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09/03/13 Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici

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GIOVANI DEMOCRATICI DI VITERBO
Marzo 2013 ore 14.00
Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici
dal Resp. alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei GD di Viterbo Marco Gentili.
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Care democratiche, cari democratici,

in alcune delle principali città italiane la realtà politica a subire il più consistente spostamento di voti verso il Movimento 5 Stelle siamo stati noi. Ciò si riscontra anche in un rapporto dell’Istituto Cattaneo che ha effettuato un’analisi dei flussi elettorali in alcune grandi città – Torino, Brescia, Padova, Bologna, Firenze, Ancona, Napoli, Reggio Calabria e Catania – operando un confronto fra le elezioni per la Camera dei deputati del 2008 e del 2013. Da un lato il comico Beppe Grillo è arrivato dove neanche lui si aspettava potesse arrivare, dall’altro Berlusconi si è liberato dalle bende ed è riuscito a dimostrare di non essere morto. Di ciò devono entrambi ringraziare Bersani, che li ha lasciati fare.

Il voto del 24 e 25 febbraio ha ottenuto come risultato l’ingovernabilità e ha generato uno scenario apocalittico di alleanze difficilmente superabile. Ora l’inizio dello spettacolo è nelle mani di Bersani che purtroppo ha un solo vantaggio: tutto da perdere e nulla da guadagnare. La mossa disperata potrebbe essere solo una: mostrare quel mix di carisma e tenacia che finora è mancato. Al di sopra di tutto ciò c’è la trepidante Unione Europea che aspetta risposte e che si preoccupa di come dagli esiti del voto italiano si possa dare riscontro alle richieste di austerità che provengono dalla stessa.

Nonostante i media ci dicano tutt’altro, dobbiamo abbandonare l’idea che Berlusconi sia tornato nel cuore degli Italiani, perché in realtà Berlusconi ha rimontato poco o nulla. I dati di questi giorni ci dicono che: 4 elettori su 5 non hanno votato Berlusconi, mentre nel 2008 erano solo 3 su 5. Dunque dove si è spostato quel 20% di elettori? Le risposte possono essere tre: si sono rifugiati nell’astensione, da Monti oppure da Grillo. Quest’ultimo, rubando voti anche a Bersani, ha potuto creare un “partito”, che poi tanto partito non è, in grado di competere con gli altri due. Così, mentre 5 anni fa a dividersi la torta erano solo due coalizioni maggiori, oggi se la devono dividere in tre: ecco perché nessuno si è imposto e siamo ad una situazione di stallo.

Dobbiamo meditare molto sugli errori fatti: anche se D’Alema non si è candidato e abbiamo, all’80%, rinnovato la nostra classe dirigente, siamo sempre succubi degli errori passati, tra i quali rientra sicuramente la mancanza di una legge sul conflitto di interessi e l’accordo di non belligeranza sulle televisioni fatto a suo tempo con Berlusconi. Le stesse che, con l’aggiunta di La7, hanno incrementato il Movimento 5 Stelle. Non si può poi non citare l’errore strategico di Napolitano e di Bersani di accettare il governo Monti per compiacere l’Unione Europea, anziché andare subito al voto e togliere di mezzo una volta per tutte il nano malefico.

Ci rimane sempre, da vent’anni a questa parte, la forte convinzione che essere di sinistra significhi essere per il sociale, multiculturali, anti-razzisti, pacifisti, rispettosi delle donne, dei diritti degli omosessuali e dell’ambiente. Non c’è dubbio che, se dovessi scegliermi un amico per mangiare una pizza fuori e fare quattro chiacchiere, mi sceglierei una persona con queste qualità. La politica deve scontrarsi con la rappresentanza di interessi concreti e con l’aggregazione del consenso, e con queste cose i dirigenti di sinistra sembra proprio che non vogliano sporcarsi le mani.

Della campagna elettorale di Bersani non si ricorda una sola proposta. Ciò non significa che non abbia detto niente: ma che non ha detto niente di forte o che rimanga impresso. E soprattutto non è riuscito a valutare le istanze della società civile, da cui è scaturito il fenomeno Grillo.

Eppure gli spunti non mancavano: dichiarare Berlusconi ineleggibile (in quanto concessionario pubblico) o proporre una dura riforma della giustizia sono solo due esempi. Inoltre si poteva aggiungere, in sede europea, un impegno deciso a spingere la BCE a farsi da garante dei debiti degli Stati. Non è vero che essere onesti e credibili significa sempre rinunciare a slogan efficaci e a temi forti. Bersani ha preferito puntare tutto sul solo tema dell’identità: “siamo di sinistra, basta questo”. Con la crisi che attanaglia a molta gente solo questo non è bastato.

