Gentili Marco Weblog

Just another WordPress.com weblog

07/07/11 Marco Gentili in Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni

 

Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio 131 – Roma
Giovedì 7 luglio 2011, dalle 9.30 alle 20.

Salve a tutti, è sempre piacevole ritrovarsi,

sono davvero molto contento di essere stato invitato quest’oggi da Filomena Gallo al Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. In qualità di tesserato dell’Associazione e come militante ed esponente PD, in casa vostra sento la necessità di esprimere la soddisfazione per ciò che si è ottenuto in questi ultimi tempi.

La prima soddisfazione è che durante l’ultima Direzione nazionale del Partito Democratico, dopo un pressing ripetuto e continuo, si è riusciti a portare a casa il riconoscimento del referendum interno sulla legge 40, tramite il sistema della ormai nota “doparia”. Sistema che è stato finalmente riconosciuto e che entro breve tempo, si spera dopo le vacanze estive, sarà ulteriormente esaminato e inserito nello statuto del Partito. Di tutto ciò si deve ringraziare l’On. Sandro Gozi che si è impegnato, riscuotendo esito positivo, a fare procedere verso l’attuazione dell’art. 27 anche durante la conferenza del Partito tenuta dallo stesso Pierluigi Bersani. Proponendo a quest’ultimo una consultazione sull’opportunità di una nuova legge in tema di fecondazione una volta adottato il regolamento attuativo. Inoltre non dimentico il prezioso contributo delle varie persone che hanno gentilmente collaborato alla stesura di un testo base e condiviso, da Emanuele Rallo, Filomena Gallo, Chiara Lalli a coloro che poi lo hanno supportato civilmente e politicamente Raffaele CalabrettaPippo Civati, Cristiana Alicata ed in ultimo Mina Welby.

La seconda soddisfazione, invece, è che i cittadini hanno fermamente preso una netta posizione senza particolari timori su temi importantissimi, quindi si può pensare seriamente che forse qualcosa si sta muovendo e che anche in Italia qualcosa stia cominciando a cambiare o almeno c’è il desiderio e la volontà che questo avvenga.

Il tutto, come spero converrete, ha messo in luce un cambiamento dell’opinione pubblica nazionale sia in relazione al quadro politico che alla volontà di partecipazione alle decisioni da cui dipende il futuro del Paese. Ha sicuramente inciso su questo mutamento la crisi finanziaria internazionale così come la palese incapacità di farvi fronte da parte dell’attuale maggioranza parlamentare, tutta tesa a muoversi su un terreno propagandistico anziché fattivo e per di più condizionata nei tempi e nei modi dell’azione dagli interessi privati del premier.

Anche il mondo della laicità con la sua resistenza ormai quasi decennale alle misure punitive che gli sono state riservate, per me, ha contribuito attivamente a questo mutamento.

Proprio la nostra Associazione, che su questo fronte ha da sempre cercato di dare il suo contributo, modesto ma sincero, spero che se ne compiaccia e si auguri che presto al cambiamento degli umori nazionali faccia seguito la loro registrazione in sede politica e parlamentare affinché possa per lo meno cambiare anche il clima politico e il quadro di risorse erogate al mondo della ricerca scientifica in cui l’attività dell’Associazione Luca Coscioni si muove.                                                                                  

Allora: non lasciamo che la brezza del cambiamento tagli fuori proprio la laicità e la ricerca scientifica, ma impegnamoci, come sempre, a supportare l’ambito della scienza che combatte per la vita, pur lasciando, come del resto è nostro uso e costume, il baluardo della libertà di autodeterminazione di ogni singolo individuo.

Detto ciò, ho appreso che quest’anno la Scuola Estiva degli Studenti Coscioni, purtroppo, quasi sicuramente non si terrà ed ho capito che, benché lo stato di salute economico e finanziario dell’Associazione medesima sia in attivo, manca quasi del tutto una forte capacità attrattiva che permetta di “agganciare” donatori più benestanti i cui proventi andrebbero ad incentivare il già fondamentale supporto finanziario proveniente dai molti donatori, quasi tutti compresi nella fascia dei cinquantenni, impiegati ed operai che destinano il cinque per mille del loro stipendio all’Associazione.

Da sempre, come sapete meglio di me, esiste una distinzione tra sostenitori e contribuenti: i primi sono coloro che versano somme uguali o superiori ai 100 euro tesserandosi, mentre i secondi sono tutti quelli che invece contribuiscono con somme inferiori ai 100 euro magari non iscrivendosi.

