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Archivio per la categoria “I miei programmi”

19/08/11 ~ Il merito deve essere sempre premiato! ~

Innanzitutto vi saluto cordialmente anche a nome del Consiglio Comunale dei Giovani, porgendo il mio sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti e soprattutto ai veri protagonisti di questa premiazione: i vincitori di quest’anno.

Sotto l’Amministrazione Mazzola, grazie alla votazione unanime del Consiglio dei Giovani del 19/03/10 su mia proposta per i premi al merito, è stato possibile dar vita per il secondo anno consecutivo a questa iniziativa che ci vede fieri ed orgogliosi di premiare gli allievi Tarquiniesi che si sono distinti nel conseguimento della maturità nell’anno scolastico 2010/2011, rendendoci ancor più speranzosi ed ottimisti nei confronti della nuova generazione che spesso viene anche ingiustamente mortificata e troppo poco spesso gratificata, come ahimè ci insegna la disastrosa sperimentazione del Ministro Maria Stella Gelmini atta a mortificare la scuola più che premiare gli allievi e gli insegnanti che lavorano di più e meglio. A mio avviso va coltivata ed incentivata una cultura che prevede l’esortazione e la gratificazione degli studenti che superano brillantemente la maturità, ma dobbiamo prospettare loro un mondo del lavoro il più adeguato possibile.

I tagli lineari praticati nella Scuola Pubblica non consentono l’auspicata modernizzazione delle nostre “palestre di vita”.

Detto ciò chiudo qui il discorso perché credo sinceramente che in questo giorno di festa debba essere momentaneamente accantonata ogni polemica ed illazione per dedicarsi completamente alla premiazione di coloro che si sono distinti nella massa per i meritevoli risultati.

In ultimo desidero formulare ringraziamenti: a tutti i Dirigenti Scolastici e ai Docenti dei vari istituti per aver contribuito, con il Comune di Tarquinia, alla riuscita di questa consueta manifestazione. E, infine, rinnovo i più vivi complimenti ai premiati con l’augurio di sempre maggiori soddisfazioni per una vita degna di essere vissuta.

Marco Gentili.

Leggi anche l’articolo tratto dal Nuovo Corriere di Viterbo del 21/08/11 e guarda le foto dei premiati.

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L’Espresso ed il referendum interno al PD sulla Legge 40

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Con un trafiletto a paggina 22 del quotidiano L’Espresso, si comunica che, dopo la Direzione nazionale del Partito Democratico e l’apertura del nostro Segretario Pierluigi Bersani ai referendum,  la consultazione interna al Partito Democratico nazionale sulla Legge 40 proposta con grandissima determinazione con Emanuele Rallo e company, almeno sulla carta, si terrà. Staremo a vedere. Lunedì prossimo, tramite l’e-mail che mi inoltrerà il sottosegretario di Sandro Gozi, spero di riuscirne a saperne di più.

Link correlati:
Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico;
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

06/10/10 comunicato non pubblicato

Noi Democratici ringraziamo Robert Edwards per ciò che ha saputo fare ritenendo che il premio ottenuto sia più che meritato e rappresenti una vittoria contro tutti i tipi di pregiudizi. Ringraziamo inoltre il Sen. Ignazio Marino per la la volontà espressa sull’Unità, il 05 ottobre 2010, di riaprire la discussione sulla Legge 40 anche alla luce del dubbio di costituzionalità, sollevato dal Tribunale di Firenze, relativamente alla norma con la quale si vieta alla coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa.

Tutto ciò in quanto ci auspichiamo che la scienza possa progredire su questi temi, e anche perché nel nostro piccolo ci siamo già mossi in tal senso.

Il giorno 23 settembre 2010 con Raffaele Calabretta (autore del libro “Doparie, dopo le primarie”) e le preziose presenze di Filomena Gallo, Chiara Lalli e Mina Welby, nonché con il sostegno di Giuseppe Civati Consigliere della Lombardia, nella piccola cittadina di Tarquinia abbiamo lanciato, richiamandoci all’articolo 28 dello Statuto del nostro Partito una Doparia a livello nazionale per una riforma della Legge 40 affinché il Partito Democratico giunga con una voce univoca ad una eventuale nuova discussione sulla legge medesima.

[DOCUMENTO REDATTO SULLA DOPARIA PER UNA NUOVA LEGGE 40]

Cos’è una Doparia?

I militanti del partito, dopo una prima raccolta firme, vengono chiamati ad esprimere il loro orientamento sulle decisioni politiche soprattutto su temi su cui troppo spesso si evita di discutere, attraverso un confronto nei circoli che si concretizza con un voto sui singoli temi, permettendo così un netto miglioramento nella comunicazione tra partito e elettori, utile a tutti noi per poter entrare più a fondo nelle richieste/proposte espresse dai nostri elettori e dai nostri simpatizzanti. Le Doparie, al contrario dei Referendum in cui l’informazione risulta essere mediatizzata attraverso un’unica fonte, in modo da favorire una distorsione del messaggio, obbligano i nostri tesserati a dibattere sull’argomento, a sviscerare le idee, a farle proprie e a decidere in piena autonomia. Solo se radicate nella coscienza le idee prenderanno forza e saranno vincenti.

Detto ciò non solo auspichiamo che si riapra la discussione, non solo ringraziamo anticipatamente il Sen. Ignazio Marino se, e noi speriamo che sia così, vorrà darci una mano nel nostro tentativo, ma ci appelliamo a tutto il PD affinché si doti una volta per tutte del regolamento attuativo dell’Articolo 28, in assenza del quale non si possono organizzare le doparie, e affinché decida di riportare nelle sedi istituzionali la battaglia a favore di una legge di civiltà che tuteli la libertà e la responsabilità procreativa.