Il Partito Democratico dovrebbe compiere una svolta chiara: non verso il centro come molti commentatori e lo stesso Renzi auspicano; ma una svolta a sinistra, che ridia voce a temi quali la questione morale, la laicità dello Stato, la difesa del potere d’acquisto dei lavoratori, i diritti, la Costituzione nata dalla Resistenza, la rete di protezione sociale.
Lasciare scoperto questo lato costerebbe al Partito Democratico un sorpasso del Movimento 5 Stelle a sinistra e la sua condanna definitiva all’irrilevanza politica. Come Giovani Democratici abbiamo commesso altri errori. Sono capitato su http://www.lavoce.info e una analisi dei risultati elettorali mette in luce un voto generazionale giovanile verso il partito dei grillini.

Alla Camera, quasi la metà dei giovani hanno votato Grillo. Il più rilevante spostamento di voto della storia elettorale italiana. Qualcosa non è andato bene nella gestione del timone del Partito dei Giovani Democratici e spero che il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici si sia posto qualche domanda in autoanalisi. Tra l’altro, tra pochi giorni, venerdì 15 Marzo, entrerà in Parlamento e mi chiedo su quali basi di merito gestionale. Giusto perché in questi anni ha saputo aggregare i giovani italiani è stato candidato e inserito in lista dalla direzione nazionale del Pd in Sicilia orientale?

Detto questo, e concludo, auguro a Fausto Raciti un buon inizio di carriera come deputato anche se prossime sono le nuove elezioni a parer mio. A noi e a tutta la giovanile lasci il compito di eleggere un nuovo Segretario Nazionale dei Giovani Democratici con elezioni Primarie perché non è più tempo di congressi. Oggi ci facciamo promotori di un documento in cui chiediamo esplicitamente le dimissioni del Segretario, uno dei motivi che ci spinge a farlo è l’impossibilità di tenere un doppio incarico istituzionale. Accumulando forse anche due stipendi. Altra cosa, avanziamo una proposta chiara che gli onorevoli eletti alla Camera e al Senato del Partito Democratico convoglino un tesoretto ai GD per svolgere attività di partito concrete e ben strutturate sul territorio.

Del resto anche il Segretario Pier Luigi Bersani ha affermato durante un’intervista nel programma “Che tempo che fa” che è ora disponibile rivedere la legge sui finanziamenti ai partiti perché la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, altrimenti la fanno solo gli ottimati e i miliardari. Diamo spazio ai giovani. Siamo un Partito e non un movimento.

Grazie ancora,
Marco Gentili

Per un Partito Democratico credibile

Carissimi Democratici,
alla luce dei risultati ottenuti nella prima fase del congresso regionale del PD Lazio, con Enrico Gasbarra che ha ottenuto il 70,01% dei voti e accede così alle primarie del 12 Febbraio 2012, mi accingo insieme a voi ad una riflessione complessiva su questo quadro politico.

So che è stata resa nota la lista dei 22 candidati all’Assemblea Regionale PD in data 31 Gennaio 2012, lista che potrà essere votata non solo dagli iscritti ma da tutti i cittadini. Detto questo, passo a spiegare le varie situazioni che mi hanno spinto verso la decisione di entrare a far parte della lista “Democratici per Gasbarra” e spero di essere il più chiaro e sintetico possibile, per non togliere spazio alle considerazioni personali di ciascuno di voi telematici.

Ho iniziato a percorrere nuovamente nel 2012 la strada verso le regionali supportando con animo fiero il candidato Segretario al PD Marco Pacciotti che, come ben tutti sapete, ha raggiunto solo il 7,34% dei voti dei circoli, risultato dovuto ad una mancata copertura politica di rilievo e ad una azione ritardata rispetto a quanto messo in campo dagli altri candidati per arrivare a queste fasi congressuali.

Ciò non mi ha meravigliato dal momento che chiara era in me, pressappoco, la consapevolezza dell’esito appena descritto. Preso atto dei risultati, mentre mi stavo muovendo, non con poca difficoltà, per presentare una lista nella provincia di Viterbo a “Sinistra con Marco Pacciotti” sempre a supporto di Gasbarra, ho ricevuto una proposta da parte del collega Alessandro Dinelli per creare una lista che potesse dare di nuovo una rappresentanza solida alle diverse anime interne del Partito Democratico ma, allo stesso tempo, sostenere anche tutti i territori della provincia di Viterbo, al fine ulteriore di rispondere alle richieste di unità, modernizzazione e responsabilità che in questi mesi sono arrivate dai circoli.

Ho valutato con attenzione tale proposta e ho risposto affermativamente, nonostante, da buon laico, il retroscena politico di Gasbarra non mi entusiasma moltissimo. Le ragioni per cui mi candido nella lista unitaria sono le seguenti:

1) il fatto di rimanere in una maggioranza coesa mi permette di continuare a portare avanti le mie idee di Sinistra e a incidere sulla situazione sociale e territoriale locale che mi sta molto a cuore;
2) egoisticamente parlando, non mi arrendo al mio desiderio di fare politica come passione quotidiana e di sostenere i miei ideali come cittadino con la C maiuscola.

Quindi il mio aderire alla lista di Gasbarra è un modo per non rinunciare assolutamente ai miei valori politici anche se molto probabilmente potrei non figurare nelle classifiche alte della lista unitaria.