Per quanto riguarda questa situazione avanzo una proposta: individuare tra i sostenitori coloro che assiduamente donano il cinque per mille all’Associazione e contemporaneamente rinnovano la tessera ogni anno, e destinare  loro una tessera gold, simile a quella che avete in prospettiva di consegnare alle 277 persone che dal 2001 versano imperterrite la loro quota associativa, prevedendo per loro dei servizi integrativi, migliorativi o alternativi a quelli di cui già molti usufruiscono con il Soccorso Civile. Tramite quel nuovo portale che sentivo essere sempre in fase di ultimazione. Con una base principale però, ovvero quella di riportare, sempre nei diritti della privacy, il proprio reportage attraverso delle schede prestampate,  scaricabili e poi da valutare, in modo da inserirle in maniera più chiara possibile nella nuova sessione. Con l’intento che possa, e debba, essere più funzionale per ogni singolo tema affrontato nell’ausilio che da tempo  stiamo portando avanti.

Ascoltavo anche che molti di voi sono scettici riguardo la Comunity, invece io personalmente proporrei di creare una terza piattaforma, scaricabile gratuitamente, destinata a tutti gli ausili tecnologici per i disabili. Io non sono un tecnico di queste cose, ma ho la fortuna o se vogliamo ho la sventura di avere un puntatore oculare in casa, di cui, come sapete, si avvale mio fratello. E, che molto probabilmente, vedrà, speriamo il più lontano possibile, anche il mio doppio utilizzo. In che modo quindi? Sono dell’idea che si dovrebbe il più possibile fare rete fra queste tecnologie per stilare, in primo luogo, il numero preciso delle persone che ne usufruiscono per poterle informare virtualmente attraverso la rete dei temi dell’Associazione per renderli il più possibile partecipi. Proponiamoci anche di catturare, per esempio, malati europei e transnazionali che attraverso il circuito possano scambiarsi idee e prospettive comuni.

Per quanto riguarda sempre le iniziative politiche presenti e future, da intraprendere con l’Associazione Luca Coscioni, infine, avevo pensato e girato un testo di Legge regionale per il  trasporto di persone con disabilità motoria tramite autoservizi non di linea (Taxi e Noleggiatori Con Conducente) al nostro Tesoriere. Sono consapevole che, stando all’Opposizione della regione Lazio, è tutto più complicato. Anche se, a parer mio, su certe tematiche non ci dovrebbe essere un colore politico più o meno predominante. Dato che, però, attualmente il Segretario dell’Associazione, invece, si trova in maggioranza nel Comune di Milano, malgrado il buco di bilancio ed il fatto che io non sia informato su come sia la situazione dei trasporti di persone con disabilità motoria tramite autoservizi nei Comuni lombardi, si potrebbe pensare di riprendere e rivedere la proposta ed attuarla proprio nel Comune di Giuliano Pisapia, per poi farla girare e circolare a tutti i Comuni limitrofi e dar luogo così ad una divulgazione che molto probabilmente si rivelerebbe proficua per l’intera Italia.

Sperando di non aver annoiato nessuno, bensì aver contribuito all’attività propositiva vi ringrazio ancora dell’invito ed auguro, proprio a tutti, un buon proseguimento dei lavori.

 Laicamente e democraticamente,
Marco Gentili

Qui puoi riascoltare l’intero Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni.

L’Espresso ed il referendum interno al PD sulla Legge 40

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

Con un trafiletto a paggina 22 del quotidiano L’Espresso, si comunica che, dopo la Direzione nazionale del Partito Democratico e l’apertura del nostro Segretario Pierluigi Bersani ai referendum,  la consultazione interna al Partito Democratico nazionale sulla Legge 40 proposta con grandissima determinazione con Emanuele Rallo e company, almeno sulla carta, si terrà. Staremo a vedere. Lunedì prossimo, tramite l’e-mail che mi inoltrerà il sottosegretario di Sandro Gozi, spero di riuscirne a saperne di più.

Link correlati:
Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico;
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

Incontro con l’On. Sandro Gozi per il Referendum interno al Partito Democratico

Ieri, in via Cola di Rienzo, seduti ad un bar con Emanuele Rallo (PD), abbiamo incontrato l’On. Sandro Gozi (Capogruppo PD nella Commissione per le PolitIche dell’Unione europea alla Camera dei Deputati e Presidente dell’Associazione Italia India, nonchè componente dell’ex area Marino) per uno scambio di battute per tornare a parlare del referendum nazionale sulla Legge 40 interno al Partito Democratico.

