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Archivio per la categoria “Le news da Blogger”

26/05/12 Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni

Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76  – Roma
Sabato 26 maggio dalle 10.30 alle 17.30.

Cari e care Coscioniani,

avrei molti argomenti da farvi presente e da trattare ma per il poco tempo a disposizione prendo solo a pretesto il nostro motto: “Dal corpo dei malati al cuore della politica” e, con la speranza di non annoiarvi, cercando di non fare retorica, voglio spendere alcune parole parlandovi semplicemente di me.

Da tempo mi batto per sostenere la Libertà di ricerca Scientifica e oggi nuovamente voglio confermare questo mio strenuo impegno anche alla luce del risultato ottenuto dall’equipe dei professori del Policlinico Gemelli che hanno studiato il DNA mio, di mio fratello e dei miei genitori per capire a che cosa è dovuta la nostra malattia.

Proprio il 23 Maggio scorso, prima del mio insediamento in Consiglio comunale di Tarquinia, dopo circa 30 anni, abbiamo avuto la diagnosi definitiva che vi allego: si tratta di una forma sporadica e degenerativa di SLA trasmessaci da entrambi i nostri genitori e per la quale, al momento, non esistono terapie valide.

Non posso che elogiare lo straordinario lavoro portato avanti in prima persona dal Professor Sabatelli e da tutti i suoi collaboratori del Policlinico Gemelli e non, per aver creduto nella possibilità di chiudere il cerchio e non aver mollato mai, consapevoli dei lunghi tempi che la Ricerca Scientifica richiede, neppure di fronte ad ostacoli e costi certamente elevati.

Molti anni fa i nostri geni erano studiati anche dalla Francia che aveva investito in questa ricerca, ma nel momento in cui si appurò, per giunta in modo erroneo, che l’organismo mio e di mio fratello Carlo, affetti entrambi da SLA2, produceva Alsina, proteina legata a questa patologia, decise di abbandonare gli studi in tal senso e non investire più neppure un euro per darci almeno una diagnosi definitiva.

A questo punto, per nostra fortuna, dopo anni di lontananza dagli Ospedali, è entrato sulla scena il Prof. Sabatelli che, ha sempre creduto nell’importanza di darsi e dare delle risposte anche e soprattutto per quelle patologie definite rare.

Lui, come noi, ha creduto e crede che, in fondo, se non si conosce il nemico non si può neppure tentare di combatterlo, quindi l’aver dato una diagnosi certa e definitiva rappresenta la prima battaglia vinta in una guerra che, per alcuni, non deve e non vale la pena di essere presa neppure in considerazione.

Vi ho raccontato la mia storia, vissuta fianco a fianco con mio fratello ed i miei genitori, per farvi conoscere una storia di vita vera, vicina a tutti noi, che dimostra concretamente che la tenacia ed il coraggio di chi sostiene e porta avanti la Ricerca Scientifica, anche contro tutto e tutti, sono fondamentali e non possono né devono finire.

Tutto questo non può arrestarsi di fronte a impedimenti causati da un Paese che si proclama di essere una Repubblica democratica: trovo vergognoso che un luminare della scienza sia dovuto ricorrere all’escamotage della fondazione di un’associazione no profit per recuperare fondi che, a mio avviso e non solo, sarebbero stati dovuti direttamente dallo Stato.

Infatti, senza l’apporto dell’Associazione ICOMM (Insieme contro le Malattie del Motoneurone – Associazione di Ricerca sulla Sclerosi Amiotrofica), fondata dal prof. Sabatelli proprio per reperire fondi, oggi non sapremmo ancora in modo preciso contro chi e cosa io e mio fratello dobbiamo continuare a combattere, affiancati da tutti coloro che si impegnano per compiere passi in avanti, verso una speranza che, invece, burocrazia e Stato Italiano minano e scoraggiano quotidianamente.

Non so dove di preciso, alla fine, sia stato deciso di organizzare il prossimo Congresso mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, ma se la meta fosse il Giappone, dove è consentito fare sperimentazioni anche per questa patologia sugli esseri umani, non vi nascondo che sarei ben lieto di affrontare questo lungo viaggio con mio fratello e i miei genitori, per sottopormi ai trattamenti in fase di sviluppo.

Dato che, però, almeno per il momento vedo lontana questa opportunità, mi piacerebbe che quello che oggi ho condiviso con voi fosse portato anche in quella sede. Anche tramite il Partito Democratico per cui sono sempre stato candidato e a cui oggi testardamente mi appello. A riprova di una duplice vittoria agli occhi della Scienza, del mondo ma soprattutto di fronte a coloro che si oppongono ad un sacrosanto diritto così importante per l’umanità. Per avere, anche in Italia la possibilità di ricerca verso una terapia che potrebbe permettere ai pazienti di convivere con la malattia senza che degeneri, di allungarne il decorso all’infinito.

