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Archivio per la categoria “Per Tarquinia”

Per un Partito Democratico credibile

Carissimi Democratici,
alla luce dei risultati ottenuti nella prima fase del congresso regionale del PD Lazio, con Enrico Gasbarra che ha ottenuto il 70,01% dei voti e accede così alle primarie del 12 Febbraio 2012, mi accingo insieme a voi ad una riflessione complessiva su questo quadro politico.

So che è stata resa nota la lista dei 22 candidati all’Assemblea Regionale PD in data 31 Gennaio 2012, lista che potrà essere votata non solo dagli iscritti ma da tutti i cittadini. Detto questo, passo a spiegare le varie situazioni che mi hanno spinto verso la decisione di entrare a far parte della lista “Democratici per Gasbarra” e spero di essere il più chiaro e sintetico possibile, per non togliere spazio alle considerazioni personali di ciascuno di voi telematici.

Ho iniziato a percorrere nuovamente nel 2012 la strada verso le regionali supportando con animo fiero il candidato Segretario al PD Marco Pacciotti che, come ben tutti sapete, ha raggiunto solo il 7,34% dei voti dei circoli, risultato dovuto ad una mancata copertura politica di rilievo e ad una azione ritardata rispetto a quanto messo in campo dagli altri candidati per arrivare a queste fasi congressuali.

Ciò non mi ha meravigliato dal momento che chiara era in me, pressappoco, la consapevolezza dell’esito appena descritto. Preso atto dei risultati, mentre mi stavo muovendo, non con poca difficoltà, per presentare una lista nella provincia di Viterbo a “Sinistra con Marco Pacciotti” sempre a supporto di Gasbarra, ho ricevuto una proposta da parte del collega Alessandro Dinelli per creare una lista che potesse dare di nuovo una rappresentanza solida alle diverse anime interne del Partito Democratico ma, allo stesso tempo, sostenere anche tutti i territori della provincia di Viterbo, al fine ulteriore di rispondere alle richieste di unità, modernizzazione e responsabilità che in questi mesi sono arrivate dai circoli.

Ho valutato con attenzione tale proposta e ho risposto affermativamente, nonostante, da buon laico, il retroscena politico di Gasbarra non mi entusiasma moltissimo. Le ragioni per cui mi candido nella lista unitaria sono le seguenti:

1) il fatto di rimanere in una maggioranza coesa mi permette di continuare a portare avanti le mie idee di Sinistra e a incidere sulla situazione sociale e territoriale locale che mi sta molto a cuore;
2) egoisticamente parlando, non mi arrendo al mio desiderio di fare politica come passione quotidiana e di sostenere i miei ideali come cittadino con la C maiuscola.

Quindi il mio aderire alla lista di Gasbarra è un modo per non rinunciare assolutamente ai miei valori politici anche se molto probabilmente potrei non figurare nelle classifiche alte della lista unitaria.

Lavorerò, come sempre, costantemente per non rassegnarmi ad una deriva improvvisata e calcolatrice della politica italiana. Voglio continuare a preservare il patrimonio della migliore sinistra liberale, democratica, radicale e laica. Voglio avere fiducia in alcune persone del centrosinistra che militano nel partito democratico e che, come me, hanno chiara l’idea di costruire la sostanza e non la forma.

È proprio con questo slogan, “la sostanza e non la forma”, che voglio rivolgermi a tutti voi amministratori e cittadini di Tarquinia affinchè domenica 12 febbraio 2012 presso la Sala Conferenze ISDER, dalle 8.00 alle 20.00, in questo rush finale, votino la lista “Democratici per Gasbarra” e coinvolgano in questo anche e soprattutto i cittadini.

Per un partito democratico sempre più coerente, credibile, capace di vincere e governare.

Grazie,
Marco Gentili

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19/08/11 ~ Il merito deve essere sempre premiato! ~

Innanzitutto vi saluto cordialmente anche a nome del Consiglio Comunale dei Giovani, porgendo il mio sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti e soprattutto ai veri protagonisti di questa premiazione: i vincitori di quest’anno.

Sotto l’Amministrazione Mazzola, grazie alla votazione unanime del Consiglio dei Giovani del 19/03/10 su mia proposta per i premi al merito, è stato possibile dar vita per il secondo anno consecutivo a questa iniziativa che ci vede fieri ed orgogliosi di premiare gli allievi Tarquiniesi che si sono distinti nel conseguimento della maturità nell’anno scolastico 2010/2011, rendendoci ancor più speranzosi ed ottimisti nei confronti della nuova generazione che spesso viene anche ingiustamente mortificata e troppo poco spesso gratificata, come ahimè ci insegna la disastrosa sperimentazione del Ministro Maria Stella Gelmini atta a mortificare la scuola più che premiare gli allievi e gli insegnanti che lavorano di più e meglio. A mio avviso va coltivata ed incentivata una cultura che prevede l’esortazione e la gratificazione degli studenti che superano brillantemente la maturità, ma dobbiamo prospettare loro un mondo del lavoro il più adeguato possibile.

I tagli lineari praticati nella Scuola Pubblica non consentono l’auspicata modernizzazione delle nostre “palestre di vita”.