                          Marco Gentili ed Emanuele Rallo

Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40

(Trovate tutte le altre foto nel mio profilo Facebook)

Mio intervento:

Carissimi Dirigenti di tutta la Provincia e non solo, nonché militanti politici iscritti al Partito Democratico, voglio ringraziare in prima istanza colui con cui ho avuto a che fare per tutto l’arco di tempo occorso per articolare il nostro lavoro, ovvero Emanuele Rallo;

vi saluto e vi ringrazio per la vostra presenza dandovi il benvenuto a nome del Circolo PD di Tarquinia. E’ con una certa commozione che vi saluto e vi ringrazio di essere venuti a questo incontro, che è un avvenimento importante per la nostra Comunità, formazione politica e, a maggior ragione stato sociale. Dove la fondazione di un luogo d’incontro, di un laboratorio di idee e di proposte operative, dovrebbe essere qualcosa che è nostro e che, spero sarà alimentato da tutti, dalle vostre volontà, dalle vostre capacità di saper guardare lontano, dall’amore per il nostro Stato, per la nostra gente e per tutti noi.

In questi  pochi anni ho vissuto e capito tante cose: ho visto azioni ambiziose e mosse dettate senza valutare le eventuali conseguenze; ho visto una compattezza solo di facciata ed ho visto formarsi coalizioni fantoccio fatte da Esponenti ed alleanze nate solo per ricatto politico. Ho visto e provato dentro quello che non si trova sopra ogni libro. Ho visto lo sfaldamento dello Stato liberale. Ho visto e sinceramente mi sono molto amareggiato.

Conosco pochi di voi e solo per alcuni nutro probabilmente la metà dell’affetto che meritereste. Oggi vi ho chiamato in causa con questo gesto democratico perché credo che mettere a conoscenza ogni circolo della Tuscia sia fondamentale e rappresenti un ottimo start up da cui partire con il Progetto politico che con il Consigliere della Regione Lombardia Giuseppe Civati, al quale va il mio più grande ringraziamento e continuerà ad andare la mia gratitudine, ci siamo prefissati. Una Doparia Nazionale sulla legge 40. Non temete non è niente di ereticamente perverso, ma una consultazione tra i circoli territoriali del Paese. Tentando di cercare di spronare gli elettori, nonché tesserati, dando loro una spinta decisa nel sostenerci riguardo a temi ed atteggiamenti che finora per voci contrastanti e sinergie poco unite hanno limitato decisioni chiare.

Questo Progetto mi è venuto in mente pensando alla situazione italiana riguardo la Ricerca Scientifica, argomento che mi ha riportato inevitabilmente ad una riflessione sulla posizione dell’Italia nei confronti di tutto ciò che comprende anche il mondo omosessuale. Il nostro, che si dice un Paese civile e democratico, se messo a confronto con diverse Nazioni considerate “sorelle”, al contrario risulta essere non solo arretrato e retrogrado, ma ancora saturo di pregiudizi e remore nei confronti di realtà considerate diverse e quindi non degne di avere gli stessi diritti di tutti i cittadini. 

Noi dobbiamo rispondere con la politica Democratica e delle persone comuni, semplici,  nella consapevolezza che senza le nostre facce, le nostre reputazioni personali, il nostro impegno, i politici “importanti” possono ben poco nei territori e tra la gente.

Non appena andiamo in crisi c’è sempre qualcuno che viene a dirci che non è il caso di abbattersi, che un giorno le pene farai fatica perfino a ricordarle. Benissimo. Tu sai che, in parte è vero, ma sai anche che quella è l’ultima cosa che in quel momento vuoi sentirti dire.  Il nostro Partito, fino a prova contraria, è Laico a prescindere dall’orientamento religioso di ciascuno di noi. Sempre noi, come saggiamente dice l’astrofisica e divulgatrice scientifica italiana Margherita Hack, crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso.

Ecco perché attraverso una raccolta Nazionale di firme succedute poi da uno strumento di feed-back su decisioni di governo e di opposizione osservato da Raffaele Calabretta, che oggi ringrazio ancora per la sua presenza perché impegni lo chiamavano altrove, ma alla fine è riuscito ad essere con noi, lanciamo assieme la Doparia nel Partito Democratico. Sicuramente vi spiegherà meglio lui, con l’intervento successivo al mio l’importanza dell’Articolo che il nostro Statuto ci mette a disposizione per garantire  una voce unica ed unitaria.

Infatti, con la Doparia che oggi proponiamo all’intero Paese attraverso la raccolta di firme, vorremmo affrontare e sfatare alcuni pregiudizi sulla legge 40 e sulla procreazione medicalmente assistita, che attraverso un valido confronto politico a tutto campo sulla progettazione politico-culturale, formativa e sulle scelte scientifiche oscurate a molti, in ogni circolo se ci darete il vostro sostegno analizzeremo dettagliatamente e democraticamente. A nostro parere sempre democraticamente, infatti, bisogna promuovere in ogni sede deputata il conseguimento della fecondazione eterologa, la diagnosi pre-impianto e la possibilità di conservare gli embrioni al fine di permettere la ricerca sui medesimi. Inoltre, le restrizioni all’accesso della PMA dovranno essere stabilite in apposite linee guida esclusivamente fondate su motivazioni di ordine medico-sanitario.

In Italia è possibile solo la fecondazione omologa; per quella eterologa bisogna per forza recarsi all’estero.

La sterilità di coppia in Italia raggiunge oramai cifre da brivido. Si stima che tra le 50mila e le 70mila coppie che hanno problemi ad avere figli, si rivolgono ai vari centri che, all’estero, permettono di praticare la PMA. Noi riteniamo che la Procreazione Medicalmente Assistita sia una libera scelta ed un diritto di tutti i cittadini; pertanto uno Stato laico non dovrebbe basarsi sulla morale di una parte della sua popolazione per frapporre divieti ad una pratica volta a superare i problemi di sterilità e di infertilità.

Attraverso la tecnica della PMA, inoltre, sarebbe finalmente possibile per gli eventuali genitori, sapere preventivamente se corrono il rischio di mettere al mondo un figlio affetto da gravi patologie genetiche in quanto si studia prima del concepimento se uno dei due genitori è o meno portatore sano di qualsivoglia malattia. La Diagnosi Genetica Preimpianto (Preimplantation Genetic Diagnosis, PGD) è definibile, almeno preliminarmente in ambito biomedico, come forma precoce di diagnosi prenatale che, mediante diverse tecniche, analizza gli embrioni prodotti con la fecondazione artificiale al fine di poter determinare la presenza di alterazioni genetiche e non solo.