Il prof. Sabatelli, mio fratello ed io abbiamo vinto solo la prima di una lunga serie di battaglie, dimostrando così quanto sia fondamentale sostenere la Ricerca Scientifica e la sua Libertà non solo economicamente, ma con ideali e professionalità che richiedono una grande dose di caparbietà e coraggio, temperamenti che a noi di sicuro non mancano né verranno a mancare.

Laicamente e democraticamente,

Marco Gentili

Link correlati:

1. Rientro dal Policlinico Agostino Gemelli (2011);
2. La mia patologia è SLA2 (2012).

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La mia patologia è SLA2

Ieri, mercoledì 23 maggio, siamo venuti finalmente a conoscenza della diagnosi definitiva della nostra malattia.

Abbiamo effettivamente la SLA2, una rara forma di SLA genetica che ci hanno trasmesso con amore i nostri genitori. Gli studi su questa malattia sono stati lunghi, perché molto costosi. Tutti i laboratori del mondo hanno sospeso gli studi sul nostro DNA, ma il Prof. Mario Sabatelli e la Dott.ssa Amelia Conte, del policlinico Agostino Gemelli di Roma, hanno voluto portarli a termine. Gli studi sono cominciati che mio fratello era neonato, sempre al Gemelli con due giovanissimi luminari, il Prof. Enrico Bertini e il Prof. Giovanni Neri, e finalmente siamo riusciti a chiudere il cerchio, grazie all’impegno della ICOMM, associazione che si occupa delle malattie rare.

Quest’associazione ha bisogno del nostro aiuto economico, doniamo allora il nostro 5x Mille a questa onlus INCOMM.

Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto.

Marco e Carlo Gentili

[1] Rientro dal Policlinico Agostino Gemelli.

Per un Partito Democratico credibile

Carissimi Democratici,
alla luce dei risultati ottenuti nella prima fase del congresso regionale del PD Lazio, con Enrico Gasbarra che ha ottenuto il 70,01% dei voti e accede così alle primarie del 12 Febbraio 2012, mi accingo insieme a voi ad una riflessione complessiva su questo quadro politico.

So che è stata resa nota la lista dei 22 candidati all’Assemblea Regionale PD in data 31 Gennaio 2012, lista che potrà essere votata non solo dagli iscritti ma da tutti i cittadini. Detto questo, passo a spiegare le varie situazioni che mi hanno spinto verso la decisione di entrare a far parte della lista “Democratici per Gasbarra” e spero di essere il più chiaro e sintetico possibile, per non togliere spazio alle considerazioni personali di ciascuno di voi telematici.

Ho iniziato a percorrere nuovamente nel 2012 la strada verso le regionali supportando con animo fiero il candidato Segretario al PD Marco Pacciotti che, come ben tutti sapete, ha raggiunto solo il 7,34% dei voti dei circoli, risultato dovuto ad una mancata copertura politica di rilievo e ad una azione ritardata rispetto a quanto messo in campo dagli altri candidati per arrivare a queste fasi congressuali.

Ciò non mi ha meravigliato dal momento che chiara era in me, pressappoco, la consapevolezza dell’esito appena descritto. Preso atto dei risultati, mentre mi stavo muovendo, non con poca difficoltà, per presentare una lista nella provincia di Viterbo a “Sinistra con Marco Pacciotti” sempre a supporto di Gasbarra, ho ricevuto una proposta da parte del collega Alessandro Dinelli per creare una lista che potesse dare di nuovo una rappresentanza solida alle diverse anime interne del Partito Democratico ma, allo stesso tempo, sostenere anche tutti i territori della provincia di Viterbo, al fine ulteriore di rispondere alle richieste di unità, modernizzazione e responsabilità che in questi mesi sono arrivate dai circoli.

Ho valutato con attenzione tale proposta e ho risposto affermativamente, nonostante, da buon laico, il retroscena politico di Gasbarra non mi entusiasma moltissimo. Le ragioni per cui mi candido nella lista unitaria sono le seguenti:

1) il fatto di rimanere in una maggioranza coesa mi permette di continuare a portare avanti le mie idee di Sinistra e a incidere sulla situazione sociale e territoriale locale che mi sta molto a cuore;
2) egoisticamente parlando, non mi arrendo al mio desiderio di fare politica come passione quotidiana e di sostenere i miei ideali come cittadino con la C maiuscola.

Quindi il mio aderire alla lista di Gasbarra è un modo per non rinunciare assolutamente ai miei valori politici anche se molto probabilmente potrei non figurare nelle classifiche alte della lista unitaria.

Lavorerò, come sempre, costantemente per non rassegnarmi ad una deriva improvvisata e calcolatrice della politica italiana. Voglio continuare a preservare il patrimonio della migliore sinistra liberale, democratica, radicale e laica. Voglio avere fiducia in alcune persone del centrosinistra che militano nel partito democratico e che, come me, hanno chiara l’idea di costruire la sostanza e non la forma.

