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Archivio per la categoria “Lettere inviate e “brevi manu””

Sal De Riso Bar Pasticceria Minori

Al Sindaco di Minori,
Andrea Reale
E-mail: sindaco@comune.minori.sa.it

S E D E
Piazza Cantilena
84010 – Minori (SA)

Al Pasticcere,
Salvatore de Riso
E-mail: info@deriso.it

S E D E
Sal De Riso Bar Pasticceria Minori
P.zza Cantilena, 28
84010 – Minori (SA)

Via Santa Maria della Neve
84010 – Tramonti (SA)

Gentilissimi,

Mi chiamo Marco Gentili, sono un Consigliere della città di Tarquinia, in provincia di Viterbo, che ha avuto modo di trascorrere 3 giorni in Campania, specificatamente in un paese chiamato Ottaviano. Ho inoltre avuto il piacere di visitare il Comune di Minori ma, purtroppo, mi sono imbattuto in un ostacolo che ha reso difficile la mia visita presso la famosa Pasticceria Sal De Riso, di fama internazionale, che non è provvista di strutture (seppur provvisorie e removibili vedesi legge – 104 del 1992) che facilitino l’accesso al prestigioso Bar.

Sono infatti un ragazzo con disabilità multipla del 100% e, proprio alla luce della mia condizione, prendo l’iniziativa di scriverVi affinchè possiate in futuro trovare vantaggio da un adeguamento in tal senso, anche perché il suddetto Bar dispone di un bagno per disabili.

Inoltre mi ha meravigliato il fatto che una cittadina come Minori abbia bisogno di far pagare le strisce blu ai disabili.

Spero che da questo suggerimento possano nascere quelle buone prassi che migliorano le dinamiche di vita in un comune “virtuoso”.

Augurandovi buon lavoro,
Cordiali Saluti

Marco Gentili

Responsabile alle politiche Sociali e i diritti civili dei Giovani Democratici di Viterbo
Responsabile nucleo promotore di Viterbo dell’Associazione Luca Coscioni
Consigliere PD dell’Università Agraria di Tarquinia,
delegato ai rapporti con le Università e al progetto Agraria Giovani
Consigliere PD del Comune di Tarquinia,
presidente del Centro socioriabilitativo Capotorti e rappresentante di Tarquinia nel Distretto ASL VT2

10/12/11 Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici

Una Direzione Democratica abastanza “atipica” dove, invece di apportare delle risposte in ambito politico ci si è scagliati, dopo l’apertura del Segretario provinciale Michele Bassanelli, del “futuro” Segretario Nazionale Andrea Baldini (Resp. dell’organizzazione dei GD) e di Sara Battisti Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio, verso l’intervento di Gianni Ottaviani [QUI ALLEGATO] trasmessoci telematicamente per l’impossibilità a partecipare, causa esami universitari e letto in apertura del dibattito. Detto questo, non mi rimane che dirvi che le Primarie non si terranno ma si andrà a Congresso.

Segue discorso tenuto nella Direzione dei Giovani Democratici il 10 dicembre 2011.

GIOVANI DEMOCRATICI DI VITERBO
Dicembre 2011 ore 17,30
Discorso tenuto in Direzione provinciale dei Giovani Democratici
dal Resp. alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei GD di Viterbo Marco Gentili.

— — —

Cari Democratici e Democratiche,

buon pomeriggio a tutti!

Apprendo con grande dispiacere l’assenza di Fausto Raciti, anche se come mi pare di aver visto, qui sotto ha portato qualcuno e,  poi purtroppo, si è dato alla fuga, ma siccome non ho controprova sorvolo. Il  mio discorso è rivolto a lui e anche se non c’è lo faccio come se lui fosse presente, come se mi rivolgessi alla sua persona. Spero non sia offensivo nei confronti del suo presunto sostituto che saluto e a cui do il benvenuto.

Inizio col dire che da Sara attendo, come sa già, ancora una risposta all’e-mail che scrissi esattamente l’11 aprile 2011 a proposito della situazione grave e generale di immobilismo che già allora aveva intaccato la spinta politica propulsiva dei Giovani Democratici e spero che oggi possa o, meglio, possiate rispondere.

Per quanto riguarda te Fausto, come risaputo, è la prima volta che, correggimi se sbaglio, sei presente in questo palazzo della Federazione di Viterbo, per un appuntamento che è stato organizzato in vista del futuro Congresso dei Giovani Democratici.

In tre anni di mandato ricordo di averti ascoltato, insieme a tutti i giovani democratici, presenziando con piacere e voglia di contribuire politicamente ad un cambiamento costruttivo dei nostri tempi, alla Seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici e fu quella l’unica occasione in cui ti ho seguito con l’idea incoraggiante di abbracciare una nuova epoca intrisa di motivazione, di coraggio e di linee, come meglio dire, fattive.

Da allora, più di sapere che Fausto Raciti è il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, non ho saputo più nient’altro. Ho conosciuto dalla precedente Assemblea il tuo ruolo ed ero consapevole del compito che andavi a rappresentare politicamente ma, a parte questo, sei rimasto per me solo un emblema, solo una bandiera rappresentativa di una organizzazione che non ha realizzato un programma degno di tutelare la parte migliore di una generazione.