Inoltre noi ci battiamo perché le ulteriori modifiche giuridiche già effettuate vengano ampliate, in quanto riteniamo che sarebbe più democratico e privo di vizi ideologici basarsi su precise linee guida medico-sanitarie per valutare l’idoneità di un individuo a diventare genitore. Solo così il diritto alla genitorialità sarebbe esteso a tutti coloro che, senza affermazioni ideologiche e religiose, sono in grado di decidere di avere e crescere un figlio. Noi ci schieriamo contro chi sostiene che la fecondazione eterologa sia da condannare, in quanto non esistono prove che un bambino sia destinato ad un’esistenza infelice non conoscendo il padre o la madre biologica: se ci guardiamo bene intorno questo è confermato anche da moltissimi casi di adozione in cui si vedono bambini e ragazzi cresciuti in totale serenità e a volte anche più amati e seguiti dai genitori adottivi che non da quelli naturali.

Alla stessa maniera ci opponiamo a tutte quelle obiezioni secondo cui la fecondazione eterologa mini la stabilità della famiglia; noi proponiamo un modello di cambiamento il quale smentisca l’eventuale sofferenza procurata al bambino dal non conoscere il padre e la madre biologica, ribadendo che tali difficoltà non sono reali ma  solo frutto di sterili pregiudizi della gente. A conferma di ciò è sufficiente osservare molti casi di adozioni che sono risultate ottimali. Noi abbiamo dei chiari obiettivi: vorremmo che la gente si schierasse al nostro fianco informandola in modo chiaro, democratico e semplice.

Riteniamo ancora vergognoso ed assurdo che in Italia, Paese che si definisce civile e all’avanguardia, sia vietata la conservazione degli embrioni e che la Ricerca, per fare dei progressi anche minimi, debba ricorrere ad embrioni importati da Paesi esteri. Questo è un altro grande ed ingiusto limite dettato da una legge che per molti aspetti si dimostra incivile e inadeguata.

Mi domando: siamo sicuri che ci sia ancora qualcosa dentro questo Partito di cui andiamo così orgogliosi? Siamo ancora sicuri che non ci ammaleremo mai e che sia giusto puntare tutto sulla fede permettendole di dettare leggi a suo piacimento?

In conclusione ringraziando di cuore Filomena Gallo e Chiara Lalli per avere accettato il mio invito, per averci aiutato nell’intento e per rendere maggiormente significativo questo incontro, tengo a credere e precisare che in politica come ci ricorda l’intervista di Maria Antonietta Farina Coscioni, rilasciata a Gli Altri il 20/08/2010, ci si debba comportare come in amore: donarsi e dedicarsi incondizionatamente e continuamente, a costo di fare scelte delicate ed assai difficili. Cerco di seguire questa affermazione ogni giorno: nonostante la mia situazione sono sempre presente, pronto a sostenere battaglie difficili ma fondamentali. Anche per chi fa finta di niente, abbassa lo sguardo o si gira dall’altra parte, affermo che io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore. Forse anche la vostra.

Grazie ancora,
Marco Gentili

Il 23/09/10 nella sala I.S.D.E.R. all’Alberata Dante Alighieri di Tarquinia

[Clicca sopra l’immagine per leggere]

Spiace costatare come in questo articolo/comunicato stampa, scritto a quattro mani, mie e di Emanuele Rallo a cui modestamente andava fatto un minimo accenno, manca la data, ovvero giovedi 23 settembre 2010 nella sala I.S.D.E.R. all’Alberata Dante Alighieri di Tarquinia, ci sarà l’evento sul lancio della: “DOPARIA NAZIONALE SULLA LEGGE 40” (Procreazione Medicalmente Assistita). La proposta di Doparia presentata, nasce dal fatto di voler tentare di cercare di spronare gli elettori dando loro una spinta decisa nel sostenerci riguardo a temi eticamente-sensibili ed atteggiamenti che, sotto certi aspetti, con vari metodi e tramite vie alternative, mi ero già da tempo prefissato all’interno della Giovanile con Giulia Innocenzi, con la quale, se qualcuno lo ricorda ancora mi candidai a Vice-Segretario. Una storia, quella, fatta da “luci e ombre” che si è verificata e continua ancora a verificarsi sotto i nostri occhi, forse irresponsabilmente distratti e inconsapevoli di quanto sia minacciata, senza esclusione di colpi, la stabilità interna e democratica di tutta la Giovanile.

Il maggiore partito dell’Opposizione, nel quale militiamo, non si sofferma sul tema e preferisce non dare risposte precise o darle contrastanti. Grazie a un Documento redatto da me ed Emanuele Rallo ed il fondamentale supporto di Chiara Lalli e Filomena Gallo affiancato dal sostegno del Consigliere PD della Regione Lombardia Giuseppe Civati, che parteciperà anch’esso al dibattito, nasce la proposta di Doparia Nazionale. Partecipare, discutere, scambiarsi idee e decidere. Certo di suscitare in voi apprezzamento e gratitudine per l’invito lanciato sul mio blog, vi aspetto.

Pensando di fare cosa gradita trovate in formato pdf anche il manifesto scaricabile, di modo da conoscere realmente tutti relatori. Qui invece, trovate l’evento facebook. Aderite numerosi!

DOPO ALCUNE SEGNALAZIONI GIUNTEMI SU COME ARRIVARE METTO LA CARTINA:

[Clicca sopra l’immagine per leggere]

Quanto alle indicazioni per raggiungere la sala I.S.D.E.R. sopra trovate la cartina, comunque da P.zza Giacomo Matteotti dove c’è il Palazzo Comunale proseguite per via dell’Alberata Dante Alighieri. Purtroppo la sala in mappa non viene indicata, ma ho provveduto a indicarvela. Tuttavia, sarà messo un manifesto con tanto di bandiera PD a indicarvi la via. (http://mappe.virgilio.it/)

Interventi correlati:

1) 18/04/10 Primo evento di Andiamo Oltre
2) 17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta
3) Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre

 

Penetriamoci di Contraccezione

[Clicca sopra l’immagine per leggere]

[Clicca sopra l’immagine per leggere]

[CLICCA QUI INVECE PER LEGGERE IL COMUNICATO COMPLETO]

Articoli correlati: L’informazione è stata avviata!