Detto ciò chiudo qui il discorso perché credo sinceramente che in questo giorno di festa debba essere momentaneamente accantonata ogni polemica ed illazione per dedicarsi completamente alla premiazione di coloro che si sono distinti nella massa per i meritevoli risultati.

In ultimo desidero formulare ringraziamenti: a tutti i Dirigenti Scolastici e ai Docenti dei vari istituti per aver contribuito, con il Comune di Tarquinia, alla riuscita di questa consueta manifestazione. E, infine, rinnovo i più vivi complimenti ai premiati con l’augurio di sempre maggiori soddisfazioni per una vita degna di essere vissuta.

Marco Gentili.

Leggi anche l’articolo tratto dal Nuovo Corriere di Viterbo del 21/08/11 e guarda le foto dei premiati.

L’Espresso ed il referendum interno al PD sulla Legge 40

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Con un trafiletto a paggina 22 del quotidiano L’Espresso, si comunica che, dopo la Direzione nazionale del Partito Democratico e l’apertura del nostro Segretario Pierluigi Bersani ai referendum,  la consultazione interna al Partito Democratico nazionale sulla Legge 40 proposta con grandissima determinazione con Emanuele Rallo e company, almeno sulla carta, si terrà. Staremo a vedere. Lunedì prossimo, tramite l’e-mail che mi inoltrerà il sottosegretario di Sandro Gozi, spero di riuscirne a saperne di più.

Link correlati:
Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico;
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

Consiglio Comunale Giovani 10/06/11

OGGETTO: Mozione contraria all’ubicazione della centrale nel nostro territorio del Consiglio Comunale dei Givani di Tarquinia

Premesso che:

–  L’8 e il 9 novembre del 1987 il popolo Italiano si pronunciò su cinque quesiti referendari: due sulla magistratura e tre sul nucleare. Nello specifico sulla fine della produzione di energia nucleare nel nostro paese.

Considerato che:

–  Il 24 febbraio dell’anno 2009, tramite un’intesa tra l’Italia e la Francia, è stato firmato un accordo che vede protagoniste le società ENEL ed EDF, finalizzato alla costruzione di quattro centrali nucleari da 1600 Megawatt per un totale di 6400 Megawatt, per ottenere un incremento della produzione energetica pari al 25% del fabbisogno azionale;

–  con il DDL 1441, contrariamente a tutti i principi che sostengono il federalismo e la partecipazione popolare, si definiscono “criteri e modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti”;

–  le già esigue risorse economiche riservate allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili ed allo studio dell’efficienza energetica, che tra l’altro rappresentano l’unico modo per innovare il sistema energetico nazionale riducendo al contempo le mote emissioni che hanno provocato e provocano tutt’oggi drastiche variazioni climatiche, verrebbero completamente assorbite ed impiegate per la costruzione di Centrali Nucleari. Tutto ciò è profondamente rischioso, soprattutto se si pensa che la crescita del consumo di energie ottenute da combustibili fossili quali carbone, gas e petrolio ha provocato all’umanità intera grandi problemi tra i quali l’inquinamento ed il surriscaldamento della crosta terrestre per non parlare, sul versante politico-economico, delle instabili e precarie relazioni con i paesi produttori di petrolio e ai consequenziali vincoli economici legati al prezzo del greggio;

–  con la scelta di utilizzare tali risorse per la costruzione di centrali nucleari si violerebbe il vincolante accordo europeo 20-20-20, che stabilisce che la riduzione del 20% entro il 2020 di emissioni di CO2 del 1990; l’aumento del 20% delle fonti rinnovabili per la produzione energetica e la consequenziale riduzione del 20% dei consumi energetici complessivi. Questa scelta, quindi, significherebbe far incorrere il nostro Paese in situazioni economiche che graverebbero e si aggiungerebbero a quelle già esistenti scaturite dal mancato rispetto dei parametri di Kyoto.

Rilevato che:

–  è risaputo che in tutto il mondo quella nucleare è una forma di energia in declino e al contempo ne servono di nuove. Si dovrebbe investire e costruire il futuro rivalutando il settore delle energie alternative partendo dalla considerazione del fatto che, ad esempio, l’Italia ha nel sole una grande risorsa naturale e questa è una fonte energetica che, durando certamente per i prossimi quattro miliardi di anni, “rappresenta una stazione di servizio sempre aperta che invia una quantità di energia diecimila volte superiore a quella che l’intera umanità consuma”, come ha confermato il Professor Vincenzo Balzani, chimico molecolare di fama mondiale;

–  nel giro di 50-70 anni le riserve di U235, uranio fissile usato come combustibile nei reattori nucleari, sarà destinato ad esaurirsi e questo causerà un elevato aumento delle spese di approvvigionamento e, quanto al nostro Paese, dato che come per il petrolio, il metano ed il carbone, anche l’uranio si esaurirà, cambieremo fornitori, ma resteremo dipendenti in quanto dovremo comprare l’uranio da chi lo possiede, considerando che comunque si tratta di una fonte di energia destinata ad esaurirsi prima del 2100;

–  seppure tutt’oggi il Governo Berlusconi parli tanto di tecnologia di terza generazione sulla quale si vuole puntare, non esiste alcuna risposta certa, precisa e soprattutto rassicurante in merito alla sicurezza delle centrali, la produzione di scorie e lo smantellamento degli impianti in sicurezza;

–  non si riesce a venire a capo della questione riguardante la costruzione di un inceneritore per bruciare l’immondizia, quindi, non si può pensare di sistemare le grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire.

