ma resteremo dipendenti in quanto dovremo comprare l’uranio da chi lo possiede, considerando che comunque si tratta di una fonte di energia destinata ad esaurirsi prima del 2100;

–  seppure tutt’oggi il Governo Berlusconi parli tanto di tecnologia di terza generazione sulla quale si vuole puntare, non esiste alcuna risposta certa, precisa e soprattutto rassicurante in merito alla sicurezza delle centrali, la produzione di scorie e lo smantellamento degli impianti in sicurezza;

–  non si riesce a venire a capo della questione riguardante la costruzione di un inceneritore per bruciare l’immondizia, quindi, non si può pensare di sistemare le grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire.

–   non esiste alcuna soluzione concreta e convincente relativa al problema dello smaltimento delle scorie radioattive e le circa duecentocinquantamila tonnellate di rifiuti radioattivi presenti al mondo sono per lo più stoccate in “depositi temporanei” o rimangono dove vengono prodotti in attesa di essere smaltiti definitivamente non si sa dove né come;

–   lo smantellamento delle Centrali Nucleari che hanno terminato la complessa operazione del ciclo di produzione, pericoloso e molto costoso, prevede l’impiego di grandi risorse economiche. Questa questione viene rimandata in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che il progresso tecnologico renda più facili tali operazioni.

Sottolineato che:

–   la mappa delle centrali in Italia, nello specifico nel Lazio, a Montalto di Castro, che dista solo pochi chilometri da Tarquinia, prevede la conversione della Centrale Termoelettrica ad oggi in attività a nucleare.

IL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI (su proposta del consigliere Gentili) INVITA IL PROPRIO COMUNE:

–   ad adoperarsi nelle sedi istituzionali perché la decisioni popolari scaturite dal referendum del 1987 su scala nazionale vengano rispettate;

–   a rifiutare ed opporsi a qualunque proposta di costruzione di Centrali Nucleari sul territorio comunale e limitrofo se non previa consultazione referendaria delle popolazioni coinvolte nel raggio di almeno 20 chilometri;

–   ad opporsi categoricamente al “commissariamento” degli enti eletti democraticamente nel momento in cui questi si opponessero fermamente all’insediamento di siti nucleari sul territorio proprio e circostante;

–    ad incentivare e sostenere il miglioramento e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sul territorio comunale in quanto, come per l’intera Nazione, di fronte alla sempre crescente domanda, la risposta politica è sempre stata quella di aumentare le importazioni senza valutare che probabilmente la prima cosa da fare sarebbe diminuire i consumi risparmiando energia ed usandola in modo più efficiente. Ciò sarebbe possibile con semplici accorgimenti come ad esempio un miglior isolamento termico delle abitazioni, lo sfruttamento dell’energia geotermica, il potenziamento dei mezzi pubblici e del trasporto di merci su rotaie e via nave;

–   ad invitare a gran voce il Governo Nazionale ad investire le risorse finanziarie per affrontare l’odierna crisi economica in cui verte il nostro Paese, aiutando coloro che ne sono più colpiti: lavoratori, pensionati, aziende ed artigiani piuttosto che proporre e sostenere opere grandi e molto costose come il Nucleare che, oltretutto, entrerebbero in funzione solo dopo il 2020;

–  a trasmettere il seguente odg ai Presidenti della Provincia di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 Tramite il Caogruppo della lista L’Alternativa Dario Brizi

PASSATA ALL’ UNANIMITA’

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