19/08/10 ~ Il merito deve essere sempre premiato! ~

Benvenuti a tutti voi,

sono felice ed onorato di trovarmi qui con voi in questa particolare occasione che, spero, si ripeterà per gli anni venturi. La decisione di premiare il merito e valorizzare la cultura da me proposta ed appoggiata dal Consiglio Comunale dei Giovani, approvata poi dal Sindaco Mauro Mazzola e dall’assessore alla Pubblica Istruzione Sandro Celli conferma  la mia profonda convinzione che, senza il riconoscimento del merito, una società è condannata alla mediocrità. A mio avviso, infatti, la forza di uno Stato moderno si colloca nel merito, nel talento, nell’ingegno e nell’impegno.

Mi entusiasma il fatto che molti fra i maturandi tarquiniesi si siano dimostrati interessati a questa iniziativa, lanciata unanimemente come segno di tangibile apprezzamento da parte del Comune di Tarquinia per i suoi giovani e meritevoli cittadini. Questo di per sé, conferisce già una certa solennità e prestigio a questo evento che onora il valore dello studio.

Ciò che intendevo ed intendiamo trasmettere e diffondere tramite questa premiazione è l’irremovibile convinzione che il futuro è delle idee, soprattutto quelle dei giovani e che presto il merito conterà molto di più di una raccomandazione, dando la possibilità a coloro che si distinguono di emergere ulteriormente in una società che finalmente apprezza e lusinga la loro preparazione e competenza sempre più specifica. Ci dobbiamo impegnare a far sì che quando questi ragazzi modello arrivano sul mercato del lavoro, possano trovarsi in un’Italia diversa, sostenuti ed incoraggiati da un Paese che non si tira indietro di fronte alle proprie responsabilità e disposto ad offrire a chi lo merita e a coloro che hanno la voglia di incentivare e contribuire al sapere umano le migliori possibilità per esplicare al meglio le loro potenzialità in una società fondata veramente sulla meritocrazia.

Non dobbiamo avere remore nel sostenere il merito anche e soprattutto nel campo della cultura. Produrre idee, scoprire qualcosa e comunicare altrui idee e scoperte, ha lo stesso valore del produrre beni materiali. Dobbiamo davvero rinunciare ad aver parte alla nobile gara internazionale della creazione delle idee nuove?. No, non dobbiamo rinunciare a questo continuo stimolo reciproco nel mondo della cultura che non sopporta frontiere e, al tempo stesso, si nutre soprattutto delle tradizioni e delle passioni dei singoli popoli.

Oggi, la consegna del diploma di merito insieme al contributo economico di 500,00 euro simboleggia e vuole dare la prova che le remunerazioni economiche, seppure importanti, devono sì servire per gli studenti come ulteriore sprone ad impegnarsi a dare il meglio di sé, ma devono anche essere messe a disposizione di una cultura sempre in evoluzione ed aggiornamento.

Concludo condividendo con voi un mio pensiero ed una mia profonda convinzione sul fatto che  la creazione artistica di un Poeta, di un Pittore, di un Musicista, così come la scoperta di uno Scienziato rappresentano sempre e comunque un successo per l’intera Nazione, oltre a dare prestigio ed onore alla cittadina dalla quale provengono.

Ringraziandovi ancora per la vostra cortese presenza e per avermi dato la possibilità di esprimere liberamente il mio pensiero, che comprende anche quello dell’intero Consiglio Comunale dei Giovani e del Comune di Tarquinia, vi esorto vivamente a prendervi il futuro perché, come risaputo, chi fa la storia non ha tempo di scriverla. Quindi spero di riuscire a trasmettere a tutti gli studenti la forza di affrontare il mondo universitario con fermezza, impegno e convinzione per poi affacciarsi con coraggio e tenacia in un mondo del lavoro accogliente e ricco di motivazioni che vi conduca alle mete che indistintamente vi siete prefissati.

Marco Gentili.

Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre

Intervento Campeggio Andiamo Oltre!

Video girato per il campeggio di Oltre indetto dal 23 al 25 luglio 2010, Albinea in provincia di Reggio Emilia. A noi le uniche tende che non piacciono sono quelle del dittatore Gheddafi, che tanto è amico del premier B.

Testo video:

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Woodstock Democratica
dal 23 al 25 luglio 2010, Albinea in provincia di Reggio Emilia

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Buona sera a tutti cari Democratici.

Sono Marco Gentili, responsabile dei GD ai Diritti Civili e alle Politiche Sociali della Provincia di Viterbo e da qualche settimana eletto Consigliere PD nell’Ente Agrario di Tarquinia. Nonostante la distanza, sono felice ed onorato di poter partecipare con voi a questo evento organizzato in un spazio armonioso e naturale, prettamente Democratico. Da esemplare combriccola del PD, senza esiti, siamo nuovamente sul fronte, “accampati” e pronti a batterci per ciò che auspichiamo e crediamo. Con molti di voi ho avuto il piacere di partecipare e prendere parte domenica 18/04/10 all’apertura del nostro laboratorio politico denominato Oltre. Progetto per una Democrazia responsabile, partecipata, legalitaria e per una comunicazione significativa.

Con il gruppo “Tuscia cambia l’Italia” ed in particolare Emanuele Rallo, dopo aver strenuamente sostenuto la mozione Marino ci siamo dati da fare per scrivere un progetto di Doparia sulla vituperata legge 40.

Nel 2005 non si raggiunse il quorum per abrogare parzialmente tale legge a causa di una campagna di comunicazione completamente decentrata e fallace, almeno dal nostro punto di vista. Il nostro intento si delinea nel far riflettere il Partito Democratico su alcuni punti chiave che sono stati certamente limitativi per tutti questi anni.

Riteniamo che questa legge tuteli solo parzialmente la “salute” dei nascituri permettendo l’accesso a tecniche di PMA solo a coppie con problemi di sterilità o infertilità. Secondo noi sarebbe invece opportuno dare agli individui che decidono di avere un figlio tramite tecniche di PMA, la possibilità di accertare la loro eventuale condizione di portatori di malattie genetiche o virali, per essere in grado di evitare il rischio di trasmissione.