–   non esiste alcuna soluzione concreta e convincente relativa al problema dello smaltimento delle scorie radioattive e le circa duecentocinquantamila tonnellate di rifiuti radioattivi presenti al mondo sono per lo più stoccate in “depositi temporanei” o rimangono dove vengono prodotti in attesa di essere smaltiti definitivamente non si sa dove né come;

–   lo smantellamento delle Centrali Nucleari che hanno terminato la complessa operazione del ciclo di produzione, pericoloso e molto costoso, prevede l’impiego di grandi risorse economiche. Questa questione viene rimandata in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che il progresso tecnologico renda più facili tali operazioni.

Sottolineato che:

–   la mappa delle centrali in Italia, nello specifico nel Lazio, a Montalto di Castro, che dista solo pochi chilometri da Tarquinia, prevede la conversione della Centrale Termoelettrica ad oggi in attività a nucleare.

IL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI (su proposta del consigliere Gentili) INVITA IL PROPRIO COMUNE:

–   ad adoperarsi nelle sedi istituzionali perché la decisioni popolari scaturite dal referendum del 1987 su scala nazionale vengano rispettate;

–   a rifiutare ed opporsi a qualunque proposta di costruzione di Centrali Nucleari sul territorio comunale e limitrofo se non previa consultazione referendaria delle popolazioni coinvolte nel raggio di almeno 20 chilometri;

–   ad opporsi categoricamente al “commissariamento” degli enti eletti democraticamente nel momento in cui questi si opponessero fermamente all’insediamento di siti nucleari sul territorio proprio e circostante;

–    ad incentivare e sostenere il miglioramento e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sul territorio comunale in quanto, come per l’intera Nazione, di fronte alla sempre crescente domanda, la risposta politica è sempre stata quella di aumentare le importazioni senza valutare che probabilmente la prima cosa da fare sarebbe diminuire i consumi risparmiando energia ed usandola in modo più efficiente. Ciò sarebbe possibile con semplici accorgimenti come ad esempio un miglior isolamento termico delle abitazioni, lo sfruttamento dell’energia geotermica, il potenziamento dei mezzi pubblici e del trasporto di merci su rotaie e via nave;

–   ad invitare a gran voce il Governo Nazionale ad investire le risorse finanziarie per affrontare l’odierna crisi economica in cui verte il nostro Paese, aiutando coloro che ne sono più colpiti: lavoratori, pensionati, aziende ed artigiani piuttosto che proporre e sostenere opere grandi e molto costose come il Nucleare che, oltretutto, entrerebbero in funzione solo dopo il 2020;

–  a trasmettere il seguente odg ai Presidenti della Provincia di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 Tramite il Caogruppo della lista L’Alternativa Dario Brizi

PASSATA ALL’ UNANIMITA’

28/04/11 Il consigliere dei giovani Marco Gentili risponde al presidente Manuel Catini.

La replica alla nota del Presidente del Consiglio dei Giovani.

«Manuel Catini impari a rispettare i regolamenti dell’assemblea». Lo afferma il consigliere Marco Gentili in replica alle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale dei giovani di Tarquinia. «Premetto che questa è l’ultima replica. – prosegue – Tuttavia vedo che, oltre a scrivere i regolamenti insieme al consigliere Marco Carra, Catini si ispira a lui, o perlomeno ne prende in prestito le parole. Nel consiglio comunale del 26 aprile, in risposta al mio discorso, il suo fedele collega ha esordito dandomi del fazioso. Ebbene io certi termini li andrei a ricontrollare sul dizionario. In merito alla mozione presentata, ho appreso dalle responsabili del CILO, il 27 aprile, che al protocollo era stata misteriosamente dispersa e, quindi, visto le mie richieste, ripresentata in tempo utile e come indicato. La scorsa estate (agosto), in una riunione avevo proposto attraverso il consigliere Alessandro Passamonti una mozione riguardante il decreto n. 56 dell’on. Renata Polverini, con il quale si determinava la chiusura dei reparti di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Tarquinia ed il loro accorpamento con il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio di Civitavecchia. Mozione protocollata sempre dal mio capogruppo Dario Brizzi che, non so se Catini ne sia a conoscenza, rappresenta tutti i membri della lista d’appartenenza. Quella mozione non fu più discussa e richiesta perché, forse, evidentemente non ritenuta degna d’importanza. Dal mese d’agosto si è arrivati al consiglio successivo, ovvero quello del 28 febbraio 2011, che si è svolto a mio giudizio illegalmente, perché senza comunicazione ufficiale redatta, protocollata e inviata ai consiglieri tramite la casella e-mail dell’ufficio Informagiovani. Converrai con me, spero, che da quegli uffici risultino molti errori grossolani e da tenere sotto stretta osservazione. Ho saputo, che la mia lista, senza darmi comunicazioni ha richiesto un nuovo consiglio eccezionale proprio per la mozione omessa da Catini. Mi dissocio da quanto deciso con il presidente del consiglio che, alle 15.28 del 27 aprile, mi ha inviato un messaggio chiedendomi le parole ribadite nell’ultima assemblea, mentre ero in piazza Montecitorio con l’associazione Luca Coscioni a manifestare in concomitanza con la ripresa del dibattito del ddl Calabrò “contro” il testamento biologico alla Camera dei Deputati. Catini dovrebbe però sapere che durante le assisi è previsto un verbalizzante. In ultimo visto che egli sa alla perfezione il suo regolamento, applichi anche l’articolo 6 che prevede: I membri del Consiglio dei Giovani cessano dalla loro carica per dimissioni o decadenza. […] La decadenza si verifica, inoltre, per l’assenza ingiustificata a 3 sedute consecutive. Faccio, infatti, notare che alla sua destra da tempo, a meno che la mia prospettiva non mi inganni, vedo sempre riproporsi reiteratamente solamente uno, due, tre o al massimo quattro consiglieri, comprendendo il consigliere Irene Piras che, preciso, appartiene alla lista La Bussola».