Dopo avergli ribadito che, in questo percorso, ci siamo confrontati con diverse figure: da Raffaele Calabretta (Ricercatore del Cnr), Pippo Civati (Consigliere regionale in Lombardia del PD), Cristiana Alicata (PD) a Mina Welby (Membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Filomena Gallo (Avvocato, Presidente dell’Associazione “Amica Cicogna”, Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni sempre per la libertà di ricerca scientifica e docente di Legislazione nelle Biotecnologie in campo umano), Chiara Lalli (Docente di Logica e Filosofia della Scienza e di Epistemologia delle Scienze Umane) e molti altri ancora, andando però a sbattere più volte contro il muro purtroppo reale, rappresentato dall’assenza di un regolamento attuativo dell’articolo 27 (in precedenza il 28) del nostro Statuto, siamo subito arrivati al concreto della questione. Per fare in modo che sia svolto un referendum nel Partito, percorso già di per sé complicato, per via delle molteplici sfaccettature democratiche, infatti, ci ha prospettato tre soluzioni possibili:

1) Si consulterà con il Sen. Ignazio Marino (PD) e l’On. Ileana Argentin (PD), più preparati di lui sulla materia, per attendibilità del nostro elaborato e per eventuali correzioni.

2) Si attiverà, con altri Colleghi, a chiedere in Direzione nazionale del Partito Democratico convocata per venerdì 24 giugno alle ore 10.00 presso la sala conferenze del PD in via Sant’Andrea delle Fratte, per procedere nel difficile tentativo di inserire nel nostro Statuto il Regolamento attuativo dell’art. 27. Dove senza quest’ultimo, non possiamo neanche organizzare la raccolta delle firme necessarie allo svolgimento di qualsiasi referendum.

3) Prospettare, con il testo in questione, sempre se eventualmente la Direzione nazionale del Partito non si pronuncera per l’elaborazione di un ragolamento per lo svolgimento dei Referendum interni, la base da cui partire per un vero e proprio disegno di Legge alla Camera dei Deputati, convoilgendo la più ampia partecipazione di Partiti possibili. A partire da noi, al gruppo dei Radicali e allo stesso Benedetto Della Vedova, capogruppo Fli alla Camera per avanzare sull’onda del cambiamento un testo nuovo e non più un testo politicamente asservito ai dettami di stampo clericale.

Perché, anche a parer suo, in Italia la legge 40 sulla “Procreazione medicalmente assistita“, già smantellata, depotenziata e di fatto riscritta negli ultimi anni a colpi di sentenze, non può e non deve essere più accantonata.

Link correlati:
Woodstock Democratica al Campeggio di Andiamo Oltre;
Per una “doparia” nazionale nel PD sulla legge 40;
Doparia Legge 40 – Lettera a Pierluigi Bersani Segretario del Partito Democratico;
Assemblea varesina – quelle altre cose lì.

10/06/11 Discorso in Consiglio Comunale Giovani

Con molta soddisfazione personale trasmetto, dopo il raggiungimento del quorum per il Referendum del 12 e 13 Giogno 2011, l’intervento che ho tenuto il 10/06/11 in Consiglio Comunale dei Giovani di Tarquinia che, oltre a non essere ritenuto degno di risposta dal Presidente Manuel Catini, non avendo ben compreso, forse, il discorso si è permesso nuovamente di chiedermi il testo in contraddizione con i regolamenti che non prevedono che il Consigliere debba presentarne copia al verbalizzante.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]


[1] Che con sorpresa hanno sottoscritto;
[2] Comunicazione di tale Consiglio e da te regolarmente firmata fattaci recapitare per e-mail il 09/06/2011.

Link correlati:
26/04/11 Lettera aperta del consigliere comunale dei giovani Marco Gentili al presidente Manuel Catini;
28/04/11 Il consigliere dei giovani Marco Gentili risponde al presidente Manuel Catini;
Consiglio Comunale Giovani 10/06/11.

Consiglio Comunale Giovani 10/06/11

OGGETTO: Mozione contraria all’ubicazione della centrale nel nostro territorio del Consiglio Comunale dei Givani di Tarquinia

Premesso che:

–  L’8 e il 9 novembre del 1987 il popolo Italiano si pronunciò su cinque quesiti referendari: due sulla magistratura e tre sul nucleare. Nello specifico sulla fine della produzione di energia nucleare nel nostro paese.