È proprio con questo slogan, “la sostanza e non la forma”, che voglio rivolgermi a tutti voi amministratori e cittadini di Tarquinia affinchè domenica 12 febbraio 2012 presso la Sala Conferenze ISDER, dalle 8.00 alle 20.00, in questo rush finale, votino la lista “Democratici per Gasbarra” e coinvolgano in questo anche e soprattutto i cittadini.

Per un partito democratico sempre più coerente, credibile, capace di vincere e governare.

Grazie,
Marco Gentili

10/12/11 Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici

Una Direzione Democratica abastanza “atipica” dove, invece di apportare delle risposte in ambito politico ci si è scagliati, dopo l’apertura del Segretario provinciale Michele Bassanelli, del “futuro” Segretario Nazionale Andrea Baldini (Resp. dell’organizzazione dei GD) e di Sara Battisti Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio, verso l’intervento di Gianni Ottaviani [QUI ALLEGATO] trasmessoci telematicamente per l’impossibilità a partecipare, causa esami universitari e letto in apertura del dibattito. Detto questo, non mi rimane che dirvi che le Primarie non si terranno ma si andrà a Congresso.

Segue discorso tenuto nella Direzione dei Giovani Democratici il 10 dicembre 2011.

GIOVANI DEMOCRATICI DI VITERBO
Dicembre 2011 ore 17,30
Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici
dal Resp. alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei GD di Viterbo Marco Gentili.

— — —

Cari Democratici e Democratiche,

buon pomeriggio a tutti!

Apprendo con grande dispiacere l’assenza di Fausto Raciti, anche se come mi pare di aver visto, qui sotto ha portato qualcuno e,  poi purtroppo, si è dato alla fuga, ma siccome non ho controprova sorvolo. Il  mio discorso è rivolto a lui e anche se non c’è lo faccio come se lui fosse presente, come se mi rivolgessi alla sua persona. Spero non sia offensivo nei confronti del suo presunto sostituto che saluto e a cui do il benvenuto.

Inizio col dire che da Sara attendo, come sa già, ancora una risposta all’e-mail che scrissi esattamente l’11 aprile 2011 a proposito della situazione grave e generale di immobilismo che già allora aveva intaccato la spinta politica propulsiva dei Giovani Democratici e spero che oggi possa o, meglio, possiate rispondere.

Per quanto riguarda te Fausto, come risaputo, è la prima volta che, correggimi se sbaglio, sei presente in questo palazzo della Federazione di Viterbo, per un appuntamento che è stato organizzato in vista del futuro Congresso dei Giovani Democratici.

In tre anni di mandato ricordo di averti ascoltato, insieme a tutti i giovani democratici, presenziando con piacere e voglia di contribuire politicamente ad un cambiamento costruttivo dei nostri tempi, alla Seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici e fu quella l’unica occasione in cui ti ho seguito con l’idea incoraggiante di abbracciare una nuova epoca intrisa di motivazione, di coraggio e di linee, come meglio dire, fattive.

Da allora, più di sapere che Fausto Raciti è il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, non ho saputo più nient’altro. Ho conosciuto dalla precedente Assemblea il tuo ruolo ed ero consapevole del compito che andavi a rappresentare politicamente ma, a parte questo, sei rimasto per me solo un emblema, solo una bandiera rappresentativa di una organizzazione che non ha realizzato un programma degno di tutelare la parte migliore di una generazione.

In questo lunghissimo periodo abbiamo tutti indistintamente appreso dalle tue parole, espresse in alcuni appuntamenti, l’inevitabile capitolare della politica del nostro Paese e abbiamo in tantissime occasioni, anche giustamente, evidenziato il fatto che i progetti dei Giovani Democratici non dovevano assolutamente appiattirsi sugli schemi interni del partito e che non dovevano rimanere estranei alla realtà in cui si nasce, si cresce e si vive, calata nella vita sociale e pubblica, vicina ai cittadini, alle cittadine e ai ragazzi del nostro tempo. Hai più volte esposto la difficoltà di gestire le dinamiche locali spesso complesse col dire poi che non erano però irrisolvibili.

Tutto ciò ti fa onore senza dubbio per la presa di coscienza di una realtà in crisi e che necessita di una lucida consapevolezza ma quello che non hai mai fatto è presentare sul tavolo un progetto politico e intellettuale che avrebbe dato un senso a questi tuoi tre anni di mandato.

Cosa risponderesti se ti rivolgessi le seguenti banali domande?: “Cosa hai fatto come Segretario dei Giovani Democratici” e “Quale è secondo te il ruolo di un Segretario”?, “Come hai concretizzato la capacità di intervento di cui ti sei fatto bandiera in qualche discorso che a fatica abbiamo seguito in appendice a qualche evento?”.