Il consigliere comunale dei giovani Marco Gentili

26/04/11 Lettera aperta del consigliere comunale dei giovani Marco Gentili al presidente Manuel Catini

Il consigliere comunale dei giovani di Tarquinia Marco Gentili scrive al presidente Manuel Catini. «Sono ormai stanco di vedere l’organismo apolitico gestito in questo modo. Nonostante lo scorso 6 aprile sia stata protocollata, sempre in nome dell’intera lista L’Alternativa, la mozione antinucleare e contraria all’ubicazione nel nostro territorio di centrali nucleari sempre dal nostro capogruppo Dario Brizzi non è stata da te portata all’ordine del giorno del consiglio comunale dei giovani, seppur ritirata personalmente da te. Forse perché il 19 aprile è arrivato da parte del Governo lo stop al Nucleare per paura di raggiungere il quorum del referendum previsto per il 12 e 13 giugno? O forse perché è tua consueta prassi? Proprio per questi dubbi ho effettuato il mio intervento nel  consiglio comunale aperto di Montalto di Castro che, pure, ha discusso sulla centrale nucleare. L’ottimismo, quello che solitamente ribadisce solamente a parole il primo ministro Silvio Berlusconi, questa volta lo rievoco anch’io, qui, per il nucleare. Nel merito: il primo comma della modifica presentata dal Governo dice: in attesa di ulteriori approfondimenti. E’ chiaro che è una sospensiva e non una bocciatura del piano nucleare così come richiesto nel quesito. Nel metodo poi, non c’è certezza che ci siano i tempi necessari per approvare in modo definitivo la norma, che il Quirinale la approvi così com’è, che sia pubblicata in Gazzetta e che la Cassazione si possa esprimere in tempo utile per il 12 giugno. Ebbene, io avrei voluto parlare della mozione presentata, confrontarmi, discutere ed eventualmente modificarla attraverso emendamenti, ma ho visto solamente la politica del fascino e della propaganda alla volemose tutti bene, per finta però. Non avendolo potuto fare ho preferito abbandonare l’assise sebbene gli altri siano rimasti per approvare l’iniziativa del “Carnevale Estivo”. Vi è stata ancora di più una tua inadempienza molto grave, direi gravissima: ovvero il non rispetto dell’articolo 7 del nostro regolamento che recita testuali parole: Le adunanze del Consiglio dei Giovani sono pubbliche. Per la discussione di argomenti di particolare importanza o per la definizione di orientamenti preliminari su temi di particolare interesse il Presidente, su proposta di almeno un terzo dei membri del Consiglio, convoca il Consiglio dei Giovani in seduta aperta all’intervento dei cittadini singoli e associati, rappresentanti di Enti pubblici e di organismi di partecipazione. Nelle adunanze di cui al presente comma è consentito l’intervento alla discussione degli invitati e del pubblico. Infine, ti comunico che se le cose non cambieranno io ho pronte, nel cassetto, le mie dimissioni da questo organismo che successivamente presenterò alle mani del mio capogruppo, perché a differenza tua, mi vergogno di restare a fare politica senza il rispetto delle regole e dei regolamenti».

Il consigliere comunale dei giovani Marco Gentili

Giornata Mondiale del Rifugiato e del Migrante

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16 gennaio 2011
Piazza G. Matteotti, 6 – 01016 Tarquinia (VT)

 

Buon pomeriggio a tutti voi qui presenti,

come è buon rito da sempre, ringrazio tutti coloro che hanno gentilmente aderito e hanno contribuito a questa mia iniziativa, nata dalla volontà di dar vita ad un incontro che portasse di nuovo al centro dell’attenzione la figura dell’immigrato. Non a caso, ho voluto che tale avvenimento ricorresse proprio oggi, 16 Gennaio, giornata mondiale dedicata al Migrante e al Rifugiato.