Considerato che:

–  Il 24 febbraio dell’anno 2009, tramite un’intesa tra l’Italia e la Francia, è stato firmato un accordo che vede protagoniste le società ENEL ed EDF, finalizzato alla costruzione di quattro centrali nucleari da 1600 Megawatt per un totale di 6400 Megawatt, per ottenere un incremento della produzione energetica pari al 25% del fabbisogno azionale;

–  con il DDL 1441, contrariamente a tutti i principi che sostengono il federalismo e la partecipazione popolare, si definiscono “criteri e modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti”;

–  le già esigue risorse economiche riservate allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili ed allo studio dell’efficienza energetica, che tra l’altro rappresentano l’unico modo per innovare il sistema energetico nazionale riducendo al contempo le mote emissioni che hanno provocato e provocano tutt’oggi drastiche variazioni climatiche, verrebbero completamente assorbite ed impiegate per la costruzione di Centrali Nucleari. Tutto ciò è profondamente rischioso, soprattutto se si pensa che la crescita del consumo di energie ottenute da combustibili fossili quali carbone, gas e petrolio ha provocato all’umanità intera grandi problemi tra i quali l’inquinamento ed il surriscaldamento della crosta terrestre per non parlare, sul versante politico-economico, delle instabili e precarie relazioni con i paesi produttori di petrolio e ai consequenziali vincoli economici legati al prezzo del greggio;

–  con la scelta di utilizzare tali risorse per la costruzione di centrali nucleari si violerebbe il vincolante accordo europeo 20-20-20, che stabilisce che la riduzione del 20% entro il 2020 di emissioni di CO2 del 1990; l’aumento del 20% delle fonti rinnovabili per la produzione energetica e la consequenziale riduzione del 20% dei consumi energetici complessivi. Questa scelta, quindi, significherebbe far incorrere il nostro Paese in situazioni economiche che graverebbero e si aggiungerebbero a quelle già esistenti scaturite dal mancato rispetto dei parametri di Kyoto.

Rilevato che:

–  è risaputo che in tutto il mondo quella nucleare è una forma di energia in declino e al contempo ne servono di nuove. Si dovrebbe investire e costruire il futuro rivalutando il settore delle energie alternative partendo dalla considerazione del fatto che, ad esempio, l’Italia ha nel sole una grande risorsa naturale e questa è una fonte energetica che, durando certamente per i prossimi quattro miliardi di anni, “rappresenta una stazione di servizio sempre aperta che invia una quantità di energia diecimila volte superiore a quella che l’intera umanità consuma”, come ha confermato il Professor Vincenzo Balzani, chimico molecolare di fama mondiale;

–  nel giro di 50-70 anni le riserve di U235, uranio fissile usato come combustibile nei reattori nucleari, sarà destinato ad esaurirsi e questo causerà un elevato aumento delle spese di approvvigionamento e, quanto al nostro Paese, dato che come per il petrolio, il metano ed il carbone, anche l’uranio si esaurirà, cambieremo fornitori, ma resteremo dipendenti in quanto dovremo comprare l’uranio da chi lo possiede, considerando che comunque si tratta di una fonte di energia destinata ad esaurirsi prima del 2100;

–  seppure tutt’oggi il Governo Berlusconi parli tanto di tecnologia di terza generazione sulla quale si vuole puntare, non esiste alcuna risposta certa, precisa e soprattutto rassicurante in merito alla sicurezza delle centrali, la produzione di scorie e lo smantellamento degli impianti in sicurezza;

–  non si riesce a venire a capo della questione riguardante la costruzione di un inceneritore per bruciare l’immondizia, quindi, non si può pensare di sistemare le grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire.

–   non esiste alcuna soluzione concreta e convincente relativa al problema dello smaltimento delle scorie radioattive e le circa duecentocinquantamila tonnellate di rifiuti radioattivi presenti al mondo sono per lo più stoccate in “depositi temporanei” o rimangono dove vengono prodotti in attesa di essere smaltiti definitivamente non si sa dove né come;

–   lo smantellamento delle Centrali Nucleari che hanno terminato la complessa operazione del ciclo di produzione, pericoloso e molto costoso, prevede l’impiego di grandi risorse economiche. Questa questione viene rimandata in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che il progresso tecnologico renda più facili tali operazioni.