Lavorerò, come sempre, costantemente per non rassegnarmi ad una deriva improvvisata e calcolatrice della politica italiana. Voglio continuare a preservare il patrimonio della migliore sinistra liberale, democratica, radicale e laica. Voglio avere fiducia in alcune persone del centrosinistra che militano nel partito democratico e che, come me, hanno chiara l’idea di costruire la sostanza e non la forma.

È proprio con questo slogan, “la sostanza e non la forma”, che voglio rivolgermi a tutti voi amministratori e cittadini di Tarquinia affinchè domenica 12 febbraio 2012 presso la Sala Conferenze ISDER, dalle 8.00 alle 20.00, in questo rush finale, votino la lista “Democratici per Gasbarra” e coinvolgano in questo anche e soprattutto i cittadini.

Per un partito democratico sempre più coerente, credibile, capace di vincere e governare.

Grazie,
Marco Gentili

Giovani Democratici: finisce oggi l’era Racitiana?

Mentre l’era di Berlusconi che ha prodotto tanti danni al Paese e ha profondamente danneggiato l’immagine dell’Italia all’estero si dice sia finita, oggi 21 novembre 2011, per chi non lo ricordasse ancora, finisce l’era dei Giovani Democratici, iniziata il 21 novembre 2008. Finiscono i tre anni di un mandato tenebroso ed ininfluente per il modo apatico con cui è stato gestito. Oggi finisce l’era del nostro Segretario nazionale, Fausto Raciti

Mesi fa, tuttavia, mi erano giunte voci del commissariamento ai ragazzi napoletani voluto attuare e imporre dal nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici, per una vicenda molto curiosa. I Giovani campani, sprovveduti di tessere, si sono rivolti come prassi a Pietro Grimaldi Segretario regionale dei Giovani Democratici, e preciso che era in Esecutivo Nazionale, il quale ha dato disposizione di non preoccuparsi per il tesseramento tanto da non concedere il materiale apposito. Suvvia, lo sapete tutti, il materiale è troppa roba per i Giovani Democratici.

I Ragazzi, però, si sono presi la briga di affidarsi all’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio delle tessere, cui a fatto seguito l’ennesimo commissariamento. Ho perso il conto dei commissariamenti fatti in questi tre anni.

Il Segretario nazionale Raciti affermava:

«La commissione di garanzia nazionale ha verificato l’impossibilità di procedere all’approvazione dell’anagrafe di Napoli in quanto il numero di iscritti dichiarati supera di 500 unità i moduli regolari consegnati dai livelli superiori. Gravi irregolarità procedurali durante le operazioni di tesseramento che sono state avallate dal segretario locale. Prima tra tutte l’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio della tessera. Per queste ragioni abbiamo nominato commissario Francesco Parisi».

Peccato che la commissione di garanzia nazionale dei Giovani Democratici, composta da 21 membri, sempre ammesso che si sia riunita, si è espressa sulla vicenda senza numero legale.

Ripeto, sempre che questa si sia riunita, cosa che vedendo i precedenti amministrativi della giovanile mi lascia un po’ perplesso, a deliberato solamente con 6 membri effettivi. Questo apparentemente è quanto indicato da uno dei componenti della suddetta commissione dei Giovani Democratici e, di cui al momento e per correttezza, mi riservo di indicarvi il nome.

Detto questo, però, volevo mettervi a conoscenza anche della e-mail che ho sentito necessità di recapitare al Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio Sara Battisti, dopo la direzione tenuta il 08/04/11 e l’elogio delle Primarie della giovanile in Federazione PD di Viterbo. Sprovvista ancora di risposta.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Segue testo:

Alla gentile attenzione,
del Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio
Sara Battisti

Cara Sara,
mi hai cortesemente chiesto una e-mail per comunicarti i molti interrogativi nel passato della giovanile del Partito Democratico, che per correttezza non ho voluto esporti venerdì sera, e ora con piacere cerco di riportarli alla tua attenzione.

In Direzione, tenuta lo scorso venerdì 8 aprile 2011 in Federazione PD di Viterbo, hai parlato delle Primarie dei Giovani Democratici che abbiamo realizzato e sulle quali, a differenza dei molti ragazzi nuovi presenti, sia il sottoscritto, il Segretario provinciale Michele Bassanelli e te sappiamo, o dovremo sapere come sono state realizzate. Ad oggi non c’è alcuna ufficializzazione riguardo lo spoglio dei voti e alcuna segnalazione in merito a quale sia stata la modalità adottata per la raccolta dei voti. In pratica nessuna ufficializzazione dall’Organizzazione del Partito Democratico.

L’immobilismo della Giovanile è più che mai evidente; non abbiamo mai avuto liquidità per le eventuali azioni politiche da svolgere sui territori solo perché qualcuno che, sfortunatamente, ancora ci amministra, aveva paura di chiedere un incontro formale sul tema. E’ brutto dirlo, ma non abbiamo mai avuto un Segretario nazionale dei Giovani Democratici che attraverso carisma, entusiasmo e la sua azione politica svolta potesse raffigurarci.

le Assemblee nazionali [prima e seconda], mai più svolte e le Direzioni nazionali richieste più volte ci hanno portato e traghettato verso una tempesta fatta di anonimità, rassegnazione e indignazione al brutto, al peggio, all’ineluttabilità dello sfacelo, a pochi mesi dalla scadenza del mandato di Fausto Raciti. Tant’è vero che anche il nuovo sito nazionale dei GD non è mai stato strutturato seguendo una logica, anche perché gli ultimi post risalgono al 2010.