Il vero fulcro d’interesse specifico per questa iniziativa è frutto di una sempre più crescente consapevolezza quotidiana sul ruolo di queste persone che per il complessivo benessere sociale ed economico del Paese costituiscono un innegabile valore aggiunto, spesso e volentieri non riconosciuto dalla maggioranza della popolazione italiana. Ogni giorno ci troviamo di fronte a casi di razzismo infondato e di maltrattamenti culturali e ogni giorno ascoltiamo, senza dare la dovuta rilevanza ai diversi contesti, le parole di chi vede solo il lato oscuro del fenomeno, istigato come è dalla cultura della paura e della divisione che imperversa tra tutte le frange della cittadinanza.

Ormai da decenni si è perso l’obiettivo reale della convivenza multiculturale, senza una adeguata comprensione delle dinamiche innanzitutto umane, poi culturali e sociali che sono alla base dei continui e inarrestabili processi di migrazione, che non a caso caratterizzano tutto il mondo. Siamo sempre e solo legati all’imbarazzante pregiudizio culturale che ci fa considerare gli immigrati “persone di utilità” più che persone di “vera individualità”, con diritti umani inviolabili. Siamo anche sempre più spinti a pensare che alimentino l’insicurezza nel nostro vivere quotidiano e a volte, aggiungerei, non in maniera priva di legittime motivazioni. Ma il compito di chi governa e anche di chi come noi si riunisce per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione è quello  di fornire risposte di carattere strutturale e non meramente emergenziale al punto che, come scrivono diversi autori esperti, “l’immigrazione deve essere sapientemente gestita e non solo arginata”. Perchè il concetto di immigrazione non è  univoco ma si intreccia con una moltitudine di temi di pari importanza fra loro quali l’accoglienza dei migranti, le condizioni giuridiche ed economiche che riguardano il loro accesso e il loro soggiorno, il controllo delle frontiere nazionali, la lotta all’immigrazione clandestina, il coordinamento internazionale e la convivenza tra popoli e culture differenti. Servono dunque risposte adeguate. Siamo consapevoli che le identità creano diversità ma non sempre le diversità creano frattura e conflitto. A maggior ragione sforziamoci mentalmente di tenerlo ben presente oggi; la nostra epoca si caratterizza per un’alta mobilità strutturale, mobilità di beni, di servizi, di capitali, di forza lavoro. Come ignorare o sottovalutare il tema immigrazione  in questa fase di interdipendenza globale?

Secondo i dati dell’Indagine ISTAT sulla popolazione straniera in Italia dovuta all’anno 2009 e secondo il Rapporto Migrantes – Italia nel Mondo, nel nostro Paese vivrebbero 4.200.000 immigrati mentre gli italiani residenti all’estero ammonterebbero a circa 4.028.370 milioni. Numeri vertiginosi che ci forniscono la consistenza del fenomeno, ma che a ben vedere si compensano a vicenda, della serie “siamo tutti in movimento”. Perché allora così tanto caos e allarmismo intorno al fenomeno? E forse quella che più spaventa è l’immigrazione clandestina, forse allora non è giusto denigrare l’immigrato che lavora e che da anni tenta di integrarsi nel tessuto sociale italiano perché giorno dopo giorno dimostra di farne parte. Forse è responsabilità del legislatore creare le condizioni affinchè l’Italia si doti di un quadro legislativo che possa regolarizzare gli immigrati che in maniera costruttiva da anni contribuiscono anche al nostro benessere generale e che per molti aspetti si sentono “italiani consanguinei”.  

La legge Bossi-Fini numero 189 del 2002 ha inasprito le regole di soggiorno estendendo i motivi che rendono uno straniero passibile di espulsione tanto che dalla maggior parte è considerata una legge xenofoba e razzista. Con essa e con la legge Maroni si è arrivati ad un punto di stallo favorito anche dalle leggi precedenti che hanno tentato, in maniera non costruttiva e quindi fallimentare, di stabilizzare gli immigrati già presenti da anni in Italia. Ciò è indice di una disgregazione politica e funzionale nei confronti di questo sistema che ha bisogno sempre di più di comprensione e di interventi trasversali, sempre in nome della legalità e dei Diritti Umani.

Ma la prima domanda che sorge è: “Gli immigrati rappresentano una risorsa o un pericolo per il nostro Paese?”. Se non si stabilisce e ci si trova d’accordo almeno su questo aspetto, da dove partire per intavolare un discorso “sano” e coerente? Credo che l’unica risposta veritiera in merito è che gli immigrati possono essere contemporaneamente entrambe le cose: se pensiamo agli imprenditori, dal Nord al Sud infatti, questi sono certamente una risorsa in quanto rappresentano ed occupano praticamente tutta la manodopera a basso costo, con ovvi benefici per i datori di lavoro e le aziende nel loro complesso. Se facciamo riferimento alla gente comune ed alla classe operaia in sè, invece, gli extracomunitari potrebbero essere visti e vissuti come un pericolo perché l’immigrato “ruba il posto di lavoro” che spetterebbe ad un italiano che non si vuole però prestare ad alimentare il circolo vizioso, ingiusto e malato del lavoro sottopagato e sfruttato. Infine e come ho già detto precedentemente, per molti e forse per la maggioranza,  l’appellativo immigrato è sinonimo di criminalità e delinquenza.