In questo lunghissimo periodo abbiamo tutti indistintamente appreso dalle tue parole, espresse in alcuni appuntamenti, l’inevitabile capitolare della politica del nostro Paese e abbiamo in tantissime occasioni, anche giustamente, evidenziato il fatto che i progetti dei Giovani Democratici non dovevano assolutamente appiattirsi sugli schemi interni del partito e che non dovevano rimanere estranei alla realtà in cui si nasce, si cresce e si vive, calata nella vita sociale e pubblica, vicina ai cittadini, alle cittadine e ai ragazzi del nostro tempo. Hai più volte esposto la difficoltà di gestire le dinamiche locali spesso complesse col dire poi che non erano però irrisolvibili.

Tutto ciò ti fa onore senza dubbio per la presa di coscienza di una realtà in crisi e che necessita di una lucida consapevolezza ma quello che non hai mai fatto è presentare sul tavolo un progetto politico e intellettuale che avrebbe dato un senso a questi tuoi tre anni di mandato.

Cosa risponderesti se ti rivolgessi le seguenti banali domande?: “Cosa hai fatto come Segretario dei Giovani Democratici” e “Quale è secondo te il ruolo di un Segretario”?, “Come hai concretizzato la capacità di intervento di cui ti sei fatto bandiera in qualche discorso che a fatica abbiamo seguito in appendice a qualche evento?”.

Mentre formuli le tue eventuali risposte, rivolgendomi con intensità e anche con rabbia a tutti i presenti, nonché anche a te, voglio assolutamente ribadire quanto segue: “c’era bisogno di aspettare Sanremo 2010 per inventarsi qualche cosa di programmatico dal Nazionale? Per cucire intorno ai giovani una cornice di visibilità? Senza averci detto e informati di nulla?”.

A questo punto, perché no! Potremmo proporre in questa sede di partecipare all’Isola dei Famosi oppure, che ne so, alla Talpa! Tanto a muoverci nel buio siamo abituati. Ragazzi, non posso non esprimermi diversamente, mi è rimasta soltanto la provocazione e me ne addoloro.

Abbiamo uno Statuto, abbiamo un organigramma, i giovani hanno una enorme opportunità di incidere con indirizzi politici seri e di arrivare molto lontano. La visibilità è un fattore che dobbiamo meritarci con l’organizzazione di un assetto a piramide che abbia il suo motore nell’attività politica dei giovani e il suo timone nella figura del Segretario Nazionale, fino ad oggi assente.

E’ palese, lo ripeto, che la giovanile in essere è molto distante da tutto quello che abbiamo appena menzionato. Questa non ha mai spiccato il volo e non si è mai veramente impegnata a darsi spinta alcuna per prefiggersi dei concreti obiettivi e darsi da fare con anima e corpo per raggiungere e realizzare una realtà circostante unita e compatta.

A tre anni dall’inizio di quella nuova fase politica che per molti avrebbe dovuto inaugurare il “secondo tempo” del Partito Democratico, io non ho preso atto di nessun cambiamento.

Vogliamo renderci conto che la giovanile racchiude in sé un tesoro prezioso, che la giovanile può essere e deve essere un laboratorio di idee guidato da persone che non siano ad un passo dalla soglia dei 30 anni e che, anche nel nostro territorio ha bisogno di essere rilanciato? Non possiamo continuare a tenerci attaccati al rimorchio del Partito Democratico nazionale o di quello viterbese. Siamo noi che, attivamente, dobbiamo aprirci una campagna innovativa che ci porti a cavalcare l’onda dell’innovazione.

Ci rendiamo conto che i temi da trattare sono tanti? Dal diritto ad un lavoro che tuteli un futuro che non sia a tempo determinato al diritto all’istruzione non ostacolato da tasse e percorsi burocratici che tolgono sostanza all’acquisizione di interessi che sono colonne di vita; penso altresì alla tutela Individuale del proprio corpo e delle proprie scelte, il caso di Lucio Magri morto in Svizzera, per esempio, è solo il caso più attuale. La Ricerca Scientifica e il tema Europa e alla possibilità di lottare perché la cittadinanza sia quella relativa ad un Europa unita, così come Spinelli, Einaudi ed altri la definivano nel loro famoso Manifesto di Ventotene.

L’iniziativa di RUN Tuscia, avvenuta martedì 15 novembre, presso l’Università degli Studi della Tuscia, è un esempio da perseguire sì. Rivolgendomi, però, per un istante anche a Michele Bassanelli, Segretario provinciale, gli consiglio che, prima di fissare iniziative del genere se ne discute al nostro interno perché, per come siamo messi non basta una Segreteria. Serve vedersi, prima, sul percorso da fare assieme e sulle campagne, poi si avvia un minimo di coinvolgimento, e da lì poi il successo della campagna è garantito.

I giovani, tornado al Manifesto di Ventotene del 1941, per un’Italia unita e federalista, dovrebbero sentire l’Europa come la propria patria di appartenenza e non essere fermati dai confini pesantemente burocratici che smorzano la loro capacità di andare oltre e di confrontarsi con realtà diverse solo per certi aspetti ma pur sempre europee.

Per tutti questi motivi che per ragioni di tempo non posso elencare ulteriormente sono qui oggi, come sempre. Porto nel cuore il valore e la dignità della democrazia che voglio condividere con tutti voi Giovani Democratici.

Sono  indignato, e voglio esprimere tutta la mia indignazione per la classe politica italiana, compresa la nostra, sensibilmente invecchiata, prevalentemente ammanicata, mancante di una sufficiente visione di insieme, debole in competenze e preoccupata più di conservare il proprio potere piuttosto che guidare il Paese verso percorsi di crescita e di sviluppo.

Non voglio, Fausto, rassegnarmi all’idea di avere visto commettere errori politici e amministrativi nella nostra organizzazione e né genuflettermi a scelte dettate e imposte dall’alto. Voglio scegliere di oppormi con convinzione di causa di fronte allo stallo dei dialoghi interni ed esterni.