In questo iter la libertà di Ricerca Scientifica, come la ricerca sulle cellule staminali embrionali è fondamentale per cercare una cura contro patologie mortali come il Parkinson, l’Alzheimer, la Sclerosi, che solo in Italia colpiscono più di 10 milioni di persone. Questo lo sosteneva chi ha vissuto sulla propria pelle il referendum sulla legge 40, chi lottava per il diritto di tutti i malati del mondo alla libertà di terapia e di coscienza. Non parlava ne’ si muoveva, ma conduceva la sua battaglia con la tenacia del maratoneta e la forza di Superman. Il suo nome era Luca Coscioni, è rimasto impresso tutt’ora nell’omonima Associazione di cui sono membro dal 2008. Non pretendo assolutamente di essere paragonato al suo nome, tantomeno credo di poter assomigliare ai nomi che, malgrado l’indifferenza generale, hanno fatto la storia italiana. Lui non per niente era uno dei leader Radicali. Le mie sono parole di chi vuole sperare, oggi più di ieri, da iscritto e militante attivo del Partito, fatto di gente comune, affinché si attui una vera democrazia, rappresentativa e partecipativa. Con una proposta politica di consultazioni tra elettori. Luca Coscioni ricorda che siamo tutti chiamati a scegliere su una questione di vita o di morte e che la nostra scelta non può aspettare. Ecco: io faccio da tramite all’interno del Partito Democratico, di cui condivido i valori e gli ideali, in cui credo fermamente.

Il senso di non essere tutelati da una legge nel proprio Paese ed il sentirsi negata la propria patologia fa sì che la coppia si senta incompresa ed abbia enormi difficoltà nella scelta e nello spiegare la propria esigenza di poter sostenere una cura che in Italia è vietata.

Come riportato il 29 Giugno sul Messaggero, i dati ufficiali resi noti al 26° meeting annuale della Società europea di riproduzione umana e di embriologia in corso a Roma, attestano che gli italiani sono i primi al mondo per il “turismo procreativo”.

Altri esclusi poi sono coloro che desiderano avere un figlio ma questo diritto gli viene negato perché sono single oppure omosessuali.

Inoltre confutiamo l’assoluto divieto vigente nel nostro Paese di ricorrere alla fecondazione eterologa: senza questa, ovviamente nei posti in cui essa è attuata, alcune persone non avrebbero avuto la possibilità di vivere e si sarebbe deciso di rinunciare all’esistenza di moltissimi individui che solo in questo modo, in barba al nostro Stato etico e non laico, hanno avuto la chance di esistere.

Chi è in grado di parlare al posto dei figli e stabilire che una coppia omosessuale, le coppie in età avanzata o un singolo individuo non possano divenire genitori esemplari? Noi sosteniamo fermamente che l’esistenza delle persone debba essere immune da qualsiasi forma di discriminazione e che fare questioni morali senza avere la certezza delle affermazioni che si fanno sia un atto azzardato e presuntuoso oltre che rischioso e fraintendibile.

Nonostante in Italia siano oscurate ricerche ed elaborati in merito a questo concetto, numerosi e diversi studi europei, compiuti da gruppi di studiosi e psicologi affermano unanimamente e provano che i figli di coppie gay non sono assolutamente penalizzati. Se mai discriminati, ma i bambini cresciuti ed educati in un ambito familiare “non tradizionale” non mostrano necessariamente problematiche dovute alla situazione di coppia che li genera. Da questi si evidenzia che il sesso dei genitori non è significativo per lo sviluppo psicologico dei bambini, o per il loro successo sociale. Altri studi hanno stabilito, prendendo in esame ricerche principali presenti nella letteratura sulle famiglie “atipiche”, formate da un singolo genitore o da due genitori dello stesso sesso che la convinzione che un bambino abbia bisogno sia di un genitore maschio che di una femmina è adottata acriticamente e che in ultima analisi non si riscontra nessuna differenza nelle abilità genitoriali associata al sesso, fatta eccezione per l’allattamento. A conferma delle nostre convinzioni, quindi, non ci sono solo parole campate in aria, ma fatti concreti che supportano e sostengono tali affermazioni.

Riteniamo opportuno, poi, che il cambiamento si attui a partire anche dalla terminologia inappropriata in quanto, rimanendo in linea con il principio di responsabilità procreativa, bisogna fare in modo di non cadere e tergiversare nell’errore di far passare il messaggio che la diagnosi preventiva abbia finalità selettive: infatti la possibilità di fare una diagnosi pre-natale e quindi precoce non ha necessariamente come conseguenza una scelta drastica o negativa, ma questa è e rimane solo un mezzo tramite il quale consapevolizzare i genitori sul futuro che aspetta loro ed eventuali figli.

Procedendo, troviamo assurdo che, riferendosi agli embrioni si menzioni la personalità: questa è un concetto astratto, filosofico e metafisico molto complesso, derivante anche dalle esperienze vissute ed interiorizzate dall’individuo e quindi contempla l’apporto di fattori ambientali, sociali, familiari e relazionali in genere che certamente non fanno parte del concetto di vita biologica propria dell’embrione.

Con la Doparia che oggi vi proponiamo, la nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita che il Partito Democratico si dovrà impegnare a promuovere in ogni sede deputata dovrà consentire la fecondazione eterologa, la diagnosi pre-impianto e la possibilità di conservare gli embrioni al fine di permettere la ricerca sui medesimi. Inoltre, le restrizioni all’accesso della PMA dovranno essere stabilite in apposite linee guida esclusivamente fondate su motivazioni di ordine medico-sanitario.