Credo che la nostra società abbia impostato male la questione fin dal suo sorgere: a mio avviso dovremmo cominciare a pensare all’immigrato guardandolo non solo in termini di risorsa o problema. Così facendo, infatti, ridurremmo il fenomeno dell’immigrazione e dell’immigrato stesso considerandolo alla stregua di un oggetto inanimato e privo di personalità, che serve solo ad espletare delle funzioni pratiche per dare un contributo solo concreto al complesso ingranaggio del nostro sistema economico.

Spesso, purtroppo, dimentichiamo che non siamo solo “homo economicus” e che, al contrario, a prescindere da razza e cultura, ogni individuo deve essere considerato, valorizzato e rispettato per la propria ed unica individualità, anche interiore.

In conclusione e prima di passare la parola a persone che giorno dopo giorno sono in campo e si battono in nome di questo sentito e complesso e delicato fenomeno, sempre più attuale, nel ringraziarvi per l’attenzione dedicatami, mi congedo citandovi una frase di Vincent Van Gogh, grande maestro di vita e di arte, che racchiude in sé un po’ tutto il senso di quello che stiamo dicendo:  “l’uomo è uno straniero sulla terra e la sua vita un viaggio scosso dalle tempeste”. Per questo dobbiamo essere sempre in prima linea per resistere ai continui ed inevitabili terremoti xenofobi.

Grazie ancora,
Marco Gentili

Congresso di Circolo PD Tarquinia

25 Novembre 2010,
nella sede ISDER, Alberata Dante Alighieri,
Via Mazzini 18/22

 

Care Democratici e Democratiche,

prima che cominciate a riflettere, vi voglio puntualizzare alcune cose.

Lunedì 8 novembre 2010 ero venuto al Direttivo del nostro Partito con entusiasmo Democratico e politico, come sempre del resto. Ma ho sentito solo spiegazioni sulle regole dei Congressi: territoriale e provinciale. Un po’ come quando si leggono le regole del monòpoli, dove tutti sanno già giocare, ma per paura dei futuri  imprevisti si rileggono. Eravamo con i dadi in mano e con la paura fottuta di fare un discorso politico per trovare dei probabili candidati. Eravamo tutti fermi a pescare il calcolo delle probabilità per le liste; Uomo – Donna – Uomo – Donna.

Un bel gioco. Che oltre a lanciare un messaggio di solidarietà, proprio perché è un gioco ci si può permettere di ridere ed inoltre necessita di strategia per decidere cosa costruire: case o alberghi. Personalmente,  preferisco gli alberghi perché sono più democratici.

Dentro la Sezione di Tarquinia, guardando molto approfonditamente vediamo il Parco della Vittoria che si mangia Vicolo corto e Vicolo stretto. Dentro il PD di Tarquinia non voglio più guardare a, lasciatemelo dire qui: solo mediazioni o compromessi democristiani e negoziati socialisti. Il nome che  credevo si potesse fare nel nuovo Direttivo che si era stabilito di fare il lunedì successivo, 15 novembre, almeno a parole se non ricordo male e non ha mai avuto luogo, sarebbe stato un nome concordato dopo una pacata discussione politica tendente ad inaugurare un percorso politico finalizzato e motivato soltanto al benessere dei cittadini.

Con ciò voglio rimarcare il metodo con cui si è arrivati al Congresso PD di Tarquinia: la scelta, sempre a mio avviso, doveva essere imparziale, tenendo conto perlomeno di tutti i tesserati; invece sembra esser fatta solo per ripicca e a nome di qualcun’altro.

Spero che la candidatura a Segretario territoriale possa essere al servizio della politica e del PD di Tarquinia, senza terzi fini, e per il proseguimento dell’amministrazione Mazzola, a cui almeno qui dentro voglio augurarmi che tutti aspiriamo.

Sto seguendo i dati del Congresso provinciale giorno dopo giorno. E la sapete una cosa? Dalle ultime Primarie Nazionali c’è stato un calo vertiginoso dei voti. Questo comporta indubbiamente anche un calo dei tesserati.

Detto questo: mai quanto oggi c’è bisogno di personalità dal netto profilo morale il cui impegno stia sotto il segno della “gratuità” e del servizio alla comunità. Mai come oggi è necessario che i partiti e la politica siano aperti alla società e permeabili ai problemi che la attraversano. Eccovi spiegato il mio ed il nostro supporto alla figura di Alessandro Dinelli a Segretario provinciale. La sua candidatura, secondo me, può intercettare il voto dei nostri elettori delusi riducendo il rischio che vada a rafforzare grillismo e astensionismo. Due pericoli che incombono sui partiti, PD compreso, qui come altrove.

Per tutte queste ragioni lo considero e invito voi a considerarlo come me una vera risorsa per il Partito Democratico di Tarquinia. Tuttavia, oggi siamo anche chiamati a esprimerci sull’intero percorso. Quando si parte è fondamentale avere ben chiaro un traguardo: il nostro è vincere queste e le prossime elezioni amministrative anche in termini di consenso elettorale del PD.