Mentre formuli le tue eventuali risposte, rivolgendomi con intensità e anche con rabbia a tutti i presenti, nonché anche a te, voglio assolutamente ribadire quanto segue: “c’era bisogno di aspettare Sanremo 2010 per inventarsi qualche cosa di programmatico dal Nazionale? Per cucire intorno ai giovani una cornice di visibilità? Senza averci detto e informati di nulla?”.

A questo punto, perché no! Potremmo proporre in questa sede di partecipare all’Isola dei Famosi oppure, che ne so, alla Talpa! Tanto a muoverci nel buio siamo abituati. Ragazzi, non posso non esprimermi diversamente, mi è rimasta soltanto la provocazione e me ne addoloro.

Abbiamo uno Statuto, abbiamo un organigramma, i giovani hanno una enorme opportunità di incidere con indirizzi politici seri e di arrivare molto lontano. La visibilità è un fattore che dobbiamo meritarci con l’organizzazione di un assetto a piramide che abbia il suo motore nell’attività politica dei giovani e il suo timone nella figura del Segretario Nazionale, fino ad oggi assente.

E’ palese, lo ripeto, che la giovanile in essere è molto distante da tutto quello che abbiamo appena menzionato. Questa non ha mai spiccato il volo e non si è mai veramente impegnata a darsi spinta alcuna per prefiggersi dei concreti obiettivi e darsi da fare con anima e corpo per raggiungere e realizzare una realtà circostante unita e compatta.

A tre anni dall’inizio di quella nuova fase politica che per molti avrebbe dovuto inaugurare il “secondo tempo” del Partito Democratico, io non ho preso atto di nessun cambiamento.

Vogliamo renderci conto che la giovanile racchiude in sé un tesoro prezioso, che la giovanile può essere e deve essere un laboratorio di idee guidato da persone che non siano ad un passo dalla soglia dei 30 anni e che, anche nel nostro territorio ha bisogno di essere rilanciato? Non possiamo continuare a tenerci attaccati al rimorchio del Partito Democratico nazionale o di quello viterbese. Siamo noi che, attivamente, dobbiamo aprirci una campagna innovativa che ci porti a cavalcare l’onda dell’innovazione.

Ci rendiamo conto che i temi da trattare sono tanti? Dal diritto ad un lavoro che tuteli un futuro che non sia a tempo determinato al diritto all’istruzione non ostacolato da tasse e percorsi burocratici che tolgono sostanza all’acquisizione di interessi che sono colonne di vita; penso altresì alla tutela Individuale del proprio corpo e delle proprie scelte, il caso di Lucio Magri morto in Svizzera, per esempio, è solo il caso più attuale. La Ricerca Scientifica e il tema Europa e alla possibilità di lottare perché la cittadinanza sia quella relativa ad un Europa unita, così come Spinelli, Einaudi ed altri la definivano nel loro famoso Manifesto di Ventotene.

L’iniziativa di RUN Tuscia, avvenuta martedì 15 novembre, presso l’Università degli Studi della Tuscia, è un esempio da perseguire sì. Rivolgendomi, però, per un istante anche a Michele Bassanelli, Segretario provinciale, gli consiglio che, prima di fissare iniziative del genere se ne discute al nostro interno perché, per come siamo messi non basta una Segreteria. Serve vedersi, prima, sul percorso da fare assieme e sulle campagne, poi si avvia un minimo di coinvolgimento, e da lì poi il successo della campagna è garantito.

I giovani, tornado al Manifesto di Ventotene del 1941, per un’Italia unita e federalista, dovrebbero sentire l’Europa come la propria patria di appartenenza e non essere fermati dai confini pesantemente burocratici che smorzano la loro capacità di andare oltre e di confrontarsi con realtà diverse solo per certi aspetti ma pur sempre europee.

Per tutti questi motivi che per ragioni di tempo non posso elencare ulteriormente sono qui oggi, come sempre. Porto nel cuore il valore e la dignità della democrazia che voglio condividere con tutti voi Giovani Democratici.

Sono  indignato, e voglio esprimere tutta la mia indignazione per la classe politica italiana, compresa la nostra, sensibilmente invecchiata, prevalentemente ammanicata, mancante di una sufficiente visione di insieme, debole in competenze e preoccupata più di conservare il proprio potere piuttosto che guidare il Paese verso percorsi di crescita e di sviluppo.

Non voglio, Fausto, rassegnarmi all’idea di avere visto commettere errori politici e amministrativi nella nostra organizzazione e né genuflettermi a scelte dettate e imposte dall’alto. Voglio scegliere di oppormi con convinzione di causa di fronte allo stallo dei dialoghi interni ed esterni.

A questa scelta politica, voglio fortemente lanciare un segnale di alternativa. Riuniamoci più volte, anche se lo statuto nazionale non prevede in maniera dettagliata questo. Decidiamo di vederci in maniera più costante per discutere sul da farsi, perché senza dialogo tra di noi non possono partire iniziative come quelle prima descritte.