Infine per capire la nostra Woodstock Democratica devi tentare di tornare a quell’epoca. Devi provarci. Quelli erano ragazzi cresciuti in scuole dove era stato insegnato che appena vedevi comparire il Grande Fungo Bianco dovevi correre a nasconderti sotto la scrivania. Sotto la scrivania dobbiamo farci tornare anche i nostri Dirigenti. Anche noi accampati, se a qualcuno di noi va ancora, per fare caciara assieme a quel Partito Democratico. Quelle poche cattedre rimaste integre nelle aule italiane devono diventare armatura, corazza e scudo. L’ora di religione deve essere convertita in un’ora di pianificazione. L’ora d’Italiano e di Storia devono trasmettere rabbia e fustigazione. Dall’ora di matematica dovremmo imparare a contare fino a dieci prima di fare le nostre dichiarazioni. Solo così a un certo punto tutti questi Esponenti improvvisamente saranno cresciuti con la razionalità di dire basta. E capiranno che i pazzi sono al governo, sono loro. Non fare inciuci, come l’ultimo avvenuto in Consiglio Regionale del Lazio, su una proposta di legge di riforma dei consultori, a prima firma Olimpia Tarzia, improntata ideologicamente alla Legge 40 e al divieto di testamento biologico. Con il passaggio dallo Stato etico alla Regione etica. La vera notizia, come vi dicevo, però, riportata il 29/06/2010 da Repubblica è che tra i firmatari spuntano alcuni consiglieri d’Opposizione, per capirci i nostri Dirigenti: quattro del Pd e, all’inizio, due dell’Idv. Perché qui ho la netta sensazione che anche una roba hippy, come la nostra, verrà cancellata se non troviamo un modo veramente Democratico per catturare l’elettore deluso e non stolto ma medio, povero, alto, basso, grasso e borghese.

Certo di trovare approvazione e consenso in voi tutti che pazientemente avete ascoltato le mie parole, vi ringrazio per l’attenzione dedicatami e per la partecipazione a questo importante incontro che spero sia il primo di una lunga serie.

Marco Gentili

Testo dell’intervento di Emanuele Rallo effettuato al Campeggio di Oltre:

Salve a tutti,

intervengo rapidamente per completare il discorso, già splendido, di Marco, specialmente per indicare un punto di riflessione e presentare una proposta effettiva.

La riflessione che vi propongo è sul senso stesso di doparia che stiamo cercando di proporre. A questo proposito, abbiamo incontrato qualche giorno fa Raffaele Calabretta, il ricercatore del CNR che si sta battendo per la causa delle doparie, che, oltre a fornirci alcuni consigli pratici su come impostare il quesito che intendiamo sottoporre a referendum, ci ha spiegato i vantaggi che il ricorso all’arma della doparia dovrebbe portare al dibattito pubblico.

La doparia pretende da una parte di accorciare le distanze tra politica e resto del mondo, in quanto spinge a un movimento di riconoscimento e confronto reciproco, e dall’altra intende innalzare la qualità della discussione, facendo emergere all’interno dei dibattito la forza o la debolezza delle posizioni in campo in maniera nitida e pulita.

Questo perchè la doparia è differente da un referendum in quanto

1) si rivolge a un corpo elettorale che, oltre a dover versare una quota minima di finanziamento per l’intero meccanismo consultivo, per votare deve firmare un atto di accettazione della Carta dei Valori del Partito Democratico

2) non ha l’obbligo del quorum, fatto che costringendo gli attori in campo a cercare la vittoria in positivo tramite la convinzione e la mobilitazione, e non con l’affossamento e la ridicolizzazione dell’avversario come avvenuto nel 2005

Riteniamo quindi che la doparia che andiamo a proporre possa avere un duplice ruolo:

innanzitutto quello di aiutare il PD nella costruzione di un proprio pensiero etico autonomo che sappia fare fino in fondo i conti con la modernità, senza la paura di affrontare le situazioni che in maniera abbastanza anomala sono ormai classificate all’interno della categoria delle questioni eticamente sensibili (mai espressione fu più assurda), e in secundis quello di riportare al centro del dibattito pubblico una complessità di realtà che ineluttabilmente diverranno sempre più diffuse nei confronti della quale perfino noi abbiamo operato una sorta di rimozione, andandoci a convincere che tutto sommato dibattere di problemi etici fosse un classico atteggiamento elitaristico, perchè la ggente (rigorosamente con due g) ha ben altro a cui pensare.

Ecco, riteniamo che in verità. proprio su queste issues, una sinistra laicamente contemporanea potrebbe andare a costruire delle fortune inaspettate e inattese, perchè siamo convinti che prima di parlare alla gente di cui sopra, si debbano fare i conti con le persone, perchè le tematiche che ineriscono la vita di ognuno di noi si vanno a specchiare concretamente in un welfare state segreto di caratterizzazione famigliare che oggi in Italia è prassi diffusa, anche se rimossa.

Concludo chiedendo a Pippo Civati, a questa Banda sempre più Larga, e a tutte le persone del PD e Oltre che intendano ingaggiare finalmente una sfida liberatoria per la dignità e il rispetto di migliaia di storie sempre più vive all’interno della nostra società, un aiuto concreto, innanzitutto per redarre in maniera definitiva il progetto di doparia, e quindi a partire dall’autunno nella raccolta delle firme necessarie per ufficializzare la consultazione, perchè a noi il nostro Statuto piace rispettarlo, e vi invito tutti e Pippo in particolare all’evento ufficiale di presentazione della proposta che simbolicamente terremo con ogni probabilità a Tarquinia con Raffaele Calabretta, Chiara Lalli e chi vorrà starci entro il prossimo settembre.

Grazie a tutti!

 Emanuele Rallo

Interventi correlati:

1) 18/04/10 Primo evento di Andiamo Oltre
2) 17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta

17/07/10 Discorso effettuato nella provincia segreta

Ieri sera, dopo uno scambio di email e contatti con Emanuele Rallo, Chiara Lalli, Pippo Civati e Raffele Calabretta, autore  e inventore delle Doparie, all’interno della festa del Partito Democratico di Oriolo Romano, ho esposto sinteticamente, dopo la presentazione del libro, il progetto di doparia sulla Legge40 che avanzeremo, sabato 24 luglio, al Campeggio di OLTRE. Se vuoi aiutarci a realizzare questo progetto che stiamo mettendo in piedi comincia a comprarti il testo perchè, ho la netta sensazione che l’inverno che verrà lo passeremo assieme.

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DOPARIE E LEGGE 40: TRA DIRITTI NEGATI E ASPETTATIVE DI GIUSTIZIA

La legge 40 presenta numerosi vizi di costituzionalità: non sono tutelati i diritti alla procreazione, alla libertà di ricerca scientifica ed alla salute da parte della collettività, all’ uguaglianza dei cittadini in conseguenza della discriminazione in base alla gravità della patologia, il diritto alla salute in conseguenza della predeterminazione legislativa delle procedure mediche senza considerazione del principio della doverosità dell’uso della miglior tecnica possibile riferita al caso specifico.

Buona sera a tutti i presenti.