Il successore di costui sarà veramente Andrea Baldini responsabile dell’organizzazione dei GD? Se sì, in che modo e con che modalità? E’ possibile pensare a un futuro, a un cambiamento? Io non penso che basti far dimettere Raciti, o la sua Segreteria. In primo perché avrebbero dovuto avere il coraggio di farlo subito, dopo l’assurda votazione avvenuta alla seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici.

Serve un nuovo Segretario, sì! Ma non serve un passaggio di testimone. Penso piuttosto che sia necessario ricostruire prima un humus sociale diverso per far crescere e formare un progetto alternativo di Giovanile, rispetto a quello che ci è stato proposto finora.

Sono convinto che questo progetto alternativo non debba essere “proposto”, ma semplicemente “imposto” da noi tutti. Per questo è necessario cambiare noi per primi cercando di fare sentire quella voce democratica che, nel bene o nel male ho sempre cercato di ascoltare. Credo dunque che sia una decisione che debba essere ricostruita tra tutti noi, tra quanti ci guardano e quanti semplicemente ascoltano. Prioritaria però è la necessità di nuove primarie, che molti vogliono osteggiare sin da ora. Curate e gestite, questa volta, dalla nostra Organizzazione. Prioritaria è la Democrazia. Prioritaria è la Politica, in questo paese. Interrogarsi nuovamente: cos’è successo in questi tre anni? In che Giovanile siamo?

Serve la prossimità del quotidiano, quella in cui ha modo davvero di esercitarsi l’essere politico di ciascuno di noi: nelle decisioni, nelle scelte e nelle azioni.

Nulla di meno astratto, nulla di più prossimo a noi. Ma l’identità tra aggettivo e sostantivo “giovane = Giovanile” vale ancor oggi come nel 2008 quando i Giovani Democratici stavano nascendo? O qualcosa di quel “giovane = Giovanile” si è perso per strada? La somma di tutte le singole amenità politiche spicciole che abbiamo subito giorno dopo giorno ha trasformato questa Giovanile in un meccanismo sempre più difficile da gestire e sopportare. Non è possibile che un organizzazione individuale e staccata dal Partito Democratico risponda sempre con un “forse” o un “domani vedremo”, per interessi di mora che moltiplicano giorno dopo giorno, con una risposta inutile quando non assente. No! Non è possibile cara Sara.

Bene, io ripeto che malgrado tutto ci sono ancora e ti faccio una proposta forse oscena. Ricominciamo a essere un qualcosa di democratico. La scelta scellerata e dittatoriale di tramandazione spudorata con il passaggio di ruolo, se permetti non la acconsento e non la acconsentirò mai. A costo di presentare una autocandidatura! Ricominciamo a operare per un bene comune. Per noi stessi e per quelli che ci staranno vicino di poltrona. Possiamo farlo tutti: operando delle scelte, mettendo in campo delle proposte, opponendoci quando bisogna opporsi e assentendo quando è giusto dire di sì.

E’ inutile e dannoso allontanarsi dalla politica, fosse anche come conoscenza critica. Ecco cosa vi propongo allora, da adesso alla fine del mandato di Raciti, proprio perché per un progetto simile io ci sono stato sempre, e voi?

Io non mi fermo. Non mi fermano le opposizioni politiche, interne o esterne. Non mi fermano le difficoltà e non mi ferma l’essere in pochi o in molti. Perché purtroppo sono innamorato sì, ma della democrazia!

Ribadendo queste osservazioni mi auguro di ricevere da te una risposta tempestiva e nel contempo la possibilità eventuale di rendere pubblica questa e-mail e la tua successiva risposta.

Davvero affettuosamente,
Marco Gentili

Ora che il mandato del nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici è giunto al termine, voi non pensate che invece di un semplicissimo Congresso ci sia bisogno di mettere mano a questi Giovani Democratici? Ai posteri ardua sentenza.

Ripensamenti e illeciti del tutto italiani

Partendo da Patrizia D’Addario, che si era recata a palazzo Grazioli munita di registratore e che dopo l’intervista del 2009 al Corriere della Sera fece scoppiare il sexgate che avrebbe poi portato alla rivelazione di decine di love story avute dal presidente del Consiglio con giovani ragazze, si è risaputo che la suddetta escort ha ritrattato tutto, chissà perchè proprio sul quotidiano di Libero.

Passando invece alla famosa Ruby rubacuori, torniamo anche qui indietro. Ennesima sorpresa di Kharima el Mahroug – nome anagrafico della vulcanica diciottenne italo-araba – che ha cambiato avvocato. Non sarebbe una notizia, visto che è la quinta volta dall’inizio di questo pasticcio che la ragazza si sceglie un nuovo difensore. 