Infine, fatta la mia premessa, come in un lancio casuale di dadi, girati e voltati i dati, mi preme tornare sul tema del Congresso provinciale: mi è venuto da sorridere l’8 novembre quando Daniele Ricci, affermando di non sostenere la candidatura di Alessandro Dinelli, parlò delle scorse “Primarie Bulgare”. Sempre secondo la mia opinabile visione, qui da noi, in realtà, chi punterà a fare nuovamente il “Bulgaro” sul proprio territorio tiene conto proprio delle ex-mozioni e non di un candidato a Segretario provinciale nostrano; tiene conto poi di un porta a porta fatto sotto Congresso il cui fine è solo quello di farci vedere ulteriormente ridicoli agli occhi della gente. Sinceramente, per me, esistono strumenti migliori del suono di un campanello. Ad esempio: i Referendum Interni e le Doparie, ma peccato che la ex-mozione di Bersani e quella di Egidi, attualmente in voga nella Tuscia non le hanno mai nominate, citate e regolamentate. Esistono, appunto, istituzioni di sistemi di consultazione su temi specifici dell’opinione degli iscritti e degli elettori sia a livello locale che nazionale. Le tematiche su cui un certo Dinelli candidato a Segretario provinciale con la lista RiGenerazione Democratica punta, sono: togliere i doppi incarichi PD in provincia di Viterbo; creare un Partito Democratico quotidianamente attivo che vive i problemi dei cittadini; rigenerare un Partito che non deve presentarsi solo con le vesti della burocrazia ma che deve essere soprattutto pensiero riformatore;  guidare un Partito che sappia abbattere le frontiere economiche imposte ed avviare transizioni economiche nuove basate sullo sviluppo delle energie rinnovabili; riorganizzare la struttura del Partito in modo tale che siano i cittadini a scegliere da chi farsi rappresentare e non viceversa; rinnovare il processo di comunicazione, ormai vittima di un potere mediatico dal carattere pressante e ripetitivo. Un Partito, lo ripeto, che adotti i Referendum Interni e le Doparie.

Un Partito laico consapevole di essere l’unico capace di poter garantire i lavoratori in questa lunga crisi. Un Partito convinto che l’elezione di un nostro rappresentante può essere un valido supporto allo sviluppo del nostro territorio ed alla gestione dei problemi derivanti dalla recessione economica in atto. Il ricorso alla cassa integrazione si moltiplica. Il centrodestra provinciale  tuttavia, non sembra mostrare sensibilità nei confronti di queste persone. In questa situazione solo una forza come il Partito Democratico può offrire le necessarie garanzie per evitare effetti drammatici sul piano sociale. Leviamoci dalla mente Futuro e Libertà, casa a Monte Carlo, Bunga Bunga, Fini e company.

Il centrodestra lucra sulle spalle di giovani in disperata ricerca di occupazione, illudendoli con la fantomatica promessa di un posto di lavoro e rivitalizzando nel sistema politico provinciale la patologica pratica del “voto di scambio”. Noi dobbiamo rilanciare l’economia del territorio dando vita ad una task-force per gestire le crisi aziendali e favorendo lo sviluppo e la capacità competitiva delle imprese con misure adeguate, come la riduzione della fiscalità e la modernizzazione delle infrastrutture.

Appurato questo voglio riportarvi alcuni dati estratti dal documento dei Giovani Democratici Provinciali redatto assieme in vista di tutti i Congressi dei Circoli. Se nel 2009 – dati Cgil – nella nostra regione si sono persi 8000 posti di lavoro e i provvedimenti di CIG (cassa integrazione guadagni) sono stati 79.756, ben 4.958 di questi sono stati presi nella provincia di Viterbo. Ad aggravare la situazione del nostro territorio è la scarsissima partecipazione giovanile al mercato del lavoro che vede la Provincia ultima su tutto il territorio regionale con un tasso di attività che non supera il 19.9% (dato aggiornato alla fine del 2007). Nel 2009 il tasso di sviluppo delle imprese industriali del viterbese è risultato pari al meno 2,7%. Attività ed imprese sono state maggiormente influenzate da una bassa richiesta e da un consistente ritardo dei pagamenti da parte dei committenti. Lo scenario dipinto dai dati sopra elencati non è certo dei più rosei, ma vede, per il nostro territorio, la crisi propagarsi in ogni settore: da quello manifatturiero, a quello industriale, dal settore del terziario a quello del turismo.

La provincia di Viterbo può diventare per noi il laboratorio di partenza, dove sperimentare ciò in cui crediamo perché il nostro territorio è ricco di potenzialità di cui forse non ci rendiamo ancora conto. E’ necessario compiere una vera e propria rivoluzione e transitare finalmente in un modello di “terza rivoluzione industriale”, che possa fare perno sui sistemi di energia rinnovabile e dar vita ad un progetto Tuscia che possa ridistribuire la ricchezza a tutta la popolazione territoriale. La provincia di Viterbo può e deve essere un laboratorio di innovazione in questa direzione.

Io sostengo Dinelli per creare un gruppo unito, forte e coeso, superando le vecchie logiche di appartenenza; e se tutto questo andrà in porto, faremo in modo che il Partito risponda in modo propositivo ai problemi concreti del territorio e alle esigenze della cittadinanza locale, ponendo le future basi per sicure linee di sviluppo del Comprensorio.