Sottolineato che:

–   la mappa delle centrali in Italia, nello specifico nel Lazio, a Montalto di Castro, che dista solo pochi chilometri da Tarquinia, prevede la conversione della Centrale Termoelettrica ad oggi in attività a nucleare.

IL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI (su proposta del consigliere Gentili) INVITA IL PROPRIO COMUNE:

–   ad adoperarsi nelle sedi istituzionali perché la decisioni popolari scaturite dal referendum del 1987 su scala nazionale vengano rispettate;

–   a rifiutare ed opporsi a qualunque proposta di costruzione di Centrali Nucleari sul territorio comunale e limitrofo se non previa consultazione referendaria delle popolazioni coinvolte nel raggio di almeno 20 chilometri;

–   ad opporsi categoricamente al “commissariamento” degli enti eletti democraticamente nel momento in cui questi si opponessero fermamente all’insediamento di siti nucleari sul territorio proprio e circostante;

–    ad incentivare e sostenere il miglioramento e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sul territorio comunale in quanto, come per l’intera Nazione, di fronte alla sempre crescente domanda, la risposta politica è sempre stata quella di aumentare le importazioni senza valutare che probabilmente la prima cosa da fare sarebbe diminuire i consumi risparmiando energia ed usandola in modo più efficiente. Ciò sarebbe possibile con semplici accorgimenti come ad esempio un miglior isolamento termico delle abitazioni, lo sfruttamento dell’energia geotermica, il potenziamento dei mezzi pubblici e del trasporto di merci su rotaie e via nave;

–   ad invitare a gran voce il Governo Nazionale ad investire le risorse finanziarie per affrontare l’odierna crisi economica in cui verte il nostro Paese, aiutando coloro che ne sono più colpiti: lavoratori, pensionati, aziende ed artigiani piuttosto che proporre e sostenere opere grandi e molto costose come il Nucleare che, oltretutto, entrerebbero in funzione solo dopo il 2020;

–  a trasmettere il seguente odg ai Presidenti della Provincia di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 Tramite il Caogruppo della lista L’Alternativa Dario Brizi

PASSATA ALL’ UNANIMITA’

CNB: riformarlo o abolirlo? Contro il monopolio BIOetico

A nome degli Studenti Luca Coscioni vi invito, il prossimo 31 maggio alle ore 10.00 presso il Senato della Repubblica, (Sala dell’ex Hotel Bologna Via di S. Chiara, n.5) a un convegno davvero moLto interessante. A cui, prederanno parte numerosi scienziati e studiosi per capire quali sono le riforme da apportare per impedire la deriva da stato etico dell’attuale CNB e far sì che ogni gruppo di pressione in materia bioetica abbia un uguale diritto di rappresentare le proprie istanze dinanzi al decisore pubblico. 

Come funziona il Comitato Nazionale per la Bioetica?

L’organo di consulenza governativo è chiamato ad esprimere pareri su materie, che toccano i diritti di ciascuno di noi. Com’è composto? Quali sono, se esistono, i requisiti per diventarne membro? Acuni pareri emessi dal CNB hanno suscitato un coro di polemiche perché giudicati in aperto contrasto con la scienza. Ad esempio, il 25 febbraio 2011 il CNB ha emesso un parere favorevole all’obiezione di coscienza dei farmacisti, che si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo.

Quali strumenti esistono contro il monopolio BIOetico?

Si può immaginare n’alternativa alla deriva reazionaria di un organo, che con i suoi pareri influenza ’attività del decisore pubblico?

Di questo e di molto altro parleremo in una tavola rotonda insieme a:

– Gilberto Corbellini
– Stefano Rodotà
– Chiara Lalli
– Carlo Flamigni 
– Cinzia Caporale 
– Piergiorgio Donatelli
– Luigi Montevecchi
– Patrizia Borsellino 
– Giovanni Incorovati
– Emilio D’Orazio 
– Annalisa Chirico
– Marco Cappato 
– Maria Antonietta Farina Coscioni
– Donatella Poretti

Per partecipare è OBBLIGATORIO registrarsi. E’ sufficiente un’e-mail a: chiricoannalisa@gmail.com o info@associazionecoscioni.org – Tel. 06/68979286.