Proseguendo con il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che è tornato indietro anche lui, sì, è tornato infatti a parlare sul controverso caso di Alfonso Papa, il parlamentare Pdl indagato nell’ambito dell’inchiesta P4.

Sono confuso, poi mi sono detto: “ma in tutto ciò tu sei solo un complemento, non il soggetto”. Eh giá, ma, senza un complemento, un soggetto che cazzo fa nella grammatica italiana? Mi sono sorpreso e poi risposto. Non esiste un soggetto senza complemento, tanto é vero che, anche quando l’azione é riflessiva, uno é il complemento di se stesso.

Sarà anche questa, la falla che farà affondare come il Titanic, secondo un’espressione cara a Giulio Tremonti, il cosiddetto Partito degli onesti evocato da Angelino Alfano? O sarà Adolfo Urso, che lasciato Fli, sta aspettando l’ormai prossimo mini-rimpasto di Governo Berlusconi? Bellissima l’Italia, bellissimi sono a ripensarci.

07/07/11 Marco Gentili in Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni

 

Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio 131 – Roma
Giovedì 7 luglio 2011, dalle 9.30 alle 20.

Salve a tutti, è sempre piacevole ritrovarsi,

sono davvero molto contento di essere stato invitato quest’oggi da Filomena Gallo al Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. In qualità di tesserato dell’Associazione e come militante ed esponente PD, in casa vostra sento la necessità di esprimere la soddisfazione per ciò che si è ottenuto in questi ultimi tempi.

La prima soddisfazione è che durante l’ultima Direzione nazionale del Partito Democratico, dopo un pressing ripetuto e continuo, si è riusciti a portare a casa il riconoscimento del referendum interno sulla legge 40, tramite il sistema della ormai nota “doparia”. Sistema che è stato finalmente riconosciuto e che entro breve tempo, si spera dopo le vacanze estive, sarà ulteriormente esaminato e inserito nello statuto del Partito. Di tutto ciò si deve ringraziare l’On. Sandro Gozi che si è impegnato, riscuotendo esito positivo, a fare procedere verso l’attuazione dell’art. 27 anche durante la conferenza del Partito tenuta dallo stesso Pierluigi Bersani. Proponendo a quest’ultimo una consultazione sull’opportunità di una nuova legge in tema di fecondazione una volta adottato il regolamento attuativo. Inoltre non dimentico il prezioso contributo delle varie persone che hanno gentilmente collaborato alla stesura di un testo base e condiviso, da Emanuele Rallo, Filomena Gallo, Chiara Lalli a coloro che poi lo hanno supportato civilmente e politicamente Raffaele CalabrettaPippo Civati, Cristiana Alicata ed in ultimo Mina Welby.

La seconda soddisfazione, invece, è che i cittadini hanno fermamente preso una netta posizione senza particolari timori su temi importantissimi, quindi si può pensare seriamente che forse qualcosa si sta muovendo e che anche in Italia qualcosa stia cominciando a cambiare o almeno c’è il desiderio e la volontà che questo avvenga.

Il tutto, come spero converrete, ha messo in luce un cambiamento dell’opinione pubblica nazionale sia in relazione al quadro politico che alla volontà di partecipazione alle decisioni da cui dipende il futuro del Paese. Ha sicuramente inciso su questo mutamento la crisi finanziaria internazionale così come la palese incapacità di farvi fronte da parte dell’attuale maggioranza parlamentare, tutta tesa a muoversi su un terreno propagandistico anziché fattivo e per di più condizionata nei tempi e nei modi dell’azione dagli interessi privati del premier.

Anche il mondo della laicità con la sua resistenza ormai quasi decennale alle misure punitive che gli sono state riservate, per me, ha contribuito attivamente a questo mutamento.

Proprio la nostra Associazione, che su questo fronte ha da sempre cercato di dare il suo contributo, modesto ma sincero, spero che se ne compiaccia e si auguri che presto al cambiamento degli umori nazionali faccia seguito la loro registrazione in sede politica e parlamentare affinché possa per lo meno cambiare anche il clima politico e il quadro di risorse erogate al mondo della ricerca scientifica in cui l’attività dell’Associazione Luca Coscioni si muove.                                                                                  

Allora: non lasciamo che la brezza del cambiamento tagli fuori proprio la laicità e la ricerca scientifica, ma impegnamoci, come sempre, a supportare l’ambito della scienza che combatte per la vita, pur lasciando, come del resto è nostro uso e costume, il baluardo della libertà di autodeterminazione di ogni singolo individuo.

Detto ciò, ho appreso che quest’anno la Scuola Estiva degli Studenti Coscioni, purtroppo, quasi sicuramente non si terrà ed ho capito che, benché lo stato di salute economico e finanziario dell’Associazione medesima sia in attivo, manca quasi del tutto una forte capacità attrattiva che permetta di “agganciare” donatori più benestanti i cui proventi andrebbero ad incentivare il già fondamentale supporto finanziario proveniente dai molti donatori, quasi tutti compresi nella fascia dei cinquantenni, impiegati ed operai che destinano il cinque per mille del loro stipendio all’Associazione.