Solo se saremo animati da questo profondo senso di coesione, se proseguiremo nella strada del coinvolgimento delle persone, se riusciremo a cogliere le istanze della popolazione e l´apporto costruttivo di molteplici soggetti, sarà possibile determinare la condizione per il successo strategico della proposta che stiamo tentando di presentarvi.

Arrivato alla conclusione di questo mio intervento, mi permetto di prendere in prestito da Alessandro una frase che mi è rimasta in mente e che credo possa colpire le coscienze di tutti noi: il Partito democratico deve ritornare ad essere il Partito che: “Non conta le teste, ma che conta sulle teste”. Credendo che ciò possa esprimere il senso del nostro agire, senza ulteriori aggiunte vi porgo i miei più cordiali saluti.

Democraticamente,

Marco Gentili

Assemblea varesina – quelle altre cose lì

All’Assemblea varesina del Partito Democratico il Segretario nazionale ha liquidato tre temi con un’espressione davvero singolare: di quelle altre cose lì si occuperà l’Assemblea di Napoli”. I temi, manco a dirlo, sono i più scomodi per il Partito Democratico e per Bersani: unioni civili, nucleare e testamento biologico. Tutto era nato da tre ordini del giorno che trattavano questi temi e che erano stati ritirati su esplicita richiesta del presidente dell’assemblea e del partito Rosy Bindi che aveva garantito che il Segretario li avrebbe trattati al momento della replica conclusiva dell’incontro. Come detto il Segretario li ha trattati: definendoli “quelle altre cose lì“.

Due giorni di “discussioni” e di interventi, alla fine dei quali il PD pare essersi ritrovato e riunito, a detta di molti. A chiudere l’incontro è stato, appunto, l’atteso intervento del segretario Bersani che rivolgendosi alle forze di opposizione senza usare mezzi termini, le ha riportate, ancora una volta, all’osservazione e all’analisi delle loro responsabilità e priorità attuali, che non sono di certo “quelle altre cose lì“.

Via.. “Pronti a un governo di transizione che cambi la legge elettorale”. Il punto centrale su cui si sofferma il Segretario è il richiamo a tutte le forze dell’Opposizione a un’unione in nome della democrazia, per creare un governo di transizione che dia la possibilità di andare alle elezioni rispettando la costituzione e i diritti dei cittadini, e per difendere il paese da una nuova fase del Berlusconismo.

Poi ci si incontra e come amici fraterni si parla in due e stranamente non si parla dell’Udc e di Casini. O meglio il giornalista se lo scorda. Meglio!

Peccato  che però il mio Sindaco (PD), non ha ancora calendarizzato la mia proposta di Delibera sul Testamento Biologico presentata in Consiglio Comunale dei Giovani il 18 Novembre del 2009. Effettivamente la sua posizione ambigua e la morte di Carlo Chenis (Vescovo di Tarquinia), pace all’anima sua, hanno oscurato la questione. Sarebbe stato più opportuno che il Sindaco di Tarquinia telefonasse a Bersani per sapere quale fosse la linea del partito. Forse dopo l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico che si farà nella città di Pulcinella e del babà, sarà nuovamente tirata fuori e messa a votazione.

Bersani cassa certi temi, forse, perché non li conosce o perché, sempre forse, non li ritiene importanti esattamente come fa una fetta della sua “base”. Se può evita di parlarne perché sa che chi lo sta a sentire pensa che i temi i etici siano una rottura di scatole e lo pensano non solo i cattolici del PD ma anche gli ex diessini. A sentire certi discorsi si ha l’impressione che se Bersani o chi per lui parlasse di diritti civili sarebbe come se parlasse di borsa ad una riunione di apicultori: magari qualcuno ha qualche azione ma gli altri, tutti gli altri, non sanno nemmeno di cosa si tratti visto che la borsa non fa il miele.

Resta il fatto che da semplice Delegato all’Assemblea Regionale  potrò solo vedermi la prossima diretta via streaming di Youdem.TV e sperare che si parli, si discuta e ci si confronti perché, ahimè non potrò presentare alcunché.

Detto questo, dopo aver inviato via e-mail e in forma cartacea la lettera al Segretario chiedendo il Suo aiuto e quello del responsabile all’Organizzazione, Nino Stumpo, che sollecitato più volte non ci ha mai fornito risposte precise sull’Art.28, o meglio non ce le ha mai date, metto la sua immagine di recezione e-mail  anche sul mio Blog.

[Clicca sopra l’immagine per leggere]

[DOCUMENTO REDATTO SULLA DOPARIA PER UNA NUOVA LEGGE 40

Amici, collaboratori e colleghi interessati e sensibili a questi temi, vi chiedo la cortesia di scrivere anhe voi a Pierluigi Bersani

Al Segretario del Partito Democratico,
On. Pierluigi Bersani
E-mail: bersani_p@camera.it

S E D E

Via Sant’Andrea delle Fratte, n.16,
00187 – Roma

I Consultori: No Legge Tarzia!

[Articolo 09/10/10 Clicca sopra l’immagine per leggere]

[Articolo 12/10/10 Clicca sopra l’immagine per leggere]

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