[SCARICA E DIFFONDI, ANCHE TU, AI TUOI CONTATTI LA LOCANDINA DEL CONVEGNO]
[QUI, INVECE, CONFERMA LA PRESENZA ALL’EVENTO FACEBOOK]

Rientro dal Policlinico Agostino Gemelli

Dal ricovero in Ospedale, durato 5 giorni, al rientro alla metodica quotidianità. Entrato venerdì sera e uscito ieri sera. Sono, o meglio siamo, con mio fratello Carlo Gentili, rientrati dalla struttura Ospedaliera del Gemelli. Ricoverati grazie al Dott. Mario Sabatelli neurologo che si occupa, di malattie del Motoneurone (SLA) presso il Gemelli di Roma e alla Dott.ssa Amelia Conte anch’essa neurologo,  per accertamenti e rivalutazione della nostra diagnosi. La nostra patologia, infatti, sembra essere più rara del previsto e proprio per questo, ci verrà effettuata attraverso campioni di sangue, estratti anche ai nostri genitori, una nuova mappatura cromosomica combinata, per proseguire sull’onda scientifica incominciata dal Dott. Enrico Bertini al Bambin Gesù di Roma. Questa operazione, da poco tempo in uso, quindi sperimentale, sarà possibile effettuarla solo grazie all’Associazione ICOMM Onlus per la modica cifra di 2500 euro per ogni singolo individuo. Detto ciò, se ancora in questa nazione, denigrata da molti, la matematica non è un’opinione, faremo spendere a questa Associazione la modica cifra di 10.000 euro, Così, damblè! Per questo quest’anno voglio esortarvi a sostenerla donando il vostro 5xmille inserendo il seguente codice fiscale 08714961003 sula vostra dichiarazione dei redditi.

[Clicca sopra l’immagine per ingrandirla]

In conclusione voglio ringraziare davvero tutti, per la gentilezza e la professionalità dimostrata, cominciando da i succitati nomi, passando alla pneumologa Emiliana Melleo fino all’ultimo portantino di neurologia uomini. Perché, anche da miscredente e agnostico quale sono, non è da tutti ritrovarsi ad avere una stanza con una finestra proprio su San Pietro. Donate! Donate!! Donate!!!

28/04/11 Il consigliere dei giovani Marco Gentili risponde al presidente Manuel Catini.

La replica alla nota del Presidente del Consiglio dei Giovani.

«Manuel Catini impari a rispettare i regolamenti dell’assemblea». Lo afferma il consigliere Marco Gentili in replica alle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale dei giovani di Tarquinia. «Premetto che questa è l’ultima replica. – prosegue – Tuttavia vedo che, oltre a scrivere i regolamenti insieme al consigliere Marco Carra, Catini si ispira a lui, o perlomeno ne prende in prestito le parole. Nel consiglio comunale del 26 aprile, in risposta al mio discorso, il suo fedele collega ha esordito dandomi del fazioso. Ebbene io certi termini li andrei a ricontrollare sul dizionario. In merito alla mozione presentata, ho appreso dalle responsabili del CILO, il 27 aprile, che al protocollo era stata misteriosamente dispersa e, quindi, visto le mie richieste, ripresentata in tempo utile e come indicato. La scorsa estate (agosto), in una riunione avevo proposto attraverso il consigliere Alessandro Passamonti una mozione riguardante il decreto n. 56 dell’on. Renata Polverini, con il quale si determinava la chiusura dei reparti di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Tarquinia ed il loro accorpamento con il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio di Civitavecchia. Mozione protocollata sempre dal mio capogruppo Dario Brizzi che, non so se Catini ne sia a conoscenza, rappresenta tutti i membri della lista d’appartenenza. Quella mozione non fu più discussa e richiesta perché, forse, evidentemente non ritenuta degna d’importanza. Dal mese d’agosto si è arrivati al consiglio successivo, ovvero quello del 28 febbraio 2011, che si è svolto a mio giudizio illegalmente, perché senza comunicazione ufficiale redatta, protocollata e inviata ai consiglieri tramite la casella e-mail dell’ufficio Informagiovani. Converrai con me, spero, che da quegli uffici risultino molti errori grossolani e da tenere sotto stretta osservazione. Ho saputo, che la mia lista, senza darmi comunicazioni ha richiesto un nuovo consiglio eccezionale proprio per la mozione omessa da Catini. Mi dissocio da quanto deciso con il presidente del consiglio che, alle 15.28 del 27 aprile, mi ha inviato un messaggio chiedendomi le parole ribadite nell’ultima assemblea, mentre ero in piazza Montecitorio con l’associazione Luca Coscioni a manifestare in concomitanza con la ripresa del dibattito del ddl Calabrò “contro” il testamento biologico alla Camera dei Deputati. Catini dovrebbe però sapere che durante le assisi è previsto un verbalizzante. In ultimo visto che egli sa alla perfezione il suo regolamento, applichi anche l’articolo 6 che prevede: I membri del Consiglio dei Giovani cessano dalla loro carica per dimissioni o decadenza. […] La decadenza si verifica, inoltre, per l’assenza ingiustificata a 3 sedute consecutive. Faccio, infatti, notare che alla sua destra da tempo, a meno che la mia prospettiva non mi inganni, vedo sempre riproporsi reiteratamente solamente uno, due, tre o al massimo quattro consiglieri, comprendendo il consigliere Irene Piras che, preciso, appartiene alla lista La Bussola».