Sono Marco Gentili, uno dei Giovani Democratici, responsabile ai Diritti Civili e alle Politiche Sociali della Provincia di Viterbo, nonché da qualche settimana sono anche stato Eletto Consigliere PD nell’Ente Agrario di Tarquinia e sono felice ed onorato di poter partecipare stasera con voi a questa tavola rotonda nella quale si discute il libro “Doparie, dopo le Primarie” di Raffaele Calabretta. Questo argomento è da me particolarmente sentito perché, con il gruppo  “Tuscia cambia l’Italia”, dopo aver sostenuto la mozione Marino, ci siamo adoperati, con varie difficoltà, per scrivere un progetto di Doparia  sulla vituperata Legge 40.

Come spesso accade, anche in questa occasione, l’Italia non ha esitato a dimostrarsi il “Paese degli eccessi” passando nell’arco di 25 anni di storia da una sorta di anarchia e mancanza pressoché totale di regole, ad una legge discutibile e nefasta come la famigerata Legge 40 varata nel 2004: infatti si è passati dal quasi tutto permesso, come per esempio la fecondazione eterologa, possibile grazie ad un donatore esterno alla coppia, alla definizione di regole diventate legge che, a nostro avviso e non solo, presenta numerosi vizi, per molti aspetti anticostituzionale, risultando a parer nostro riduttiva e  limitativa.

In un continuo ed acceso dibattito tra cattolici e laici iniziato nel 1983, nonostante il susseguirsi di diverse legislature e correnti di pensiero politico, siamo arrivati ad oggi all’ottenimento di un testo di Legge che presenta incoerenza ed è insostenibile in quanto, nella parvenza di voler testimoniare la propria virtù, in realtà contraddice una molteplicità di altri principi fatti propri dall’Ordinamento. A prova di questo tortuoso percorso durato anni pensiamo ai chiacchierati casi di Eleonora Zaccheddu, la prima bambina nata in provetta nel 1984 a Palermo, ed alla nonna-mamma della nostra Provincia di Viterbo, che ha dato alla luce un bambino a 63 anni grazie all’aiuto del ginecologo Severino Antinori.

Nel frattempo non ci siamo fatti mancare nulla: la chiusura delle banche del seme con la conseguente consegna delle proprie riserve di embrioni congelati; un Ministro della Sanità, Livia Turco, che nell’aprile 2008, firma nuove linee guida della legge, abolendo il divieto di diagnosi pre-impianto per lasciare fuori dalla diagnosi sull’embrione i portatori di malattie genetiche, per arrivare all’attuale Governo dell’Innominabile, lo chiamo così vista la serata, ma ovviamente mi riferisco al carissimo Silvio Berlusconi, con il quale purtroppo abbiamo a che fare ogni giorno, che congela nuovamente la legge. Così, intanto, in Italia aumentavano e continuano ad aumentare le gravidanze e i parti gemellari e plurimi.

In una prospettiva di diritto comparato la legge 40 si colloca in una posizione di complessivo isolamento. Sebbene discorsi sull’accesso alle tecniche o al divieto di clonazione riproduttiva in Italia sembrino e vengano fatti passare come simili a quelli adottati da molti altri ordinamenti Europei, dobbiamo ammettere che proprio i principi fondanti della suddetta Legge faticano a trovare analogie con questi Paesi a noi culturalmente e giuridicamente più vicini. Quindi viene da sé che la Penisola italiana si pone agli estremi, dimostrando una maggiore chiusura e rigidità legislativa. Anche se questa posizione d’isolamento non è per forza indice di un’impostazione erronea o non equilibrata, l’originalità di certe soluzioni adottate dalla legge 40 fatica a porsi in una linea di coerenza rispetto allo stesso ordinamento giuridico italiano.

Ho sempre tentato di ancorare il mio giudizio sulla Legge 40 non a criteri di etica religiosa o filosofica perché cerco, fin dove è possibile, di non imbattermi mai in astratti e soggettivi criteri di giustizia o di equità sostanziale, ma questa legge non me lo ha mai completamente permesso in quanto, se nel fenomeno giuridico appare insita la presenza di un certo livello di incoerenza, d’altro canto trovo particolarmente insostenibile e inadeguata una Legge che vuole essere fatta passare come virtuosa, ma che in realtà contraddice innumerevoli altri principi sostenuti e propri dell’Ordinamento.

Si parla di coppie sterili e dei loro diritti, ma spesso si dimenticano i grandi esclusi della Legge 40: gli aspiranti genitori ad alto rischio di generare figli con gravi patologie genetiche che, grazie a questa “egregia” Legge, si vedono, ora, negare il diritto di accedere alla P.M.A.

Come riportato il 29 Giugno sul Messaggero, i dati ufficiali resi noti al 26° meeting annuale della Società europea di riproduzione umana e di embriologia (Eshre) in corso a Roma – gli italiani sono i primi al mondo per il “turismo procreativo”: infatti una coppia su 3, che equivale al record del 31,8%, si reca all’estero per usufruire delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Le nazioni più gettonate sono la Svizzera, la Spagna e il Belgio che attualmente vedono una percentuale del 70,6% di coppie migranti.

Questo genera ed amplifica il senso di non potersi curare nel proprio paese e di sentirsi negata la propria malattia. La coppia infatti non si sente compresa nella scelta ed ha grosse difficoltà a spiegare la propria esigenza di poter sostenere una cura che in Italia è vietata. Altri esclusi poi sono quelle persone che desiderano avere un figlio ma questo diritto gli viene negato perché si trovano ad essere single o omosessuali.

Per concludere voglio soffermarmi sul fatto che l’embrione, pur essendo indubbiamente vita per tutti noi e per tutte le religioni,  comincia ad essere considerato persona in tempi diversi: ad esempio, per l’ebraismo e l’islamismo dopo il 40° giorno dal concepimento; per il nostro cattolicesimo che, guarda caso, negli ultimi tempi è stato oggetto di scandali di pedofilia, appena l’ovulo viene fecondato. Invece studi specifici e scientifici attribuiti all’O.M.S. stabiliscono che dopo la fecondazione e fino all’incirca al 14° giorno, il prodotto del concepimento potrebbe dividersi dando vita ad un parto con più nascituri.