A questa scelta politica, voglio fortemente lanciare un segnale di alternativa. Riuniamoci più volte, anche se lo statuto nazionale non prevede in maniera dettagliata questo. Decidiamo di vederci in maniera più costante per discutere sul da farsi, perché senza dialogo tra di noi non possono partire iniziative come quelle prima descritte.

Restituiamo anima ai nostri circoli, quelli apparentemente ancora attivi, ma che da qualche anno sono diventati contenitori chiusi e svuotati, volti all’autoconservazione delle oligarchie esistenti, refrattari a qualunque domanda di cambiamento e di democrazia interna.

Raccontiamoci in faccia gli errori del passato e da quelli imbastiamo una progettualità politica che può scavalcare l’ostacolo della crisi e che abbia la capacità emotiva  di comunicare coi piani alti ma dotati di buone orecchie della politica centrale. Facciamolo con il coordinamento di azioni pacifiche ma dimostrative di quanto valiamo e di che cosa vogliamo.

Una volta, Fausto, se ricordo bene, parlasti di capacità critica e di reinterpretazione dei cicli storici. Bene! È arrivato il momento di sfruttare queste abilità perché finora sono rimaste scatole vuote. Utilizziamo il nostro statuto e la nostra organizzazione e prepariamoci ad affrontare nuove primarie, dove questa volta siano vere e trasparenti.

Facciamolo ora per il nostro futuro, per il nostro presente!

Grazie ancora per l’ascolto,
Il vostro Responsabile alle politiche Sociali e i Diritti Civili dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo,
Marco Gentili

Giovani Democratici: finisce oggi l’era Racitiana?

Mentre l’era di Berlusconi che ha prodotto tanti danni al Paese e ha profondamente danneggiato l’immagine dell’Italia all’estero si dice sia finita, oggi 21 novembre 2011, per chi non lo ricordasse ancora, finisce l’era dei Giovani Democratici, iniziata il 21 novembre 2008. Finiscono i tre anni di un mandato tenebroso ed ininfluente per il modo apatico con cui è stato gestito. Oggi finisce l’era del nostro Segretario nazionale, Fausto Raciti

Mesi fa, tuttavia, mi erano giunte voci del commissariamento ai ragazzi napoletani voluto attuare e imporre dal nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici, per una vicenda molto curiosa. I Giovani campani, sprovveduti di tessere, si sono rivolti come prassi a Pietro Grimaldi Segretario regionale dei Giovani Democratici, e preciso che era in Esecutivo Nazionale, il quale ha dato disposizione di non preoccuparsi per il tesseramento tanto da non concedere il materiale apposito. Suvvia, lo sapete tutti, il materiale è troppa roba per i Giovani Democratici.

I Ragazzi, però, si sono presi la briga di affidarsi all’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio delle tessere, cui a fatto seguito l’ennesimo commissariamento. Ho perso il conto dei commissariamenti fatti in questi tre anni.

Il Segretario nazionale Raciti affermava:

«La commissione di garanzia nazionale ha verificato l’impossibilità di procedere all’approvazione dell’anagrafe di Napoli in quanto il numero di iscritti dichiarati supera di 500 unità i moduli regolari consegnati dai livelli superiori. Gravi irregolarità procedurali durante le operazioni di tesseramento che sono state avallate dal segretario locale. Prima tra tutte l’uso di fotocopie in sostituzione dei moduli e del rilascio della tessera. Per queste ragioni abbiamo nominato commissario Francesco Parisi».

Peccato che la commissione di garanzia nazionale dei Giovani Democratici, composta da 21 membri, sempre ammesso che si sia riunita, si è espressa sulla vicenda senza numero legale.

Ripeto, sempre che questa si sia riunita, cosa che vedendo i precedenti amministrativi della giovanile mi lascia un po’ perplesso, a deliberato solamente con 6 membri effettivi. Questo apparentemente è quanto indicato da uno dei componenti della suddetta commissione dei Giovani Democratici e, di cui al momento e per correttezza, mi riservo di indicarvi il nome.

Detto questo, però, volevo mettervi a conoscenza anche della e-mail che ho sentito necessità di recapitare al Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio Sara Battisti, dopo la direzione tenuta il 08/04/11 e l’elogio delle Primarie della giovanile in Federazione PD di Viterbo. Sprovvista ancora di risposta.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Segue testo:

Alla gentile attenzione,
del Segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio
Sara Battisti

Cara Sara,
mi hai cortesemente chiesto una e-mail per comunicarti i molti interrogativi nel passato della giovanile del Partito Democratico, che per correttezza non ho voluto esporti venerdì sera, e ora con piacere cerco di riportarli alla tua attenzione.

In Direzione, tenuta lo scorso venerdì 8 aprile 2011 in Federazione PD di Viterbo, hai parlato delle Primarie dei Giovani Democratici che abbiamo realizzato e sulle quali, a differenza dei molti ragazzi nuovi presenti, sia il sottoscritto, il Segretario provinciale Michele Bassanelli e te sappiamo, o dovremo sapere come sono state realizzate. Ad oggi non c’è alcuna ufficializzazione riguardo lo spoglio dei voti e alcuna segnalazione in merito a quale sia stata la modalità adottata per la raccolta dei voti. In pratica nessuna ufficializzazione dall’Organizzazione del Partito Democratico.