Il consigliere comunale dei giovani Marco Gentili

27/04/11 Sit-in sotto Montecitorio dell’Associazioni Luca Coscioni

 

Buonasera a tutti,

aderisco a questo presidio in qualità di associato dell’Associazione Luca Coscioni e anche da esponente politico del Partito Democratico. Sono qui insieme a tanti altri compagni di battaglie  e lotte comuni per dare pieno appoggio alla causa che l’Associazione porta avanti e difende ormai da tanti anni in nome del diritto di scelta individuale e libertà personale.

Ho sempre pensato che gli esseri umani sono definiti dalla possibilità di spostare arbitrariamente i confini della propria coscienza, soprattutto di fronte alla sofferenza. Rispetto il Cristianesimo ma non condivido assolutamente il modo in cui antepone il dolore nel percorso verso la fede o, se vogliamo, verso il trapasso. Credo invece fermamente nella vita come un diritto e credo altrettanto fermamente nella libertà di un individuo di scegliere cosa e come decidere della propria persona e, in quanto tale, della propria dignitosa morte.

Oggi qui mi rivolgo principalmente ai nostri Deputati perché è in essi che vogliamo e dobbiamo riporre il senso della battaglia che portiamo avanti. Ricordo ai nostri rappresentanti che è proprio per proteggere la sua dignità di persona che nel settembre 2006 Piergiorgio Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà e per la ricerca scientifica, malato di distrofia muscolare e appeso alla vita tramite i fili di più macchinari, fece pubblicare una lettera tramite anche un videomessaggio al Presidente della repubblica Giorgio Napolitano dall’incipit “Caro Presidente, lasciatemi morire”. Quest’ultime sono state le parole con cui Piergiorgio ha chiesto che venisse riconosciuto il diritto all’eutanasia.

Mi rendo conto, signori Deputati al caldo del palazzo, che l’argomento risulta essere piuttosto delicato tanto che non a caso porta con sé implicazioni di diversa natura: normative, ideologiche, etiche e religiose. Ma come potete assumervi l’onere di non ascoltare il grido di richiesta che proviene da questo sit-in organizzato da persone che, lungi dall’anteporre in questa sede le proprie estrazioni politiche, sono qui invece per farvi comprendere cosa significa sopravvivere nella malattia, anche quando, in aggiunta alle estreme difficoltà, scarseggiano i fondi sociali utili ad una dignitosa e rispettosa degenza.

So che le mie parole scalderanno gli animi di molti e solleveranno, come quotidianamente accade, le più disparate questioni morali e sociali, anche nel mio Partito ad esempio, ma rivolgo a voi questo discorso per aprire un dibattito costruttivo sul diritto a non soffrire.    

Non lasciate che si arrivi a derive ideologiche pericolose. Non usiamo la religiosità in politica. Per favore, se permettessimo la diffusione dentro quel Palazzo del credo di persone come i Testimoni di Geova, i quali sono assolutamente contrari alle trasfusioni di sangue,  potremmo arrivare a vivere un giorno in un’Italia in cui al governo una maggioranza formata da Testimoni di Geova chiuderebbe, per non trasgredire ad uno dei loro fondamentali dogmi religiosi, i numerosi Centri Trasfusionali, negando allo stesso tempo la possibilità di salvare migliaia di vite e di compiere miriadi di interventi medico-chirurgici. L’etica è importante, ma non deve influenzare le norme giuridiche e i dibattiti politici, altrimenti si rischia uno sterile ed ipocrita “non-dialogo”.