Da sempre, come sapete meglio di me, esiste una distinzione tra sostenitori e contribuenti: i primi sono coloro che versano somme uguali o superiori ai 100 euro tesserandosi, mentre i secondi sono tutti quelli che invece contribuiscono con somme inferiori ai 100 euro magari non iscrivendosi.

Per quanto riguarda questa situazione avanzo una proposta: individuare tra i sostenitori coloro che assiduamente donano il cinque per mille all’Associazione e contemporaneamente rinnovano la tessera ogni anno, e destinare  loro una tessera gold, simile a quella che avete in prospettiva di consegnare alle 277 persone che dal 2001 versano imperterrite la loro quota associativa, prevedendo per loro dei servizi integrativi, migliorativi o alternativi a quelli di cui già molti usufruiscono con il Soccorso Civile. Tramite quel nuovo portale che sentivo essere sempre in fase di ultimazione. Con una base principale però, ovvero quella di riportare, sempre nei diritti della privacy, il proprio reportage attraverso delle schede prestampate,  scaricabili e poi da valutare, in modo da inserirle in maniera più chiara possibile nella nuova sessione. Con l’intento che possa, e debba, essere più funzionale per ogni singolo tema affrontato nell’ausilio che da tempo  stiamo portando avanti.

Ascoltavo anche che molti di voi sono scettici riguardo la Comunity, invece io personalmente proporrei di creare una terza piattaforma, scaricabile gratuitamente, destinata a tutti gli ausili tecnologici per i disabili. Io non sono un tecnico di queste cose, ma ho la fortuna o se vogliamo ho la sventura di avere un puntatore oculare in casa, di cui, come sapete, si avvale mio fratello. E, che molto probabilmente, vedrà, speriamo il più lontano possibile, anche il mio doppio utilizzo. In che modo quindi? Sono dell’idea che si dovrebbe il più possibile fare rete fra queste tecnologie per stilare, in primo luogo, il numero preciso delle persone che ne usufruiscono per poterle informare virtualmente attraverso la rete dei temi dell’Associazione per renderli il più possibile partecipi. Proponiamoci anche di catturare, per esempio, malati europei e transnazionali che attraverso il circuito possano scambiarsi idee e prospettive comuni.

Per quanto riguarda sempre le iniziative politiche presenti e future, da intraprendere con l’Associazione Luca Coscioni, infine, avevo pensato e girato un testo di Legge regionale per il  trasporto di persone con disabilità motoria tramite autoservizi non di linea (Taxi e Noleggiatori Con Conducente) al nostro Tesoriere. Sono consapevole che, stando all’Opposizione della regione Lazio, è tutto più complicato. Anche se, a parer mio, su certe tematiche non ci dovrebbe essere un colore politico più o meno predominante. Dato che, però, attualmente il Segretario dell’Associazione, invece, si trova in maggioranza nel Comune di Milano, malgrado il buco di bilancio ed il fatto che io non sia informato su come sia la situazione dei trasporti di persone con disabilità motoria tramite autoservizi nei Comuni lombardi, si potrebbe pensare di riprendere e rivedere la proposta ed attuarla proprio nel Comune di Giuliano Pisapia, per poi farla girare e circolare a tutti i Comuni limitrofi e dar luogo così ad una divulgazione che molto probabilmente si rivelerebbe proficua per l’intera Italia.

Sperando di non aver annoiato nessuno, bensì aver contribuito all’attività propositiva vi ringrazio ancora dell’invito ed auguro, proprio a tutti, un buon proseguimento dei lavori.

 Laicamente e democraticamente,
Marco Gentili

Qui puoi riascoltare l’intero Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni.

L’Espresso ed il referendum interno al PD sulla Legge 40

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Con un trafiletto a paggina 22 del quotidiano L’Espresso, si comunica che, dopo la Direzione nazionale del Partito Democratico e l’apertura del nostro Segretario Pierluigi Bersani ai referendum,  la consultazione interna al Partito Democratico nazionale sulla Legge 40 proposta con grandissima determinazione con Emanuele Rallo e company, almeno sulla carta, si terrà. Staremo a vedere. Lunedì prossimo, tramite l’e-mail che mi inoltrerà il sottosegretario di Sandro Gozi, spero di riuscirne a saperne di più.

Link correlati:
Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico;
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

10/06/11 Discorso in Consiglio Comunale Giovani

Con molta soddisfazione personale trasmetto, dopo il raggiungimento del quorum per il Referendum del 12 e 13 Giogno 2011, l’intervento che ho tenuto il 10/06/11 in Consiglio Comunale dei Giovani di Tarquinia che, oltre a non essere ritenuto degno di risposta dal Presidente Manuel Catini, non avendo ben compreso, forse, il discorso si è permesso nuovamente di chiedermi il testo in contraddizione con i regolamenti che non prevedono che il Consigliere debba presentarne copia al verbalizzante.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]


[1] Che con sorpresa hanno sottoscritto;
[2] Comunicazione di tale Consiglio e da te regolarmente firmata fattaci recapitare per e-mail il 09/06/2011.