L’immobilismo della Giovanile è più che mai evidente; non abbiamo mai avuto liquidità per le eventuali azioni politiche da svolgere sui territori solo perché qualcuno che, sfortunatamente, ancora ci amministra, aveva paura di chiedere un incontro formale sul tema. E’ brutto dirlo, ma non abbiamo mai avuto un Segretario nazionale dei Giovani Democratici che attraverso carisma, entusiasmo e la sua azione politica svolta potesse raffigurarci.

le Assemblee nazionali [prima e seconda], mai più svolte e le Direzioni nazionali richieste più volte ci hanno portato e traghettato verso una tempesta fatta di anonimità, rassegnazione e indignazione al brutto, al peggio, all’ineluttabilità dello sfacelo, a pochi mesi dalla scadenza del mandato di Fausto Raciti. Tant’è vero che anche il nuovo sito nazionale dei GD non è mai stato strutturato seguendo una logica, anche perché gli ultimi post risalgono al 2010.

Il successore di costui sarà veramente Andrea Baldini responsabile dell’organizzazione dei GD? Se sì, in che modo e con che modalità? E’ possibile pensare a un futuro, a un cambiamento? Io non penso che basti far dimettere Raciti, o la sua Segreteria. In primo perché avrebbero dovuto avere il coraggio di farlo subito, dopo l’assurda votazione avvenuta alla seconda Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici.

Serve un nuovo Segretario, sì! Ma non serve un passaggio di testimone. Penso piuttosto che sia necessario ricostruire prima un humus sociale diverso per far crescere e formare un progetto alternativo di Giovanile, rispetto a quello che ci è stato proposto finora.

Sono convinto che questo progetto alternativo non debba essere “proposto”, ma semplicemente “imposto” da noi tutti. Per questo è necessario cambiare noi per primi cercando di fare sentire quella voce democratica che, nel bene o nel male ho sempre cercato di ascoltare. Credo dunque che sia una decisione che debba essere ricostruita tra tutti noi, tra quanti ci guardano e quanti semplicemente ascoltano. Prioritaria però è la necessità di nuove primarie, che molti vogliono osteggiare sin da ora. Curate e gestite, questa volta, dalla nostra Organizzazione. Prioritaria è la Democrazia. Prioritaria è la Politica, in questo paese. Interrogarsi nuovamente: cos’è successo in questi tre anni? In che Giovanile siamo?

Serve la prossimità del quotidiano, quella in cui ha modo davvero di esercitarsi l’essere politico di ciascuno di noi: nelle decisioni, nelle scelte e nelle azioni.

Nulla di meno astratto, nulla di più prossimo a noi. Ma l’identità tra aggettivo e sostantivo “giovane = Giovanile” vale ancor oggi come nel 2008 quando i Giovani Democratici stavano nascendo? O qualcosa di quel “giovane = Giovanile” si è perso per strada? La somma di tutte le singole amenità politiche spicciole che abbiamo subito giorno dopo giorno ha trasformato questa Giovanile in un meccanismo sempre più difficile da gestire e sopportare. Non è possibile che un organizzazione individuale e staccata dal Partito Democratico risponda sempre con un “forse” o un “domani vedremo”, per interessi di mora che moltiplicano giorno dopo giorno, con una risposta inutile quando non assente. No! Non è possibile cara Sara.

Bene, io ripeto che malgrado tutto ci sono ancora e ti faccio una proposta forse oscena. Ricominciamo a essere un qualcosa di democratico. La scelta scellerata e dittatoriale di tramandazione spudorata con il passaggio di ruolo, se permetti non la acconsento e non la acconsentirò mai. A costo di presentare una autocandidatura! Ricominciamo a operare per un bene comune. Per noi stessi e per quelli che ci staranno vicino di poltrona. Possiamo farlo tutti: operando delle scelte, mettendo in campo delle proposte, opponendoci quando bisogna opporsi e assentendo quando è giusto dire di sì.

E’ inutile e dannoso allontanarsi dalla politica, fosse anche come conoscenza critica. Ecco cosa vi propongo allora, da adesso alla fine del mandato di Raciti, proprio perché per un progetto simile io ci sono stato sempre, e voi?

Io non mi fermo. Non mi fermano le opposizioni politiche, interne o esterne. Non mi fermano le difficoltà e non mi ferma l’essere in pochi o in molti. Perché purtroppo sono innamorato sì, ma della democrazia!

Ribadendo queste osservazioni mi auguro di ricevere da te una risposta tempestiva e nel contempo la possibilità eventuale di rendere pubblica questa e-mail e la tua successiva risposta.

Davvero affettuosamente,
Marco Gentili

Ora che il mandato del nostro Segretario nazionale dei Giovani Democratici è giunto al termine, voi non pensate che invece di un semplicissimo Congresso ci sia bisogno di mettere mano a questi Giovani Democratici? Ai posteri ardua sentenza.

Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico

Al Segretario del Partito Democratico,
On. Pierluigi Bersani
E-mail: bersani_p@camera.it

S E D E

Via Sant’Andrea delle Fratte, n.16,
00187 – Roma

Viterbo, 11 ottobre 2010

Caro Segretario,

Le scriviamo questa lettera a nome di tanti amici democratici che con noi hanno portato avanti questo progetto di Consultazione del Popolo del PD riguardo ai temi della Procreazione medicalmente assistita.     

In questa avventura, abbiamo potuto avvalerci del contributo di esperte come Chiara Lalli e  Filomena Gallo e dell’aiuto di Giuseppe Civati. Con loro abbiamo realizzato un documento e la base programmatica per far partire una consultazione tra elettori, ovvero una doparia Nazionale, relativamente alle criticità della Legge 40.