Restituiamo anima ai nostri circoli, quelli apparentemente ancora attivi, ma che da qualche anno sono diventati contenitori chiusi e svuotati, volti all’autoconservazione delle oligarchie esistenti, refrattari a qualunque domanda di cambiamento e di democrazia interna.

Raccontiamoci in faccia gli errori del passato e da quelli imbastiamo una progettualità politica che può scavalcare l’ostacolo della crisi e che abbia la capacità emotiva  di comunicare coi piani alti ma dotati di buone orecchie della politica centrale. Facciamolo con il coordinamento di azioni pacifiche ma dimostrative di quanto valiamo e di che cosa vogliamo.

Una volta, Fausto, se ricordo bene, parlasti di capacità critica e di reinterpretazione dei cicli storici. Bene! È arrivato il momento di sfruttare queste abilità perché finora sono rimaste scatole vuote. Utilizziamo il nostro statuto e la nostra organizzazione e prepariamoci ad affrontare nuove primarie, dove questa volta siano vere e trasparenti.

Facciamolo ora per il nostro futuro, per il nostro presente!

Grazie ancora per l’ascolto,
Il vostro Responsabile alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo,
Marco Gentili

Giovani Democratici: finisce oggi l’era Racitiana?

Mentre l’era di Berlusconi che ha prodotto tanti danni al Paese e ha profondamente danneggiato l’immagine dell’Italia all’estero si dice sia finita, oggi 21 novembre 2011, per chi non lo ricordasse ancora, finisce l’era dei Giovani Democratici, iniziata il 21 novembre 2008. Finiscono i tre anni di un mandato tenebroso ed ininfluente per il modo apatico con cui è stato gestito. Oggi finisce l’era del nostro Segretario nazionale, Fausto Raciti

Mesi fa, tuttavia, mi erano giunte voci del commissariamento ai ragazzi napoletani voluto attuare e imporre dal nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici, per una vicenda molto curiosa. I Giovani campani, sprovveduti di tessere, si sono rivolti come prassi a Pietro Grimaldi Segretario regionale dei Giovani Democratici, e preciso che era in Esecutivo Nazionale, il quale ha dato disposizione di non preoccuparsi per il tesseramento tanto da non concedere il materiale apposito. Suvvia, lo sapete tutti, il materiale è troppa roba per i Giovani Democratici.

I Ragazzi, però, si sono presi la briga di affidarsi all’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio delle tessere, cui a fatto seguito l’ennesimo commissariamento. Ho perso il conto dei commissariamenti fatti in questi tre anni.

Il Segretario nazionale Raciti affermava:

«La commissione di garanzia nazionale ha verificato l’impossibilità di procedere all’approvazione dell’anagrafe di Napoli in quanto il numero di iscritti dichiarati supera di 500 unità i moduli regolari consegnati dai livelli superiori. Gravi irregolarità procedurali durante le operazioni di tesseramento che sono state avallate dal segretario locale. Prima tra tutte l’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio della tessera. Per queste ragioni abbiamo nominato commissario Francesco Parisi».

Peccato che la commissione di garanzia nazionale dei Giovani Democratici, composta da 21 membri, sempre ammesso che si sia riunita, si è espressa sulla vicenda senza numero legale.

Ripeto, sempre che questa si sia riunita, cosa che vedendo i precedenti amministrativi della giovanile mi lascia un po’ perplesso, a deliberato solamente con 6 membri effettivi. Questo apparentemente è quanto indicato da uno dei componenti della suddetta commissione dei Giovani Democratici e, di cui al momento e per correttezza, mi riservo di indicarvi il nome.

Detto questo, però, volevo mettervi a conoscenza anche della e-mail che ho sentito necessità di recapitare al Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio Sara Battisti, dopo la direzione tenuta il 08/04/11 e l’elogio delle Primarie della giovanile in Federazione PD di Viterbo. Sprovvista ancora di risposta.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Segue testo:

Alla gentile attenzione,
del Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio
Sara Battisti

Cara Sara,
mi hai cortesemente chiesto una e-mail per comunicarti i molti interrogativi nel passato della giovanile del Partito Democratico, che per correttezza non ho voluto esporti venerdì sera, e ora con piacere cerco di riportarli alla tua attenzione.

In Direzione, tenuta lo scorso venerdì 8 aprile 2011 in Federazione PD di Viterbo, hai parlato delle Primarie dei Giovani Democratici che abbiamo realizzato e sulle quali, a differenza dei molti ragazzi nuovi presenti, sia il sottoscritto, il Segretario provinciale Michele Bassanelli e te sappiamo, o dovremo sapere come sono state realizzate. Ad oggi non c’è alcuna ufficializzazione riguardo lo spoglio dei voti e alcuna segnalazione in merito a quale sia stata la modalità adottata per la raccolta dei voti. In pratica nessuna ufficializzazione dall’Organizzazione del Partito Democratico.