Secondo noi ogni cellula, prima dell’inizio della differenziazione, non può essere considerata un individuo a tutti gli effetti.

Nel salutare e ringraziare voi ed in particolar modo Raffaele Calabretta per il suo apporto su un argomento tanto controverso, delicato e temuto dai nostri Esponenti come le Doparie e seguendo in toto il suo libro e la mentalità di Gabriele, il protagonista, mi sento più felice perché, fino a prova contraria vivo in uno stato di democrazia. E soprattutto, sono pronto e spero lo sarete anche voi, attraverso l’Articolo 21 dello Statuto del PD, a sviluppare le possibilità di partecipazione diretta alle decisioni politiche.

Detto ciò, mi sento di affermare che per accettare situazioni come le mie, vorrei che l’analisi pre-impianto le impedisse, preferisco lasciare il ricorso alla fede religiosa a coloro che hanno una speranza dopo questa vita terrena: io voglio fare quotidianamente e realisticamente, prima, i conti con questa che è data per certa e cercare di godermela al meglio.

In altre parole: “Lasciatemi la libertà e la possibilità di essere curato e non la probabilità di essere compatito. ”. Perché come diceva Mahatma Gandhi che, a mio parere è bene sempre ricordare: “Nulla consuma il corpo quanto l’ansia e chi ha fede in Dio dovrebbe vergognarsi di essere preoccupato per qualsivoglia cosa.

Marco Gentili

1° Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici

Per tutti quelli che, erano presenti e non alla 1° Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici, al teatro Caprinica di Roma, metto di seguito il mio testo.

– Intervento fatto all’ assemblea Nazionale –

Salve gente, coetanei e Democratici,
Sono Marco Gentili e ringrazio per la possibilità di parlare concessami, ho 19 anni e sono affetto da SLA2, sclerosi laterale amiotrofica familiare, ci tengo a ripetere SLA2 perché non vorrei fosse scambiata con la SLA classica, perché la mia sclerosi laterale amiotrofica familiare è una malattia genetica. Da più di un anno mi batto in prima linea insieme agli Studenti Coscioni per la laicità, la libertà di ricerca scientifica, i diritti civili e non solo.

Il pianeta della disabilità come sapete è ampio e complesso. Per questo motivo la società in cui viviamo ha spesso difficoltà a prendere coscienza delle tematiche dell’handicap e l’integrazione reale progredisce assai lentamente.

Dobbiamo imparare a non considerare come “problema” tutto ciò che ruota intorno alla disabilità ed avvicinarci a questo tema considerandolo e trattandolo alla pari degli altri, senza nessun tipo di ghettizzazione o paura. E’ dalla giovanile del PD che dobbiamo partire per mettere il corpo dei malati nel cuore della politica!

Disabilità ricerca e vita indipendente… il mio programma!

La disabilità è il risultato dell’interazione tra le persone che presentano delle incapacità e le barriere comportamentali e ambientali che ne ostacolano la piena ed effettiva partecipazione nella società sulla base dell’uguaglianza con gli altri.

Mi auguro di poter offrire la mia esperienza e conoscenza al nuovo Segretario dei Giovani Democratici e il mio programma, che vi in alcuni punti essenziali, può servire come base da cui partire.

Il mio programma:

Tavolo handicap Nazionale
Apertura di un tavolo nazionale e creazione di una rete di Associazioni, insieme all’Associazione Luca Coscioni, in grado di contribuire concretamente ai problemi di Disabilità. Redazione di un documento finale che proponga soluzioni operative da portare avanti come Giovani Democratici.

Libertà scientifica nelle università e nelle scuole
Promozione della cultura della ricerca scientifica attraverso conferenze, assemblee e veri e propri programmi culturali, al fine di trasferire la consapevolezza scientifica nella comunità studentesca.

Vita indipendente e autonomia
Per rispondere all’esigenza di attivare politiche concretamente a favore dell’autonomia delle persone con disabilità fisiche gravi, è prioritario:

1) la copertura del 100% della spesa ammessa al finanziamento del progetto di Vita Indipendente;

2) l’aumento dei finanziamenti ai progetti di Vita Indipendente L.162/98;

3) la garanzia della continuità nel tempo del finanziamento dei progetti, affinché le persone possano realmente organizzare la propria vita;

4) la revisione e il relativo innalzamento del valore del parametro ISEE (sulla base della L. 109/98 e 130/00 e successive modifiche) che il Comune stabilisce per i servizi destinati a persone gravemente disabili.

Ho esposto i tre punti focali del mio piano politico, comunque per chi ne volesse sapere di più, l’ intero programma è visionabile nel mio blog:  www.gentilimarco.wordpress.com

Per un “ABILE” Governo.
Quello che in ultimo mi permetto di dire a Fausto, in via del tutto confidenziale è: l’ invito  urgente per l’apertura di quel tavolo nel nome della Disabilità, in cui deve essere esposto come primo oggetto il problema del nomenclatore tariffario degli ausili, che garantisca accesso anche alle tecnologie, ed a tutti i supporti tecnici necessari a garantire autonomia ed indipendenza a tutte le persone con disabilità, attualizzando un costante aggiornamento al fine di non rendere obsoleti i prodotti descritti dai codici. una maggiore chiarezza sui fondi previsti – diciamo pure un incremento sostanziale di tali fondi.

Perché la Disabilità è un mondo reale che va conosciuto e sostenuto!

Grazie a tutti per il caloroso applauso finale che mi avete riservato, vi voglio dire solo una cosa però: la politica che personalmente mi prefiggo di fare, se ne fa poco o nulla, degli elogi della gente, il compito che mi prefiggo è fare i fatti, per cui bando alle ciance, alle critiche fatti negli interventi dei diversi delegati e al parlarsi addosso! Lo sappiamo, non c’è bisogno di sventolare sempre e solo la lotta alla mafia per argomentare un discorso da meridionale. I problemi sono tanti e se dobbiamo cambiare l’ Italia, partiamo uniti ma, da domani, voglio sentire solo parlare della politica dei fatti, quella politica espressa solo negli interventi di Giulia Innocenzi e Salvatore Bruno!

Sono su Facebook, chi vuole mi cerchi e mi aggiunga ai suoi amici, Marco Gentili.

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