Perché non ragionare ancora sul diritto a non soffrire? Dal punto di vista giuridico la vita si sostanzia in un diritto soggettivo assoluto e in quanto tale opponibile erga omnes, cioè nei confronti di tutti. Per cui, associandomi all’idea di tutti i presenti quest’oggi con me, non vedo perché in questa libertà assoluta non debba anche rientrarci il diritto a rinunciare alla vita. Dal punto di vista scientifico siamo tutti creature biologiche che vivono un ciclo di nascita, crescita, invecchiamento e morte che ci portano ineluttabilmente a lottare ogni giorno; quindi non voler lottare per la sopravvivenza si presenta semplicemente come una scelta individuale, contraria, se vogliamo, a quell’istinto di conservazione che ci caratterizza, ma è pur sempre una scelta.

Vado avanti con l’analizzare il tema anche dal punto di vista filosofico perché il corpo è una prigione dell’anima e per molte filosofie la morte non è altro che un ciclico ritorno o un viaggio alla vera scoperta di se stessi, per alcuni una liberazione dal dolore e dalla noia esistenziale.

In conclusione, mi sento per l’ennesima volta di affermare che l’unica cosa che frena le menti di chi è contro l’eutanasia può essere solo la Religione che si dimostra costantemente una delle peggiori prigioni dell’intellettualismo, così come il corpo è per molte filosofie la prigione dell’anima.

La filosofia apre la mente, la religione la oscura!

Grazie,
Marco Gentili

Maggiori informazioni qui

26/04/11 Lettera aperta del consigliere comunale dei giovani Marco Gentili al presidente Manuel Catini

Il consigliere comunale dei giovani di Tarquinia Marco Gentili scrive al presidente Manuel Catini. «Sono ormai stanco di vedere l’organismo apolitico gestito in questo modo. Nonostante lo scorso 6 aprile sia stata protocollata, sempre in nome dell’intera lista L’Alternativa, la mozione antinucleare e contraria all’ubicazione nel nostro territorio di centrali nucleari sempre dal nostro capogruppo Dario Brizzi non è stata da te portata all’ordine del giorno del consiglio comunale dei giovani, seppur ritirata personalmente da te. Forse perché il 19 aprile è arrivato da parte del Governo lo stop al Nucleare per paura di raggiungere il quorum del referendum previsto per il 12 e 13 giugno? O forse perché è tua consueta prassi? Proprio per questi dubbi ho effettuato il mio intervento nel  consiglio comunale aperto di Montalto di Castro che, pure, ha discusso sulla centrale nucleare. L’ottimismo, quello che solitamente ribadisce solamente a parole il primo ministro Silvio Berlusconi, questa volta lo rievoco anch’io, qui, per il nucleare. Nel merito: il primo comma della modifica presentata dal Governo dice: in attesa di ulteriori approfondimenti. E’ chiaro che è una sospensiva e non una bocciatura del piano nucleare così come richiesto nel quesito. Nel metodo poi, non c’è certezza che ci siano i tempi necessari per approvare in modo definitivo la norma, che il Quirinale la approvi così com’è, che sia pubblicata in Gazzetta e che la Cassazione si possa esprimere in tempo utile per il 12 giugno. Ebbene, io avrei voluto parlare della mozione presentata, confrontarmi, discutere ed eventualmente modificarla attraverso emendamenti, ma ho visto solamente la politica del fascino e della propaganda alla volemose tutti bene, per finta però. Non avendolo potuto fare ho preferito abbandonare l’assise sebbene gli altri siano rimasti per approvare l’iniziativa del “Carnevale Estivo”. Vi è stata ancora di più una tua inadempienza molto grave, direi gravissima: ovvero il non rispetto dell’articolo 7 del nostro regolamento che recita testuali parole: Le adunanze del Consiglio dei Giovani sono pubbliche. Per la discussione di argomenti di particolare importanza o per la definizione di orientamenti preliminari su temi di particolare interesse il Presidente, su proposta di almeno un terzo dei membri del Consiglio, convoca il Consiglio dei Giovani in seduta aperta all’intervento dei cittadini singoli e associati, rappresentanti di Enti pubblici e di organismi di partecipazione. Nelle adunanze di cui al presente comma è consentito l’intervento alla discussione degli invitati e del pubblico. Infine, ti comunico che se le cose non cambieranno io ho pronte, nel cassetto, le mie dimissioni da questo organismo che successivamente presenterò alle mani del mio capogruppo, perché a differenza tua, mi vergogno di restare a fare politica senza il rispetto delle regole e dei regolamenti».

Il consigliere comunale dei giovani Marco Gentili

Navigazione articolo