L’immobilismo della Giovanile è più che mai evidente; non abbiamo mai avuto liquidità per le eventuali azioni politiche da svolgere sui territori solo perché qualcuno che, sfortunatamente, ancora ci amministra, aveva paura di chiedere un incontro formale sul tema. E’ brutto dirlo, ma non abbiamo mai avuto un Segretario nazionale dei Giovani Democratici che attraverso carisma, entusiasmo e la sua azione politica svolta potesse raffigurarci.

le Assemblee nazionali [prima e seconda], mai più svolte e le Direzioni nazionali richieste più volte ci hanno portato e traghettato verso una tempesta fatta di anonimità, rassegnazione e indignazione al brutto, al peggio, all’ineluttabilità dello sfacelo, a pochi mesi dalla scadenza del mandato di Fausto Raciti. Tant’è vero che anche il nuovo sito nazionale dei GD non è mai stato strutturato seguendo una logica, anche perché gli ultimi post risalgono al 2010.

Il successore di costui sarà veramente Andrea Baldini responsabile dell’organizzazione dei GD? Se sì, in che modo e con che modalità? E’ possibile pensare a un futuro, a un cambiamento? Io non penso che basti far dimettere Raciti, o la sua Segreteria. In primo perché avrebbero dovuto avere il coraggio di farlo subito, dopo l’assurda votazione avvenuta alla seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici.

Serve un nuovo Segretario, sì! Ma non serve un passaggio di testimone. Penso piuttosto che sia necessario ricostruire prima un humus sociale diverso per far crescere e formare un progetto alternativo di Giovanile, rispetto a quello che ci è stato proposto finora.

Sono convinto che questo progetto alternativo non debba essere “proposto”, ma semplicemente “imposto” da noi tutti. Per questo è necessario cambiare noi per primi cercando di fare sentire quella voce democratica che, nel bene o nel male ho sempre cercato di ascoltare. Credo dunque che sia una decisione che debba essere ricostruita tra tutti noi, tra quanti ci guardano e quanti semplicemente ascoltano. Prioritaria però è la necessità di nuove primarie, che molti vogliono osteggiare sin da ora. Curate e gestite, questa volta, dalla nostra Organizzazione. Prioritaria è la Democrazia. Prioritaria è la Politica, in questo paese. Interrogarsi nuovamente: cos’è successo in questi tre anni? In che Giovanile siamo?

Serve la prossimità del quotidiano, quella in cui ha modo davvero di esercitarsi l’essere politico di ciascuno di noi: nelle decisioni, nelle scelte e nelle azioni.

Nulla di meno astratto, nulla di più prossimo a noi. Ma l’identità tra aggettivo e sostantivo “giovane = Giovanile” vale ancor oggi come nel 2008 quando i Giovani Democratici stavano nascendo? O qualcosa di quel “giovane = Giovanile” si è perso per strada? La somma di tutte le singole amenità politiche spicciole che abbiamo subito giorno dopo giorno ha trasformato questa Giovanile in un meccanismo sempre più difficile da gestire e sopportare. Non è possibile che un organizzazione individuale e staccata dal Partito Democratico risponda sempre con un “forse” o un “domani vedremo”, per interessi di mora che moltiplicano giorno dopo giorno, con una risposta inutile quando non assente. No! Non è possibile cara Sara.

Bene, io ripeto che malgrado tutto ci sono ancora e ti faccio una proposta forse oscena. Ricominciamo a essere un qualcosa di democratico. La scelta scellerata e dittatoriale di tramandazione spudorata con il passaggio di ruolo, se permetti non la acconsento e non la acconsentirò mai. A costo di presentare una autocandidatura! Ricominciamo a operare per un bene comune. Per noi stessi e per quelli che ci staranno vicino di poltrona. Possiamo farlo tutti: operando delle scelte, mettendo in campo delle proposte, opponendoci quando bisogna opporsi e assentendo quando è giusto dire di sì.

E’ inutile e dannoso allontanarsi dalla politica, fosse anche come conoscenza critica. Ecco cosa vi propongo allora, da adesso alla fine del mandato di Raciti, proprio perché per un progetto simile io ci sono stato sempre, e voi?

Io non mi fermo. Non mi fermano le opposizioni politiche, interne o esterne. Non mi fermano le difficoltà e non mi ferma l’essere in pochi o in molti. Perché purtroppo sono innamorato sì, ma della democrazia!

Ribadendo queste osservazioni mi auguro di ricevere da te una risposta tempestiva e nel contempo la possibilità eventuale di rendere pubblica questa e-mail e la tua successiva risposta.