Ciò è avvenuto ancora prima del Nobel a Robert Edwards e al dubbio di costituzionalità sollevato dal Tribunale di Firenze relativamente alla norma che vieta alle coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa.

Porre attenzione agli ostacoli e ai divieti imposti dalla Legge 40, dopo questi avvenimenti, con le Doparie adottate grazie all’Art. 28 del nostro Statuto Nazionale del PD, è indice di Democrazia interna. Infatti, tramite una raccolta di firme sarebbero gli stessi iscritti a chiedere di porre alcune questioni al vaglio di un voto consultivo. Tuttavia, non esiste ancora nessun regolamento attuativo dell’art. 28 e le doparie restano un progetto sulla carta, per questo chiediamo il Suo aiuto e quello del responsabile dell’organizzazione.

A differenza del Referendum, questa soluzione scritta nel nostro Statuto non prevede quorum e quindi non potrebbe essere invalidata. Dalla consultazione dovrebbe arrivare una posizione chiara riguardante la Legge 40  e un contributo importante al progresso scientifico che troppo spesso in Italia è vittima di impostazioni culturali e sociali sulle quali il nostro partito non si è mai univocamente espresso. Il nostro Statuto Nazionale ci chiede pertanto una posizione condivisa e trasparente. Di fronte a problemi così rilevanti non ci si può limitare a sotterfugi inutili o dichiarazioni poco chiare.

Un netto miglioramento nella comunicazione tra partito e cittadini è un valido mezzo per rafforzare l’Opposizione, utile  anche alla popolazione per comprendere correttamente i quesiti sui quali si verrà interrogati. Le Doparie invitano i nostri Tesserati a dibattere sull’argomento, a sviscerare le idee, a farle proprie e a decidere in piena coscienza. Solo se radicate nella coscienza le idee prenderanno forza e saranno vincenti.

Alla luce di ciò, auspichiamo che sia messa definitivamente mano all’esplicita elaborazione del Regolamento attuativo dell’Art 28, in assenza del quale non è possibile organizzare alcuna doparia.

Potrà trovare la nostra proposta in merito all’indirizzo: http://emanuelerallo.blogspot.com/2010/09/per-una-riforma-della-legge-40.html

Attendendo fiduciosi una Sua risposta porgiamo i nostri più cordiali saluti,

Marco Gentili
Emanuele Rallo

Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico

Al Segretario del Partito Democratico,
On. Pierluigi Bersani
E-mail: bersani_p@camera.it

S E D E

Via Sant’Andrea delle Fratte, n.16,
00187 – Roma

Tarquinia, 24 novembre 2009

Illustre Segretario,

Mi chiamo Marco Gentili, ho 20 anni, abito a Tarquinia, in provincia di Viterbo, e sono affetto da SLA2 (Sclerosi Laterale Amiotrofica Famigliare), una malattia che mi costringe a stare su una sedia a rotelle e sono un Giovane Democratico. Le scrivo perché ritengo necessario e opportuno informarLa dell’iniziativa di dialogo e di lotta gandhiana e nonviolenta, che Maria Antonietta Farina Coscioni co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, Deputata radicale eletta nelle fila del Partito Democratico sta conducendo dalla mezzanotte di sabato 7 novembre.

Non so se Lei sia stato adeguatamente informato su quanto sta accadendo all’interno del suo gruppo parlamentare PD, riguardo la vicinanza e solidarietà a Maria Antonietta Farina Coscioni e ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra, supportati dal suo gruppo nelle persone di: Maurizio Turco e  Maria Leddi in sciopero della fame. Peraltro altri parlamentari di altri gruppi si sono uniti.

Queste persone hanno cominciato uno sciopero della fame per dare ulteriore risonanza e rilievo alla lotta intrapresa affinché qualcuno ci senta.

Per noi e per tutti sarebbe fondamentale un suo aiuto concreto: mi permetto quindi di proporLe di partecipare attivamente a questa iniziativa, considerando l’opportunità di unirsi a noi nello sciopero della fame.

Questo Suo gesto sarebbe un eclatante esempio per molti ed io, se Lei aderirà, seppure affetto dalla mia grave malattia e correndo tutti i rischi che ne conseguono, sarò lieto di essere al Suo fianco digiunando almeno per un giorno.

Sono fiducioso in una Sua risposta,
distinti saluti,

                                                       Marco Gentili
                                                     Studente Luca Coscioni
                                                   e Responsabile alle Politiche Sociali
                                         dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo.

 

— — —

Dichiarazione di Marco Gentili Studente Luca Coscioni, responsabile alle Politiche Sociali dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo.

“È ora di finirla con la politica da salotto televisivo e da figure di scena, è ora di mettere in atto le dovute azioni di parole dette, e mai ratificate. È giunta l’ ora di incominciare a fare politica. Quella politica Democratica finalizzata per il bene di noi tutti.”

Conversazione aperta!

A: Marco Cappato,
m.cappato@radicali.it

Cc: Rocco Berardo
r.berardo@radicali.it

Annalisa Chirico,
annalisachirico@libero.it

Giulia Innocenzi,
giulia.innocenzi@gmail.com

Michele Savino,
savim88@hotmail.it

Conversazione

Dopo e il dibattito “Come e quali credenti, oggi, qui”, tenutosi tra Marco Pannella e Vito Mancuso moderato da Giuseppe di Leo nella serata del 4 settembre alla seconda edizione della scuola estiva Luca Coscioni, mi sorge un dubbio. Rifacendomi al discorso di Vito sul suo disaccordo e sul suo convinto NO riguardo la creazione e manipolazione di embrioni ricavati dall’ uomo per il rispetto della vita, voglio esporre un pensiero personale:

“se la religione Cattolica afferma che solo Dio può decidere sulla vita e la morte, perché la Chiesa permette l’ uso di farmaci e di raffinate tecnologie salvavita? Perché permette la prevenzione, anche se solo in parte trascurando alcuni temi (vedi la contraccezione)? Per curare l’ Anima Cristiana? Ma quest’ azione non è un paradosso? Tutto questo non va contro la volontà di Dio?