Link correlati:
26/04/11 Lettera aperta del consigliere comunale dei giovani Marco Gentili al presidente Manuel Catini;
28/04/11 Il consigliere dei giovani Marco Gentili risponde al presidente Manuel Catini;
Consiglio Comunale Giovani 10/06/11.

Una poesia: Un giorno di scelta!

Inizio discussione sul Testamento Biologico in aula Montecitorio ore 11.oo di lunedì 7 marzo 2001

[SEGUI ANCHE TU LA DIRETTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI]

Caro Deputato,
che legiferi per tutti senza il mio mandato,
che voterai oggi sul Testamento Biologico,
senza parere giuridico,
senza un filo logico.

Caro Deputato,
rispetta ed osserva la costituzione,
pietra miliare della nostra Nazione.
Scritta con validi princìpi morali ed inappellabile ostinazione.

Caro Deputato,
anche io voglio il diritto al bipartitismo,
anche io ho facoltà di scegliere,
perché non soffro d’amorfismo.

Le mie scelte sono individuali,
le mie scelte, a differenza delle tue, sono personali.

Caro Deputato,
schiavo di pensiero e di comando,
schiavo di partito e di peccato,
la vita che abitiamo insieme,
ha scelte proprie ed insindacabili,
specie se scritte di proprio pugno da un malato.

Le mie scelte sono individuali,
le mie scelte, a differenza delle tue, sono personali.

Caro Deputato,
lasciamoci libertà di non essere tutti uguali,
perché tu lo chiedi e politicamente lo sei costantemente,
rispetta il mio parere,
con il corpo e con la mente.

Caro Deputato,
io non sono come te
e non desidero esserlo,
io ho le mie idee e tu, ribadisco, quelle di qualcun altro.

Caro Deputato,
alimentazione e idratazione forzate,
sono le ragioni delle abdicate,
non possono essermi imposte né da divinità terrestri,
né tantomeno per legge da te.
Perché mi calpesti.

Caro Deputato,
che non sai nulla del mio vivere, soffrire ed essere allegro,
non potendo chiederti libertà come il popolo libico,
difenderà (forse) le mie volontà e la mia dignità,
in aula di tribunale qualcuno per me.

Difenderà (sempre forse) le mie volontà e la mia dignità,
in aula di tribunale qualcuno al mio posto.

Caro Deputato,
ripensaci e non consentire, a tutti noi, questa legge non democratica,
ma liberticida.
Grazie.

M.G.

Andiamo via insieme?

Vado via perché alla Camera esponenti quali Massimo Calearo del PD, Bruno Cesario del PD, Antonio Gaglione eletto anch’esso nel passato con il PD, hanno venduto i propri voti a Berlusconi;

Resto qui perché voglio Parlamentari che abbiano rispetto per i cittadini che rappresentano in un Partito. Per questo voglio un Partito che attui le primarie su ogni territorio per la scelta dei candidati al Parlamento!

Vado via perché nei prossimi giorni ci sarà il voto sulla Conversione dei Rifiuti in Campagna, La Riforma Universitaria della Gelmini, la Sfiducia al Ministro Bondi, il Decreto Milleprologhe e la Mozione FLI sul pluralismo in Rai;

Resto qui perché non voglio morire parlando dell’attualità di Berlusconi.

Vado via perché vorrei risvegliarmi fra cent’anni;

Resto qui perché il 17 dicembre, senza la pretesa di essere paragonato a Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli, parlerò a favore delle cellule staminali embrionali in Senato;

Resto qui perché arriverà il momento in cui il mondo della scuola si unirà al mondo della ricerca che a sua volta si legherà al mondo della cultura e allora le cose cambieranno;

Resto qui perché prima o poi, credo che mi toccherà scendere in piazza a manifestare;

Resto qui perché credo ancora fermamente nel coraggio di molti di noi nel restituire al nostro Paese la dignità sociale, politica e culturale di cui tutti i paesi del mondo dovrebbero legittimamente godere;

Vado via perché di fronte alle immagini che ho visto ieri in televisione mi sono sentito inerme e impotente;

Vado via perché nel mio Paese sta andando tutto a puttane;

Resto qui perché un uomo senza ideali da perseguire non è un uomo;

Vado via perché il senso dell’abbandono mi fa affogare nel tentativo di salvare il mio Paese;

Resto qui perché ogni mattina da un bel pezzo della mia vita mi alzo con la speranza di leggere che la forza e la volontà dei cittadini può influenzare la storia a loro favore. E perché assieme a loro non voglio andarmene prima di aver visto come nella giostra di questo mondo che non va e che gira sempre per lo stesso verso, qualche cavallo possa correre per un’altra direzione e andare contro la metodica routine imposta.