Davvero affettuosamente,
Marco Gentili

Ora che il mandato del nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici è giunto al termine, voi non pensate che invece di un semplicissimo Congresso ci sia bisogno di mettere mano a questi Giovani Democratici? Ai posteri ardua sentenza.

Ripensamenti e illeciti del tutto italiani

Partendo da Patrizia D’Addario, che si era recata a palazzo Grazioli munita di registratore e che dopo l’intervista del 2009 al Corriere della Sera fece scoppiare il sexgate che avrebbe poi portato alla rivelazione di decine di love story avute dal presidente del Consiglio con giovani ragazze, si è risaputo che la suddetta escort ha ritrattato tutto, chissà perchè proprio sul quotidiano di Libero.

Passando invece alla famosa Ruby rubacuori, torniamo anche qui indietro. Ennesima sorpresa di Kharima el Mahroug – nome anagrafico della vulcanica diciottenne italo-araba – che ha cambiato avvocato. Non sarebbe una notizia, visto che è la quinta volta dall’inizio di questo pasticcio che la ragazza si sceglie un nuovo difensore. 

Proseguendo con il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che è tornato indietro anche lui, sì, è tornato infatti a parlare sul controverso caso di Alfonso Papa, il parlamentare Pdl indagato nell’ambito dell’inchiesta P4.

Sono confuso, poi mi sono detto: “ma in tutto ciò tu sei solo un complemento, non il soggetto”. Eh giá, ma, senza un complemento, un soggetto che cazzo fa nella grammatica italiana? Mi sono sorpreso e poi risposto. Non esiste un soggetto senza complemento, tanto é vero che, anche quando l’azione é riflessiva, uno é il complemento di se stesso.

Sarà anche questa, la falla che farà affondare come il Titanic, secondo un’espressione cara a Giulio Tremonti, il cosiddetto Partito degli onesti evocato da Angelino Alfano? O sarà Adolfo Urso, che lasciato Fli, sta aspettando l’ormai prossimo mini-rimpasto di Governo Berlusconi? Bellissima l’Italia, bellissimi sono a ripensarci.

L’Espresso ed il referendum interno al PD sulla Legge 40

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Con un trafiletto a paggina 22 del quotidiano L’Espresso, si comunica che, dopo la Direzione nazionale del Partito Democratico e l’apertura del nostro Segretario Pierluigi Bersani ai referendum,  la consultazione interna al Partito Democratico nazionale sulla Legge 40 proposta con grandissima determinazione con Emanuele Rallo e company, almeno sulla carta, si terrà. Staremo a vedere. Lunedì prossimo, tramite l’e-mail che mi inoltrerà il sottosegretario di Sandro Gozi, spero di riuscirne a saperne di più.

Link correlati:
Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico;
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico

Ieri, in via Cola di Rienzo, seduti ad un bar con Emanuele Rallo (PD), abbiamo incontrato l’On. Sandro Gozi (Capogruppo PD nella Commissione per le PolitIche dell’Unione europea alla Camera dei Deputati e Presidente dell’Associazione Italia India, nonchè componente dell’ex area Marino) per uno scambio di battute per tornare a parlare del referendum nazionale sulla Legge 40 interno al Partito Democratico.

Dopo avergli ribadito che, in questo percorso, ci siamo confrontati con diverse figure: da Raffaele Calabretta (Ricercatore del Cnr), Pippo Civati (Consigliere regionale in Lombardia del PD), Cristiana Alicata (PD) a Mina Welby (Membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Filomena Gallo (Avvocato, Presidente dell’Associazione “Amica Cicogna”, Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni sempre per la libertà di ricerca scientifica e docente di Legislazione nelle Biotecnologie in campo umano), Chiara Lalli (Docente di Logica e Filosofia della Scienza e di Epistemologia delle Scienze Umane) e molti altri ancora, andando però a sbattere più volte contro il muro purtroppo reale, rappresentato dall’assenza di un regolamento attuativo dell’articolo 27 (in precedenza il 28) del nostro Statuto, siamo subito arrivati al concreto della questione. Per fare in modo che sia svolto un referendum nel Partito, percorso già di per sé complicato, per via delle molteplici sfaccettature democratiche, infatti, ci ha prospettato tre soluzioni possibili:

1) Si consulterà con il Sen. Ignazio Marino (PD) e l’On. Ileana Argentin (PD), più preparati di lui sulla materia, per attendibilità del nostro elaborato e per eventuali correzioni.

2) Si attiverà, con altri Colleghi, a chiedere in Direzione nazionale del Partito Democratico convocata per venerdì 24 giugno alle ore 10.00 presso la sala conferenze del PD in via Sant’Andrea delle Fratte, per procedere nel difficile tentativo di inserire nel nostro Statuto il Regolamento attuativo dell’art. 27. Dove senza quest’ultimo, non possiamo neanche organizzare la raccolta delle firme necessarie allo svolgimento di qualsiasi referendum.