Gli embrioni possono salvare una vita umana, come se fossero dei soldati al fronte che si battono per la salvezza di una terra o una causa per loro giusta e per la quale sono pronti a sacrificare la loro stessa vita. Se non riusciamo a togliere questi soldati dalle trincee, perché dovremmo mettere al bando gli embrioni? Viviamo in un mondo sviluppato ed all’ avanguardia, non nel Medio Evo; non ci sono più le streghe da mettere al rogo!”.

Con queste affermazioni, che purtroppo probabilmente non troveranno collocazioni, proseguo il mio dibattito intrapreso tramite Giulia Innocenzi il 5 settembre fuori dalla sala lezioni della Scuola Coscioni, con Marco Cappato via e-mail.

Ho iniziato parlando con Giulia della mancata organizzazione sotto certi aspetti nella Scuola e nell’ Assemblea degli Studenti Luca Coscioni e della scuola per discutere dello Statuto e delle future iniziative politiche. Statuto che poi, visto lo scenario, abbiamo deciso di mettere a votazione on-line.

Poi a te, caro Marco, che ironicamente mi dicevi di lasciar perdere il PD e inevitabilmente anche i GD, ho risposto molto schiettamente che noi studenti Luca Coscioni non possiamo lasciar perdere e denigrare un partito maggioritario che dovrebbe fare opposizione con ferrea determinazione, dovrebbe avere la stabilità della Laicità di Stato ed ha visto candidati noi, anime libere e radicali. Un ulteriore appiattimento di rapporto con i Giovani Democratici significherebbe, per noi, sconfitta e morte certa.

L’ unica soluzione che vedo possibile per tentare di ricevere appoggio sulle nostre proposte è continuare sulle nostre idee senza infangare nessuno, duellando pacatamente quando si può ma anche nervosamente quando le magagne continuano ad aumentare. L’ ho detto anche nel mio intervento [Prima parte] e [Seconda parte]. Con te poi si parlava del PD e di Ignazio Marino.

Il Prof. e Dott. che ha detto di candidarsi per rappresentare la guida del PD, che della Laicità fa scudo e dei Si e dei No fa fioretto, doveva essere un’ arma in più a cui i Radicali potevano aggrapparsi per fare un ragionamento politico differente per sostenerlo, o perlomeno  potevano parlarne più ambiziosamente, soprattutto alle porte di un Congresso che, almeno a parole, si definisce “Democratico”.

La conversazione straordinaria del 28 agosto 2009 tra Marco Pannella ed Ignazio Marino è stata sì un bel dialogo, ma poco significativo per uno scambio politico. Secondo me Luca Coscioni si sarebbe soffermato molto di più sulla libertà di ricerca e sulle cellule staminali embrionali, argomenti neppure lontanamente accennati da Pannella; inoltre avrebbe incentivato la sua Associazione, tanto voluta da Lui stesso, nata nel 2002 la quale, a mio avviso, avrebbe potuto dare innanzitutto maggiore visibilità alla voglia di ricerca del futuro candidato, vedendo in lui un appoggio e un aiuto non da poco per i suoi pensieri.

In fondo, data la scomparsa di Luca, questo discorso avremmo potuto affrontarlo io, Severino Mingroni e tanti altri sul portale dell’ Associazione, magari con una pre-lettera. Nessuno lo ha fatto, tanto meno io che non ho la doppia tessera del Partito Radicale, visto e considerato che 200 Euro mi sembrano davvero troppi per uno studente. Una tessera di Partito non dovrebbe prevedere la “prostituzione”, come suggerirebbe Marco Pannella, perché nelle mie condizioni è cosa davvero impensabile.

A te, invece, Rocco volevo dire bravo perché il 5 settembre, durante la lezione di Picelli, hai fatto un’ azione saggia che, a mio avviso, tutti avrebbero voluto fare ma nessuno ha fatto per mancanza di coraggio, perlomeno non Capriccioli che all’ uscita mi è parso abbastanza scettico. Sei stato l’ unico a chiedere direttamente al Prof. di segnalarci e suggerirci, appena ne avesse avuto il tempo e l’ opportunità, eventuali cambiamenti che, a detta Sua, migliorerebbero il sito e conseguentemente anche la “gestione” dell’ Associazione. Avendo seguito la spiegazione, devo ammettere che su alcuni ragionamenti Picelli non sbagliava affatto. Uno dei problemi riscontrato personalmente e che vi ho ribadito più volte riguarda l’ iscrizione/entrata al Portale: da quando sono state apportate le modifiche per unificare tutta la galassia Radicale, non si riesce più a loggarsi per postare commenti, o quanto meno io non ci riesco. Mi spiego: facendo un nuovo account risulta che il mio indirizzo e-mail è già stato registrato, ma quando digito  nome utente password, appare sempre la scritta: “spiacente, password o nome utente non riconosciuti”, ma ti assicuro che non li sbaglio, perché ho conservato la veterana e-mail d’  iscrizione che ho effettuato lunedì 3 marzo 2008.