Per il PD – Verso il Congresso Provinciale e dei Circoli

“Siamo per un Partito democratico unito e forte, siamo per un Partito democratico che vuole tornare a governare Roma, siamo per un Partito democratico dove contano le persone e non le tessere, siamo per un Partito democratico che discute, si confronta e decide.
Per questo, in vista dei Congressi dei Circoli vogliamo aprire un dibattito vero, non sulle persone ma sui programmi per questa città. E vogliamo confrontarci con tutti, al di là delle mozioni che non possono essere contenitori statici, cristallizzati.

 Martedì, al teatro Centrale di via Celsa n°6, ore 17.00

 Cominciamo questa discussione partendo da un documento che abbiamo scritto insieme e che vuole essere il nostro contributo per un congresso vero”.

Ileana Argentin, Francesco Ascioti, Antonella Cantaro, Mauro Calamante, Giovanni Carapella, Michele Cardulli, Alessio Cecera, Michele Civita, Claudio Catania, Ivana Della Portella, Sergio Gaudio, Luigi Telesca, Francesco Galli, Stefania Giusti, Marco Pacciotti, Maurizio Veloccia, Alessandro Ferrari, Alfredo Capuano, Alfredo Ferrante, Marina Nezi, Antonio Mallamo, Fabrizio Mossino, Maria Rosario Lomaco, Mario Olmeda, Flavia Leuci, Maria Grazia Passuello, Gianluca Maurizi, Massimo Pompili, Lorenzo Sornaga, Anita Matteucci, Luigina Chirizzi, Arianna Vannozzi, Pino Pungitore, Francesco Siciliano, Marta Leonori, Vanni Piccolo, Nicola Galloro, Francesco Maddalena, Vincenzo Pasculli, Aldo Giuliani, Serenella Ranucci, Andrea Severi, Marco Tolli, Michele Meta, Ignazio Marino.

(L’elenco è in continuo aggiornamento)
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Martedì 26 prossimo venturo alle ore 17.00 sarò al teatro Centrale di via Celsa. Mi sono letto tutti i documenti e sono sempre più convinto che il nostro Partito Democratico sia in seria crisi di identità, senza una sintesi, senza mete specifiche e senza risposte. Altrsì senza il rapporto diretto interno. Vi racconto una storia presente nel Circolo di Tarquinia: come saprete sono stato eletto, con 104 voti, Consigliere PD nell’Università Agraria di Tarquinia. In una tornata elettorale si ha il dovere (secondo molti) di fare alleanze. Benissimo. Le nostre alleanze sono state fatte anche con una lista (civica?) denominata Idea e Sviluppo. La quale era composta da una scissione del partito dell’Udc e vari nomi iscritti al Partito Democratico. Questo giochetto, a mio avviso, diabolico ha causato e tutt’ora causa squilibrio politico, ancor prima di quello elettorale, che ci vede alla rincorsa solo di posti di potere, calpestando ed omettendo del tutto lo spirito del Partito Democratico. Eccola, nel piccolo, la crisi identitaria di un Partito che si prefigge il compito di Governare. Ecco la biforcazione perversa che impregna da tempo i muri del Circolo di Tarquinia. Ecco perchè sarò al Teatro Centrale e non al Direttivo PD di Tarquinia di domani, ed ecco perchè sono sempre più convinto della ex-mozione Marino con cui ho ottenuto la delega all’Assemblea Regionale. Credo fermamente che, arrivati a questo punto, sia necessario un profondo esame dei fatti e delle coscienze per effettuare il prima possibile una scelta precisa e coerente, basata e supportata da ideali definiti e saldi per i quali dobbiamo essere pronti a schierarci e combattere il Berlusconismo dilagante. A breve avremo il Congresso provinciale su cui, nei prossimi giorni tornerò a scrivere e i Congressi dei Circoli, compreso il mio, dove il Segretario si è dimesso. Tuttavia, il nome che circola risulta (da più voci) essere dettato da un entusiasmante rinnovamento. Non vorrei che però questo cambiamento si riveli ambiguo e proprio per questo, dato che mi preme sottolineare che c’è bisogno di un serio ribaltamento, credo più che opportuno proporre il nome di una donna intelligente, brillante, presente enon pretenziosa come Eleonora Santori che probabilmente, vista la sua assenza dell’ultimo periodo e la sua indiscussa modestia, sarà riluttante nell’accettare questo ruolo. Ma proprio per questo la ritengo ancor più idonea a ricoprire questa carica: sono certo che sia una garanzia del fatto che ogni azione sarà svolta solo ed unicamente con la convinzione e la motivazione di chi crede in ciò che fa senza secondi fini. Credo che questo la renda una persona valida e fondamentale piuttosto che cedere il passo a qualcuno che anela a ricoprire questo ruolo solo per facciata ma con un secondo fine. In conclusione, se lei non dovesse accettare tale incarico, con il mio profondo dispiacere, sostengo che forse, a due anni dalle elezioni comunali, sia più che lecito pensare ad una figura adulta, con un’esperienza pregressa che certamente la rende più saggia ed idonea per questo impegno.

Riassumendo:
Documento generale – Scarica il Documento generale in pdf
Scheda lavoro – Scarica la Scheda sul lavoro in pdf
Scheda mobilità – Scarica la Scheda sulla mobilità in pdf

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