3) Prospettare, con il testo in questione, sempre se eventualmente la Direzione nazionale del Partito non si pronuncera per l’elaborazione di un ragolamento per lo svolgimento dei Referendum interni, la base da cui partire per un vero e proprio disegno di Legge alla Camera dei Deputati, convoilgendo la più ampia partecipazione di Partiti possibili. A partire da noi, al gruppo dei Radicali e allo stesso Benedetto Della Vedova, capogruppo Fli alla Camera per avanzare sull’onda del cambiamento un testo nuovo e non più un testo politicamente asservito ai dettami di stampo clericale.

Perché, anche a parer suo, in Italia la legge 40 sulla “Procreazione medicalmente assistita“, già smantellata, depotenziata e di fatto riscritta negli ultimi anni a colpi di sentenze, non può e non deve essere più accantonata.

Link correlati:
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

CNB: riformarlo o abolirlo? Contro il monopolio BIOetico

A nome degli Studenti Luca Coscioni vi invito, il prossimo 31 maggio alle ore 10.00 presso il Senato della Repubblica, (Sala dell’ex Hotel Bologna Via di S. Chiara, n.5) a un convegno davvero moLto interessante. A cui, prederanno parte numerosi scienziati e studiosi per capire quali sono le riforme da apportare per impedire la deriva da stato etico dell’attuale CNB e far sì che ogni gruppo di pressione in materia bioetica abbia un uguale diritto di rappresentare le proprie istanze dinanzi al decisore pubblico. 

Come funziona il Comitato Nazionale per la Bioetica?

L’organo di consulenza governativo è chiamato ad esprimere pareri su materie, che toccano i diritti di ciascuno di noi. Com’è composto? Quali sono, se esistono, i requisiti per diventarne membro? Acuni pareri emessi dal CNB hanno suscitato un coro di polemiche perché giudicati in aperto contrasto con la scienza. Ad esempio, il 25 febbraio 2011 il CNB ha emesso un parere favorevole all’obiezione di coscienza dei farmacisti, che si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo.

Quali strumenti esistono contro il monopolio BIOetico?

Si può immaginare n’alternativa alla deriva reazionaria di un organo, che con i suoi pareri influenza ’attività del decisore pubblico?

Di questo e di molto altro parleremo in una tavola rotonda insieme a:

– Gilberto Corbellini
– Stefano Rodotà
– Chiara Lalli
– Carlo Flamigni 
– Cinzia Caporale 
– Piergiorgio Donatelli
– Luigi Montevecchi
– Patrizia Borsellino 
– Giovanni Incorovati
– Emilio D’Orazio 
– Annalisa Chirico
– Marco Cappato 
– Maria Antonietta Farina Coscioni
– Donatella Poretti

Per partecipare è OBBLIGATORIO registrarsi. E’ sufficiente un’e-mail a: chiricoannalisa@gmail.com o info@associazionecoscioni.org – Tel. 06/68979286.

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Rientro dal Policlinico Agostino Gemelli

Dal ricovero in Ospedale, durato 5 giorni, al rientro alla metodica quotidianità. Entrato venerdì sera e uscito ieri sera. Sono, o meglio siamo, con mio fratello Carlo Gentili, rientrati dalla struttura Ospedaliera del Gemelli. Ricoverati grazie al Dott. Mario Sabatelli neurologo che si occupa, di malattie del Motoneurone (SLA) presso il Gemelli di Roma e alla Dott.ssa Amelia Conte anch’essa neurologo,  per accertamenti e rivalutazione della nostra diagnosi. La nostra patologia, infatti, sembra essere più rara del previsto e proprio per questo, ci verrà effettuata attraverso campioni di sangue, estratti anche ai nostri genitori, una nuova mappatura cromosomica combinata, per proseguire sull’onda scientifica incominciata dal Dott. Enrico Bertini al Bambin Gesù di Roma. Questa operazione, da poco tempo in uso, quindi sperimentale, sarà possibile effettuarla solo grazie all’Associazione ICOMM Onlus per la modica cifra di 2500 euro per ogni singolo individuo. Detto ciò, se ancora in questa nazione, denigrata da molti, la matematica non è un’opinione, faremo spendere a questa Associazione la modica cifra di 10.000 euro, Così, damblè! Per questo quest’anno voglio esortarvi a sostenerla donando il vostro 5xmille inserendo il seguente codice fiscale 08714961003 sula vostra dichiarazione dei redditi.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

In conclusione voglio ringraziare davvero tutti, per la gentilezza e la professionalità dimostrata, cominciando da i succitati nomi, passando alla pneumologa Emiliana Melleo fino all’ultimo portantino di neurologia uomini. Perché, anche da miscredente e agnostico quale sono, non è da tutti ritrovarsi ad avere una stanza con una finestra proprio su San Pietro. Donate! Donate!! Donate!!!

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