Eccoti nuovamente i link dei video [Prima parte] e [Seconda parte] che mi hai chiesto, attenditi anche proposte e iniziative per il VII Congresso dell’ Associazione Luca Coscioni, ci sto’ studiando sù.. ci risentiamo per e-mail.

Attendo i vostrri riscontri, Marco.

Lettera a Franco Dalia ancora sul problema dei Taxi

TaxiDopo essermi infrmato un pò di “Leggi”, si torna a scrivere.

All’ Assessore alla Mobilità,
Franco Dalia
E-mail: fdalia@regione.lazio.it

Egr. Assessore,

mi chiamo Marco Gentili, ho 19 anni e sono affetto da sclerosi laterale amiotrofica famigliare ed essendo responsabile alle politiche sociali dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo vorrei sottoporre alla Sua attenzione un argomento che sta particolarmente a cuore sia a me che ai molti con i quali condivido condizioni e ideali.

Probabilmente conoscerà la situazione italiana riguardante il servizio “Taxi” riservato ai portatori di handicap: al momento la Legge “quadro” n. 21/92 (art. 4) delega  tali discipline e competenze alle Regioni (ex DPR n. 616/77), indicando alcuni Organi periferici (Commissioni Consultive Comunali) per promuovere alcune iniziative settoriali.

Sebbene la suddetta legge stabilisca, anche per le persone in carrozzella, il libero accesso al servizio taxi, i Comuni che si sono adoperati per attuare questo diritto non hanno condizioni normative o regolamentari atte a favorire il suo effettivo funzionamento.  

A tal proposito Le espongo una proposta che credo possa essere “vagliata” dal Suo Assessorato al fine di migliorare la fruibilità di questi trasporti: potrebbe essere attuato, con il rilascio di apposite “licenze” non contingentate, un incentivo Regionale per l’acquisto di Taxi attrezzati per l’handicap o uno sgravio fiscale mirato a tale acquisto?

La Regione Lazio potrebbe, se non ancora posto in essere, assumere un provvedimento legislativo in tal senso con un’adeguata copertura finanziaria anche in riferimento al contributo per eventuali iniziative comunali?

Certo di una Sua riflessione e considerazione per quanto da me sopra esposto ed altrettanto fiducioso di ricevere un Suo parere in merito ad un argomento attuale e scottante, rimango in attesa di una Sua cortese risposta e le porgo i miei più cordiali saluti.

Marco Gentili,
Studente Luca Coscioni e
responsabile alle politiche sociali dei Giovani Democratici
della provincia di Viterbo. 

E-mail: marcoggentili89@alice.it

Luiss ore 16:30 aula Silvano Toti: Il testamento biologico tra libertà di scelta e sacralità della vita

Ieri ho partecipato all’ incontro: Il biotestamento tra libertà di scelta e sacralità della vita organizzato da Annalisa Chirico, Studentessa Coscioni alla quale vanno i miei più graditi complimenti, tenutosi alla Luiss Guido Carli alle ore 16.30 in aula Silvano Toti Viale Romania, 32.

Avrei voluto dare direttamente “brevi manu” al Sottosegretario del Welfare Eugenia Roccella la lettera sul puntatore oculare che avete già letto, revisionata l’ altro ieri proprio per tale appuntamento, ma arrivato a Roma vengo a sapere che la Sottosegretaria aveva disdetto due ore prima e al suo posto avrebbe mandato il Senatore Raffaele Calabrò. La mia lettera perciò l’ ho girata direttamente ad Alfredo Mantovano sottosegretario di Stato al Ministero dell’ Interno, il quale a prima impatto a messo subito le mani avanti affermando come il problema sia di competenza delle regioni.

Ha detto comunque che mi risponderà al più presto. Di seguito riporto la lettera:

5 Maggio 2009

Onorevole Alfredo Mantovano,

chi scrive è Marco Gentili, un ragazzo di 19 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica familiare. Ho un fratello più grande di me, Carlo Gentili, che per la stessa malattia genetica-degenerativa che ci ha colpiti sin dalla nascita. La nostra malattia non ci permette di comunicare come tutti, oralmente, ma le tecnologia ci hanno comunque dato la possibilità di esprimerci attraverso il computer, che riproduce in voce ciò che scriviamo. Mio fratello, però, da anni non è più in grado di usare in maniera autosufficiente il proprio computer, e avrebbe bisogno del puntatore oculare, che traduce il movimento degli occhi in parola.

Da più di due anni combattiamo per avere questo ausilio fondamentale per chi come noi non ha altro modo per comunicare con l’ambiente esterno.

Nel febbraio 2007 rivolgemmo la prima richiesta alla nostra ASL di competenza, la VT2. Da lì siamo stati dirottati verso il Centro per l’Autonomia di Roma, dove per tre volte ci siamo recati inutilmente. Solo al “quarto” viaggio – ormai siamo a settembre del 2007 – potemmo provare il puntatore. L’occhio di mio fratello rispose bene; venne redatta una relazione e poi spedita al Policlinico Gemelli, che è il centro di raccolta e smistamento delle domande. Da qui la nostra richiesta venne inviata al San Filippo Neri.

Da allora la situazione non è cambiata. Nessuna risposta. Solo nel mese di Marzo del 2009 la conferenza Stato-Regioni  ha annunciato uno stanziamento di 10 milioni di euro per l’acquisto di comunicatori e apparecchiature elettromedicali per disabili.

Abbiamo contattato numerose volte il Centro per l’ Autonomia di Roma cercando delucidazioni riguardanti lo stanziamento di quei soldi, ma nessuno sa nulla. Non riusciamo ad avere alcuna informazione dalle istituzioni.

A questo punto io mi rivolgo a lei, sottosegretario Mantovano. E a lei chiedo se mio fratello può ottenere, come molti altri, questo sospirato puntatore oculare.

Non chiediamo un puntatore nuovo, sappiamo che si tratta di costi onerosi. Ce ne basta uno già usato.

Cordiali saluti,
Marco Gentili

Studente Luca Coscioni
Responsabile alle Politiche Sociali dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo.

In ultimo vi faccio presente come mi sia dispiaciuto essere dovuto scappare alla fine dell’incontro e non aver potuto partecipare al dialogo intavolato da Marco Pannella, unico politico rimasto.

Ecco il link di RadioRadicale per chi unque voglia riascoltare la conferenza/incontro di ieri.

Qui sotto invece eccovi riportato il video integrale “Liberi di scegliere?”  mandato in onda per introdurre il dibattito.

[Parte 1]

[Parte 2]

Putatore oculare, storia di un anno e mezzo

Al Sottosegretario al Welfare 
Eugenia Roccella,
roccella_e@camera.it

al Senatore
Ignazio Marino,
http://www.ignaziomarino.it/contatti.asp

al Parlamentare Europeo,
Marco Cappato
m.cappato@radicali.it

al Presidente della Regione Lazio,
Piero Marrazzo
info@pieromarrazzo.it

my-tobii

Eminenti politici, chi vi scrive è Marco Gentili, ragazzo di 19 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica familiare perché, avendo seguito la puntata di Porta a Porta del 23/04/09 e avendo ascoltato il Senatore Ignazio Marino aprire un discorso sul puntatore oculare, voglio cogliere l’ occasione e farvi presente il mio caso. Lei senatore Ignazio Marino mi ha già conosciuto “verbalmente” nella seduta del 28 Febbraio 09, Etica, diritti e Testamento biologico che ha tenuto a Viterbo con Sposetti avendo mandato un mio discorso per e-mail letto durante l’ incontro.

Ho un fratello più grande di me, si chiama Carlo Gentili e per la malattia genetica-degenerativa che ci ha colpiti fin dalla nascita, non è più in grado di usare, in maniera autosufficiente se non con aiuto di una terza persona il proprio computer. Usato, come me per comunicare e relazionare.

Da più di un anno e mezzo abbiamo chiesto, attraverso prove di valutazione fatte al Centro per l’ Autonomia di Roma, il puntatore oculare. Come sapete i fondi e la travagliata vicenda del Ministro Livia Turco, hanno reso complicato il tutto. 

Nel mese di Marzo però,  attraverso la conferenza Stato-Regioni è stato annunciato uno stanziamento di 10 milioni di euro, che le Regioni dovranno utilizzare per l’acquisto di comunicatori e apparecchiature elettromedicali per disabili.

Ora chiamando nuovamente il Centro per l’ Autonomia, per avere delucidazioni riguardanti lo stanziamento di quei soldi, e quindi poter ottenere il Puntatore, non mi hanno saputo rispondere. Per cui visto che avete stanziato questi fondi, questa volta mi riferisco esplicitamente a Lei, Sottosegretario del Welfare Eugenia Roccella, con questi 10 milioni di euro, mio fratello può ottenere, come molti altri un puntatore oculare? Entro quanto tempo? Desidererei avere un riscontro, da tutti, ringrazio e distintamente saluto.

E-mail:  marcoggentili89@alice.it

 

Marco Gentili, Studente Luca Coscioni,
responsabile alle Politiche Sociali dei Giovani Democratici della provincia di Viterbo.

E-mail inviata a Emma Bonino

Uomo-e-Donna

21 Apr. 09, a: e.bonino@radicali.it

Salve Vicepresidente del Senato,

Le voglio fare una proposta.

Le do del Lei perché, non la conosco di persona e la mia giovane età mi spingerebbe inevitabilmente a darglielo. Mi chiamo Marco Gentili ho 19 anni e sono Studente Luca Coscioni. E’ un pò di tempo che le volevo scrivere a riguardo del Libro – Pensionata sarà lei. La donna, la parità, la crisi economica -. Condivido i suoi ragionamenti e il fatto che l’ età pensionabile delle donne dovrebbe venire equiparata. Ma come Lei stessa ammette, sulla donna Italiana grava l’ onere del doppio lavoro non retribuito; infermieristico, della casa e dei figli, peggio ancora se quei figli sono disabili gravi.

Sono un malato di Sla2, sclerosi laterale amiotrofica famigliare, ho anche un fratello nelle mie stesse condizioni più grande di me. Ho una madre che, come capirà “lavora” il triplo se non il quadruplo.

Sono un sostenitore della legge sul prepensionamento dei genitori di figli disabili gravi ma, se passasse, cosa che credo non avverrà mai, proposta nel 2001 con la XIV Legislatura, Governo, Regioni e Comuni potrebbero dire ai disabili e alle loro famiglie: l’ assistenza dei disabili spetta ai genitori che percepiscono anche il prepensionamento e per questo…. quindi il Regime vigente in Italia potrebbe dire addio all’ assistenza personale fornendo l’ alibi allo Stato Italiano di “scaricare” l’assistenza dei disabili.

La proposta che le vado a sottoporle è, invece di lottare e proporre al Ministro Brunetta che, alla donna, madre dei figli disabili venisse riconosciuto il diritto a un “non prolungamento” di cinque anni. Mantenendo così la pensione a 60 anni.

La ringrazio per la lettura e con molta stima la saluto.

Marco.

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